Teatro San Miniato (PI)

da giovedì 16 Luglio 2015 a mercoledì 22 Luglio 2015

“Passio Hominis” rappresentazione della Passione con Lina Sastri per la rassegna del Dramma Popolare

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San Miniato Dramma Popolare Passio Hominis Lina Sastri

PASSIO HOMINIS
Rappresentazione della Passione
Con LINA SASTRI
Elaborazione drammaturgica e Regia ANTONIO CALENDA

Anteprima 16 luglio 2015

Programma
ore 18,30 Conferenza stampa – Palazzo Grifoni
ore 21,30 Spettacolo

Spettacoli dal 18 al 22 luglio 2015 – ore 21.30
Piazza Duomo – San Miniato

Rappresentazione della Passione
Sacra rappresentazione di origine medievale desunta dal Codice V.E. 361 della Biblioteca Nazionale di Roma curato negli anni 1576-1577 dalla copista Maria Jacoba Fioria

con Lina Sastri
con Francesco Benedetto, Rosa Ferraiolo e Jacopo Venturiero
con Jacqueline Bulnes, Antongiulio Calenda, Alessandro di Murro, Stefano Galante, Marco Grossi, Daniele Parisi, Luciano Pasini, Noemi Smorra, Stefano Vona
Fisarmonica Fabio Ceccarelli
Percussioni Tiziano Tetro
Elaborazione drammaturgica e regia di Antonio Calenda
Collaborazione al progetto Federico Fiorenza
Scene e costumi Domenico Franchi (dai bozzetti originali di Francescangelo Ciarletta e Ambra Danon)
Musiche originali Germano Mazzocchetti
Luci Nino Napoletano
Assistente alla regia Marianna De Pinto
Aiuto regia movimenti Jacqueline Bulnes e Carlo Bernardini
Assistente a costumi e scena Marina Garibaldi
AMP di Massimiliano James Mantovani

La Passione è il racconto di un conflitto assoluto. I segni che lo contraddistinguono vanno rintracciati nel dolore e nella sofferenza del giusto che è tradito e angosciato per l’abbandono degli amici, nello smarrimento e nell’impotenza dei semplici e dei poveri di fronte al potere, nel dolore delle madri private dei loro figli, nella speranza del vagito di un bimbo appena nato, nella forza del perdono e del sacrificio di sé, quale possibile risoluzione dell’immobilizzante binomio odio-morte, vittima carnefice. Durante le fasi di rappresentazione, La Passione ha interpretato gli accadimenti emblematici del Novecento: presenta sullo sfondo la Seconda Guerra mondiale e la guerra civile che ne seguì; conserva la memoria degli ?anni di piombo?, segnati dalla lotta dura contro lo Stato e dal sequestro Moro.

Il messaggio intrinseco de La Passione è una riflessione sulla parabola della umana esistenza, dei travagli di cui la storia è pervasa e di cui la guerra è senza dubbio una enorme lacerazione. Il modo in cui questo messaggio viene rappresentato è tra i meno apologetici ed agiografici.

La materia religiosa è trattata con sacrale rispetto e con lo stesso atteggiamento è condotta su un piano quotidiano, riconoscibile nella dimensione esistenziale propria di ogni individuo. Cristo è infatti carico di umanità e contraddizioni, colmo di amore verso la madre e allo stesso tempo insofferente, continuamente dilaniato tra la concretezza del suo essere uomo e la coscienza di dover adempiere un disegno, una missione che nessuno dei suoi intimi comprende. Maria è una povera contadina ferma alla sua vecchia macchina da cucire Singer e vive solo le proprie ragioni di madre. Giovanni esterna con stupito candore un’infantile inconsapevolezza. Giuda è costretto al tradimento dal suo amore ambizioso e violento. Pietro, pur nella sua generosità, è troppo fragile nella sua fedeltà dichiarata, come Maddalena è troppo assorta nella sua follia amorosa.

Tutti i personaggi si colorano di umanità e fanno emergere i dubbi e le contraddizioni che metaforicamente alludono alle umane fragilità in una scena dalle forti densità dialettiche.

Attraverso la esemplificazione di elementi iconografici o puramente rappresentativi si è voluta collocare La Passione in forme e luoghi facilmente identificabili, non canonici o tradizionali, in ambienti che potessero favorire l’espressione delle intrinseche sollecitazioni ed esigenze ai fini di una maggiore contiguità fisica tra palcoscenico e spettatore. L’idea che si suggerisce è quella di un ?cantiere in opera?, in cui il partecipante è al centro della scena, è sullo stesso piano dell’azione, a condividere l’esperienza viva del racconto teatrale, insieme a tutti i convenuti; come in un pellegrinaggio, durante il quale il fedele porta con sé, condividendolo con altri, il peso di un fardello fatto di angoscia, dolore e speranza.

Il Teatro della speranza. Tutti Voi protagonisti

Per informazioni:
Fondazione Istituto Dramma Popolare
Tel. 0571 400955 – 418289
www.drammapopolare.it

Fonte: Ufficio Stampa

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