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Cultura Montevarchi

da domenica 25 ottobre 2020 a domenica 6 giugno 2021

Ottone Rosai Riscoperte e un nuovo riconoscimento nella mostra di Montevarchi

Riapre giovedì 21 gennaio, dopo oltre due mesi della chiusura che ottemperava al dpcm di novembre, la mostra dedicata a Ottone Rosai organizzata dal Comune di Montevarchi. L’esposizione aveva inaugurato solo il 29 ottobre ricevendo sin da subito buone critiche dalla stampa e riscuotendo l’interesse del pubblico, è stata costretta a chiudere i battenti, come tutti i luoghi della cultura in Italia il 6 novembre scorso. La mostra con tutti i preziosi prestiti è rimasta congelata sino ad oggi nelle sale del Palazzo del Podestà. Ora il pubblico potrà finalmente visitarla in tutta sicurezza in questi giorni e orari: giovedì e venerdì dalle ore 15 alle ore 19, fino al 6 giugno 2021.

“Siamo felici di poter restituire al pubblico una mostra importante che ha richiesto diversi mesi di preparazione per cercare e studiare opere. Sforzi che in molti casi hanno condotto a ritrovamenti di inediti. Grazie alla generosità di tutti i prestatori delle opere siamo, inoltre, in grado di prorogarla sino al 6 giugno” afferma Silvia Chiassai Martini Sindaco di Montevarchi.

“Le discoteche aperte d’estate e i musei chiusi d’inverno spero che abbiano insegnato qualcosa a tutti. Rosai, che ha superato indenne due bufere, rappresentate da altrettante guerre mondiali, aspetta i visitatori con la sua pittura e i suoi disegni che sono, e restano, specchio di torride inquietudini esistenziali destinate a ripetersi nel tempo e a qualunque latitudine, sebbene – come sosteneva a ragione Montale – la vita, purtroppo, sia, al solito, maestra di niente che ci riguardi” commenta Giovanni Faccenda, curatore della mostra.

La mostra “Ottone Rosai organizzata dal Comune di Montevarchi, riunisce, nella storica sede di Palazzo del Podestà, cinquanta opere di Rosai, per metà disegni e altrettanti oli. Tutti riferiti ad un momento preciso dell’artista: gli anni tra il 1919 e il 1932, il ventennio tra le due Grandi Guerre.

Ottone Rosai (Firenze 1895 – Ivrea 1957), uomo dalle travolgenti passioni, fu artista che scelse di leggere le novità del suo tempo alla luce della grande arte del Tre-Quattrocento toscano.

Le opere provengono tutte da collezioni private, e il pubblico potrà ammirare tele notissime ma anche – e questa è una delle peculiarità di questa mostra – opere del tutto inedite, emerse dalle ricerche che il prof. Faccenda ha condotto nelle collezioni private e nelle case di chi, in Toscana ma non solo, ebbe rapporti con Rosai o con i suoi galleristi ed eredi.

Le ricerche in preparazione della mostra su Ottone Rosai a Montevarchi (AR), dedicata ai capolavori realizzati da fra le due guerre, curata da Giovanni Faccenda, offrono continuamente risultati inediti e nuovi motivi di interesse. Fra questi il ritrovamento e la corretta identificazione di un straordinario dipinto del 1932 “Baroncelli” (anch’esso, come altri in mostra, già presente nella storica rassegna di Palazzo Ferroni del medesimo anno) a lungo e in varie pubblicazioni presentato erroneamente come “Paesaggio”, ignorando, dunque, la fondamentale indicazione autografa al verso del quadro, a carboncino, dello stesso Rosai.

La mostra nasce proprio dalla volontà di superare una lettura talvolta superficiale e antiquata dell’opera di uno dei maggiori artisti italiani del Novecento, apprezzato da Francis Bacon che nel 1962, durante un’intervista televisiva, lo indica come l’artista che aveva maggiormente attirato il suo interesse: «Non esito a fare il nome di Ottone Rosai, uno fra i più grandi pittori di questo secolo: soprattutto gli autoritratti e i nudi che egli ha dipinto, gli uni all’inizio, gli altri alla fine degli anni Quaranta, hanno generato in me profonde riflessioni e non pochi trasalimenti». In epoca più recente Georg Baselitz ne è ammiratore e ha acquistato opere dell’autore toscano a dimostrazione di quanto la pittura di Rosai sia espressione di una voce contemporanea.

Nel prezioso catalogo che accompagna la mostra, il professor Faccenda documenta, con una scheda esauriente, ogni particolare relativo all’ eccezionale ritrovamento de “Baroncelli”, aggiungendovi anche un disegno preparatorio che smentisce la tesi del lavoro “en plein air” fino ad oggi conosciuta.
Nello stesso catalogo, inoltre, verranno pubblicate alcune bellissime foto professionali a colori di un Rosai in abiti borghesi così come non si era mai visto: sorridente anziché assorto e cupo, disponibile a lasciarsi catturare (persino mentre passeggia nella “sua” via San Leonardo!) dall’obbiettivo di un fotografo evidentemente amico.

Tra le molte altre sorprese che incessantemente si aggiungono a questo evento, che verrà inaugurato il 25 ottobre 2020, anche una “chicca” per appassionati, cultori e amanti dell’arte e della letteratura di Rosai: il “miracoloso” ritrovamento di un vinile nel quale Rosai, con la sua voce calda e coinvolgente, legge due brani della sua celebre raccolta di racconti “Via Toscanella”.
E le sorprese, come altro, potrebbero non essere finite qui.

La mostra in breve: organizzata dal Comune di Montevarchi, riunirà, nella storica sede di Palazzo del Podestà, cinquanta opere di Rosai, per metà disegni e altrettanti oli. Tutti riferiti ad un momento preciso dell’artista: gli anni tra il 1919 e il 1932, il ventennio tra le due Grandi Guerre.
Ottone Rosai (Firenze 1895 – Ivrea 1957), uomo dalle travolgenti passioni, fu artista che scelse di leggere le novità del suo tempo alla luce della grande arte del Tre-Quattrocento toscano.

Informazioni utili

Apertura della mostra: giovedì e venerdì dalle ore 15 alle ore 19

Dove: Palazzo del Podestà a Montevarchi (Ar)

Periodo: dal 25 ottobre 2020 al 6 giugno 2021

Info:

www.comune.montevarchi.ar.it tel. 055-91081
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Ufficio Cultura:
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In collaborazione con:
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Ottone Rosai

Fonte: Ufficio Stampa

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