Teatro Prato
da giovedì 26 Marzo 2026 a martedì 21 Aprile 2026
Politeama Spring Dance 2026
Quando “fiorisce” la cupola di Pier Luigi Nervi, l’inconfondibile cifra architettonica del Politeama Pratese, si muovono i passi di danza che compongono il cartellone «Politeama Spring Dance». Quest’anno si colora di blu l’immagine floreale che dà il benvenuto alla quarta edizione della rassegna pensata dalla Fondazione Politeama Pratese per valorizzare il variegato universo delle arti coreutiche, il mondo della danza in tutte le sue espressioni come linguaggio universale dei corpi in movimento, superando i confini di generi e discipline.
Fra passi neoclassici e contemporanei, dal 26 marzo la kermesse vuole abbracciare una pluralità di stili e linguaggi con nomi di spessore nel panorama coreografico internazionale come Giulia Staccioli, fondatrice della compagnia di danza atletica e acrobatica dei Kataklò, e Mvula Sungani con la sua eclettica compagnia di physical dance che si fonde con la musica per omaggiare Enrico Caruso e Lucio Dalla. Ancora connubio di danza e musica nel progetto del Balletto di Siena, sulle note di Puccini, quasi un prolungamento ideale dei festeggiamenti per il Centenario del Politeama dopo la messinscena di Tosca nel novembre 2025. E poi ancora le nuove frontiere del teatro danza che, attraverso la comunicazione espressiva e la relazione fra corpo e spazio, diventa veicolo di inclusione sociale per indagare il tema della salute mentale con il progetto di Giulia Fioravanti, coreografa e regista pratese.
La rassegna è stata presentata questa mattina dalla presidente della Fondazione Politeama Pratese, Beatrice Magnolfi: in conferenza stampa sono intervenute le artiste Giulia Staccioli, fondatrice e direttrice artistica della compagnia Kataklò Athletic Dance Theatre, e la coreografa Giulia Fioravanti in rappresentanza delle compagnie artistiche coinvolte.
Parola chiave: multidisciplinarietà, nell’abbraccio della danza classica e contemporanea con la spettacolarità e la fisicità, la musica classica, l’opera lirica, perfino la musica napoletana e la canzone d’autore. Il tutto continuando a mantenere uno sguardo attento sulle compagnie espressione del territorio, guardando con interesse anche al rapporto con le molteplici scuole presenti a Prato, i loro allievi e insegnanti, attraverso riduzioni speciali loro dedicate. L’attenzione per la danza, del resto, è una delle linee portanti della programmazione del Politeama Pratese che crede nella valorizzazione del ruolo formativo, culturale e sociale di questa forma d’arte.
Entrando nel dettaglio del cartellone, l’inaugurazione di «Politeama Spring Dance» è affidata alla compagnia Mvula Sungani Physical Dance, in scena con «Caruso: passione 2.0» giovedì 26 marzo: la contaminazione alla base di un linguaggio contemporaneo originale è la cifra stilistica di Mvula Sungani, regista, coreografo, autore teatrale e televisivo, consigliere del Ministero della Cultura per la danza. Insieme all’étoile Emanuela Bianchini, firma una nuova opera coreografica in occasione del quarantennale dell’incisione del brano di successo mondiale, scritto e musicato dal grande Lucio Dalla, dedicato a uno dei più̀ grandi tenori di fama mondiale. Un omaggio all’Italia e a due artisti che negli ultimi secoli l’hanno resa grande nel mondo: Enrico Caruso e Lucio Dalla. Arie d’opera, canzoni di Dalla, musica napoletana contaminata in “world music”, saranno rese “tridimensionali” in uno spettacolo suggestivo ed evocativo, che celebra le culle di una civiltà musicale e umana senza pari, con un’incursione nel mondo femminile partenopeo, liberamente ispirato al film documentario di John Turturro, «Passione».
Un altro anniversario e un graditissimo ritorno sul palcoscenico pratese, quello dei Kataklò Athletic Dance Theatre, per festeggiare trent’anni di attività della compagnia fondata dalla coreografa Giulia Staccioli, ex campionessa di ginnastica ritmica, visionaria artista visiva che continua ad affascinare con le sue creazioni fuori da ogni canone, segnando una vera e propria rivoluzione sulle punte. Il nuovo spettacolo intitolato «Aliena», atteso per giovedì 9 aprile, diventa il manifesto artistico di questa straordinaria avventura nel mondo della danza acrobatica, un invito a celebrare la diversità in tutte le sue forme: una provocazione continua, quasi una risposta alle critiche che hanno accompagnato la carriera di Staccioli. Per lei, un ritorno nella città cui è legata da un ricordo familiare: il padre era l’artista Mauro Staccioli, autore della scultura «Prato 88» collocata di fronte al Centro Pecci.
Dal contemporaneo al classico, con «Callas canta Puccini. Eros e Pathos», martedì 21 aprile: l’ultimo appuntamento della rassegna vuole essere un duplice omaggio alle toccanti note di Puccini e alla voce della divina Maria Callas. Fil rouge dello spettacolo firmato dal Balletto di Siena, regia e coreografia di Marco Batti, è il connubio tra eros e pathos, amore e morte, passione e dolore, denominatore comune dei quadri pucciniani che si alternano in punta di piedi: Manon Lescault, Tosca, La bohème e Madama Butterfly. Ogni quadro con un diverso tono, ora più narrativo e didascalico poi più stilizzato e astratto, per rappresentare l’amore e la morte che investono quattro tra le immortali eroine della lirica.
Inizialmente previsto il 13 marzo e poi rimandato a ottobre (data da definire), per motivi di salute di una delle artiste in scena, «Colazione in albergo» è lo spettacolo di teatro danza sulla salute mentale ideato e diretto da Giulia Fioravanti, con un cast di danzatrici professioniste, un brano originale della cantautrice pratese Matilde Rosati e la voce fuori campo del medico psichiatra Antonino Tamburello. Perché mettere in scena il disturbo mentale? Attraverso il linguaggio del teatro danza si arriva a “normalizzarlo”, con l’idea che l’uomo non si identifica mai con la propria patologia, bensì la ospita soltanto. Il tutto visto con gli occhi di sei giovani donne, sei danzatrici professioniste, che compiono un viaggio allegorico tra le sinapsi della mente umana, fino al superamento del proprio disagio: «uno spettacolo sull’Amore – si legge nelle note di regia – che ancora oggi risulta essere l’unico psicofarmaco senza controindicazioni».
L’inizio degli spettacoli di «Politeama Spring Dance» è sempre alle 21.
Il biglietto d’ingresso costa 20 euro, ridotto 10 euro per gli allievi di scuole di danza e under 25, acquistabile sia alla biglietteria del teatro che su Ticketone.
Info: www.politeamapratese.it.
Le dichiarazioni in conferenza stampa:
Beatrice Magnolfi, presidente della Fondazione Politeama Pratese:
«La danza è una modalità di espressione artistica di cui abbiamo bisogno, comunica un senso di leggerezza, armonia e pace in tempi difficili. Questo è un palcoscenico che sembra nato per la danza: se insistiamo sulla programmazione di una rassegna dedicata è perché crediamo che questo sia un linguaggio capace di superare barriere e confini. L’ibridazione è il filo conduttore di questa rassegna giunta alla quarta edizione, l’incontro di mondi diversi per parlare a tutti»
Giulia Staccioli, coreografa, fondatrice della compagnia Kataklò Athletic Dance Theatre:
«Prato ha segnato una tappa importante nella mia storia personale e formazione artistica. Tornare in città con “Aliena” ed essere inseriti in una rassegna di danza oggi rappresenta un atto di coraggio perché se oggi i teatri fanno fatica, la danza ancora di più. Quando iniziai trent’anni con Kataklò, dopo l’esperienza con i Momix, fui un po’ incosciente ma avevo la convinzione di portare in Italia un progetto di danza diversa: “Aliena” racconta sempre questo»
Giulia Fioravanti, coreografa, autrice dello spettacolo «Colazione in albergo»:
«Sto cercando di sperimentare il linguaggio teatro danza che è un mondo ibrido rispetto a un tema, quello della salute mentale, che vede due rischi: il primo è quello della banalizzazione, il secondo è quello della non fruibilità sociale, per questo ho voluto scrivere una storia che parlasse a tutti, ribaltando i luoghi comuni».
Politeama Spring Dance 2026
giovedì 26 marzo, ore 21
Mvula Sungani Physical Dance
Caruso: passione 2.0
con ètoile Emanuela Bianchini
primo ballerino Damiano Grifoni
e i solisti della compagnia Mvula Sungani Physical Dance
musiche Lucio Dalla, Enrico Caruso, autori vari
costumi Giuseppe Tramontano
regia e coreografie Mvula Sungani
coproduzione Arealive, CRDL, PDA, con il sostegno di Comune di Sorrento, Fondazione Lucio Dalla e Fondazione ILICA di New York
Quando la tradizione del bel canto si fonde con l’innovazione della danza contemporanea. Quarant’anni fa veniva inciso Caruso, brano di sublime ispirazione che ha avuto enorme successo internazionale (con oltre cento versioni in altrettante lingue), scritto e musicato dal grande Lucio Dalla e dedicato a uno dei più̀ grandi tenori di fama mondiale quale Enrico Caruso: l’opera coreografica vuole essere un omaggio ai due artisti che hanno reso celebre l’Italia nel mondo, ideata dal noto regista e coreografo Mvula Sungani insieme all’étoile Emanuela Bianchini. Un viaggio visivo ed emozionale nel mondo femminile partenopeo, liberamente tratto dall’omonimo film di John Turturro (Passione) cui la creazione del maestro Sungani si ispira per veicolare un messaggio: la multiculturalità è una ricchezza, soprattutto quando si esprime in forme artistiche uniche.
Arie d’opera con la voce di Enrico Caruso rimasterizzata, canzoni interpretate da Dalla, unite alla musica napoletana contaminata in world music, saranno rese “tridimensionali” grazie all’étoile Emanuela Bianchini e la Mvula Sungani Physical Dance. Uno spettacolo affascinante ed evocativo, un percorso narrativo che si snoda attraverso Napoli e Sorrento, culle di una civiltà musicale e umana senza pari, una bellezza che il coreografo Mvula Sungani ci restituisce con una danza piena di emozioni e virtuosismi.
giovedì 9 aprile, ore 21
Kataklò Athletic Dance Theatre
Aliena
ideazione e direzione artistica Giulia Staccioli
assistente alle coreografie Irene Saltarelli
costumi Olivia Spinelli realizzati da Maria Sole Montironi Lasca
musiche originali GP Cremonini
disegno luci Sharon Remartini e Fabio Passerini
Trent’anni di danza dei Kataklò Athletic Dance Theatre, la prima compagnia teatrale ad aver introdotto l’athletic theatre nel panorama della danza italiana, fondata da Giulia Staccioli, campionessa di ginnastica ritmica finalista alle Olimpiadi di Los Angeles e Seoul. «Aliena» diventa il manifesto artistico di oltre trent’anni di ricerca eclettica che ha dato vita a un nuovo genere teatrale, la migliore sintesi del lavoro fatto in tre decenni.
Sei danzatori Kataklò, con i loro corpi prestanti e il movimento fluido non convenzionale, trasformano ogni gesto in opera d’arte, in un viaggio che è continua metamorfosi per celebrare ciò che è imperfezione e diversità. In uno spazio essenziale disegnato da luci accurate che modellano i corpi, attraverso giochi di ombre e contrasti che sottolineano la plasticità delle forme, veniamo catturati dai costumi disegnati da Olivia Spinelli, con le loro superfici cangianti e le texture ibride, per enfatizzare questa dualità, trasformando il corpo in un paesaggio in continua evoluzione: pellicce, tessuti tecnici e segni grafici si intrecciano con la pelle nuda, creando un’immagine visivamente potente e suggestiva. Questa nuova opera è un’immersione nella mente creativa di Staccioli, sempre alla ricerca di nuove forme espressive. È un invito a celebrare la diversità in tutte le sue forme, un viaggio guidato da una figura solitaria che si muove tra presenza e assenza. «Aliena» è una provocazione continua, una risposta alle critiche che hanno accompagnato la carriera di Staccioli.
martedì 21 aprile, ore 21
Balletto di Siena
Callas canta Puccini
Eros & Pathos
regia e coreografia Marco Batti
musica Giacomo Puccini
Un omaggio a due tra le figure più acclamate dell’opera lirica mondiale, due emblemi del mondo operistico celebrati dal Balletto di Siena: Maria Callas e Giacomo Puccini donano con la loro arte convergente, interpretativa e compositiva, lo scheletro perfetto per uno spettacolo che punta a omaggiare le toccanti note di Puccini e la voce della divina Callas. Comune denominatore tra i quadri che lo costituiscono, è il connubio tra eros e pathos, amore e morte, passione e dolore, temi centrali in ogni forma d’arte. Questo binomio è ciò che lega i protagonisti dei titoli pucciniani rappresentati dal Balletto di Siena: uomini e donne dall’animo in preda a tumulti emozionali, teneri sentimenti e feroci passioni ma che, come nei libretti originali, termineranno i loro giorni nelle vesti di vittime del loro stesso amore. Ogni quadro con un diverso tono, ora più narrativo e didascalico poi più stilizzato e astratto: «Callas canta Puccini» vuole rappresentare a sommi capi l’amore e la morte che investono quattro tra le immortali eroine della lirica, sulle note dei passaggi più celebri o rappresentativi dell’eros o del pathos che le travolgono.
ottobre – data da definire
Colazione in albergo
spettacolo di teatro danza dedicato alla salute mentale
regia e coreografie Giulia Fioravanti
con Beatrice Fattori, Maeli Nada, Daria Di Giuseppe, Maria Vittoria Bellantuono, Alessandra Maria Tittocchia, Esperanza Valentina Otero Florez
disegno luci Jean Paul Carradori
voce fuori campo Antonino Tamburello, medico psichiatra (Istituto Skinner, Roma)
il brano originale “Seghe mentali” è di Matilde Rosati cantautrice
É il primo spettacolo che dà il via alla primavera a passo di danza sul palcoscenico del Politeama. Anzi, in questo caso si parla di teatro danza: la forza di due linguaggi espressivi per mettere in scena con delicatezza il tema della salute mentale, in questo spettacolo diretto e coreografato da Giulia Fioravanti. Un viaggio intimo dentro lo sconosciuto che dimora fisiologicamente dentro ognuno di noi, con la consapevolezza che l’uomo non si identifica mai con la propria patologia, bensì la ospita soltanto, per un tempo più o meno definito, stabilito da leggi di natura perfette.
Tra filosofia greca, psichiatria contemporanea e vissuto personale, la scena racconta il viaggio allegorico che sei giovani donne, sei danzatrici professioniste compiono tra le sinapsi della mente umana, vivendone la progressione dissociativa e la conseguente genesi della violenza, per poi lasciarsi condurre verso l’accettazione del disagio, arrivando al suo superamento. La cornice di questo itinerario è rappresentata da uno spazio a metà tra onirico e reale, uno spazio sospeso che offre riposo e refrigerio. Con loro, una bussola preziosa: un cappello rosso.
- Caruso1_Mvula Sungani
- Aliena_Katakò_ph. Gino Rosa
- Kataklò_Aliena
- Caruso_Mvula Sungani
- Callas canta Puccini
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