Cultura Barga
da sabato 10 Maggio 2025 a domenica 29 Giugno 2025
L’Arte della luce. Storia della fotografia a Barga: viaggio nell’Archivio Pietro Rigali
Torna dal 10 maggio al 29 giugno 2025 alla Fondazione Ricci di Barga, dopo l’apertura autunnale, la mostra storico fotografica “L’Arte della luce. Storia della fotografia a Barga: viaggio nell’Archivio Pietro Rigali” dedicata alla fotografia a Barga dalla fine dell’Ottocento fino al 1950 e all’archivio fotografico Pietro Rigali.
La mostra è organizzata dalla Fondazione Ricci di Barga insieme all’Istituto Storico Lucchese sezione di Barga con la collaborazione degli eredi del fotografo Pietro Rigali, con il patrocinio del Comune di Barga e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
“Questa mostra fotografica, oltre che trarre spunti concreti per la riscoperta della storia della fotografia a Barga dalla fine dell’800 agli anni ’50 del ‘900, è utile per mettere in evidenza la necessità di preservare questi documenti fotografici, il cui deterioramento porterebbe inevitabilmente alla perdita della memoria collettiva e di questo ringrazio gli eredi del fotografo Pietro Rigali Elena e Giuseppe Biagiotti, per aver contattato la Fondazione e Ricci per la realizzazione di questa esposizione – spiega Cristiana Ricci, presidente della Fondazione Ricci – la maggior parte delle fotografie esposte sono inedite e forniscono un’occasione unica ai visitatori per una riflessione sulla città, sugli aspetti e momenti di vita quotidiana, anche minori, sulla sua storia, sulla sua evoluzione urbana, sui suoi personaggi eccellenti, sulle sue manifestazioni locali. La mostra è quindi anche una bella occasione per i barghigiani ed i bargo-esteri, che potranno ritrovare in quelle immagini vecchi amici o parenti, o semplicemente luoghi d’un tempo trasformati o rimasti intatti. Dunque un archivio prezioso che conserva la memoria fotografica di 150 anni di storia barghigiana e ha portato in luce con questa mostra anche materiale di studi fotografici precedenti a quello Rigali, che in parte aveva ereditato, di cui parla nel testo in mostra Pier Giuliano Cecchi”.
Le curatrici della mostra Sara Moscardini, direttrice dell’Istituto storico lucchese sezione di Barga e Caterina Salvi, fotografa e graphic designer, hanno selezionato oltre 400 fotografie originali e inedite delle oltre 40.000 presenti nell’archivio Rigali. Il materiale fotografico è stato riunito a soggetto identificando diverse sezioni che riguardano Barga e il suo territorio: Pietro Rigali, la vita, l’amore con la moglie Gina Biagiotti, la passione per la montagna, il mestiere di fotografo e il suo archivio; Storia della fotografia a Barga; Barga: panorami e foto d’epoca, con un particolare focus sui restauri del Duomo (1927-1939) e sul passaggio del fronte durante la Seconda guerra mondiale (1944-45); Vita sociale a Barga: le manifestazioni civili e religiose; Ritratti e momenti di vita privata. Oltre alle foto originali saranno esposte l’apparecchiatura appartenuta a Pietro Rigali e oggetti di epoca precedente: lastre fotografiche, pellicole, macchine, attrezzatura per lo sviluppo delle foto etc.
Pietro Rigali nacque a Barga il 26 dicembre 1906. Ancora ragazzo restò orfano del padre, morto in un incidente sul lavoro; nel 1920 per mantenere sé e la madre Marietta iniziò a lavorare come apprendista nello studio fotografico di Pietro Iacopetti, nelle soffitte di Palazzo Giannetti. Nel 1930 circa Iacopetti si spostò, aprendo in via di Borgo uno studio-negozio che alcuni anni dopo lasciò in eredità all’allievo, ormai esperto fotografo. Dopo il secondo conflitto mondiale Rigali sposò Gina Biagiotti. Oltre che per la dedizione al proprio mestiere, Rigali si distinse come organizzatore ed animatore di gite turistiche, sportivo e appassionato escursionista, tanto che fu tra i promotori della nascita della sottosezione Valdiserchio del C.A.I., di cui divenne poi presidente. Nel 1986, a causa dell’età avanzata, fu costretto a chiudere l’attività; morì il 9 aprile 1992. Le stanze della attuale Galleria Comunale sono state, fino a pochi decenni fa, il suo studio. L’ingresso è una lunga stanza in fondo alla quale si trovava il banco dove si ritiravano le foto e si acquistavano i rullini; a destra, appena entrati, alcuni scalini conducono ad uno spazio che era al tempo usato come la sala di posa attrezzata per le foto tessera, i ritratti, le foto ricordo.
La mostra è aperta dal 10 maggio al 29 giugno 2025: il martedì 10-13, sabato e domenica 11-13 e 17-19.
Ingresso libero.
Info: Fondazione Ricci ETS, 0583724357, fondricci@iol.it, www.fondazionericci.info, Facebook “Fondazione Ricci ETS”, Instagram “fondazione_ricci_barga”.
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