Cultura Siena
da sabato 3 Ottobre 2026 a sabato 24 Ottobre 2026
Verzasca. Il mio Fiume dell’anima del fotografo Gigi Lusini al Mohsen
In data sabato 3 ottobre 2026 inaugura alla galleria fotografica “MOHSEN” a Siena la mostra fotografica del Maestro Gigi Lusini:
VERZASCA. IL “MIO” FIUME DELL’ANIMA.
Sarà possibile vederla fino a sabato 24 ottobre 2026.
Vernissage e inaugurazione: Sabato 3 ottobre dalle ore 18:00 alle ore 20:00. Vi aspettiamo numerosi come sempre.
Presentazione della mostra:
CHIOSA…ESPLICATIVA
(sul fiume Verzasca e la SUA NARRAZIONE FOTOGRAFICA)
Per un “SOGNATORE PROFESSIONISTA” gli accostamenti, i paralleli, le assonanze arrivano automatici. Anche irrazionali perché NO? UNA NUVOLA? Un volto, un cavallo o….???
Io, sostenitore estremo della Foto “unica” come SINTESI mi sono reso subito conto al primo “sopralluogo” sul Verzasca che una BUONA E BELLA foto forse sarebbe stata un efficace soggetto per un manifesto pubblicitario ma solo uno sciapo “cofanetto Sperlari” per un qualcosa che rappresentava così tanto bene la mia Anima (per gli Junghiani) o il mio Inconscio (per i Freudiani). Esclusa la CASUALITA’ dovevo trovare il modo di “tradurre” le EMOZIONI ispirate da ricordi, esperienze, passioni, vittorie e sconfitte intime.
Certo (non lo faccio mai!) non pensavo ad una Mostra, ma ad una Sfida per riuscire a raccontarmi, prima che raccontare, la Magìa di questa “scoperta”.
Indegnamente (pazienza) mi si materializzò subito ..THE WAY.
Il GRANDISSIMO Ugo Mulas, nel dicembre 1969, trovò la maniera di rappresentare una performance, installazione, opera di Jannis Kounellis (un pianoforte in un angolo che suona in loop un pezzo del Nabucco una specie di earworm ) affidandosi a quello che Lui chiamò IL TEMPO FOTOGRAFICO (verifica n.3) traducendo il tempo reale dell’esecuzione in una sequenza di 36 scatti (il classico rullino di allora) dove ogni scatto, alle spalle del pianista, sembrava uguale all’altro ma invece era evidentemente un tutt’uno ma fatto di diversi momenti del pezzo.
Verzasca. Le anse. Le buche di oltre 5 metri di profondità e i raschi di pochi cm. Le curve che copiano incidendo un terreno multiforme (o vengono copiate?) Accelerazioni e rallentamenti. Sparizioni e uscite improvvise. E colori. Tanti. Tutti? QUINDI IL RITMO si svolgeva “autonomo”, a prescindere dal punto di ripresa.
Sempre uguale, simile, diverso.
Come il mio carattere. La mia indole, sempre insoddisfatta. La mia ANIMA, senza implicazioni mistiche, ma reali e spesso …COGENTI. Che spesso mi fanno apparire (ingiustamente, forse data la mia disponibilità diffusa) malinconico o antipaticamente misantropo. Sensazione resa SPLENDIDAMENTE dal Poeta argentino Quintana
“…E il mio destino è continuare… continuare verso il Mare,
perdendo le immagini in cammino…
Lasciami fluire, passare, cantare…
tutta la tristezza dei fiumi
sta nel non potersi fermare!”
E quando l’Amico Mohsen mi ha chiesto se avevo materiale per una Mostra, beh, non ho resistito. E ho tirato fuori dal cassetto questa “autoanalisi” sotto la forma che mi è più congeniale “IL CORSIVO FOTOGRAFICO”. Ed è il caso di dirlo : il contrario della METONIMIA.

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