La farmacia delle parole, Livia Gionfrida in dialogo con Marino e Pavone sull’opera di Giuliano Scabia
Poesia come baluardo di libertà, un faro nel buio dietro le sbarre. Un filo che unisce idealmente il pubblico detenuto della casa circondariale “La Dogaia” e il pubblico esterno del Politeama Pratese, tenuto insieme dal progetto La farmacia delle parole con cui Teatro Metropopolare e la sua direttrice artistica Livia Gionfrida tornano per il secondo anno consecutivo ad animare gli spazi del Ridotto con un nuovo ciclo dedicato ai dialoghi sulla poesia nella società contemporanea.
Prima serata mercoledì 4 ottobre (ore 21) nel solco di Giuliano Scabia, poeta e uomo di teatro che ha fatto della poesia l’asse portante del suo mondo espressivo: la regista e drammaturga Livia Gionfrida, fondatrice di Teatro Metropopolare, sarà in dialogo con Massimo Marino e Annibale Pavone sull’opera di un artista straordinario che ha rotto i canoni della tradizione teatrale, dilatando la scena, praticando un teatro partecipativo che è andato nei manicomi, in paesi della montagna e della pianura, in quartieri periferici e centri storici di città, in festival internazionali. Con il suo modello di teatro immaginario, Scabia ha avuto un ruolo molto importante anche nelle battaglie di Franco Basaglia per la chiusura dei vecchi manicomi fin alla legge 180 del 1978.
Livia Gionfrida rifletterà e farà riflettere sul potere “curativo” delle parole nella nostra società, in uno stimolante confronto con Annibale Pavone e Massimo Marino: il primo, interprete di vari testi di Scabia, si è legato nel corso della sua esperienza professionale a nomi di assoluto rilievo come Federico Tiezzi e Antonio Latella mentre il secondo è saggista e critico teatrale, allievo proprio di Scabia, di cui ha ricostruito la storia in una monografia per conservarne la memoria e che gli è valso il premio speciale Ubu 2022 (Il poeta d’oro. Il gran teatro immaginario di Giuliano Scabia).
«Per il secondo anno si realizza un bel progetto che esalta il valore sociale del teatro, della scrittura, della poesia – sottolinea la presidente del Teatro Politeama Pratese Beatrice Magnolfi – Le conversazioni artistiche che si svolgono dentro al carcere vengono offerte anche al pubblico del Politeama, come in un dialogo ideale fra il dentro e il fuori, in cui la cultura esprime il proprio potere “curativo”».
Prima gli artisti ospiti incontreranno nel pomeriggio del 4 ottobre i detenuti dentro le mura del carcere pratese – dove Metropopolare lavora da oltre 15 anni con un progetto di residenza artistica – per poi confrontarsi la sera con il pubblico del Ridotto, secondo una formula di successo già collaudata l’anno scorso. Una serata fra teatro e poesia, in cui le voci di Gionfrida, Pavone e Marino si alterneranno con momenti di confronto con il pubblico.
Il secondo appuntamento è previsto lunedì 4 dicembre (alle 18.30) con un’ospite d’eccezione: la scrittrice e poetessa Maria Grazia Calandrone, finalista all’ultimo Premio Strega con il libro intitolato “Dove non mi hai portata”. “La farmacia delle parole” vede il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e della Regione Toscana per Teatro Metropopolare.
Il biglietto d’ingresso è di 5 euro.
Informazioni: www.politeamapratese.it
Fonte: Ufficio StampaEventi simili
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