Teatro Firenze
sabato 15 Febbraio 2020
Mio Cognato con la compagnia Geneticamente mortificati al Teatro del Borgo
Sabato 15 febbraio 2020, ore 21.00, al Teatro del Borgo a Firenze andrà in scena:
GENETICAMENTE MORTIFICATI
presentano
MIO COGNATO
Scritto da Marco Giavatto
Diretto da Serena Politi
La Sicilia di oggi supera ogni possibile previsione pirandelliana. Corre via, oltrepassando l’immaginazione collettiva, disintegrando la memoria del singolo individuo e della storia. Sarà forse colpa dei tempi rapidi in cui viviamo? Tutto cambia così velocemente da non lasciarci il tempo di ricordare e chi, disgraziatamente, prova a farlo rimane incastrato. Finalmente il Lupo ci è riuscito: si è camuffato talmente bene da confondere gli agnelli prima di mangiarli. Con sua grande sorpresa, però, ha scoperto che, tra loro, c’è qualcuno che ha sempre voluto fare il lupo… allora che fare? Mangiarli tutti o istruire gli agnelli a sopprimere altri agnelli? Infine, può un’isola che è stata di tutti rifiutarsi di accogliere il cambiamento? Una storia nuova e, purtroppo, anche molto antica. Il teatro come impegno civico…fatto con il sorriso.
Con Giuliana Frasca, Paolo Biagioni, Fulvio Ferrati e Marco Giavatto
E con Settimio Cavuoti, Pierluigi Logli, Naeem Malik e Renato Toppi
Luci e musica: Luciano Politi
Assistente alla regia: Irene Bechi
Organizzazione: Silvia Bedessi
Progetto grafico e Direzione di produzione: Stefano Chianucci
Due parole con l’autore, Marco Giavatto
“Esisterà da qualche parte, ne sono certo, la vera entità della Sicilia. Lì convivono tutte le civiltà che vi sono passate. In quel posto, si attende con smania la prossima conquista. Lì io vivo e sono nato. Di contro, non sento il bisogno di tornare in quella reale, luogo che ormai ha smarrito la propria origine.”
Marco Giavatto
Lo spettacolo è ambientato in Sicilia, dove sei nato… “Quando con la macchina si arriva a Villa San Giovanni, in Calabria, che è il punto da cui ci si imbarca sul traghetto per Messina, c’è una discesa…e poi una curva. Appena dietro la curva il mare si annuncia: te lo ritrovi davanti, azzurro, vastissimo, e vedi, a 3 km da te, la Sicilia. E quando la vedi – dopo che hai fatto la Salerno-Reggio Calabria, dopo dieci ore di viaggio – automaticamente spariscono tutte le stanchezze e ti viene questa scossa nel cuore di cui parla la canzone ‘Stranizza d’amuri’ di Battiato. Hai presente quando sai che in una stanza sta per entrare la persona che ti fa venire una scossa al cuore? A me capita lo stesso con la Sicilia. Tu sai che Lei è lì e sai il preciso momento in cui si paleserà. Appena la vedi, la scossa è puntuale. Mi ricordo un anno, nel periodo di Natale, un freddo fottuto in Calabria. Dopo che avevamo viaggiato tutti imbacuccati, quando siamo scesi dal traghetto a Messina, ci ha accolto un sole pauroso, tanto che ci siamo spogliati. A soli 3 km di distanza eravamo a maniche corte. La Sicilia è come la grappa: è una cosa che ti arriva nell’esofago e ti fa riscaldare talmente tanto che non bastano gli occhiali da sole. Il suo sole è piacevolmente fastidioso. C’è tutto in quella terra, mancano soltanto gli uomini buoni.”
Il tuo è quindi un rapporto di amore-odio per la tua Terra?
“Un amore tormentato non è per forza quello tra due esseri umani, ma spesso e volentieri quello di un uomo verso se stesso. Quando nasci da una Madre e in una Terra sei portato naturalmente ad amarla. Punto. E una volta che la ami, odi il fatto di doverla amare. Se la Madre in questione, terra o donna che sia, è qualcosa di lontanissimo da te, in cui tu non riesci a catalogarti – perché, se conosci un po’ la storia, non puoi accettarlo – questo fa malissimo. Io c’ero, ed ero però piccolissimo, quando sono morti Falcone e Borsellino. La Sicilia era stata scenario di guerra, ma, dopo un brusio generale, la Sicilia non è cambiata. Quello è stato per me l’atto di separazione totale fra me e la Sicilia, per cui non ci possiamo più avvicinare. Vi è, anzi, un fatto scientifico: la Sicilia si allontana dall’Italia, 3 mm all’anno. E’ alla deriva, come se non riuscissimo – per una forza centrifuga – a ritoccarci più, e prima di fare il giro e incontrarci di nuovo dall’altra parte ci vorranno milioni e milioni di anni. E’ come se ogni tentativo compiuto per riavvicinarsi ci facesse staccare ancora di più l’uno dall’altra. E’ dolorosissimo.”
Contatti:
@igeneticamentemortificati
igeneticamentemortificati
Compagnia Geneticamente Mortificati (con i trailer dello spettacolo)
www.geneticamentemortificati.com
Dove: Teatro del Borgo Via di S. Bartolo a Cintoia, 97 – Firenze
Per info e prenotazioni:
3337861345 – info@geneticamentemortificati.com

Mio cognato
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