Teatro delle Spiagge Stagione 2025/26 PoliSfonia – Il teatro che ci cambia
«PoliSfonia è più di un cartellone teatrale: è un invito a entrare in un teatro di voci. “Polis” è la comunità, lo spazio condiviso dove ci incontriamo. “Fonia” è il suono, il canto, la vibrazione delle parole. Insieme, diventano un coro vivo che respira con il pubblico e con i tempi del nostro presente.» Così la compagnia Teatri d’Imbarco presenta la nuova stagione del Teatro delle Spiagge, sostenuta da Comune di Firenze, Regione Toscana e realizzata con il contributo di Fondazione CR Firenze.
PRESENTAZIONE
Una città di voci, timide, esplosive, arrabbiate, ironiche. In questa città chiamata teatro, ogni voce diventa più grande quando ne incontra altre.
PoliSfonia è il nostro teatro, un luogo vivo, imperfetto ma ricco di voci, dove quello che accade in scena ti riguarda da vicino. Perché crediamo che “coloro insieme ai quali canti modificano il tuo canto”. E in fondo è così che funziona: quando ascolti un’altra storia, anche la tua cambia. In scena storie, viaggi, segreti, avventure dell’anima e del sogno. Ci sarà chi riderà delle proprie paure, chi si confiderà a tarda notte, chi racconterà di città inquiete, amori complicati e sogni testardi.
Ogni spettacolo sarà un incontro: un momento per lasciarti sorprendere, ridere e piangere liberando la tua mente liberamente, e uscire un po’ diverso da come sei entrato.
PolisFonia è un invito: vieni a cantare la tua parte. Non importa se pensi di stonare, il teatro ha bisogno della tua voce, della tua presenza, dei tuoi sogni.
PolisFonia è più di un cartellone teatrale: è un invito a entrare in un teatro di voci. “Polis” è la comunità, lo spazio condiviso dove ci incontriamo. “Fonia” è il suono, il canto, la vibrazione delle parole. Insieme, diventano un coro vivo che respira con il pubblico e con i tempi del nostro presente.
In un’epoca che spesso ci spinge a rinchiuderci in bolle di opinioni, il teatro torna a essere il luogo dove le differenze non si cancellano ma risuonano insieme. Ogni spettacolo della stagione nasce dall’idea che chi canta accanto a noi cambia il nostro canto: storie intime che diventano universali, voci fragili che trovano forza nel dialogo, corpi che in scena si trasformano e ci trasformano.
Questa stagione raccoglie artisti, drammaturghi e spettatori in un esperimento di comunità con monologhi e confessioni che chiedono ascolto, nuove scritture, gesti condivisi, presenza vivve e cambiamenti sociali, personali e artistici.
PolisFonia è un invito: entrare in teatro non è solo assistere a uno spettacolo, ma prendere parte a un canto collettivo che non sarà mai uguale due volte.
Compagnia Teatri d’Imbarco
La festa d’inaugurazione, targata ancora una volta ‘generazione Z’ – con le due giornate multimediali di “Young Portraits on Stage” a cura di Matilde Zavagli (18 e 19 ottobre) – e l’apertura ufficiale del cartellone di venerdì 24 ottobre – con “Lottavano così come si gioca” di Luca Radaelli diretto da Laura Curino – annunciano un programma che guarda apertamente all’attualità dei nostri giorni e alle sue radici profonde nella storia più recente. Per raccontare con immediatezza le tensioni del presente, come fa l’improbabile dialogo sulle fake news tra un giornalista e un uomo delle pulizie proposto da Fabio Pisano in “Wet Floor” (8 novembre), ma anche i sogni che prendono forma tra passato e futuro, come accade nel nuovo spettacolo di Nicola Zavagli con Beatrice Visibelli e Andrea Zorzi: “La magnifica imperfezione. Giro del mondo su una palla in volo”, un mosaico di immagini e di storie che – a poche settimane dalla doppia vittoria mondiale del volley italiano – restituisce la forza universale dello sport come esperienza condivisa e come linguaggio senza confini, in prima nazionale il 16 e 17 gennaio 2026.
Il risultato è un quadro sorprendente e vivo del mondo in cui abitiamo, capace di intrecciare in un unico canto memoria, cronaca e poesia: dall’immaginario televisivo della generazione X raccontato in “Ecce Robot. Cronaca di un’invasione” di Daniele Timpano (in scena il 20 febbraio, seguito da un laboratorio di 2 giorni tenuto dalla compagnia Frosini-Timpano), all’esperienza di emarginazione e vuoto vissuta dagli adolescenti oggi che è al centro di “Sid. Fin qui tutto bene” (Premio Inbox 2023), uno spettacolo di Girolamo Lucania interpretato da Alberto Boubakar Malanchino, vincitore del Premio Ubu 2023 come miglior attore under 35 (29 marzo).
Ognuno degli spettacoli in calendario dal 24 ottobre 2025 al 29 aprile 2026 diventerà un incontro corale tra comunità e storie. In «una città chiamata teatro», dove «ogni voce diventa più grande quando ne incontra altre».
Tra il 30 ottobre e il 30 novembre, la conversazione tra teatro e città continua nell’ambito dell’Autunno fiorentino. Si parte partirà il 30 ottobre (in collaborazione con l’Associazione Catalyst) con “A volo d’angelo” di Federica Cottini, lo spettacolo vincitore del FringeMi Festival 2025; il 21 novembre (in collaborazione con Associazione Teatro Puccini) sarà la volta di “Anime fragili. Viaggio nelle fragilità del nostro tempo con Platone e Aristotele” di Matteo Saudino, con la cantautrice genovese Giua; mentre il 23 novembre (in collaborazione con Cirk Fantastik) sarà in scena “Zona Franca” di Federica Mafucci, vincitore del Milano Fringe Off 2022, dove poesia e risate si incontrano per parlare di follia. Si chiude con il ritorno di ReStart! L’Arte che resiste: l’arte come forma di resistenza a 80 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale a cura di Teatri d’Imbarco: sul palco, “Storie di Villa Triste” di Nicola Zavagli, con Beatrice Visibelli e gli allievi del laboratorio di teatro Drammaturgie Resistenti (29 novembre) e “L’Europa s’è desta” di Matteo Bacchini (30 novembre), un viaggio rivoluzionario attraverso la storia dell’Inno alla gioia di Schiller e Beethoven, oggi inno europeo e simbolo di fratellanza.
PoliSfonia continua fino al 29 aprile, raccogliendo «artisti, drammaturghi e spettatori in un esperimento di comunità con monologhi e confessioni che chiedono ascolto, nuove scritture, gesti condivisi, presenze vive e cambiamenti sociali, personali e artistici.»
In scena, il volto grottesco del potere: “Ubu re, Ubu chi” dei Kanterstrasse, una drammaturgia di Simone Martini ispirata al capolavoro di Alfred Jarry (5 dicembre); il conflitto tra verità, giustizia e convenzione: “Il segreto” del Teatro dei colori, uno spettacolo di Gabriele Ciaccia e Francesco Manetti tratto da Il segreto di Luca di Ignazio Silone (11 dicembre); il bisogno universale di conoscersi ed esserci tra identità e relazione, corpo e voce: “Però chiamami” della coreografa Giulia Ciani – Compagnia XE (20 dicembre); la ludopatia e il possibile riscatto: “GAP – Gioco d’Azzardo Patologico” uno spettacolo di e con Stefano Ledda prodotto da teatro del Segno (25 gennaio); il mito della ribellione: ”Umanità Nova. Cronaca di una mancata rivoluzione mancata”, una produzione Sciara Teatro e Carullo-Minasi (31 gennaio); la ricerca di se stessi tra desiderio e realtà: “Affogo” di Dino Lopardo, premiato al Torino Fringe Festival 2024 (8 febbraio); il rapporto tra cibo e religione: “A tavola con Dio” di Andrea Bigalli e Leonardo Romanelli (26 febbraio); la condizione precaria degli artisti: “Sarà per la prossima volta”, il ritratto amaro e esilarante di un artista dimenticato, disegnato dall’umorismo feroce di Andrea Muzzi (in anteprima assoluta il 14 e il 15 marzo); la lotta contro la mafia: “La partita non è ancora finita” di Marco Mittica per Compagnia On-Art, che racconta l’eroismo di Falcone e Borsellino attraverso lo sguardo sognante di un bambino (22 marzo); il riconoscimento del talento femminile nella storia e nella scienza: “Hedy Lamarr. Una donna tra genio e bellezza” di Barbara Alesse (18 e 19 aprile). Si chiude con la rivisitazione di un classico, l’unico proposto in questa stagione, – il “Tartufo” di Moliere (29 aprile). Firmato da Domenico Ammendola per Teatro Nove, lo spettacolo ci mostra tutta la sconcertante attualità di una satira che denuncia l’ipocrisia della distanza tra essere e apparire. Oggi come ieri.
«PoliSfonia racconta un teatro che non è solo spettacolo, ma spazio vivo di relazione, ascolto e confronto. – dichiara Giovanni Bettarini, assessore alla cultura del Comune di Firenze – È un progetto culturale che intreccia linguaggi, generazioni e temi cruciali della contemporaneità, restituendo al teatro il suo ruolo originario: essere luogo di comunità, riflessione e cambiamento. Siamo orgogliosi di sostenere questa stagione che parla alla città e con la città, coinvolgendo artisti, giovani e pubblico in un percorso condiviso di crescita e consapevolezza.»
«Fondazione CR Firenze sostiene dal 2019 la stagione teatrale del Teatro delle Spiagge, radicato nella periferia fiorentina – afferma Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze -.
Uno spazio che è diventato, negli anni, grazie all’offerta di spettacoli teatrali un luogo di comunità, incontro e sperimentazione. La cultura è la prima infrastruttura sociale e supportare il Teatro delle Spiagge significa, infatti, contribuire alla rigenerazione socioculturale di tutta l’area delle Piagge, investendo in partecipazione, bellezza e identità”.»
Teatro delle Spiagge – Stagione 2025/26
PoliSfonia – Il teatro che ci cambia
CALENDARIO
Venerdì 17 > domenica 19 ottobre dalle ore 18.00
YOUNG PORTRAITS ON STAGE
Festival multimediale con apericena
Venerdì 24 ottobre ore 21.00
Teatro Invito presenta
LOTTAVANO COSÌ COME SI GIOCA
di e con Luca Radaelli – regia Laura Curino
Giovedì 30 ottobre ore 21.00
Binario Vivo – Teatro Nuovo di Pisa, Teatro della Cooperativa Milano presentano
A VOLO D’ANGELO
testo e regia Federica Cottini – con Michelangelo Canzi
Sabato 8 novembre ore 21.00
L’Effimero Meraviglioso presenta
WET FLOOR
di Fabio Pisano – con Daniel Dwerryhouse e Federico Giaime Nonnis – regia Maria Assunta Calvisi
Venerdì 21 novembre ore 21.00
Fuorivia e Pilar Ternera presentano
ANIME FRAGILI. Viaggio nelle fragilità del nostro tempo con Platone e Aristotele di Matteo Saudino – con la partecipazione musicale di Giua
Domenica 23 novembre ore 16.30
Teatro C’art presenta
ZONA FRANCA
di e con Federica Mafucci – regia André Casaca
Sabato 29 novembre ore 21.00
STORIE DI VILLA TRISTE
testo e regia Nicola Zavagli – con Beatrice Visibelli e con gli allievi del laboratorio di teatro ‘Drammaturgie Resistenti’. A seguire talkback a cura di Matteo Mazzoni Direttore dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea.
Domenica 30 novembre ore 16.30
L’EUROPA S’È DESTA
da un’idea di Luigi Pagliarini – drammaturgia di Matteo Bacchini – con Gabriele Tondelli e la partecipazione del Coro Adorno di Reggio Emilia
Venerdì 5 dicembre ore 21.00
Kanterstrasse presenta
UBU RE, UBU CHI?
drammaturgia e regia Simone Martini – con Daniele Bonaiuti, Simone Martini, Alessio Martinoli
Govedì 11 dicembre ore 21.00
Teatro dei Colori presenta
IL SEGRETO
di Gabriele Ciaccia e Francesco Manetti – regia Gabriele Ciaccia
Sabato 20 dicembre ore 21.00
Compagnia XE presenta
PERÒ CHIAMAMI
coreografia Giulia Ciani – con Viviana Angelillo, Giulia Ciani, Fabrizio Mangani, Luca Muratore, Alessandra Passanisi, Lapo Sieni
Venerdì 16 e sabato 17 gennaio ore 21.00 – domenica 18 gennaio ore 16.30
Teatri d’Imbarco presenta
LA MAGNIFICA IMPERFEZIONE. Giro del mondo su una palla in volo
con Andrea Zorzi e Beatrice Visibelli – testo e regia Nicola Zavagli
Domenica 25 gennaio ore 16.30
Teatro del Segno presenta
GAP – Gioco d’Azzardo Patologico
di e con Stefano Ledda – consulente scientifico Rolando De Luca, psicologo e psicoterapeuta
Sabato 31 gennaio ore 21.00
Sciara Teatro e Carullo-Minasi presentano
UMANITÀ NOVA. Cronaca di una mancata rivoluzione
con Giuseppe Carullo – regia Cristiana Minasi – drammaturgia di Fabio Pisano
Domenica 8 febbraio ore 21.00
Gommalacca Teatro con il sostegno della residenza artistica Il filo immaginario presentano
AFFOGO
scritto e diretto da Dino Lopardo – con Mario Russo e con Alfredo Tortorelli
Venerdì 20 febbraio ore 21.00
Frosini/Timpano – Gli Scarti e Kataklisma teatro in collaborazione con Armunia presentano
ECCE ROBOT. Cronaca di un’invasione
testo, regia e interpretazione Daniele Timpano
La Compagnia sarà ospite del Teatro delle Spiagge anche sabato 21 e domenica 22 febbraio per un laboratorio teatrale; maggiori informazioni sul sito e sulle nostre pagine social.
Giovedì 26 febbraio ore 21.00
A TAVOLA CON DIO. Una lezione spettacolo sul cibo e le religioni
di e con Andrea Bigalli e Leonardo Romanelli
Sabato 14 ore 21.00 e domenica 15 marzo ore 16.30
SARÀ LA PROSSIMA VOLTA
di Andrea Muzzi – con Andrea Muzzi e Arturo Muzzi
Domenica 22 marzo ore 16.30
Compagnia On-Art presenta
LA PARTITA NON È ANCORA FINITA
di Marco Mittica – con Marco Mittica, Chiara Bonfrisco, Fabio Biaggi – regia Matteo Bartoli
Domenica 29 marzo ore 16.30
Cubo Teatro presenta
SID. Fin qui tutto bene
scritto e diretto da Girolamo Lucania – con Alberto Boubakar Malanchino
Sabato 18 ore 21.00 e domenica 19 aprile ore 16.30
Seven Cults presenta
HEDY LAMARR. Una donna tra genio e bellezza
di Barbara Alesse – regia Filippo d’Alessio – con Maddalena Emanuela Rizzi
Mercoledì 29 aprile ore 21.00
Nove Teatro presenta
IL TARTUFO
da Molière – regia Domenico Ammendola – con Andrea Avanzi, Victoria Vasquez, Matteo Baschieri, Fabrizio Croci, Valentina Donatti, Carlotta Ghizzoni, Paolo Zaccaria
Teatro delle Spiagge – Stagione 2025/26
PoliSfonia – Il teatro che ci cambia
SCHEDE SPETTACOLI
Venerdì 17 > domenica 19 ottobre dalle ore 18.00
YOUNG PORTRAITS ON STAGE
Portraits On Stage è la rassegna multidisciplinare dedicata all’incontro tra il teatro e le arti visive. Da qualche anno la rassegna è interamente dedicata, ideata e realizzata dalla generazione Z, declinata in diversi linguaggi artistici: dallo spettacolo al cinema, dalla letteratura al podcast, in un programma fortemente improntato al futuro. La direzione artistica è a cura di Matilde Zavagli.
PROGRAMMA
sabato 18 h 18 presentazione del libro Brutale di Salvatore Falzone
in collaborazione con Libreria Florida Firenze e casa editrice 66THAN2ND
A seguire apericena e musica live con Yellow Pecore
h 20.30 Proiezione di “Laramie, Italia” documentario di Martina Arrigoni
domenica 19 h 18.00 “meteoriti dal Pianeta Z”
A seguire apericena e musica live con acero
H 20.30 proiezione di “Escuchame”
documentario di Russo, Marchiani, Franceschini e Magnani
Venerdì 24 ottobre ore 21.00
Teatro Invito presenta
LOTTAVANO COSÌ COME SI GIOCA
di e con Luca Radaelli
regia Laura Curino
Uno spettacolo di narrazione e canzoni (De André, Lolli, Guccini, Gaber) per raccontare gli anni ’70: giovinezza, musica e lotte civili in un periodo rivoluzionario. Anni di piombo. Questa etichetta si è appiccicata all’adolescenza di un’intera generazione di ragazzi, fino quasi a farli sentire in colpa di essere cresciuti proprio in quegli anni e di avere riso e amato e gioito in quegli anni, anni in cui il piombo delle pallottole esplodeva troppo spesso. Il piombo però è anche il grigio della nebbia, che in quegli anni copriva Milano, ed è pure il materiale che si usava nelle rotative per i giornali: la vera scenografia di un periodo in cui si leggeva e si discuteva moltissimo. Una variopinta galleria di personaggi compone questo spettacolo, in equilibro tra la sorridente nostalgia per la giovinezza, la passione e lo slancio per le lotte civili e politiche, la paura per gli scontri violenti e la gioia di aver attraversato un momento esaltante carico di energia “rivoluzionaria”. La provincia italiana fa da sfondo alla ricostruzione di vicende contraddittorie, a volte epiche, a volte tragiche. Un gruppo di ragazzini che “lottavano così come si gioca”, con l’illusione di poter cambiare il mondo. La narrazione si fonde alle canzoni di De André, Lolli, Guccini, Gaber e Stormy Six per fare luce su un periodo dipinto quasi sempre a tinte fosche. Uno spettacolo dedicato a una generazione che, forse, non ha perso del tutto.
Giovedì 30 ottobre ore 21.00
Spettacolo promosso in collaborazione con Associazione Catalyst per Autunno Fiorentino 2025
Binario Vivo – Teatro Nuovo di Pisa, Teatro della Cooperativa Milano presentano
A VOLO D’ANGELO
testo e regia Federica Cottini
con Michelangelo Canzi
scene Mattia Franco, Alice Capoani – costumi Nunzia Lazzaro, Fabiola Soldano
Vincitore del premio FringeMi Festival di Milano 2025 e di Teatri Riflessi 10 di Zafferana Etnea 2025 (Best Dramaturgy Federica Cottini e Best Performer Michelangelo Canzi)
La memoria di una storia recente, avvenuta a pochi passi da noi, di cui però sappiamo molto poco. Crazy Bosnian guy è una guida turistica e ci accompagna per le strade della sua città, Mostar, nel sud della Bosnia Erzegovina. È un personaggio loquace, sopra le righe: il suo soprannome, se l’è guadagnato sul campo. Mentre il tour procede, veniamo risucchiati nel turbine dei ricordi. Crazy Bosnian guy negli anni Novanta era un ventenne: la guerra nei Balcani è viva nella sua memoria. Ci parla della ricchezza della Jugoslavia di Tito, del crollo della confederazione, dell’avvento di governi instabili, del sentimento jugonostalgico. E della situazione attuale, definita dagli stessi abitanti ‘una polveriera pronta ad esplodere’. In cosa era diversa la situazione balcanica da quella dell’Europa di oggi, dai nostri governi che tendono sempre più a un isolamento nazionalista? Possiamo imparare qualcosa dal passato per non ripetere oggi ciò che è stato?
Sabato 8 novembre ore 21.00
L’Effimero Meraviglioso presenta
WET FLOOR
di Fabio Pisano
con Daniel Dwerryhouse e Federico Giaime Nonnis
regia Maria Assunta Calvisi
Ben è un giornalista rampante, sicuro di sé. Ruth un signore delle pulizie intento a pulire il pavimento. Quando Ben sta per uscire dalla stanza, Ruth glielo impedisce: il pavimento è bagnato. Inizia un dialogo serrato tra i due, da cui affiora a mano a mano le vere intenzioni di Ruth, legate a un passato che li vede entrambi protagonisti. Verità e finzione si confondono in un piano vendicativo in cui riconoscere vittima e carnefice è sempre più difficile. Finché la verità di Ruth fa i conti con una realtà che sovrasta le sue intenzioni. Il testo, scritto nel 2018 dal pluripremiato giovane drammaturgo Fabio Pisano, pone la questione, quantomai attuale, dell’informazione, della veridicità delle notizie, del giornalismo e dei social che le amplificano senza una verifica seria e puntuale generando, a volte, drammi irreparabili.
Venerdì 21 novembre ore 21.00
Spettacolo promosso in collaborazione con Associazione Teatro Puccini per Autunno Fiorentino 2025
Fuorivia e Pilar Ternera presentano
ANIME FRAGILI. Viaggio nelle fragilità del nostro tempo con Platone e Aristotele
di Matteo Saudino
con la partecipazione musicale di Giua
Un viaggio profondo nelle fragilità dell’uomo contemporaneo, accompagnato dalle riflessioni senza tempo di Platone e Aristotele. Oggi, più che mai, il nostro tempo appare segnato dalle incertezze esistenziali: dalla solitudine che avvolge l’individuo alla crescente difficoltà di comunicare autenticamente, dall’assenza di verità alla crisi della politica, dalle inquietudini sollevate dalla tecnologia alle paure ataviche legate alla morte, un tabù che, nonostante i secoli, continua a essere irrisolto. Lo spettacolo, ispirato all’omonima pubblicazione di Matteo Saudino per Einaudi, ci invita a riflettere su come le intuizioni dei grandi filosofi dell’antichità possano ancora oggi offrirci chiavi di lettura per affrontare le sfide e le trasformazioni dell’Occidente contemporaneo. Platone, con la sua visione della realtà come mondo delle idee, ci spinge a cercare la verità oltre le apparenze, mentre Aristotele, con la sua riflessione sull’etica e sulla felicità, ci invita a coltivare la virtù come strada per vivere una vita piena e autentica.
Domenica 23 novembre ore 16.30
Spettacolo promosso in collaborazione con Cirk Fantastik per Autunno Fiorentino 2025
Teatro C’art presenta
ZONA FRANCA
di e con Federica Mafucci
regia André Casaca
Vincitore del primo premio al Festival di Teatro Contemporaneo Crashtest di Valdano 2020 e del Premio PalcoOff del Milano Fringe Off 2022 con menzione speciale da parte della giuria dei ragazzi
Zona Franca è il territorio dove vivere la propria follia come atto di libertà. Un luogo dove venire trasportati all’interno di un mondo libero e fantasioso, ma con la profondità di una vita difficile e ai margini, di Franca, la protagonista dello spettacolo. Franca è un personaggio in crisi, sospesa tra la sua realtà e il mondo che la circonda, che sembra sfuggirle ogni giorno di più. Attraverso un dialogo diretto con il pubblico, racconta “storie di ordinaria follia” giocando con il divertimento e il dramma del vivere quotidiano, coinvolgendo il pubblico dentro un vortice di sensazioni familiari da condividere ed esorcizzare attraverso la comicità. La sua crisi è la nostra: una crisi umana, fatta di paure, egoismi e distanze. Con il suo sguardo autentico e il lirismo della semplicità, ci invita a riflettere su amore, fragilità e connessioni. Franca è sempre sull’orlo del precipizio, ma non teme il vuoto: guarda sempre in alto, in un’altra dimensione. Chi sono i veri matti? Noi o loro? Con semplicità e disarmante ironia, ci interroga sullo spazio che diamo a queste persone nelle nostre città, nelle nostre vite. Per 50 minuti, hanno avuto l’ascolto che meritano. Noi in silenzio, ad ascoltare. 50 minuti di riscatto. Uno spettacolo comico e lirico, tenero e feroce.
Sabato 29 novembre ore 21.00
Nell’ambito delle iniziative RestArt! Arte per resistere a cura di Teatri d’Imbarco per Autunno Fiorentino 2025
STORIE DI VILLA TRISTE
testo e regia Nicola Zavagli
con Beatrice Visibelli e con gli allievi del laboratorio di teatro ‘Drammaturgie Resistenti’
Questo non è uno dei soliti processi. Questa è una pagina della storia d’Italia e del mondo. Tra cinquant’anni anche la vostra sentenza sarà esaminata come documento di un’epoca: questi orrori saranno cancellati e riscattati dalla storia se voi li condannerete, se voi li rinnegherete con la vostra giusta severità. [Piero Calamandrei]
Partendo dall’immaginaria ricostruzione del processo alla banda Carità, preso nel suo momento topico dell’arringa di Piero Calamandrei, lo spettacolo porta in scena i testimoni di quel tragico periodo, uomini e donne fiorentini che sulla loro pelle, e spesso con la vita, pagarono per i loro grandi ideali di libertà. Una delle pagine più incredibili della storia di Firenze durante l’occupazione nazifascista. Le parole di Calamandrei, di profondità sorprendente, grande poesia e valore morale, rimbombano nel pubblico che viene così chiamato a sentirsi vero giudice di questo processo. Per tornare alle radici della nostra libertà, per ricordare che la “grande storia” ci è vicina e che anche la libertà ha avuto un prezzo e difenderla sopra ogni cosa è un valore che non si può ignorare.
A seguire talkback a cura di Matteo Mazzoni Direttore dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea.
Domenica 30 novembre ore 16.30
Nell’ambito delle iniziative RestArt! Arte per resistere a cura di Teatri d’Imbarco per Autunno Fiorentino 2025
L’EUROPA S’È DESTA
da un’idea di Luigi Pagliarini
drammaturgia di Matteo Bacchini
con Gabriele Tondelli, la voce di Fabrizio Croci e il Rinaldi Consort (Maurizio Cadossi al violino, Giovanna Vivaldi al violoncello, Renata Nemola al pianoforte e i tenori Fabio Furnari e Luigi Pagliarini)
e con la partecipazione del Coro Adorno di Reggio Emilia
Un viaggio rivoluzionario tra storia e arte nella vita di Ludwig van Beethoven, attraverso i suoi Volkslieder (canti popolari) e le sue marce militari. Prosa e musica si intrecciano per ricomporre il profilo umano e artistico del compositore, ma anche la storia dell’Inno alla gioia di Schiller e Beethoven, oggi inno dell’Unione Europea e simbolo della fratellanza dei popoli.
Venerdì 5 dicembre ore 21.00
Kanterstrasse presenta
UBU RE, UBU CHI?
drammaturgia e regia Simone Martini
con Daniele Bonaiuti, Simone Martini, Alessio Martinoli
scene Eva Sgrò
Uno spettacolo trasversale, pensato per parlare sia agli adulti che ai bambini. La pièce segue le avventure dell’assurdo e cattivissimo Padre Ubu (una sorta di sbilenco Macbeth), capitano dei dragoni, officiale di fiducia di Venceslao Re di Polonia, e della perfida e ingannevole Madre Ubu, sua moglie. Padre Ubu, spinto dalla Madre e con l’aiuto del capitan Bordure, uccide il Re Venceslao impossessandosi del trono di Polonia ma, una volta conquistato il potere, non si preoccupa minimamente di conservarlo finendo in fuga dalla sua terra a bordo di una nave. Ubu Re parla di politica, di colpi di stato e di guerre, di salite e veloci discese, parla di noi e a noi. Un testo sempre attuale, perché in fin dei conti, le regole alla base del gioco sono sempre le stesse: il potere, la ricchezza e l’ingordigia che porta a consumare e a consumarsi sempre troppo velocemente.
Govedì 11 dicembre ore 21.00
Teatro dei Colori presenta
IL SEGRETO
ispirato a Il segreto di Luca di Ignazio Silone
di Gabriele Ciaccia e Francesco Manetti
regia Gabriele Ciaccia
spazio Roberto Santavicca – suono luce Boris Granieri
Il segreto di Luca fu scritto da Ignazio Silone nel 1956. All’origine del romanzo, un caso giudiziario intriso di elementi autobiografici. Andrea Cipriani, antifascista esiliato, torna al suo paese, Cisterna dei Marsi, dopo la Liberazione. Mentre tutti si aspettano una sua prossima candidatura alle elezioni, un incontro stravolge i suoi piani. Luca Sabatini, graziato dopo quarant’anni di ergastolo per un delitto mai commesso. Luca è finalmente libero perché il vero assassino ha confessato in punto di morte, ma in paese viene accolto ancora con il sospetto che il colpevole sia lui. Andrea ricorda poco di quell’episodio, a cui però in qualche modo è legato: a 8 anni scriveva sotto dettatura le lettere della madre analfabeta indirizzate al recluso. Decide quindi di sciogliere il mistero e comincia a indagare, tra enormi difficoltà, per svelare non soltanto il segreto di Luca, ma le ragioni profonde del silenzio di tutta una comunità, prigioniera di convenzioni e paure. Il monologo diventa così un viaggio nella memoria, una riflessione sulla coscienza, sull’eroismo del silenzio e sul legame fra individuo e collettività, restituendo la forza umana e morale di una delle più intense vicende del mondo siloniano.
Sabato 20 dicembre ore 21.00
Compagnia XE presenta
PERÒ CHIAMAMI
coreografia Giulia Ciani
collaborazione alla coreografia Alessandra Passanisi, Viviana Angelillo
in scena Viviana Angelillo, Giulia Ciani, Fabrizio Mangani, Luca Muratore, Alessandra Passanisi, Lapo Sieni
scenografia Giulia Ciani – musiche Autori vari – proiezioni video tratto da Rooms Francesco Margarolo
Però chiamami è uno spettacolo di danza inclusiva che nasce dall’esigenza profonda di portare in scena un bisogno universale: quello di esserci, di sentirsi riconosciuti, di appartenere a qualcuno e a qualcosa. È il desiderio di chiamarsi, appunto, come gesto che unisce, che mette in relazione, che restituisce identità. Essere parte di un mondo che, pur trasformato, non smette di custodire sogni, case e luoghi da abitare, reali o interiori. Sul palco si intrecciano e trovano equilibrio forze opposte e complementari: la solitudine e l’incontro, la riflessione e l’impulsività, l’amore per le piccole cose quotidiane e il desiderio di esplorare spazi senza confini. L’azione scenica diventa così un continuo movimento tra intimità e apertura, tra ciò che trattiene e ciò che spinge oltre, in un gioco di contrasti che restituisce la complessità del vivere. In questa prospettiva, la casa diventa metafora centrale: non solo luogo fisico, ma corpo più grande, spazio che cresce alla luce del sole e si riposa nel silenzio della notte, senza mai smettere di sognare. Le parole di Khalil Gibran, tratte da Il Profeta, risuonano come eco poetica di questa visione: “Non sogna forse la vostra casa? E non abbandona in sogno la città per i boschi e le colline?”. Lo spettacolo diventa allora un invito a riconoscere nel proprio corpo e nella propria voce una dimora sempre viva, pronta a muoversi, a trasformarsi, a cercare legami.
Venerdì 16 e sabato 17 gennaio ore 21.00 – domenica 18 gennaio ore 16.30
Teatri d’Imbarco presenta
LA MAGNIFICA IMPERFEZIONE. Giro del mondo su una palla in volo
con Andrea Zorzi e Beatrice Visibelli
testo e regia Nicola Zavagli
Un funambolico viaggio nel mondo dello sport e, in particolare, della pallavolo, che attraversa idealmente cinque continenti e accompagna lo spettatore lungo il corso del Novecento. Sul palcoscenico, Andrea Zorzi – fuoriclasse della pallavolo mondiale – e l’irresistibile Beatrice Visibelli guidano un pazzo giro del mondo inseguendo una palla in volo, capace di collegare epoche, culture e paesi diversi. Il racconto prende corpo come una successione di quadri vividi e sorprendenti: dai porti affollati agli oceani sterminati, dalle palestre e dagli oratori di provincia ai campi improvvisati tra pretini e militari russi; dalle atmosfere sospese delle streghe giapponesi all’energia colorata degli hippy californiani, fino agli incontri con fenomeni italiani e con le comunità transgender thailandesi. Un mosaico di immagini e di storie che restituisce la forza universale dello sport come esperienza condivisa e come linguaggio senza confini. Il viaggio si spinge fino all’immaginario collettivo delle nuove generazioni, evocando Mila e Shiro, icone di un cartone animato che ha appassionato i giovani Millennials, testimoniando come la pallavolo, tra realtà e fantasia, abbia saputo diventare parte integrante di un patrimonio culturale globale. Lo sport si rivela così non solo come gioco, ma come lingua universale e specchio del mondo: una pratica sempre umana, sempre meravigliosamente imperfetta, capace di raccontare sogni, contraddizioni e desideri di intere epoche e società.
Domenica 25 gennaio ore 16.30
Teatro del Segno presenta
GAP – Gioco d’Azzardo Patologico
di e con Stefano Ledda
consulente scientifico Rolando De Luca, psicologo e psicoterapeuta
Uno spettacolo teatrale che sceglie di affrontare una vicenda emblematica, radicata nella realtà quotidiana, per restituirla al pubblico attraverso la forza della trasfigurazione scenica. La narrazione si sviluppa come un crescendo drammatico, in cui la vicenda personale diventa specchio universale di fragilità e di resistenza.
Sul palcoscenico emergono progressivamente i segni più riconoscibili della ludopatia: l’illusione del controllo, l’ossessione del gioco, l’incapacità di sottrarsi a un meccanismo che divora energie, affetti e dignità. E accanto al giocatore si fa spazio l’altro grande protagonista: il giudizio degli altri, uno sguardo intriso di pressione sociale che acuisce la vergogna e che spinge il protagonista a misurarsi con il peso del silenzio e della colpa.
La storia si trasforma così in un percorso di coscienza: un cammino doloroso, fatto di resistenze e di confessioni, in cui la verità non è solo una rivelazione individuale ma diventa occasione di confronto con la collettività. Un momento di riflessione che non si limita a raccontare la dipendenza, ma indaga le ferite interiori e le possibilità di riscatto che nascono quando un essere umano trova il coraggio di guardarsi dentro e di riconoscere finalmente la propria condizione.
Sabato 31 gennaio ore 21.00
Sciara Teatro e Carullo-Minasi presentano
UMANITÀ NOVA. Cronaca di una mancata rivoluzione
Serata evento in collaborazione con EdizioniPiagge per la presentazione dell’omonimo titolo pubblicato per la collana FuoriPalco
con Giuseppe Carullo
regia Cristiana Minasi
drammaturgia di Fabio Pisano – collaborazione Fabio Cuzzola, Giovanna La Maestra, Massimo Ortalli
consulenza musicale Alessandro Calzavara
I Moti di Reggio e la vicenda dei cinque anarchici morti sulla strada rappresentano una delle pagine più disturbanti della storia italiana: un’eco di un mito giovanile finito male, di una generazione che aveva lottato ed è stata tradita, manipolata dal potere. Narrare, come scrive Luis Sepúlveda, diventa allora un atto di resistenza contro l’oblio. Lo spettacolo intreccia la memoria dei cinque anarchici di Reggio con il conflitto generazionale degli anni Sessanta, cavalcato dai movimenti di estrema destra per alimentare la “strategia della tensione”. Non a caso il titolo richiama il settimanale anarchico Umanità Nova, luogo simbolico della contro-informazione di quegli anni. Attraverso molteplici voci – da Angelo Casile, uno dei giovani anarchici, fino a poliziotti, fascisti, testimoni e persino la Madonna della Consolazione – la drammaturgia ricostruisce gli eventi e mette in scena prospettive differenti, ciascuna portatrice della propria verità. Un lavoro teatrale capace di restituire una storia che si è tentato in tutti i modi di dimenticare, una storia che unisce Nord e Sud Italia in uno stesso sentimento di rivalsa e che ancora oggi interroga il nostro presente: perché conoscere e raccontare significa impedire che quei fatti, e il silenzio che li ha avvolti, possano ripetersi.
Domenica 8 febbraio ore 21.00
Gommalacca Teatro con il sostegno della residenza artistica Il filo immaginario presentano
AFFOGO
scritto e diretto da Dino Lopardo
con Mario Russo
e con Alfredo Tortorelli
scene e luci Dino Lopardo – calligrafia Andrea Liserre – sostegno all’allestimento Collettivo Itaca
Vincitore del Premio di Drammaturgia 2024 SuiGeneris | Torino Fringe Festivalscritto e finalista al premio In-Box 2024/25
Nicholas sogna di diventare un campione di nuoto, ma un evento irreparabile lo costringe a fare i conti con i propri tormenti d’infanzia e con la sua vera natura. Il bagno diventa la sua stanza dei ricordi e una piscina abbandonata è il luogo dove aleggia lo spettro del fratello. Le arene di Affogo sono sostanzialmente due: un bagno e una piscina. Il bagno rappresenta l’elemento più intimo e familiare, mentre la piscina rappresenta la società. L’attore performer è quindi catapultato in dimensioni diverse per indagare scenicamente l’odio e le possibili relazioni con la famiglia e il sociale. Lo stile è un “tragicomico scorretto” caratterizzato da un umorismo “sick”, inteso nell’accezione che ne dà il padre degli scorretti, Lenny Bruce. Il riferimento è dato da una battuta di Lou Costello: «Mia moglie è morta ieri notte, e sul letto di morte mi ha detto: “Se vai con un’altra, esco dalla tomba scavando e ti rovino”. L’ho sepolta a faccia in giù… che scavi pure». Questo è sick, commenta Lenny Bruce. Scorretti e sick sono tutti i personaggi della Trilogia dell’odio, i quali esibiscono la propria immoralità e una sgradevole visione del mondo attraverso il linguaggio tragicomico, denso di suoni arcaici e di slang dialettale.
Venerdì 20 febbraio ore 21.00
Frosini/Timpano – Gli Scarti e Kataklisma teatro in collaborazione con Armunia presentano
ECCE ROBOT. Cronaca di un’invasione
testo, regia e interpretazione Daniele Timpano
ispirato liberamente all’opera di Go Nagai
disegno luci e voce narrante Marco Fumarola – musiche originali Michela Gentili e Natale Romolo – montaggio audio Lorenzo Letizia – editing e missaggio Marzio Venuti Mazzi
Ero bambino, tra gli anni ’70 e gli anni ’80, quando arrivarono in Italia i primi cartoni animati giapponesi. Era l’Italia delle stragi, del rapimento di Aldo Moro, delle Brigate Rosse e dell’ascesa di Silvio Berlusconi e delle sue televisioni, ma questo io non lo sapevo ancora. Ignaro di trovarmi nel bel mezzo degli anni di piombo, vivevo l’infanzia tra robot d’acciaio. Ispirato liberamente all’opera di Go Nagai (autore, tra gli altri, di Jeeg Robot, Goldrake, Mazinga) lo spettacolo è il divertito e autocritico racconto di una generazione cresciuta davanti alla TV. Attraverso la ricostruzione della trama di un vecchio cartone animato giapponese, lo spettacolo ripercorre per frammenti l’immaginario eroico di una generazione cresciuta davanti al piccolo schermo, lo stesso in cui i TG trasmettevano notizie che avrebbero cambiato il volto di un intero paese. Ecce robot racconta uno spaccato di storia personale e collettiva, tra le trame dei più noti cartoni giapponesi (in particolare di Mazinga Z) e la ricostruzione storica di un’invasione, anzi due: quella dei serial nipponici nei palinsesti pubblici e privati, ma anche quella della televisione dentro le nostre teste.
La Compagnia sarà ospite del Teatro delle Spiagge anche sabato 21 e domenica 22 febbraio per un laboratorio teatrale; maggiori informazioni sul sito e sulle nostre pagine social.
Giovedì 26 febbraio ore 21.00
A TAVOLA CON DIO. Una lezione spettacolo sul cibo e le religioni
di e con Andrea Bigalli e Leonardo Romanelli
Andrea Bigalli e Leonardo Romanelli affrontano insieme il complesso rapporto tra cibo e religione. Attraverso aneddoti, curiosità e usanze millenarie, lo spettacolo esplora i precetti che hanno influenzato la nostra alimentazione, tra cibi proibiti e tradizioni che restano attuali. Perché il maiale è bandito dalle tavole di molti popoli? E come mai da questa carenza è nata l’usanza di preparare salumi d’oca? E ancora, il divieto di consumare carne di mucca o l’idea stessa di vegetarianismo e veganismo: il dialogo tra il parroco e il critico enogastronomico ripercorre questi affascinanti argomenti, dedicando uno spazio speciale anche al vino, ritenuto in alcune fedi un prodotto sacrale e in altre una bevanda da non assumere. Per esaltare il concetto di convivialità, prima dello spettacolo sarà offerta una degustazione di cibo e vino a cura rispettivamente dell’Antica Bottega del Pane di Firenze e della Famiglia Casadei.
Sabato 14 ore 21.00 e domenica 15 marzo ore 16.30
SARÀ LA PROSSIMA VOLTA
di Andrea Muzzi
con Andrea Muzzi e Arturo Muzzi
Spettacolo in anteprima assoluta. Un attore di mezza età, relegato in un camerino di fortuna, si prepara a salire sul palco mentre dialoga con il pubblico e con un giovane direttore di scena appena assunto. Tra gag, ricordi tragicomici e momenti di riflessione, emerge il ritratto esilarante e amaro di un artista dimenticato, appartenente alla generazione del “sarà per la prossima volta”. Con un ritmo serrato e uno stile che fonde monologo e dialogo, lo spettacolo attraversa i temi della frustrazione, del precariato artistico, delle gerarchie teatrali e della rabbia repressa che rischia di esplodere. Il protagonista indossa alla fine un costume da Pierrot, simbolo perfetto della sua condizione grottesca e malinconica, fino a un epilogo sorprendente e surreale. “Sarà per la prossima volta” è una riflessione comica e feroce sull’arte di vivere da comprimari in un mondo fatto per protagonisti. L’umorismo di Andrea Muzzi, sempre a cavallo tra satira sociale e comicità esistenziale, costruisce un personaggio umano, fragile e irresistibilmente vero. Lo spettacolo alterna toni leggeri e momenti di struggente lucidità, in un gioco metateatrale dove la realtà e la finzione si fondono.
Domenica 22 marzo ore 16.30
Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie
Compagnia On-Art presenta
LA PARTITA NON È ANCORA FINITA
di Marco Mittica
con Marco Mittica, Chiara Bonfrisco, Fabio Biaggi
regia Matteo Bartoli
Attraverso la metafora calcistica e lo sguardo sognante di un bambino, lo spettacolo racconta la “partita” che i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno giocato contro la criminalità organizzata. È la necessità, attraverso l’intreccio tra le figure dei due giudici e la vita comune di un bambino che gioca al pallone con i suoi amici, di individuare nell’infanzia il terreno fertile in cui devono attecchire le regole del rispetto e dell’onestà. È il tentativo, attraverso un linguaggio semplice e il rimando al gioco del pallone, di far sentire vicine e comuni queste due figure che erano sì straordinarie, ma anche umane, e combattevano per diritti fondamentali. È la speranza che, a trent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, la partita non sia ancora finita. Un percorso che parte nel 1985, quando Falcone e Borsellino vennero portati d’urgenza sull’isola dell’Asinara, fino alla sentenza della Cassazione e al terribile esito che tutti conosciamo. Un percorso pieno di vittorie e di “sgambetti” subiti, che non ha impedito ai due giudici di difendere la libertà e la legalità contro un nemico comune di tutto il paese, e non solo della Sicilia. Un progetto di memoria collettiva che attraverso il linguaggio teatrale vuole ricordare le stragi del 1992 e quegli eroi del nostro tempo che ne furono le prime vittime.
Domenica 29 marzo ore 16.30
Cubo Teatro presenta
SID. Fin qui tutto bene
scritto e diretto da Girolamo Lucania
con Alberto Boubakar Malanchino
musica live e sound design Ivan Bert e Max Magaldi – concept scenografico Ivan Bert – direzione Tecnica Alessandro Vendrame – videoproiezioni Niccolò Borgia – da un’idea di Ivan Bert e Girolamo Lucania
Vincitore Premio UBU 2023 nella categoria Miglior Attore under35 e del premio INBOX 2023
Sid. Italiano. Origini africane. Quindici anni. Forse sedici, forse diciassette. Veste sempre di bianco, perché il bianco è il colore del lutto per i musulmani. Vive come uno dei tanti ragazzi di una delle tante periferie dell’Occidente. Vive nel mondo drogato della società dello spettacolo. Per uscire dalla disperazione e dalla noia di nascosto legge, ascolta musica, vede film. Recita. Recita sempre. Fino a dimenticare di essere Sid. Colleziona sacchetti di plastica, di carta, di tessuto, di materiale biodegradabile. Tutti, rigorosamente, firmati. Bello, intelligentissimo, raffinato lettore, perfettamente padrone delle più sottili sfumature della lingua. Ha ucciso. Probabilmente per noia. Sicuramente per uno scopo più alto. Uccide soffocando le sue vittime nei sacchetti di plastica alla moda. La sua storia è un film “senza montaggio”, un torrenziale monologo per batteria e voce: scorrono schegge di vita, di bullismo, di consumo, di ragazzi annoiati, dei “fuck you”, di canne, droga, desolazione, di vagabondaggi nei “templi del consumo”. Sid è il futuro incarnato. Bello, bellissimo, intelligente, Europeo di nascita, di origine algerina, non appartiene né all’Occidente, né alla cultura Africana. È il futuro. Un futuro senza identità. Un presente senza futuro. Sid cerca l’identità, il suo palcoscenico è il mondo, la sua croisette i Social, la vita il suo film. Il suo pubblico il mondo. Gli outfit bianchi, come il lutto per la sua vita, scintillante perché griffata. Sid impacchetta le vite di scarto, incartandole in buste firmate. Il serial killer del futuro. La Star.
Sabato 18 ore 21.00 e domenica 19 aprile ore 16.30
Seven Cults presenta
HEDY LAMARR. Una donna tra genio e bellezza
di Barbara Alesse
regia Filippo d’Alessio
con Maddalena Emanuela Rizzi
costumi Alessandra Mené
Hedy Lamarr era definita la “donna più bella del mondo”. Straordinariamente intelligente, seppe dare prova di una rara indipendenza – condizione eccezionale per una donna degli anni Trenta – e allo stesso tempo icona di Hollywood di impareggiabile fascino. Il suo genio fu così messo in ombra per decenni dalla sua bellezza e dalla sua fama. Solo tardivamente le fu riconosciuto il merito della sua più grande invenzione: un sistema di comunicazione segreta, oggi alla base di tecnologie fondamentali come il Wi-Fi e il GPS. Da un lato prigioniera in Austria, moglie di un trafficante d’armi, e dall’altro diva di Hollywood, capace di sedurre gli uomini più potenti e facoltosi. Un ritratto femminile in prima persona alla scoperta di quel mondo interiore che le appartiene e con il quale in ogni momento è pronta a fare i conti, consapevole di avere una personalità che andava ben oltre i limi a cui il suo tempo la costringeva.
Mercoledì 29 aprile ore 21.00
Nove Teatro presenta
IL TARTUFO
tratto dalla commedia di Molière
regia Domenico Ammendola
con Andrea Avanzi, Victoria Vasquez, Matteo Baschieri, Fabrizio Croci, Valentina Donatti, Carlotta Ghizzoni, Paolo Zaccaria – musiche originali Patrizio Maria D’Artista – costumi e sartoria Marco Guyon – La Bottega del Teatro
La storia di Tartufo, astuto impostore che, fingendosi un uomo pio dedito a Dio e al prossimo, cerca di raggirare il ricco Orgone per sposarne la figlia Marianna e impossessarsi dei suoi beni. Irriverente e beffardo, il testo di Molière non solo rappresenta un irresistibile atto d’accusa contro il perbenismo e la falsità che permeava la società e le corti del suo tempo, ma costituisce ancora oggi un’irraggiungibile satira dell’ipocrisia umana. La commedia trascinerà lo spettatore in un vorticoso e sempre più delirante susseguirsi di gag comiche in cui l’inquietudine, l’amore, la gelosia, la disperazione, l’invidia si alterneranno destabilizzando e muovendo a loro piacimento i malcapitati personaggi. Lo spettacolo esalta il tono satirico con cui Molière descrive i protagonisti della commedia, in una continua rincorsa alle futili necessità, al mero possedimento di oggetti che hanno il solo scopo di far apparire chi li possiede più di quello che realmente è. Un difficile rapporto tra essere e apparire che è fastidiosamente contemporaneo.
Dove: Teatro delle Spiagge Via del Pesciolino 26 – Firenze
Segreteria organizzativa: Francesca Pingitore.
Direzione organizzativa: Cristian Palmi
Direzione artistica: Beatrice Visibelli, Nicola Zavagli



