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Cultura Pistoia

mercoledì 21 ottobre 2020

Presentazione del libro Il mondo che avrete. Virus, Antropocene, Rivoluzione in live streaming

A causa delle direttive espresse nel nuovo Dcpm, la presentazione del nuovo libro dei Dialoghi sull’uomo, Il mondo che avrete. Virus, Antropocene, Rivoluzione, al Teatro Bolognini mercoledì 21 ottobre alle 18.30 è annullata.

Ma gli organizzatori non hanno voluto rinunciare a condividere l’evento con gli amici del festival, e trasmetteranno l’incontro in live streaming sul sito e sui social della manifestazione (Facebook e YouTube).

Tutti, cittadini e non, potranno così ascoltare il punto di vista degli antropologi Marco Aime, Adriano Favole e Francesco Remotti, che ci daranno il loro sguardo sul mondo che viviamo e sul mondo che ci attende, approfondendo i temi del nuovo libro della serie di volumi Dialoghi sull’uomo, diretta da Giulia Cogoli, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e pubblicata da Utet.

Per chi non potesse seguire a quell’ora, la registrazione sarà poi disponibile sui canali social dei Dialoghi:

Facebook: @festivaldialoghisulluomo | Twitter: @DialoghiPistoia | www.dialoghisulluomo.it

Instagram: pistoia_dialoghisulluomo | Youtube: Pistoia – Dialoghi sull’uomo dialoghisulluomo

Si può pensare un altro modo di vivere, di convivere tra di noi e con la natura? Tre dei più autorevoli antropologi italiani offrono le loro riflessioni
per superare il drammatico “furto di futuro” di fronte a cui si trovano le nuove generazioni. Un libro per immaginare una rivoluzione.

Marco Aime, Adriano Favole e Francesco Remotti
Il mondo che avrete. Virus, Antropocene, Rivoluzione (UTET – Dialoghi sull’uomo, 14 euro)

Mercoledì 21 ottobre alle ore 18.30 al Teatro Bolognini di Pistoia si presenta Il mondo che avrete. Virus, Antropocene, Rivoluzione, il nuovo libro della serie di volumi Dialoghi sull’uomo, diretta da Giulia Cogoli, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e pubblicata da Utet.

I tre autori, gli antropologi Marco Aime, Adriano Favole e Francesco Remotti, saranno presenti in teatro.

Non è solo il coronavirus a prendere d’assedio le società umane: ci sono anche gli sconvolgimenti ambientali che il nostro “progresso” ha provocato.
Emerge drammaticamente il “furto di futuro”, l’impressionante debito economico ed ecologico, che gettiamo sulle spalle delle nuove generazioni.
Come venirne fuori, se non ideando un altro modo di vivere, una rivoluzione che abbia come obiettivo quello di rifondare la convivenza tra noi e gli altri abitanti della Terra, tra noi e la natura?

La serie di libri Dialoghi sull’uomo è nata per continuare il percorso iniziato dal festival e fornire nuovi strumenti di riflessione:
Finora sono 16 i titoli disponibili in tutte le librerie italiane e sui principali store online, anche in e-book, che hanno raggiunto 25 edizioni e circa 85.000 copie vendute.

L’ultima uscita in ordine di tempo nel 2020 è Cosa serve ai nostri ragazzi di Matteo Lancini.

L’ingresso è libero, con prenotazione obbligatoria al numero: 0573/974267.

Segnaliamo che per garantire la sicurezza del pubblico, la capienza del teatro è stata rivista in modo da assicurare il distanziamento tra le persone;
nel rispetto delle norme per la prevenzione del Covid-19, inoltre, sarà misurata la temperatura all’ingresso e saranno ovviamente obbligatorie le mascherine e l’igienizzazione delle mani.

Marco Aime, Adriano Favole, Francesco Remotti
Il mondo che avrete
Virus, Antropocene, Rivoluzione
Non è solo il coronavirus a prendere d’assedio le società umane: ci sono anche gli sconvolgimenti ambientali che il nostro “progresso” ha provocato.
Il lockdown è stato una forzata, lunga pausa, in cui per legge sono state sospese attività produttive, incontri sociali, manifestazioni culturali. “Sospendere” non è di certo un’idea estranea alle società umane: per esempio, la vediamo teorizzata dagli scettici del mondo antico in contatto con l’India, applicata nella cultura ebraica, praticata dai BaNande del Congo. La differenza è però notevole tra le sospensioni programmate, il cui scopo è di arrestare periodicamente le più importanti attività economiche, obbligando le società a ripartire da zero, e il nostro recente lockdown, un’esperienza straniante e inattesa, del tutto estranea al nostro modo di pensare. Una parentesi che si vorrebbe chiudere definitivamente per riprendere il cammino interrotto, quel “progresso infinito” con cui la civiltà occidentale ha voluto segnare la sua storia e la sua presenza nel mondo.

In questa situazione, che cos’ha da offrire il pensiero antropologico? Deve salire sul carro del progresso o, al contrario, lavorare “contro” l’accecamento prodotto da questo mito? L’antropologia si fa portatrice di testimonianze spesso lontane nel tempo e nello spazio, in grado di mettere in luce le “vie di fuga” tracciate da ogni cultura, le sospensioni, anche traumatiche, con cui si pongono domande cruciali sul presente e sul futuro. Non è vero che le società da noi definite “tradizionali” e “premoderne” abbiano lo sguardo rivolto soltanto al passato: al contrario, non è raro trovare al loro interno un confronto esplicito tra generazioni allo scopo di garantire ai giovani un futuro vivibile.

Dall’osservazione partecipante del lockdown e dalle riflessioni sulla “cultura dell’Antropocene” in cui siamo invischiati, emerge drammaticamente il “furto di futuro”, l’impressionante debito economico ed ecologico che gettiamo sulle spalle delle nuove generazioni. Come venirne fuori, se non ideando un altro modo di vivere, una rivoluzione che abbia come obiettivo quello di rifondare la convivenza tra noi e gli altri abitanti della Terra, tra noi e la natura?

Argomento ANTROPOLOGIA
ISBN 9788851182465
Pubblicato nel 2020
Brossura con alette
Pagine 192
€ 14,00

Marco Aime
MARCO AIME è professore di Antropologia culturale all’Università di Genova. Ha svolto ricerche sulle Alpi italiane e in Africa occidentale. Si occupa del rapporto fra identità culturale e contemporaneità. All’attività di antropologo affianca la produzione favolistica e narrativa. Fra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo: Il soffio degli antenati. Immagini e proverbi africani (2017), L’isola del non arrivo. Voci da Lampedusa (2018), Comunità (2019), Classificare, separare, escludere. Razzismi e identità (2020). Per Utet ha pubblicato Senza sponda. Perché l’Italia non è più una terra d’accoglienza (2015) e Tra i castagni dell’Appennino. Conversazioni con Francesco Guccini (2016).

Adriano Favole
ADRIANO FAVOLE insegna “Cultura e potere” e “Antropologia Culturale” presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino. Specialista delle culture oceaniane, ha lavorato più di recente sugli Oltremare europei, fondando il Centro di Ricerca “Arcipelago Europa”. Si interessa di antropologia politica, del corpo e del patrimonio. Collabora con il settimanale “La Lettura” del “Corriere della Sera”. Fra i suoi saggi ricordiamo: Resti di umanità. Vita sociale del corpo dopo la morte (2003), Oceania. Isole di creatività culturale (2010) e La bussola dell’antropologo (2015). Di recente ha curato L’Europa d’Oltremare. Culture, mobilità, ambienti. Con Utet ha pubblicato Vie di fuga. Otto passi per uscire dalla propria cultura (2018).

Francesco Remotti
FRANCESCO REMOTTI è professore emerito all’Università di Torino, socio dell’Accademia delle Scienze di Torino e dell’Accademia Nazionale dei Lincei. È stato direttore del Dipartimento di Scienze antropologiche dell’ateneo torinese e presidente del Centro Studi Africani. Ha condotto ricerche etnografiche e storiche in Africa equatoriale e ha pubblicato numerosi saggi, tra cui: Noi, primitivi: lo specchio dell’antropologia (2009), L’ossessione identitaria (2010), Cultura. Dalla complessità all’impoverimento (2011), Fare umanità. I drammi dell’antropopoiesi (2013), Per un’antropologia inattuale (2014), Somiglianze. Una via per la convivenza (2019).

il mondo che avrete_serie Dialoghi sull’uom

Fonte: Ufficio Stampa

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