Cultura Firenze
venerdì 14 Aprile 2023
Massimo Ricciardo Encounters in an Archive. Objects of Migration / Photo-Objects of Art History
Venerdì 14 aprile una giornata dedicata al progetto e concept book che raccoglie l’esperienza artistica di Massimo Ricciardo nell’installazione Encounters (dal 2017). Nella mostra e nel libro gli oggetti della migrazione – cose funzionali al viaggio, ma anche veicoli di identità e memoria, come passaporti e carte nautiche, fotografie di famiglia e diari – dialogano con oggetti fotografici della Fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz all’interno dello spazio dell’archivio.
Presso la Fototeca verrà reiterata l’installazione commentata dai mediatori culturali di Amir. Le visite guidate in lingua italiana si terranno alle ore 10.30, 14.00, 16.00 (ingresso libero dietro prenotazione all’indirizzo fototeca@khi.fi.it).
Il progetto ha ricevuto il sostegno del Ministero della Cultura, Italian Council X – 2021.
Firenze, 11 aprile 2023 – Un libro che si colloca in una posizione prominente nei dibattiti internazionali su come l’arte si interseca e si confronta con i temi della migrazione globale e del dislocamento forzato. “Encounters in an Archive. Objects of Migration / Photo-Objects of Art History” a cura di Costanza Caraffa e Almut Goldhahn (Viaindustriae publishing, Foligno 2023) è un concept book che raccoglie e discute l’esperienza artistica di Massimo Ricciardo nell’installazione Encounters (dal 2017).
Qui gli oggetti della migrazione – cose funzionali al viaggio, ma anche veicoli di identità e memoria, come passaporti e carte nautiche, fotografie di famiglia e diari – dialogano con oggetti fotografici della Fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz all’interno dello spazio dell’archivio. Il progetto ha ricevuto il sostegno del Ministero della Cultura, Italian Council X – 2021.
L’uscita del libro è accompagnata da un ciclo di appuntamenti in Italia e in Europa che venerdì 14 aprile farà tappa anche a Firenze. Presso la Fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz verrà reiterata l’installazione da cui ha avuto origine il progetto, accompagnata da una installazione sonora realizzata dall’artista in collaborazione con il sound designer Luca Morino nello scalone di Palazzo Grifoni Budini Gattai. Il commento sarà affidato a Luda Berhe, Pinto Manuel Francisco e Ebrima Saidy, mediatrice e mediatori culturali di Amir (www.amirproject.com).
Il progetto Amir, accoglienza musei inclusione relazione, propone dal 2018 a Firenze e a Fiesole visite museali e passeggiate urbane condotte da persone con passato migratorio. Le visite guidate in lingua italiana si terranno alle ore 10.30, 14.00, 16.00 (ingresso libero dietro prenotazione all’indirizzo fototeca@khi.fi.it).
Lo stesso giorno, alle ore 19.00, Villa Romana e il Kunsthistorisches Institut in Florenz invitano a un’iniziativa congiunta intorno al libro di Massimo Ricciardo. Villa Romana ospiterà una sessione di ascolto dell’artista e attivista Leila Bencharnia, un’esperienza sonora di 40 minuti dal titolo Witnesses of Water (ingresso libero).
La migrazione è uno dei fenomeni che caratterizzano la contemporaneità, ma anche un leitmotiv nella ricerca artistica e nella biografia di Massimo Ricciardo, nato a Darmstadt da genitori italiani, migrante di ritorno nella Sicilia dei tardi anni Ottanta, trasferitosi a Firenze e Potsdam per gli studi e infine approdato a Torino. Nel 2013, con l’artista berlinese Thomas Kilpper, Ricciardo ha iniziato a raccogliere oggetti abbandonati dai migranti sulle coste della Sicilia: cose funzionali al viaggio, ma anche veicoli di identità e memoria, come passaporti e carte nautiche, fotografie di famiglia, diari, un campione della terra d’origine.
Nell’installazione Encounters (dal 2017) Ricciardo fa dialogare oggetti selezionati da questo archivio con oggetti fotografici della Fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz (KHI). Negli spazi della Fototeca gli oggetti della migrazione, nonostante la loro intrinseca fragilità, sviluppano per contrasto una forza monumentale: testimonianza materiale dell’esperienza anche tragica della migrazione, ma anche critica del potere dell’archivio. La frizione generata dagli accostamenti libera una serie di questioni di stringente attualità: a chi appartengono? Sono parte del patrimonio culturale? Quali sono le pratiche artistiche e curatoriali appropriate se si decide di raccoglierli, archiviarli, esporli, trasformarli?
Gli oggetti della migrazione sono importanti perché costituiscono un ponte virtuale verso le persone che hanno dovuto lasciarli nel loro viaggio attraverso il Mediterraneo verso l’Italia. Un momento focale del progetto è stato il laboratorio con i mediatori e le mediatrici del progetto Amir di Firenze (2022). Amir, accoglienza musei inclusione relazione, propone dal 2018 a Firenze e a Fiesole visite museali e passeggiate urbane condotte da persone con passato migratorio. I mediatori e le mediatrici di Amir hanno contribuito in maniera essenziale a comprendere la funzione degli oggetti, anche sulla base delle proprie storie di migrazione. Le loro riflessioni sono entrate nel libro e si intessono con frammenti di altre interviste e conversazioni tenute da Ricciardo con protagonisti e operatori della migrazione. Nella reiterazione dell’installazione proposta il 14 aprile 2023 le mediatrici e i mediatori di Amir prendono pubblicamente la parola riattribuendo vita agli oggetti.
Il concept book di Ricciardo ricrea lo spazio protetto delle visite guidate all’installazione per riflettere su temi e materiali sensibili. Attraverso una elaborata grafica e un ampio apparato di immagini a colori e documenti, il libro restituisce e amplifica i dialoghi iniziati intorno all’installazione, coinvolgendo una polifonia di voci. Questa opera aperta in lingua italiana e inglese rappresenta un contributo all’attuale discussione internazionale su migrazione e arte.
Numerosissime le autrici invitate a commentare e contestualizzare l’opera di Ricciardo: Anna Chiara Cimoli (Università degli Studi Bergamo), Anna S. Messner (Heinrich-Heine-Universität, Düsseldorf), Başak Şenova (Universität für angewandte Kunst, Vienna), Tiziana Serena (Università degli Studi Firenze), Angelika Stepken (già direttrice di Villa Romana, Firenze), Kylie Thomas (University College, Cork) e Eva M. Troelenberg (Heinrich-Heine-Universität, Düsseldorf).
Sound Objects of Migrations, un archivio sonoro online
Curato da Massimo Ricciardo insieme al sound designer Luca Morino, Sound Objects of Migrations è un progetto di web sound visitabile all’indirizzo soundobjectsofmigrations.it, che accompagna il libro di Ricciardo Encounters in an Archive: Objects of Migration, Photo-Objects of Art History. Il sito è diviso in due sezioni: Storie e Oggetti.
La sezione Storie raccoglie le testimonianze di incontri, eventi, paesaggi sonori e viaggi archiviate durante lo sviluppo del progetto. La sezione Oggetti presenta estratti dalle registrazioni prodotte per l’audiocassetta Similitude abbinata al libro (100 esemplari a tiratura limitata): racconti degli oggetti e delle fotografie presenti nell’installazione Encounters in an Archive attraverso la lettura delle schede di archiviazione. Questa dualità riprende il tema della “coppia di oggetti” e ripropone le connessioni che gli oggetti e le fotografie esposti hanno stimolato e stimolano tuttora.
Le iniziative in programma
Come sopracitato la pubblicazione del libro è accompagnata da una serie di eventi presso istituzioni internazionali. Tra le città coinvolte: Palermo (Goethe-Institut, 24 marzo), Firenze (Kunsthistorisches Institut e Villa Romana, 14 aprile), Düsseldorf (Heinrich-Heine-Universität, Kunsthistorisches Institut, 25 aprile), Colonia (Rheinisches Bildarchiv nell’ambito del prestigioso Photoszene Festival, 20 maggio) e Anversa (Red Star Line Museum, 25 maggio).
Per Massimo Ricciardo questo concept book è infatti un’opera aperta che, rispondendo al titolo “Encounters”, ambisce a favorire sempre nuovi incontri fra persone, contesti e oggetti. La serie di eventi è volta a stimolare nuove piattaforme di discussione e ricerca artistica a livello nazionale e internazionale, in ambiti disciplinari e istituzionali diversi; intende altresì ampliare il carattere partecipativo del progetto e favorire riflessioni sull’opportunità etica e le possibili modalità di presentazione di oggetti legati alla migrazione in contesti museali e istituzionali.
Dove:
Fototeca del KunsthistorischesInstitut in Florenz
Palazzo Grifoni Budini Gattai Via dei Servi 51, Firenze
Villa Romana
Via Senese 68,Firenze
Biografie
Massimo Ricciardo (Darmstadt, 1979) è un artista che vive e lavora a Torino. Ha studiato pittura e grafica all’Accademia di Belle Arti di Firenze e all’Università di Scienze Applicate di Potsdam. La sua ricerca artistica si concentra principalmente sulle memorie personali e collettive dei rifugiati e dei loro viaggi verso l’Europa, basandosi principalmente su materiale d’archivio: fotografie, oggetti, suoni, video amatoriali e storie. Ricciardo contribuisce con la sua ricerca ad un processo per la realizzazione di una nuova “memoria vivente”. È risultato vincitore di diversi concorsi di rango nazionale fra cui Cantica21, Italian Contemporary Art Everywhere (2020), e Italian Council X – Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura (2021).
Mostre (selezione): Objects of Migration Photo-Objects of Art History: Encounters in an Archive, Kunsthistorisches Institut in Florenz, Firenze (2017/23); Fragmento· BOCS, Catania (2021). Con Thomas Kilpper: Listening to Voices, Futura Gallery, Praga (2021); Luther and the Avantgarde, Karlskirche Karlsplatz, Kassel (2017); Baustelle Europa/Europe Under Construction, Kunsthaus, Dresda (2016); Dispossession, Palazzo Donà Brusa, 56° Biennale, Venezia (2015).
Luca Morino (Torino, 1992) è laureato in Musica Elettronica al Conservatorio di Torino e insegna Tecnologie Musicali nell’Istituto Statale A. Monti di Asti. È membro di ALMARE, collettivo artistico-curatoriale fondato nel 2017. Dallo stesso anno è fonico residente al festival di musica contemporanea Musica in Prossimità (Pinerolo).
Il Kunsthistorisches Institut in Florenz (KHI) è un istituto di ricerca in storia dell’arte e dell’architettura che applica una prospettiva transculturale e plurale. Fondato nel 1897, è dal 2002 parte della Max-Planck-Gesellschaft. I progetti di ricerca del KHI toccano alcune fra le più urgenti sfide contemporanee globali: urbanismo, ecologia, cultural heritage, antropocene, sistemi museali. Questa ampiezza di temi si riflette in una sfaccettatura di approcci metodologici che si fecondano a vicenda, portando innovazione e spirito critico in tutti gli ambiti della ricerca storico-artistica. L’Istituto supporta giovani studiosi internazionali ed è strutturato in dipartimenti e gruppi di ricerca. Uno di essi è la Fototeca. Grazie alle numerose iniziative, convegni e pubblicazioni il KHI costituisce un hub internazionale per chi si interroghi sul presente e sul futuro della storia dell’arte.
La Fototeca del Kunsthistorisches Institut in Florenz è uno dei più importanti archivi di fotografie documentarie sull’arte e l’architettura italiana. È anche un affermato centro di ricerca e un vivace laboratorio per il dibattito internazionale e transdisciplinare sul ruolo degli archivi fotografici nella ricerca e nelle società del XXI secolo. La Fototeca è un ecosistema in cui il lavoro dell’archivio è inscindibile dalle attività scientifiche. I suoi progetti di ricerca, radicati metodologicamente nei material culture studies, creano connessioni fra l’archivio fotografico e questioni sociali e politiche contemporanee come il patrimonio culturale e le migrazioni. La Fototeca è attiva in network internazionali e collabora con artisti del rango di Guido Guidi, Armin Linke e Akram Zaatari, realizzando libri e mostre.
Viaindustriae publishing ha una importante esperienza decennale sulla produzione di monografie, libri d’artista e pubblicazioni sulla ricerca artistica contemporanea italiana ed internazionale. Nel suo catalogo: le biblio-archiviazioni sui libri d’artista di Sol LeWitt, le pubblicazioni di John Cage, i “Records by artists”, i libri da collezione di Richard Prince “Richard Prince’s Publications Bibliotheque d’un Amateur”, la letteratura primaria di Hermann Nitsch e l’editoria underground “YES YES YES alternative/revolutionary press”. Per la distribuzione internazionale Viaindustriae si appoggia a Idea books, Amsterdam: www.ideabooks.nl.
Fonte: Ufficio StampaEventi simili
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