Cultura Volterra
da mercoledì 7 Gennaio 2026 a sabato 31 Gennaio 2026
Vibrazioni ancestrali della terra: la pittura di Pol Petrino alla Galleria Kalpa
L’opera dell’artista multidisciplinare italiano Pol Petrino è attraversata da un fluido dinamismo. In un terreno condiviso tra installazioni di land art, pittura e performance, e dove la scoperta di paesaggi nuovi si intreccia con sacri rituali, prende vita un dialogo tra l’artista e la tela, tra l’uomo e la natura. Questa connessione coinvolge le pietre e i minerali che costituiscono le fondamenta dell’arte di Petrino, i luoghi che egli immagina come potenziali campi di creatività e il suo profondo senso di comunione con l’elemento dell’acqua.Le opere incorporano i colori, le sensazioni e lo spirito dei luoghi visitati dall’artista, dalle terre aborigene in Australia a territori selvaggi in Asia ed Europa.
Spesso adagiando la tela direttamente sulla sabbia o su rocce, Petrino impiega l’intero corpo per tracciare le texture del terreno utilizzando i materiali litici raccolti sul posto. Spirali e cerchi, trasparenze, superfici effimere e spesse animano i suoi dipinti, come tracce sedimentarie scavate dall’acqua sulla riva. In tal senso, ogni opera diventa memoria fisica ed eterna di un atto performativo, riportanto tanto l’intento dell’artista quanto le vibrazioni della terra.
“In questo rituale di scambio energetico tra uomo e natura, dove la mente svanisce e il corpo si lascia guidare dalla forza naturale, il frutto di tale unione si manifesta in un segno effimero: testimonianza di ciò che è appena accaduto.”
Petrino concepisce la sua arte come un ponte tra modernità e saggezza ancestrale, arricchendola di messaggi di contemplazione sul ruolo dell’uomo come parte di un tutt’uno. Nelle sue serie si ritrovano riferimenti ad archetipi e simboli universali presenti già nelle prime incisioni dell’umanità e nelle religioni antiche.
Una selezione di opere tratte dalle serie Hiera, Walidwipa, Inner e Songlines è esposta nel cuore del Brera Design District di Milano a Palazzo Molteni, un luogo recentemente ripensato da Vincent Van Duysen come un ecosistema urbano di reciproca valorizzazione tra arte e design. Creando una sottile tensione con l’eleganza senza tempo del lifestyle Molteni, i dipinti materici di Petrino trasportano lo spettatore in topografie naturali inesplorate, testimoni dell’essenza della terra stessa. Queste opere fungono da ancore tattili, incarnando un ritorno agli elementi primordiali e portando all’interno della sofisticatezza del Palazzo la solidità della pietra e la fluidità dell’acqua.
Nate da un viaggio sull’isola di Vulcano, le forme tracciate nella serie Hiera risuonano con i concetti di infinito, rinascita e ciclicità delle stagioni. Allo stesso modo, i dipinti della serie Walidwipa, realizzati durante un viaggio a Bali nel 2023, traggono ispirazione dalla divisione tripartita dell’isola – montagna, oceano e ciò che si trova tra questi – esplorando la coesistenza tra bene e male, tra sacro e profano.
“A Bali, il paesaggio stesso sembrava scolpito da un ordine primordiale: le pianure, culla dell’uomo; le montagne, dimora inaccessibile degli dei; l’oceano, un confine oscuro dove dimorano gli spiriti inquieti.”
Riportando i ricchi marroni ocra e i verdi scuro del paesaggio italiano del Nord-Ovest, la serie Inner è realizzata utilizzando una miscela di terra finemente macinata e pietra frantumata proveniente dal Piemonte, applicata su tela di cotone. Nel primo dipinto di questa serie, un unico punto luminoso emerge dal centro della composizione, agendo come un fulcro che attira lo sguardo verso l’interno e irradia un senso di energia interiore.
La recente serie delle Songlines, profondamente spirituale, abbraccia nel suo insieme un’estetica minimalista. La palette utilizzata ruota attorno a uno spettro di bianchi, grigi e neri, riflettendo un delicato chiaroscuro che crea un senso di profondità e luce. La serie è un omaggio all’aspetto fondamentale delle songlines aborigene, che includono canti, narrazioni e danze con la funzione di mappe, capaci di guidare i popoli indigeni attraverso i loro territori di origine.
Influenzato dal suo mentore all’Accademia di Architettura di Mendrisio, l’architetto indiano di fama internazionale Bijoy Jain, il lavoro di Pol Petrino trascende la pura dimensione estetica per trasmettere una profonda reverenza nei confronti della natura. La sua visione affonda le radici nell’eredità della Performance e della Land Art, intrecciandole con un simbolismo del tutto personale. All’esordio della sua carriera, le sue opere sono già state presentate in esposizioni in Svizzera, Europa, Regno Unito, Australia e Indonesia. Tra le mostre più recenti si annoverano: Oltre la Pietra presso il Castel Grande di Bellinzona (2025); Prima Materia a Palazzo Sforza Cesarini, Genzano (2024); Under The Cover presso Come Art Space, Carrara, e The Other Art Fair a The Cutaway, Sydney, entrambe nel 2023.
Dove: Kalpa Art Living Via Porta all’Arco 12-24, 56048 Volterra (PI), Italy
info@kalpa-art.it | www.kalpa-art.it

Pol Petrino alla Galleria Kalpa
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