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Cultura Livorno

da mercoledì 19 agosto 2020 a martedì 25 agosto 2020

Laboratorio di drammaturgia nell’ambito del Deep Festival

Il DEEP festival pone al centro della sua terza edizione la drammaturgia contemporanea, proponendo, da mercoledì 19 a martedì 25 agosto, un percorso formativo suddiviso in due parti, condotto da Gabriele Di Luca (Carrozzeria Orfeo) e Michele Santeramo.

Il laboratorio intensivo di drammaturgia condotto da Gabriele Di Luca comincerà mercoledì 19 fino a sabato 22 agosto per un totale di 32 ore, per poi proseguire lunedì 24 e martedì 25 agosto con due incontri, di 5 ore ciascuno, condotti da Michele Santeramo e incentrati su “i Malavoglia” di Giovanni Verga. Il costo del percorso laboratoriale, rivolto ad attori, drammaturghi e registi, o aspiranti tali, è di 100€ per un totale di 42 ore di lezioni e si terrà al Nuovo Teatro delle Commedie di Livorno.

Per info e iscrizioni:
info@deepfestival.it

Gabriele Di Luca è drammaturgo, sceneggiatore, attore e regista, cofondatore della pluripremiata compagnia Carrozzeria Orfeo, insegna drammaturgia, regia e recitazione in Accademie Nazionali e scuole private. I suoi testi sono stati sinora rappresentati in più di 600 repliche in tutto il territorio nazionale e all’estero. Alcuni di questi sono stati opzionati per futuri progetti cinematografici e serie televisive.

Michele Santeramo è autore e narratore, vince nel 2011 il premio Riccione per il Teatro con il testo Il Guaritore. Nel 2012 scrive e produce con teatro minimo Storia d’amore e di calcio. Del 2013 è il testo La prima cena. Vince nel 2013 il Premio Associazione Nazionale Critici di Teatro (ANCT). Pubblica nel 2014 il romanzo La rivincita edito da Baldini e Castoldi. Scrive nel 2014 Alla Luce per la regia di Roberto Bacci e la produzione di Fondazione Pontedera Teatro. Vince nel 2014 il premio Hystrio alla drammaturgia. Candidato nel 2014 al premio UBU come Migliore Novità Italiana per lo spettacolo Il Guaritore. Conduce laboratori di drammaturgia.

LABORATORIO DI DRAMMATURGIA A CURA DI GABRIELE DI LUCA (CARROZZERIA ORFEO)
“I miei laboratori, generalmente, nascono da un’esigenza condivisa da molti artisti che si approcciano alla scrittura teatrale, o che già la frequentano da qualche anno, e che spesso mi pongono alcune domande alle quali è difficile rispondere in modo sintetico: Da dove si parte a scrivere un testo? Esiste una metodologia per procedere nella stesura? Come trasformare una bella idea, in materiale teatrale strutturato? Come assottigliare il più possibile il margine tra ciò che si vuole raccontare e il risultato che ottenuto? Esistono testi teorici di riferimento, regole, prassi… e quanto queste sono realmente utili quanto poi interviene l’atto reale dello scrivere? Come si può intuire, sono tutte domande che necessitano di un grande approfondimento teorico e pratico, in quanto hanno a che fare non solo con i fondamenti della scrittura e con le competenze tecniche che ogni autore deve possedere, ma sconfinano nel campo della soggettività e della poetica personale. Durante i miei laboratori di scrittura non faccio altro che accompagnare gli allievi nel mettere ordine e rispondere a tutte queste domande partendo dalle loro esigenze e dai loro dubbi. Ma soprattutto, provo ad aiutarli ad avvicinarsi il più possibile ai loro desideri reali, a trovare uno stile forte e una visione personale e unica in quanto, secondo me, la scrittura è innanzitutto un atto di intimità. Sono il loro specchio, il grillo parlante, l’alleato che tenta di fornire più strumenti tecnici possibili e nuovi o diversi modi di ragionare sulla scrittura.”

Il laboratorio sarà caratterizzato fin da subito da un approccio molto pratico allo scrivere. Dopo aver fornito brevemente agli allievi gli elementi teorici indispensabili per la costruzione di un linguaggio comune e dopo aver condiviso gli eventuali materiali richiesti si passerà immediatamente alla fase più creativa. Il processo didattico tenderà sostanzialmente ad invertire il rapporto teoria/pratica per concentrarsi su stimoli e materiali proposti dagli autori grazie ai quali, attraverso un lavoro di analisi strutturale, formale e contenutistica, sarà possibile riflettere insieme sugli elementi fondanti di un’opera drammatica. L’obbiettivo formativo, quindi, è quello di fornire strumenti funzionali per la scrittura partendo dalla concretezza della pratica.

“Il mio lavoro di autore è indissolubilmente legato al percorso affrontato negli anni con Carrozzeria Orfeo, compagnia fondata nel 2008, attraverso e grazie alla quale ho maturato una personale visione della scrittura, della sua funzione all’interno del meccanismo teatrale, del suo rapporto con le tematiche e le urgenze socio-politiche della contemporaneità e della sua relazione con il pubblico, elemento centrale e indispensabile del mio fare e scrivere teatro. Per quanto lo studio e l’apprendimento delle diverse tecniche di scrittura siano oggettivamente strumenti fondamentali, o per lo meno utilissimi, sono convinto che esistono due elementi imprescindibili con i quali ogni autore deve necessariamente confrontarsi:
1) la sua capacità di elaborare un particolare punto di vista sulle cose, ovvero l’esatta inclinazione attraverso la quale sceglie di guardare il mondo e i suoi simili (la lente, il filtro, l’inquadratura). In poche parole: la sua preziosissima soggettività.
2) la sua capacità di rendere questa visione fruibile anche agli altri creando un ponte efficace tra l’interno (sé stesso) e l’esterno (il pubblico). Ho spesso verificato che questo secondo lavoro si rivela molto faticoso perché richiede la capacità di svincolarsi dal proprio ego e dalle proprie velleità intellettuali per mettersi con generosità al servizio del racconto al fine di renderlo comprensibile anche agli altri.

Fare emergere la propria personalità nella scrittura e riuscire a condividerla è prima di tutto un atto di coraggio. Si tratta della volontà di varcare il limite che separa l’io, la nostra parte razionale che tutto organizza, controlla e tende ad uniformare, dal mondo della follia, ovvero dal quel territorio sconfinato, oscuro e spesso ingestibile che, però, costituisce la parte più estesa della nostra psiche e nasce prima della ragione. Solo attraverso la comunicazione e lo scambio di informazioni tra questi due mondi ci è davvero possibile, partendo dalla nostra personalissima complessità, raccontare la complessità dell’essere umano: il terrore, la luce, la miseria e le contraddizioni che lo abitano. Un atto di grande onestà, quindi, che nel bene o nel male restituisce all’esterno la nostra imperfetta, eppure unica, visione del mondo… certi che il più breve dei cammini portato avanti con la propria testa, ha più valore del più lungo dei viaggi intrapreso con la testa di un altro.”

Bio Gabriele Di Luca
Nato a Pesaro nel 1981 si forma dapprima al Centro Teatro Attivo di Milano e successivamente si diploma nel 2007 all’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine. Nel 2008, insieme a Massimiliano Setti e Luisa Supino, fonda la compagnia teatrale Carrozzeria Orfeo per la quale scrive ed è co-regista di Nuvole Barocche (2008) – testo scritto insieme a Massimiliano Setti e Luca Stano – che riceve nello stesso anno la menzione speciale al Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti” e la menzione speciale al premio Nuove Sensibilità del Festival Teatro Italia; l’anno successivo è autore di Gioco di mano e Sul Confine, vincitore della quinta edizione del Premio Tuttoteatro.com “Dante Cappelletti”. Nel 2011 scrive Idoli, testo finalista al Premio Hystrio per la Drammaturgia 2011, e nel 2012 debutta con Robe dell’altro mondo. Nel giugno 2013 riceve, dalle mani di Franca Valeri, il Premio SIAE alla Creatività 2013 come migliore autore teatrale nazionale. Nello stesso anno scrive Thanks for Vaselina, opera fortunatissima grazie alla quale nel giugno 2015 riceve con Carrozzeria Orfeo il Premio Hystrio-Castel dei Mondi. Nello stesso anno scrive Animali da Bar, vincitore del Premio Hystrio Twister 2016, e l’anno seguente dà vita a Cous Cous Klan (2017) i cui diritti teatrali sono stati acquistati per un progetto televisivo. Da Thanks for Vaselina è stata tratto il film Thanks! – uscito nelle sale cinematografiche a ottobre 2019 – dove l’autore compare in veste di co-sceneggiatore e regista (nel cast del film Luca Zingaretti e Antonio Folletto). Nel 2019 i diritti teatrali della stessa opera sono stati venduti in Spagna dove lo spettacolo è stato messo in scena dal regista catalano Sergi Belbel. Sempre nel 2019 escono per la casa editrice Cue Press i tre testi teatrali (Thanks for Vaselina, Animali da Bar, Cous Cous Klan) con prefazione di Rodolfo di Giammarco. Nel settembre 2019 riceve il Premio Le Maschere del Teatro Italiano come migliore autore di novità italiana per lo spettacolo Cous Cous Klan.

DUE INCONTRI CON MICHELE SANTERAMO SU “I MALAVOGLIA” DI GIOVANNI VERGA
Il drammaturgo, autore e attore Michele Santeramo in queste due lezioni comincerà a lavorare sulla contestualizzazione tematica del capolavoro di Giovanni Verga “I Malavoglia”. Un primo step a cui seguirà in futuro un ulteriore laboratorio. Si richiede al gruppo di partecipanti una lettura del testo “I Malavoglia” di Giovanni Verga. Il celebre romanzo narra la storia di una famiglia di pescatori che vive e lavora ad Aci Trezza, nei pressi di Catania. Ha un’impostazione corale e rappresenta personaggi uniti dalla stessa cultura ma divisi dalle loro diverse scelte di vita, soverchiate comunque da un destino tragico ed inevitabile. Lo scrittore adotta la tecnica dell’impersonalità, riproducendo alcune caratteristiche del dialetto e adattandosi quanto più possibile al punto di vista dei differenti personaggi, rinunciando così all’abituale mediazione del narratore. L’opera è da inserire nel Ciclo dei Vinti, insieme a Mastro-don Gesualdo e a La Duchessa de Leyra, opere che affrontano il tema del progresso visto dal punto di vista degli “sconfitti” della società.

Bio Michele Santeramo (22.08.1974) è autore e narratore, scrive Nobili e Porci libri, Konfine (SELEZIONE ENZIMI 2003), Accadueò (PREMIO VOCI DELL’ANIMA 2004), Murgia (spettacolo GENERAZIONE SCENARIO 2003), Vico Angelo Custode, Sacco e Vanzetti, loro malgrado, di cui pubblica il testo per Editoria & Spettacolo. Scrive Le scarpe e Cirano. Nel 2007 scrive Il Sogno degli artigiani; è autore dello spettacolo Fanculopensiero stanza 510. Scrive Sequestro all’italiana finalista al Premio Riccione per il Teatro 2009, Le Scarpe con Teatro Minimo in coproduzione con Fondazione Pontedera Teatro (2010), La rivincita (2012) vince nel 2011 il premio Riccione per il Teatro con il testo Il Guaritore. Nel 2012 scrive e produce con teatro minimo Storia d’amore e di calcio. Del 2013 è il testo La prima cena. Vince nel 2013 il Premio Associazione Nazionale Critici di Teatro (ANCT). Pubblica nel 2014 il romanzo La rivincita edito da Baldini e Castoldi. Scrive nel 2014 Alla Luce per la regia di Roberto Bacci e la produzione di Fondazione Pontedera Teatro. Vince nel 2014 il premio Hystrio alla drammaturgia. Candidato nel 2014 al premio UBU come Migliore Novità Italiana per lo spettacolo Il Guaritore. Nel 2015 il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale Pontedera della Fondazione Teatro della Toscana ha prodotto lo spettacolo “da leggere” La prossima stagione di e con Michele Santeramo. Nel 2015 scrive per la produzione del “Teatro di Roma” e la regia di Veronica Cruciani Preamleto. Nel 2017 scrive per la produzione del “Piccolo Teatro” di Milano Uomini e no, dal romanzo di Elio Vittorini. Scrive per il Teatro Bellini di Napoli Tito. Nel 2017 il Teatro della Toscana produce Il Nullafacente, che lo vede in scena come protagonista, per la regia di Roberto Bacci e Leonardo Da Vinci. L’opera nascosta. Conduce laboratori di drammaturgia.

Santeramo Di Luca

Fonte: Ufficio Stampa

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