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Cultura Pistoia

da sabato 30 novembre 2019 a domenica 15 marzo 2020

Palazzo Fabroni riapre al pubblico con la mostra George Tatge | Il Colore del Caso

A Palazzo Fabroni, Museo del Novecento e del Contemporaneo di Pistoia, è prorogata a domenica 15 marzo la chiusura della mostra GEORGE TATGE | IL COLORE DEL CASO, curata da Carlo Sisi e realizzata dal Comune di Pistoia/Palazzo Fabroni con il contributo della Regione Toscana nell’ambito del progetto “Toscanaincontemporanea2019”, la cui inaugurazione dello scorso 29 novembre ha segnato la riapertura al pubblico di Palazzo Fabroni al termine dei lavori di recupero di un’ampia porzione del pianoterra e di allestimento di nuovi spazi riservati all’accoglienza del pubblico e di nuove sale destinate a funzione museale.

La rassegna nasce da una svolta nel modus operandi dell’artista. Noto da sempre per il suo lavoro in bianco e nero, da sette anni egli si dedica esclusivamente a riprese a colori. Non ha abbandonato il suo leggendario Deardorff, un banco ottico 13x18cm, che lo accompagna da quando è arrivato in Italia, 46 anni fa. Ma la scelta del colore ha richiesto un modo radicalmente diverso di guardarsi intorno. La mostra ci presenta così luoghi di misteriosa metafisicità, città sovraffollate, ma prive di persone, sospese nel tempo, quasi a sottolineare la solitudine esistenziale. Strade ed angoli dove vige quel conflitto continuo tra il man-made e la natura, una convivenza difficile e spesso comica. Oggetti ricorrenti nel lavoro di Tatge sono i muri, le barriere, i recinti, le staccionate. Visioni che ci toccano oggi con significati ancora più profondi ed attuali. E pure la fotografia di Tatge rimane lontanissima dall’essere documento. È pura metafora, un’espressione poetica che va oltre il visibile. Tatge si muove raramente con progetti precisi in mente. Preferisce vagare per lasciare che sia il mondo a sorprenderlo, che sia la sua psiche a reagire e a rispondere alle sollecitudini dei luoghi. Al Caso, appunto. Come il pittore Gerhard Richter, “non persegue obiettivi, né sistemi, né tendenze; non ha programmi, né uno stile, né una direzione; gli piace l’indefinito, lo sconfinato, l’incertezza continua”.

Sono dunque frutto del nuovo lavoro di George Tatge le 74 immagini, suddivise in sei diverse sezioni, di cui si compone la mostra, completamente pensata per le sale del secondo piano di Palazzo Fabroni, in una relazione stretta ed organica con il contesto architettonico dell’edificio, a tal punto che l’alternanza degli spazi, irregolari di forma e differenti per dimensioni, governa la disposizione delle opere. La rassegna è accompagnata dal video “George Tatge. Ritorno a Pistoia, dieci anni dopo”, realizzato da Raffaele Cafarelli per Redfish, testo di Gianluca Chelucci e musica di William Tatge, che dà conto degli scatti di George Tatge dedicati a Pistoia. Nel ricco catalogo, edito da Giunti, le 74 opere fotografiche esposte sono affiancate da un testo critico del curatore Carlo Sisi.

Nelle prossime settimane si intendono riservare alcune opportunità di visita e occasioni di approfondimento sull’ambito ‘arte e fotografia’.

Sono in programma:

domenica 16 febbraio – ore 17.30
George Tatge. Ritorno a Pistoia dieci anni dopo
Conferenza di Gianluca Chelucci

Il video col quale la rassegna pistoiese si conclude è basato sul copioso materiale fotografico eseguito
da George Tatge a Pistoia tra il 2007 e il 2010, in occasione della pubblicazione di due volumi, curati entrambi da Carlo Sisi, sull’arte del Novecento e sui monumenti del giardino Puccini.
Gianluca Chelucci ne parla in occasione del conferimento ai Musei Civici di Pistoia del Premio Touring dei Consoli della Toscana che, con la sua 20° edizione, vuole riconoscere l’impegno dei musei operanti in Toscana nel campo della didattica museale rivolta alle nuove generazioni.

La conferenza si svolge nel salone del primo piano di Palazzo Fabroni. La partecipazione è gratuita e non occorre prenotazione. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

sabato 29 febbraio e domenica 1° marzo – ore 10.00/18.00

La fotografia meditata.
Workshop condotto da George Tatge

Non c’è strumento più adatto del banco ottico per capire le basi fondamentali della fotografia: scelta dell’ottica, scelta del punto di ripresa, scelta del piano compositivo e pianificazione dello scatto. Per questo lo workshop è aperto anche a chi non lo ha mai usato come metodo di ripresa: la voglia di adottarlo sarà irresistibile. Inoltre, poiché l’autore è molto più interessato ai contenuti delle immagini e all’esplorazione della psiche, si tratta piuttosto di un viaggio nell’arte della fotografia, nella fotografia come strumento di espressione pura, utile a scoprire e a sviluppare una personalità fotografica.

Lo workshop si svolge nel salone del primo piano di Palazzo Fabroni. Vi può partecipare un massimo di 12 persone appassionate di fotografia. E’ pertanto obbligatoria la prenotazione da effettuare, entro le ore 13.00 di mercoledì 26 febbraio, al numero di Pistoiainforma 800 012146. La partecipazione è gratuita e prevede l’utilizzo di attrezzature personali: qualsiasi macchina fotografica, analogica o digitale, e/o di banco ottico.

domenica 15 marzo – ore 10.30

Il fotografo racconta la mostra.
Visita guidata a cura di George Tatge

La mostra di Pistoia nasce da una svolta nel modus operandi di George Tatge, al quale la scelta del colore ha richiesto un modo radicalmente diverso di guardarsi intorno: in occasione del finissage della rassegna, è lui stesso a raccontare al pubblico i suoi oltre quarant’anni di attività, soffermandosi sugli scatti selezionati per andare ad arricchire le civiche raccolte d’arte di Palazzo Fabroni.

Alla visita può partecipare un massimo di 20 persone. E’ pertanto obbligatoria la prenotazione da effettuare, entro le ore 13.00 di venerdì 13 marzo, al numero di Pistoiainforma 800 012146. La partecipazione prevede il solo costo del biglietto d’ingresso: ridotto € 2,00. Punto di ritrovo del gruppo: biglietteria di Palazzo Fabroni, dieci minuti prima dell’inizio della visita.

Per le scuole di ogni ordine e grado 

Tutte le opportunità di visita alla mostra e al Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni e le modalità di prenotazione sono consultabili all’indirizzo: musei.comune.pistoia.it/le-proposte-educative/

Dopo dieci mesi di chiusura, con la mostra GEORGE TATGE | IL COLORE DEL CASO, curata da Carlo Sisi e realizzata dal Comune di Pistoia/Palazzo Fabroni con il contributo della Regione Toscana nell’ambito del progetto “Toscanaincontemporanea2019”, venerdì 29 novembre, Palazzo Fabroni, Museo del Novecento e del Contemporaneo di Pistoia, riaprirà al pubblico al termine di alcuni importanti lavori di ristrutturazione che hanno determinato il recupero di un’ampia porzione del pianoterra.

La rassegna, aperta al pubblico fino al 16 febbraio 2020, nasce da una svolta nel modus operandi dell’artista. Noto da sempre per il suo lavoro in bianco e nero, da sette anni egli si dedica esclusivamente a riprese a colori. Non ha abbandonato il suo leggendario Deardorff, un banco ottico 13x18cm, che lo accompagna da quando è arrivato in Italia, 46 anni fa. Ma la scelta del colore ha richiesto un modo radicalmente diverso di guardarsi intorno. La mostra ci presenta così luoghi di misteriosa metafisicità, città sovraffollate, ma prive di persone, sospese nel tempo, quasi a sottolineare la solitudine esistenziale. Strade ed angoli dove vige quel conflitto continuo tra il man-made e la natura, una convivenza difficile e spesso comica. Oggetti ricorrenti nel lavoro di Tatge sono i muri, le barriere, i recinti, le staccionate. Visioni che ci toccano oggi con significati ancora più profondi ed attuali. E pure la fotografia di Tatge rimane lontanissima dall’essere documento. E’ pura metafora, un’espressione poetica che va oltre il visibile. Tatge si muove raramente con progetti precisi in mente. Preferisce vagare per lasciare che sia il mondo a sorprenderlo, che sia la sua psiche a reagire e a rispondere alle sollecitudini dei luoghi. Al Caso, appunto. Come Gerhard Richter, “non persegue obiettivi, né sistemi, né tendenze; non ha programmi, né uno stile, né una direzione; gli piace l’indefinito, lo sconfinato, l’incertezza continua”.

Sono dunque frutto del nuovo lavoro di George Tatge le 74 immagini, suddivise in sei diverse sezioni, di cui si compone la mostra, completamente pensata per le sale del secondo piano di Palazzo Fabroni, in una relazione stretta ed organica con il contesto architettonico dell’edificio, a tal punto che l’alternanza degli spazi, irregolari di forma e differenti per dimensioni, governa la disposizione delle opere.

La rassegna è accompagnata dal video “George Tatge. Ritorno a Pistoia, dieci anni dopo”, realizzato da Raffaele Cafarelli per Redfish, testo di Gianluca Chelucci e musica di William Tatge, che dà conto degli scatti di George Tatge dedicati a Pistoia.

Nel ricco catalogo, edito da Giunti, le 74 opere fotografiche esposte sono affiancate da un testo critico del curatore Carlo Sisi.

La mostra permetterà di scoprire, inoltre, il nuovo volto di Palazzo Fabroni dopo alcuni importanti lavori di ristrutturazione, tra cui l’apertura di nuovi spazi riservati all’accoglienza del pubblico e di nuove sale destinate a funzione museale.

Qui, dove ha trovato una nuova collocazione la biglietteria con il guardaroba e il bookshop, accoglie oggi i visitatori uno spazio appositamente ideato e realizzato per raccontare, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative, la storia di Palazzo Fabroni e delle sue collezioni fino al nuovo giardino, contestualizzandone la presenza nell’ambito della rete dei Musei Civici di Pistoia e la collocazione nel cuore del centro storico cittadino.

Quattro nuove sale destinate a funzione museale ospitano poi le civiche raccolte d’arte dedicate al Novecento artistico pistoiese dalla seconda metà degli anni Venti alla fine degli anni Sessanta, con opere della ‘scuola’ pistoiese attiva nel periodo tra le due guerre e della cosiddetta ‘generazione di mezzo’ segnata dal contrasto tra figurativo e informale, e presenze di assoluto rilievo quali quelle dello scultore Marino Marini e della sorella gemella Egle, pittrice e poetessa, e degli artisti del gruppo denominato “Scuola di Pistoia” nel clima Pop degli anni Sessanta.

I lavori di recupero del pianoterra si inseriscono nel progetto infrastrutturale finanziato, oltre che dal Comune di Pistoia, con contributi sui fondi europei di sviluppo regionale POR FESR – Regione Toscana 2014-2020 (per l’area di intervento “Arte Contemporanea”) e della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

Insieme alle sale del primo piano dove, in logica prosecuzione di esperienze, il percorso museale continua e si conclude, e in continuità con le raccolte d’arte antica del Museo Civico in Palazzo Comunale, oggi Palazzo Fabroni riunisce dunque, al suo interno, i percorsi dedicati alla modernità e alla contemporaneità, con un doppio sguardo all’arte locale e a quella nazionale e internazionale.

Il complessivo riassetto dell’edificio settecentesco di via Sant’Andrea è stato possibile, per ragioni museologiche e museografiche ben precise, col trasferimento, dal mezzanino del Palazzo Comunale, delle opere del Novecento pistoiese in gran parte acquisite dal Comune in prossimità della Prima Mostra Provinciale d’Arte del 1928 con l’intento di costituire una pubblica galleria d’arte moderna, alle quali se ne sono aggiunte quattro, che arredavano le sale di altrettanti uffici comunali, insieme a tre sculture e a un dipinto a olio di Marino Marini, attentamente selezionati fra le opere di proprietà comunale concesse in uso alla Fondazione intitolata all’artista presso l’ex Convento del Tau.

Rinnovato nel suo assetto complessivo e fulcro del rapporto fra la città e il contemporaneo, Palazzo Fabroni appare oggi il vero e proprio Museo del Novecento e del Contemporaneo di Pistoia, come il fascino e la bellezza dell’edificio (basti pensare alla magnifica enfilade di porte corrispondenti alla scenografica facciata curvilinea) si meritano. Una destinazione verso la quale, nel corso dell’ultimo decennio, si sono orientati l’adesione (2009) all’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani (AMACI), che riunisce ventiquattro tra i più importanti musei di arte contemporanea del territorio nazionale, impegnati a costruire una vera cultura istituzionale dell’arte moderna e contemporanea nel nostro Paese; la riapertura (2010) dell’accesso principale da via Sant’Andrea; e il riallestimento (2011) della collezione permanente al primo piano, con la conseguente destinazione delle sale del secondo alle mostre temporanee.

SEDE
Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni
via Sant’Andrea 18
Pistoia

RIAPERTURA AL PUBBLICO
venerdì 29 novembre 2019 – ore 18.00
con apertura straordinaria fino alle ore 23.30

ORARI
30 novembre | 31 dicembre 2019
dal martedì alla domenica e giovedì 26 dicembre
ore 10.00/18.00
Natale e Capodanno
ore 16.00/19.00
dal 2 gennaio 2020
dal martedì al venerdì, ore 10.00/14.00
sabato, domenica e lunedì 6 gennaio, ore 10.00/18.00
chiuso il lunedì

BIGLIETTI D’INGRESSO
intero € 3.50 (comprensivi anche della mostra GEORGE TATGE | IL COLORE DEL CASO)
ridotto € 2.00
Possibilità di biglietto cumulativo fra due o tre sedi museali a scelta (valido tre giorni)

Catalogo GEORGE TATGE | IL COLORE DEL CASO
Giunti Editore

GUIDA BREVE AI MUSEI CIVICI DI PISTOIA
Centro Di

INFORMAZIONI
0573 371277
sito web: musei.comune.pistoia.it
pagina Facebook: @museicivicipistoia

Pal Fabroni Est (foto George Tatge) pistoia

Fonte: Ufficio Stampa

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