Cultura

da giovedì 20 Novembre 2025 a domenica 30 Novembre 2025

L’Incessante Mutamento della natura: l’arte di Federico Gori in mostra alla galleria Kalpa Art Living

Imprevedibilità ed impermanenza in natura sono concetti alla base del lavoro multidisciplinare dell’artista contemporaneo toscano Federico Gori. Esprimendo la sua visione attraverso una vasta gamma di materiali e linguaggi quali incisioni, dipinti, sculture, e installazioni site-specific, Gori esplora il tema dell’inesorabile scorrere del tempo in tutte le sue sfaccettature.

Mettendo in luce il processo di trasformazione tipico del mondo naturale, la ricerca dell’artista si basa sulla consapevolezza che l’azione umana è limitata difronte all’azione della natura. Traendo ispirazione dalle forme organiche che seleziona, Gori realizza incisioni e ossidazioni naturali su polittici in rame, caratterizzati da motivi ripetuti. Disegnando un paesaggio minimale, altamente simbolico, composto da memorie di fossili e piante contemporanee, il suo lavoro va oltre la riproduzione del reale. È sospeso tra passato e presente, e racconta una narrazione fluida che sfugge alla linearità del tempo.

“Utilizzo tecniche e materiali che prevedono una trasformazione sia interna che esterna al mio lavoro. Questi cambiamenti, prevedibili o meno, danno vita all’opera, che raramente trova una forma unica e definitiva.”

Lavorando con il rame, l’idea di una mancanza di controllo sull’opera finale è un aspetto fondamentale della poetica dell’artista, che si sviluppa attorno all’impossibilità dell’uomo di dominare il tempo e controllare completamente la materia. Essendo un metallo altamente mutevole, il rame cambia la sua composizione e il suo aspetto, conferendo all’oggetto lo status di opera d’arte vivente in continua evoluzione attraverso il tempo; risponde agli stimoli ambientali, reiterando perfettamente il ciclo di vita che Gori intende trasmettere attraverso il suo lavoro.

Una selezione delle opere di Gori delle serie Estinti, Pattern e Perenne è esposta negli interni raffinati del Molteni Flagship Store nel cuore di Manhattan, uno spazio disegnato da Vincent Van Duysen che porta l’eleganza italiana nella vivace architettura newyorkese. Il lavoro di Gori è un viaggio nella storia naturale, atraverso radici, tronchi di albero e piante estinte, capace di trasmettere emozioni profonde: sentimenti contrastanti di smarrimento e conforto, come in luoghi di solitudine e contemplazione.

Riunendo sei diverse specie di piante estinte, Estinti mostra un caleidoscopio di linee sinuose di fossili, svelando una miriade di prospettive e un sottile equilibrio tra rappresentazione figurativa e astratta. Per creare le impronte, Gori attinge ai pochi resti archeologici di piante che hanno vissuto sulla Terra in epoche diverse, tra cui Cooksonia, Psilophyton, Zamites, Schizostachys Pinnata, Sphenophyllum e Anomozamites. Le impronte delle piante sono quindi trasformate in pattern diversi l’uno dall’altro. Grazie al processo di ossidazione naturale e all’uso di acidi e sali, ogni incisione risulta unica, proprio come gli organismi viventi da cui ha origine.

“Dalle radici al fogliame, le piante sono costruite secondo un modello diffuso, l’opposto del modello centralizzato degli animali. È un’organizzazione che consente libertà e forza allo stesso tempo”.

La ripetizione è fondamentale in natura, e comprende regolarità visibili delle sue forme in molteplici contesti. Gori fa riferimento diretto a questa idea nella serie Pattern, un gruppo coerente di opere il cui soggetto principale di indagine sono le radici degli alberi. Come una rete sotterranea segreta e vibrante, nonché espressione di un attivo sistema di un comunicazione, le radici sono il centro di comando delle piante. Con funzioni simili a quelle del cervello umano, ricevono informazioni dai recettori sensoriali, le elaborano e implementano strategie di crescita.

Al centro della ricerca di Gori c’è il tentativo dell’artista di comprendere i cicli di vita degli organismi, insieme al suo processo di osservazione e interazione con il suo contemporaneo. Ciò è particolarmente visibile nelle incisioni della serie Perenne, che presenta l’impronta della sezione trasversale di un tronco d’albero che funge da generatore di immagini.
Ogni lavoro di questa serie racchiude contemporaneamente due linee del tempo, il presente e il passato. Mentre i disegni originali sono destinati a cambiare, il messaggio intrinseco del tronco dell’albero rimane permanente. Come narratori di eventi passati, i suoi anelli sono un vero e proprio archivio naturale che racconta la storia della foresta in cui ha vissuto, la sua età e salute, nonché l’evoluzione del clima di quel territorio.

Risentendo dell’interesse dell’artista nella pittura segnica ed abbracciando pienamente la lezione dell’arte informale, le incisioni di Federico Gori (Pistoia, 1977) presentano un vocabolario articolato di segni ripetuti e mai uguali. Nel corso della sua carriera, Gori ha ricevuto i prestigios premi ministeriali PAC 2024 e PAC 2020, e partecipato a residenze presso La Panacée, Centre d’Art Contemporain, Montpellier, e l’Università di Nanchino, Jiangsu P. R. Cina, tra le altre. Ha esposto le sue opere in numerose istituzioni e musei di rilievo, tra cui la Biennale d’Arte di Venezia, Palazzo Fabroni a Pistoia, il Museo Archeologico di Taranto, Collezioni Gori alla Fattoria Celle a Pistoia, Fondazione Biagiotti Arte e Palazzo Strozzi a Firenze.

L’arte di Federico Gori in dialogo con il Pavilion di Vincent Van Duysen, di ispirazione squisitamente modernista.

Le incisioni della serie Perenne e Pattern dialogano con il gioiello architettonico progettato da Vincent Van Duysen, parte del Molteni&C Compound in Italia. Seguendo una visione olistica che unisce ambiente, uomo e architettura, i lavori modulari di Gori accompagnano i visitatori in un viaggio visivo organico dove l’arte permea lo spirito dell’edificio. Il gioco di luci e ombre che si crea sulla superficie cangiante delle opere ed il movimento fluido delle linee incise contribuiscono a creare uno spazio sofisticato ed accogliente, un ambiente pensato per ispirare meraviglia e stupore.

C R E D I T I :
Fotografia delle opere di Gori a Molteni&C New York e Compound: fotografia di Daniel Civetta
Citazioni di Federico Gori e Stefano Mancuso

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Fonte: Ufficio Stampa

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