Spettacoli Pontedera

sabato 13 Giugno 2015

Ultimo concerto della Stagione Concertistica Pontederese: Glenda Poggianti (piano) interpreta Chopin

Glenda suona Chopin

Glenda suona Chopin

Sabato 13 giugno, alle 21.15, sul palco dell’auditorium dell’Accademia della Chitarra a Pontedera (Pi), la pianista Glenda Poggianti interpreta Chopin. Il recital della giovane concertista è l’ultimo appuntamento dell’edizione 2015 della Stagione Concertistica Pontederese.

Lettere: Chopin nelle parole di Fryderyk Chopin (Zelazowa Wola 1810 – Parigi 1849)

Notturno op.48 n.1 in do minore (1843)

L’esule polacco e il pianista politico
Quattro Mazurke op. 30 (1836 – 1837)
n.1 in do minore
n.2 in si minore
n.3 in re bemolle maggiore
n.4 in do diesis minore

Da Varsavia a Vienna a Parigi: il nuovo recital chopiniano
Ballata op.47 in la bemolle maggiore (1840 – 1841)
Ballata op.52 in fa minore (1842)

“Dicevano che era pazza”: la “Padrona di Casa” George Sand
Fantasia op.49 in fa minore (1841)
Barcarola op.60 in fa diesis maggiore (1845 – 1846)

“Lavoro poco, cancello molto, tossisco a sufficienza”
Mazurka op.68 n.4 in fa minore (1849, Dernière Mazurka)

Questa particolare forma di concerto, suonata e narrata, propone alcune emblematiche opere pianistiche del grande compositore romantico e le fasi cruciali della sua vita raccontate attraverso le parole stesse di Fryderyk Chopin, della compagna George Sand, dei numerosi allievi, dei musicisti coevi, nonché di medici, critici e amici.

Attingendo dagli epistolari, dai diari, dalle celebri recensioni di Franz Liszt e Robert Schumann e dalle biografie, saranno ripercorsi momenti salienti della breve vita di Chopin: dalla formazione fino a quell’esilio progressivo e definitivo che lo ha portato dalla provincia polacca al centro nevralgico della vita musicale europea, consacrandolo una volta per tutte come poeta indiscusso del pianoforte.

Nel raccontare se stesso, Chopin delinea chiaramente come l’uomo equilibrato, vitale e capace di vivace ironia, sia stato tristemente e lentamente consumato, nell’animo e nel corpo, dalla tubercolosi che lo strappò al mondo a soli trentanove anni.

“Tu non sei padrone di ciò che pensi, ma io sì, e non mi lascerò spogliare come gli alberi privati del verde che ne definisce il carattere, l’allegria, la vita. Anche l’inverno da me sarà verde.” F. Chopin

“Non vuole manifesti, non vuole programmi, non vuole pubblico numeroso, non vuole che se ne parli. È spaventato da tante cose che gli ho proposto di suonare senza candele, senza uditori, su un pianoforte muto.” G. Sand

“Giù il cappello, signori: ecco un genio!” R. Schumann

“Benevolo, affabile, facile nei rapporti, di un umore uguale e festevole, egli [Chopin] non lasciava supporre le secrete convulsioni che lo agitavano” F. Liszt

Fonte: Ufficio Stampa

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