Teatro Firenze
da martedì 10 Febbraio 2026 a venerdì 13 Febbraio 2026
Sulla Leggrezza, Virgilio Sieni in dialogo con Emanuele Dattiloal Cango Cantieri Goldonetta
10-13 febbraio | Cango Cantieri Goldonetta, Firenze
SULLA LEGGEREZZA
Virgilio Sieni in dialogo con Emanuele Dattilo
coreografia, spazio e luci Virgilio Sieni
danza e coreografia Jari Boldrini, Sofia Galvan, Maurizio Giunti, Chiara Montalbani, Andrea Palumbo, Valentina Squarzoni, Luca Tomaselli, Andrea Zinnato
costumi Marysol Maria Gabriel
direzione tecnica Marco Cassini
tecnico Andrea Narese
una produzione Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni / Centro di Rilevante Interesse Nazionale
in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza, Visavì Festival / Artisti Associati Gorizia
con il sostegno di MiC Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze
e bianca neve scender senza venti
white snow falls without wind
Guido Cavalcanti
Come di neve in alpe sanza vento
Dante
Dopo il debutto al Visavì festival di Gorizia nell’ottobre 2025, l’ultimo lavoro della Compagnia Virgilio Sieni arriva a Firenze dal 10 al 13 febbraio nell’ambito della rassegna La democrazia del corpo – parte I.
Sieni ispirandosi alla prima lezione americana di Calvino, ma anche al mondo del Cavalcanti, di Lucrezio e di Ovidio, crea un dialetto del gesto che si alimenta di messaggi materiali e immateriali, raggi luminosi e sospiri, impulsi che evocano gli spiriti del corpo. Gli otto danzatori diventano entità aeree, capaci di trasformare il peso in slancio poetico in un’architettura che interroga il nostro rapporto con il limite e l’infinito.
«Il sottotitolo riporta un dialogo con il filosofo Emanuele Dattilo. Dialogo che nasce dalla lettura del suo libro “la vita che vive” dove ho rintracciato alcuni lemmi sul farsi e disfarsi del gesto. Emanuele, dopo averci chiarito il senso dell’origine delle cose secondo Spinoza, ad un certo punto dice che quello che conta è sentirsi vivi, in felicità.
Non so esattamente in che maniera si svilupperà durante le prove questa richiamarci l’un l’altro, ma certamente il dialogo si allargherà al gruppo.
Prendiamo a prestito la prima lezione americana sulla leggerezza di Italo Calvino (Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio, 1988)
La leggerezza si declina nei momenti inappropriabili della scoperta, dell’annuncio ascoltato, rimbalzando silenziosamente dai momenti silenziosi. Il comico che incontra il vuoto, i cominciamenti delle fughe, le risonanze dei gesti frastagliati quale diritto all’alleanza.
Attraverso le intuizioni di Calvino la danza si forma per slanci formalizzati in richiami di passaggio, attraversanti sfuggenti, imprendibili: come un dialetto, una lingua viva che si nutre di tutte le cose della vita per inventarsi, insemprarsi, impararsi.
Una danza che assume le sembianze dell’eco, risuonando di gesto in gesto
e inventandosi su trame amorose, amichevoli se non malinconiche e nostalgiche. Per questo ci riferiamo al dialetto del gesto che si alimenta di messaggi materiali
e immateriali, raggi luminosi e sospiri, quegli impulsi che sono gli spiriti del corpo.
Personaggi e figure che hanno la volatilità e la luce del sogno. Ogni ingresso è un cominciamento casuale dove appare, opaca e sfocata, l’immagine malinconica dell’arlecchino ad introdurre ogni volta l’arrivo di messaggeri, animali, angeli, corpi gnomici, barcollanti, imprendibili.
Una danza chiacchericcio, vernacolare, intrisa di gesti recuperati, riesumati, trovati, salvati, slanciati. Il gesto si forma per apparente accadimento in un tempo non definito: misure formalizzate che costituiscono una collezione di mappe celesti sullo spostamento dei corpi. Queste mappe dell’adesso hanno origine nell’antichità.
Dramatis personae, maschere del dramma; la felice leggerezza del Cavalcanti che fa volare, saltare, travalicare, accucciare, sostare, sospendere, attraversare la luce dei corpi.
Leggerezza che si riferisce oltremodo al mondo di Lucrezio e Ovidio. Il mondo degli atomi, pulviscoli della leggerezza. Continuum di accadimenti apparentemente casuali che si ricongiungono nella natura delle cose. Suoni, voce primordiale, dopo e prima la lingua, ancor prima del canto. Lasciamo spazio ad una forma organica dell’ascolto coincidente col dipanarsi di trame sottovoce ed accennate: soffio, alito, gemito». (Virgilio Sieni)
«Tenta l’impossibile, riuscendo mirabilmente nell’impresa, Virgilio Sieni: sottrarre peso e gravità ai corpi dei danzatori senza marchingegni scenici, lavorando esclusivamente sui princìpi del movimento. Il suo ultimo lavoro Sulla leggerezza, è un soffio che avvolge gli occhi dello spettatore: hai la sensazione non afferrarli mai quegli otto vaporosi corpi che abitano alternativamente o coevi la scena, eppure li segui perdendoti nei loro gesti rapidi, precisi, cogli i fili che tessono, concretamente, tra loro. Corpi sciolti ma consistenti che portano i nomi di Jari Boldrini, Sofia Galvan, Maurizio Giunti, Chiara Montalbani, Andrea Palumbo, Valentina Squarzoni, Luca Tomaselli e Andrea Zinnato, tutti meravigliosamente in parte. Sieni ancora una volta lavora per sottrazione, esaltando la purezza della coreografia: corpi e musica (con le parole di The Backyard di Robert Ashley) per una poetica sempre più ecologista anche nell`assetto luci e nell`utilizzo degli
oggetti. (…) Come Italo Calvino, nella sua prima Lezione americana (1985) dedicata appunto alla leggerezza, auspicava di imparare a gestirla per affrontare la pesantezza del mondo, anche Sieni, in quest’ora di meravigliosa danza, ci invita a una “leggerezza pensosa». Maria Luisa Buzzi, Danza&Danza
«C’è qualcosa di impalpabile, di evanescente, di contemplativo, eppure pienamente corporeo, in quella danza di corpi che avanzano lievi sulle note jazz di Naima di John Coltrane. (…) Gli otto performer imbastiscono una meraviglia di danza che è un elogio della leggerezza.
Sieni tesse una rete di trame corporee che vivono di respiri gestuali, di attraversamenti fugaci, di slanci soffici, di passaggi emotivi, di disarticolazioni dinamiche, di energie, di cadute e pesi canalizzate, con levità, sul corpo dell’altro. Sono tracce luminose che egli contrappone alla buia sventura del nostro tempo, ad una sospensione della vita sulla morte. E il finale, bellissimo. (…) Toglie il respiro, per potenza figurativa e richiamo di senso. (…) Sieni ci consegna un nuovo atlante emozionale del gesto, che evoca la sostanza della vita: il senso della comunità umana». Giuseppe Distefano, Exibart
INFO Cango Cantieri Goldonetta, Via Santa Maria 23-25, Firenze (FI)
Email biglietteriacango@gmail.com – Tel. +39 055 8022525 – Whatsapp +39 331 2922600- www.virgiliosieni.it
DATE TOUR: 29 maggio: Bari, Teatro Piccinni | 13 settembre, Bergamo, Teatro Sociale

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