Teatro Prato
martedì 25 Novembre 2025
Parole e musica, quando la violenza di genere diventa una questione maschile nel reading di Maurizio De Giovanni, Pugni nel cuore
Si può raccontare il tema della violenza di genere da una prospettiva maschile? Sì, se è la penna di Maurizio De Giovanni, l’autore del commissario Ricciardi e di romanzi sempre in cima alle classifiche dei libri più venduti, a scavare dentro fatti di cronaca realmente accaduti per comporre un potente reading che ci farà riflettere martedì 25 novembre, in occasione nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. «Pugni nel cuore», di e con Maurizio De Giovanni, è il titolo scelto dalla Fondazione Politeama Pratese per partecipare alla Giornata del 25 novembre, un titolo simbolico, capace di evocare il dolore spesso silenzioso che avvolge la violenza di genere, in un’alternanza di musica e parole. De Giovanni non sarà infatti solo sul palco, alle 21: il suo toccante racconto sarà arricchito dal contrappunto musicale di Marco Zurzolo insieme ad altri tre bravissimi artisti come la “cantattrice” Marianita Carfora, attrice e interprete della canzone classica napoletana, il chitarrista Carlo Fimiani e il bassista Umberto Lepore.
Attraverso la forza di denuncia intrinseca del teatro, «Pugni nel cuore» porta con sé la necessità di un cambio di paradigma perché a teatro le storie saranno raccontate con gli occhi del carnefice, assumendone il punto di vista e fotografando il momento esatto, o i momenti, in cui un sentimento iniziale degenera in ossessione, perversione e odio, fino al consumarsi del femminicidio.
«Abbiamo voluto un modo diverso di rappresentare a teatro il tema della violenza di genere – sottolinea Beatrice Magnolfi, presidente della Fondazione Politeama Pratese – che non è una questione femminile, bensì una gigantesca questione maschile. Una questione che impone la necessità di un impegno collettivo nel contrasto alla violenza di genere, responsabilizzando proprio gli uomini, chiamati a mettere in discussione i modelli culturali e a promuovere in modo attivo la parità fra i generi. L’appuntamento fa parte della nostra linea di teatro civile che proponiamo anche alle scuole».
Prima dello spettacolo prodotto da Mismaonda, il pubblico riceverà una cartolina informativa del Centro antiviolenza La Nara, con la quale la Fondazione rinnova una preziosa collaborazione: un piccolo gesto per testimoniare l’importante presenza del centro a fianco delle donne vittime di violenza.
Con la sua sensibilità e il suo talento di narratore, De Giovanni si addentrerà nelle pieghe di racconti drammaticamente realistici, rendendo limpide e vivide situazioni tristemente attuali e ancora troppo frequenti. Episodi di cronaca osservati dal punto di vista, inedito, di assassini e criminali. «Davanti al buco nero della violenza di genere – sottolinea l’autore – gli avvocati difendono, i magistrati giudicano, la polizia indaga. Gli scrittori, invece, cercano i perché. L’unico modo che ho di rispondere a questo perché è raccontare storie, in cui mostrare quanto sia terribile che le paure di una donna diventino rilevanti solo quando scompare». Il costo del biglietto d’ingresso è di 25 euro, 10 per le associazioni che si occupano di violenza di genere e per gli under 25.
È possibile acquistare i biglietti anche attraverso i circuiti Ticketone o Boxoffice, oppure direttamente in biglietteria. Prima dello spettacolo serale, a partire dalle 20 possibilità di aperitivo con buffet su prenotazione, inviando un messaggio all’indirizzo bar@politeamapratese.it oppure su WhatsApp al numero +393887897303.
Nella settimana dedicata alla sensibilizzazione contro la violenza di genere, si accenderanno i riflettori del Ridotto su un nuovo appuntamento del ciclo «La farmacia delle parole», a cura di Teatro Metropopolare, avente come filo conduttore “parola, femminismo e trasformazione”: in dialogo con la regista e dramaturg Livia Gionfrida, arriverà giovedì 27 novembre Vanessa Roghi, storica, autrice e narratrice della contemporaneità (inizio alle 21). Il suo libro, intitolato «La parola femminista. Una storia personale e politica» (Sellerio, 2024), intreccia la storia del femminismo italiano con un percorso biografico, intimo e coraggioso. Un libro che non solo ricostruisce lotte, pensieri e conquiste delle donne, ma restituisce senso a parole spesso travisate, dimenticate o svuotate del loro potenziale trasformativo.
Uno sguardo che attraversa scuola, marginalità, corpo, politica, con la forza gentile della narrazione critica. I
l biglietto d’ingresso costa 5 euro.
Info: www.politeamapratese.it

Maurizio De Giovanni_Pugni nel cuore
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