Cultura Volterra

da giovedì 26 Febbraio 2026 a martedì 31 Marzo 2026

Impermanenza delle forme: la pittura di Michele Bruna alla Galleria Kalpa

La ricerca dell’artista contemporaneo italiano Michele Bruna ruota attorno ai temi di metamorfosi, equilibrio e instabilità. Traendo ispirazione dai movimenti dell’Arte Povera e dell’Arte Informale, la sua pratica si concentra sulla sperimentazione con materiali grezzi e di recupero e sulla loro interazione con l’ambiente. Lavorando con calchi di carta, cenere, tessuti e metalli ossidati, l’artista traduce le proprietà fisiche di questi elementi in composizioni astratte e profondamente tattili, che spaziano dalla pittura al bassorilievo.

A KALPA, siamo orgogliosi di presentare l’ultima serie di dipinti di Bruna dal titolo Cineres, dove la cenere è al contempo medium, veicolo di un percorso intimo di rinnovamento, e simbolo di trasformazione e sacralità. Utilizzando cenere proveniente da legno bruciato, l’artista versa l’impasto creato con questa umile sostanza su tele poste orizzontalmente sul pavimento, accogliendo elementi di imprevedibilità e possibili errori. La sua visione cattura l’opera in uno stato di perenne mutamento, riflettendo la natura effimera di ogni forma vivente.

“Durante il mio processo creativo, nasce una simbiosi tra uomo e natura, tra realtà e immaginazione, in un rapporto dualistico in continua evoluzione.”

Nella serie Cineres, Bruna esplora il potenziale narrativo dell’intero ciclo di vita di un’opera d’arte. Dall’ideazione al processo di creazione, il gesto dell’artista rimane volutamente imperfetto, spesso guidato dal caso e profondamente radicato in ricordi personali. La cenere stessa evoca il concetto di impermanenza: la sua intrinseca fragilità implica una metafora struggente dello stato di transitorietà della vita, incarnando il viaggio dell’esistenza umana sin dagli albori dei tempi. È legata a rituali di purificazione e all’elemento del fuoco, e simboleggia un terreno fertile da cui emergono nuova vita e creatività.

La texture dei dipinti Cineres è densa e ricca di sfumature, presentando tonalità di grigio che variano in base alle gradazioni di cenere e acqua presenti nell’impasto. La superficie presenta parti traslucide e applicazioni di colore spesse e tattili. Quando la pittura cade sulla tela, la sua intrinseca instabilità crea una geografia di crateri, fessure e aree di diversa densità. Utilizzando spatole di vario tipo, Bruna interviene per stendere il colore, e creando un equilibrio tra superfici dense e vuoti silenziosi, dona dinamismo alla sua opera.

Il processo creativo di Bruna implica un’immersione fisica nel suo linguaggio espressivo. Muovendosi intorno alla tela distesa e avvicinandosi ad essa da ogni angolazione, l’artista lascia che l’atto creativo sia guidato dal movimento naturale della pittura.
La gravità agisce come una forza incontrollabile, trasformando la materia in risultati imprevedibili, e alludendo metaforicamente alla nostra capacità di imparare dagli errori. Il ciclo della cenere diventa una riflessione sul processo di evoluzione personale e collettiva. Ogni macchia e traccia di cenere rappresenta un passo verso la rinascita, un simbolo di come ogni caduta e ogni elemento apparentemente insignificante possano contribuire a una nuova forma di bellezza e significato.

“Dalla genesi alla morte, il mio processo è quasi rituale.”

Michele Bruna (1990, Cuneo, Nord Italia) si laurea nel 2013 e nel 2015 consegue la specializzazione in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove approfondisce lo studio del movimento dell’Arte Informale sotto la supervisione del professore e artista astratto Italo Bressan. Tra le collettive più significative, si ricordano Intima Materia a Cuneo e Parigi (2022-2023), Lucca Biennale Off Art Fair (2021), II Biennale di Fiber Art a Spoleto (2021), Fogli d’Arte all’Officina delle Arti di Cuneo (2018), ARTISSIMA Art Fair a Torino (2014), Brera / 59 – Rivoli a Parigi (2014) e End in Nation alle Officine Creative Ansaldo di Milano (2013).

“Qualsiasi materiale viene trasformato in un frammento espressivo utile a raccontare la caducità dell’opera, come qualsiasi altra forma vivente.”

Citazioni: Michele Bruna, Claudio Cravero

Per informazioni:

Via Porta all’Arco 12-24, 56048 Volterra (PI), Italy
info@kalpa-art.it | www.kalpa-art.it

© 2026 KALPA Art Living

Fotografia di Roberto Dutto, Courtesy l’Artista

Fonte: Ufficio Stampa

Eventi simili