Teatro Firenze
martedì 31 Marzo 2026
Quattro Quarti: Beckett come antidoto alla narcolessia del presente nel nuovo progetto di Alessandro Averone
Un progetto che unisce quattro testi brevi di Samuel Beckett, quattro respiri a completare un unico movimento. Ancora un debutto per Materia Prima Festival: martedì 31 marzo ore 21.00 in prima assoluta al Teatro Cantiere Florida di Firenze (via Pisana 111R) “Quattro Quarti”, lavoro che vedrà in veste di regista l’attore premio Hystrio e collaboratore di Peter Stein Alessandro Averone. Al centro, come sempre in Beckett, il procedere accidentato dell’essere umano nel mondo, l’essere gettati nell’universo alla ricerca di un senso. La quotidiana conquista di un delicato equilibrio. Il nostro “mestiere di vivere“. “Ho avvertito la necessità di riavvicinarmi a Beckett – spiega Averone – perché forte era il desiderio di affidarmi a una voce che parlasse in termini universali, che avesse un potere di sradicamento dal quotidiano. Troppo spesso capita di subire l’effetto narcolettico dei nostri tempi, che offrono una facile distrazione dal nostro incedere sghembo. Si rischia di perdere il pensiero, la capacità di farsi delle domande corrette. Si rischia di scomparire a noi stessi”. Materia Prima Festival, evento a cura di Murmuris dedicato al panorama teatrale e performativo contemporaneo, è possibile grazie al sostegno e al contributo di Mic – Ministero della Cultura, Unione Europea, Regione Toscana, Comune di Firenze e Fondazione CR Firenze (info e ingressi www.materiaprimafestival.com).
Fil rouge del progetto è l’umano nel senso più ampio del termine, “chiamiamolo provvisoriamente “A”, propone Averone. Sul palco Alessia Giangiuliani, Marco Quaglia, Gabriele Sabatini, Mauro Santopietro, Antonio Tintis. In “Atto senza parole“ troviamo A gettato in un universo di oggetti, uno spazio tempo grottesco e ostile, alla ricerca di un proprio posto e di un contatto con ciò che lo circonda. In “Teatro Due“ è di spalle su una grande finestra in attesa di porre fine alla propria esistenza. B e C, alle loro scrivanie come impiegati dell’anima, sono intenti a trovare motivazioni utili affinché non compia il gesto estremo. Il terzo atto è affidato a “Catastrophe”: questa volta A è soggetto-oggetto inerme di un’opera d’arte, un’installazione vivente, la mercificazione suprema del corpo e dell’anima. Un regista-artista e un’assistente si occuperanno del suo aspetto affinché risulti efficace all’essere esposto al pubblico. “Non io” chiude il movimento. Una volta che il regista-artista esce di scena la sua assistente si abbandona a un irrefrenabile fiume di parole dando voce a tutto ciò che, per repressione, rimane tappato in un cranio e in un corpo. Ma quale cranio? Quale corpo? I pensieri sono suoi o sono quelli di A?
“Il percorso si snoda come un processo di smantellamento dell’identità – spiega il regista – partiamo dal corpo fisico che subisce un destino (“Atto senza parole”), passiamo per il corpo giudicato (“Teatro Due”), arriviamo al corpo esposto come feticcio tecnologico (“Catastrophe”) e approdiamo al puro resto organico, la parola nuda (“Non io”). Il protagonista è l’uomo che, fallita la ricerca di un senso e di un ristoro, diventa il “probabile suicida” osservato dai burocrati di “Teatro Due”. La sua fine non è però la morte, ma la trasformazione in oggetto. Per questo il piedistallo su cui Beckett poggia il protagonista in “Catastrophe” diventa qui una cornice digitale, come a sancire la trasformazione definitiva di A in contenuto da editare, illuminare e rifinire secondo il gusto di un content creator, un’immagine da consumare. Siamo alla mercificazione dell’anima, l’essere umano non esiste più se non è “esposto”, ma la sofferenza viene filtrata, editata e resa esteticamente accettabile. Il passaggio a “Non io” rappresenta il culmine dell’oggettivazione. L’assistente, colei che ha materialmente manipolato il corpo del protagonista in “Catastrophe”, incide il testo di “Non io” su un magnetofono, integrando la sua voce nell’opera installativa in una sorta di testamento meccanico. In un mondo che ha ridotto l’uomo a una cornice, il flusso inarrestabile di parole diventa un tentativo disperato di ribellione al silenzio”.
Materia Prima Festival è a cura di Murmuris, col sostegno e il contributo di Mic – Ministero della Cultura, Unione Europea, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze. In collaborazione con In-box, Firenze dei Teatri, Rat – Residenze Artistiche Toscane e Festa della Toscana, nell’ambito della Multiresidenza Creativa Flow insieme a Elsinor – Centro di Produzione Teatrale e Versiliadanza. Partner: Accademia Italiana, libreria L’Ornitorinco, Libreria leggermente, Firenze On Stage, Museo Stefano Bardini.
ALESSANDRO AVERONE
QUATTRO QUARTI
QUATTRO TESTI BREVI DI SAMUEL BECKETT
Con: Alessia Giangiuliani, Marco Quaglia, Gabriele Sabatini, Mauro Santopietro, Antonio Tintis
“Atto senza parole”: Antonio Tintis
“Teatro Due”: Marco Quaglia, Mauro Santopietro, Antonio Tintis
“Catastrophe”: Alessia Giangiuliani, Gabriele Sabatini, Antonio Tintis
“Non io”: Alessia Giangiuliani, Gabriele Sabatini, Antonio Tintis
Scene: Paola Castrignanò
Costumi: Marzia Paparini
Luci: Luca Bronzo
Foto: Manuela Giusto
Produzione: Altra Scena
INFO E PRENOTAZIONI
T. 329 9160071
M. info@materiaprimafestival.com
W. www.materiaprimafestival.com
W. www.murmuris.it
W. www.teatroflorida.it
INGRESSO SPETTACOLI
Intero 18€
Ridotto 15€ (Unicoop Firenze, Tessera Arci, Under 30, Feltrinelli, librerie convenzionate) / 8€ (studenti degli istituti superiori e universitari, scuole di teatro, Casateatro)

Alessandro Averone
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