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Cultura Siena

da venerdì 15 novembre 2019 a venerdì 6 dicembre 2019

Six Thoughts On The Same Thing la mostra fotografica del fotografo Mario Cucchi al Mohsen

Venerdì 15 novembre, presso il negozio MOHSEN in via Pantaneto 128/130 Siena, inauguriamo la nuova mostra fotografica del fotografo Mario Cucchi. La mostra, intitolata “Six Thoughts On The Same Thing“, durerà fino al venerdì 6 dicembre 2019.

Vernissage e inaugurazione: Venerdi 15 novembre 2019 dalle ore 19:30 fino alle ore 21:30. Vi aspettiamo numerosi come sempre.

Introduzione alla mostra:

RIVOLUZIONE ESTETICA
Avete mai osservato le evoluzioni della polvere che fluttua nell’aria? Quando i raggi di sole filtrano da una tapparella non del tutto abbassata nella penombra di una stanza, si crea uno spettacolo di movimento e forme infinite in cui da piccolo mi perdevo per ore. Mi stupivo che elementi come i granelli di polvere, parametro all’epoca dell’idea di piccolissimo, potessero dar vita a così tante variazioni. Da adulto ho capito che quel fantasticare di universi inesistenti altro non era che parte di quel complesso apprendimento che ci porta, non prima di aver scatenato la fantasia, al controllo della percezione offrendo letture multiple del reale che negli anni tenderanno ad annichilire a favore di altre più univoche e razionali con cui creiamo le etichette dell’archivio con cui interpretiamo il mondo. Riesumare quei processi da adulti non è semplice. Farlo con oggetti la cui familiarità è assodata dalla pratica quotidiana ancor meno. Essi appartengono a quell’area consolidata dal dominio del razionale che assegna loro compiti definiti e circostanziati. Superare il dogma imposto dall’etichettatura significa mettere in discussione, se non proprio abbattere, le nostre certezze. Eppure, se non si teme di mettersi in gioco, gli oggetti che ci circondano, anche i più scontati, possono offrirsi in fotografia con fattezze insospettate, ben oltre la mimesi pura e semplice. La decontestualizzazione favorisce lo svelarsi degli oggetti. Se l’etichetta li colloca rigidamente all’interno dell’archivio su cui si basa la nostra Enciclopedia, l’immagine ne libera le forze interiori. Queste emergono come lo scheletro in una lastra radiografica, si coagulano nelle ombre che la loro fisicità produce o nella rappresentazione bidimensionale del movimento imposta dall’autore-ricercatore. Le loro immagini perdono la natura di riproduzioni dell’esteriorità. Perfino le ombre, generate dagli oggetti colpiti dalla luce, rinunciano alla mimesis e si fanno specchio di dimensioni altre, proiezione non del solo referente, ma anche dell’autore. Impossibile in ciò non avvertire echi dell’arte del Novecento. Dal «The shadow is as important as the real thing» di Man Ray al «Perché non limitarsi a far vedere le fotografie?» di Constantin Brâncuși passando per gli Objets trouves di Duchamp. Fotografia, ombre e oggetti della quotidianità si rincorrono per oltrepassare la superficie e guidarci in un’aristotelica καταστροφή (katastrofè=rovesciamento, rivoluzione) che dal mondo della tragedia s’insinua nel nostro sapere consolidato ribaltandone le percezioni.

1 Estetica (aesthetica), deriva dal greco αἴσθησις (aistesis=sensazione) e dal verbo αἰσθάνομαι (aistanomai=percepire attraverso la mediazione del senso) e in questo senso il termine è qui utilizzato.
Sandro Iovine

Mostra Mario Cucchi

Fonte: Ufficio Stampa

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