Cultura Empoli

sabato 28 Giugno 2014

“Il mare di Idolina Landolfi”, una giornata in ricordo della scrittrice alla Fattoria Bellavista e alla Torre dei Sogni

L’associazione culturale Plantago si fa promotrice di “Il Mare di Idolina Landolfi”, una giornata in ricordo di Idolina Landolfi, scrittrice, traduttrice e critica letteraria, figlia dello scrittore Tommaso Landolfi e principale curatrice delle sue opere. Nel 1996 fondò il Centro Studi Landolfiani, di cui è stata presidentessa fino alla sua morte avvenuta il 26 giugno del 2008, all’età di 50 anni, in coincidenza con la ricorrenza del centenario della nascita del padre.
“lo scorso anno, a cinque dalla sua scomparsa, decidemmo di dedicare una giornata a Idolina per ricordarla insieme a un gruppo di persone che l’avevano conosciuta e con la quale avevano condiviso amicizia e lavoro.”
dichiara Gilberto Colla , presidente di Plantago e aggiunge:
“L’iniziativa dello scorso anno ha avuto un esito quasi inaspettato: è arrivato alla Torre dei sogni anche chi non l’aveva conosciuta personalmente. Il prossimo sabato la giornata, sempre pensata e coordinata da Plantago, con il contributo di Daniela Tamborino, sarà impreziosita dal contributo di Ernestina Pellegrini; l’attrice Anna Dimaggio leggerà le poesie tratte dalla silloge “Non mi Destare, Amore” (libro edito dal Edizioni il Bisonte; Roberto Visconti, attore, insieme a me, darà voce alla lettura del suo racconto “La Nave”.

IL MARE DI IDOLINA LANDOLFI sarà un momento condiviso e aperto a tutti per ricordare la figura di questa donna, di questo “femminile insolito, stranamente allucinato, visionario che è nato come per partenogenesi dalla scrittura di suo padre, Tommaso Landolfi.” “Ernestina Pellegrini, dall’ introduzione a “Sotto altra Stella” di Idolina Landolfi”.
Amici di Idolina, attori e critici daranno vita a questa giornata attraverso una serie testimonianze dirette e momenti di restituzione delle sue opere.
L’appuntamento per tutti è a partire dalle 12:00 presso la Fattoria Bellavista sita in via San Donato in Poggio 55 a Empoli.
Dopo il benvenuto e l’introduzione di Gilberto Colla, l’attrice Anna Dimaggio leggerà le poesie tratte dalla silloge “Non mi Destare, Amore” di Idolina Landolfi, edita da Il Bisonte – Firenze. Seguirà un pranzo conviviale, simile a quelli che la scrittrice organizzava nell’aia dalla casa di Poppiano (Montespertoli) dove ha vissuto gli ultimi anni della sua vita.
Poi un paio di ore di riposo tra i cipressi e gli ulivi nel giardino della fattoria.
Alle 17:00, ci sposteremo alla Torre dei Sogni: per chi vorrà una passeggiata di una decina di minuti per raggiungere il luogo dove gli amici di Idolina e tutti i partecipanti potranno contribuire allo spazio aperto al ricordo e alla poetica di Idolina.
Concluderà l’iniziativa, al tramonto, la lettura nello spazio del suo racconto più intenso, “La Nave”, la cui scrittura è iniziata a Montespertoli nel momento in cui la sua amata colonica, sita a Poppiano, naufragava crollando sul fianco della collina, come spinta dai marosi di un destino incalzante. Le attività pomeridiane avverranno in una cornice perfetta per l’occasione, quella della “Torre dei sogni” che sta come sospesa sopra a un’isola. Da qui le crete scendono vertiginosamente a strapiombo sui verdi dei boschi e degli ulivi, dove i tenui riflessi rossi irradiati dalle crete stesse, li fanno apparire di un verde cristallo a perdita d’occhio come fosse un mare.
Chi vorrà intervenire potrà partecipare all’intera giornata o solo di mattina o pomeriggio.
L’iniziativa gode del patrocinio e del contributo del Comune di Montespertoli.

 

Programma
Dalle 12:00 Arrivo alla Fattoria Bellavista con Welcome drink – aperitivo
13:00 Introduzione di Gilberto Colla
13:15 Anna Dimaggio, lettura dalla silloge NON MI DESTARE, AMORE di Idolina Landolfi
13:45 Pranzo conviviale
Dalle 15:00 Relax nel giardino della Fattoria Bellavista
17:00 Partenza per la Torre dei sogni
17:30 Approdo alla Torre dei Sogni
17:45 coffee break – merenda
18:00 Spazio aperto per l’intervento del pubblico e degli amici di Idolina
19:30 LA NAVE – lettura a cura di Gilberto Colla e Roberto Visconti

È NECESSARIA LA PRENOTAZIONE, numero di posti disponibile 40

 

Per prenotare e ricevere informazioni sulle modalità per partecipare contattare
Barbara Mignani: cell. 3351852368 ind. email: prenotazioni@plantago.it
Sul sito www.plantago.it sono disponibili le indicazioni per arrivare alla Torre dei Sogni

 

Contributo per la partecipazione: Adulti € 25,00 – bambini fino a 12 anni €12,00 (incluso pranzo e cooffe break- merenda)
A chi interverrà unicamente alle attività pomeridiane a partire dalle 17:00 è richiesto un contributo di € 10,00 (incluso coffee break-merenda)
Chi avesse esigenze di orario diverse può contattarci e intervenire a partire da orari diversi da quelli indicati dalle due formule proposte.

 

IDOLINA LANDOLFI
Idolina Landolfi è nata a Roma il 19 maggio del 1958. Ha vissuto a lungo a Sanremo, poi, appena diciottenne, si è trasferita a Firenze, dove si è laureata in Letteratura Italiana con una tesi sui poeti crepuscolari. Ha lavorato per alcuni anni, come archivista, al Gabinetto Vieusseux,; ha vissuto quasi sempre da sola, e per molti anni in una splendida colonica che aveva preso in affitto a Poppiano, nella magica campagna di Montespertoli: lì il magico mondo di Idolina riuniva insieme nove gatti, gli amici, i più grandi letterati e musicisti, ed era anche la sede iniziale del Centro Studi Landolfiani.
Quando, a causa dello smottamento della collina, quella colonica cominciò a incrinarsi dovette lasciarla e passò periodi sempre più lunghi a Roma, in una casa-soffitta in Trastevere.
Nel 2000 il male con cui combatteva da una vita intera ha ripreso ad aggredirla: è morta il 26 giugno del 2008, all’ospedale di Careggi, all’età di 50 anni, in coincidenza con la ricorrenza del centenario della nascita del padre.
Si è spenta dopo una lunga malattia, che non le ha impedito di vivere e lavorare pienamente, come a lei piaceva, fino alla fine. Era una solitaria, ma circondata da intensi affetti . Viaggiava spesso: come ha detto di lei la sua più cara amica, la Prof. Ernestina Pellegrini, in una conferenza universitaria all’ indomani della morte dell’ amica, Idolina “… Amava il mondo largo, l’avventura, lo sradicamento continuo. Ogni tanto andava a vivere per mesi a Parigi. Viaggiava in continuazione, per piacere e per motivi di studio. Ha lasciato tracce indelebili, nel bene e nel male, in chi l’ha conosciuta. Seduttrice nata, non si concedeva che rarissimamente e sempre agli uomini sbagliati, che la confermavano nella sua decisione che non ne valesse la pena. Coltivava il personaggio dell’inaccessibile. Amava la perfezione, ed era inflessibile con tutti, prima di tutto con se stessa. Vengono in mente i versi di Landolfi per lei: “Idolina, ti conceda la sorte / di tralignare per sempre / […] Lo vedi: / sono sorelle perfezione e morte / (o son la stessa cosa forse) / ed ambedue deludono”.
E’ stata narratrice, traduttrice, saggista, giornalista. Ha collaborato come critico letterario, con articoli su autori italiani e francesi dell’Ottocento e del Novecento, agli inserti culturali di vari quotidiani e settimanali, tra cui “La Stampa”, “La Repubblica”, “Il Mattino”, “L’Unità”, “Diario”, e ha scritto continuativamente per “Il Giornale” di Montanelli. Ha collaborato anche a “Il Piccolo” di Trieste, Molti suoi saggi sono usciti su importanti riviste letterarie internazionali, che non sto qui a elencare. Ha collaborato spesso anche ai programmi radiofonici della terza rete. Suoi racconti e articoli sono usciti su “Paragone”, “Panta”, “Nuovi Argomenti”, “Il Ponte”, “Semicerchio”, “Poesia”; ha partecipato alle raccolte di autori vari Camere con vista. Ventuno autori contemporanei per Firenze (Festina Lente, 1994) e I nuovi selvaggi. Antologia dei nuovi narratori italiani (Guaraldi, 1995). Ha tradotto dal francese e dall’inglese testi di narrativa e saggistica per le maggiori case editrici italiane. Ha tradotto di Théophile Gautier, Smalti e cammei (Avagliano, 1998); di Gèrard De Nerval, Le notti d’ottobre (L’Argonauta, 1998); e ancora ha curato: Paroles, traduzioni da Bernard Noel e Serge Pey (Avagliano, 1998). Infine, ricordo, fra le traduzioni che possiedo, quella splendida di Barbey d’Aurevilly, Il più bell’amore di Don Giovanni (LArgonauta, 2000), in cui Idolina ha scritto una postfazione dal titolo, Il sublime dell’Inferno,in cui esprime l’ interesse profondo per “il rovescio tenebroso delle cose”, per le “pitture non razionali” della realtà, per un’arte tutta tesa a trasformare anche gli eventi più feroci “in un congegno d’arte”.
Per oltre un ventennio si è occupata delle opere del padre, Tommaso Landolfi, curandone i volumi, con apparati critici e note, prima per Rizzoli, con l’edizione dei due imponenti volumi delle Opere, e poi per Adelphi. Ha fondato altresì, nel 1996, il Centro Studi Landolfiani, che raccoglie i materiali bibliografici riguardanti lo scrittore e ha organizzato periodicamente giornate di studio e conferenze. Fra i convegni organizzati da Idolina, ricordo qui soltanto i due seminari internazionali di cui sono usciti gli atti: La liquida vertigine, tenutosi a Prato nel 1999 (ora nelle edizioni Olschki, a sua cura, nel 2005) e Gli “Altrove” di Tommaso Landolfi, svoltosi a Firenze nel dicembre del 2001, e ora a stampa per Bulzoni, nel 2004, a cura sua e di Ernestina Pellegrini.
Si è occupata, come studiosa, di tanti autori, curando tra l’altro impeccabilmente varie edizioni, fra le quali si ricordano solo: di Sergio Corazzini, Poesie (Rizzoli, 1992); di Lautrèamont, I Canti di Maldoror (Rizzoli, 1995); di Lesage, Il Diavolo zoppo (Fazi, 1996); il volume di autori vari Le lunazioni del cuore. Saggi su Tommaso Landolfi (La Nuova Italia, 1996).
Come narratrice ha pubblicato, infine, la raccolta di racconti Sotto altra stella (Campanotto, 1996); a quattro mani con una cara amica che si firma con lo pseudonimo di Ester Pes, Attacchi d’amore (SE, 1996); i racconti Scemo d’amore (Empiria, 1998) e il romanzo per ragazzi I litosauri (Laterza, 1998); i racconti Parvenze, con illustrazioni di Antonio Petti, per un’edizione d’arte numerata, stampata dal “Laboratorio” di Nola nel 2003; e, infine, l’ultima raccolta di racconti, Matracci e storte, edita da Graus nel 2004.
Valgono sempre le parole della Prof. E. Pellegrini su di lei: “…Come Montale aveva scritto per Landolfi, anche lei usava la scrittura come costante traduzione e mascheramento di sé. Scrittura come autotraduzione. Idolina amava ripetere spesso la nota frase del padre: “Niente di quello che ho detto è vero. Non perché non sia vero, ma perché l’ ho detto”. …..Idolina si è sentita attratta da un’arte che definisce un “visionarismo di pietra”, che sarebbe sbagliato accusare di “vuotezza sentimentale”, anche se questo può sembrare il pericolo. Si trovava a proprio agio solo dentro quella letteratura che tirava il collo alla retorica dei buoni sentimenti. Amava gli autori che riuscivano a mostrare un’ansia di “uscire dal mondo”, per mantenere intatti i propri ideali, se pur di cartapesta.” (E. Pellegrini, ibidem)
E nella quarta di copertina per il primo libro di racconti, Sotto altra stella di Idolina Landolfi, la stessa Pellegrini scrive: “I racconti di Idolina Landolfi sono, come è stato detto, racconti ‘al femminile’, ma di un femminile insolito, stranamente allucinato, visionario”.
Il racconto “La nave”, la cui scrittura è iniziata proprio a Montespertoli nel momento in cui la sua amata colonica naufragava crollando sul fianco della collina, come spinta dai marosi di un destino incalzante, è forse il suo racconto più bello.
“La Nave” è Idolina che corre incontro al naufragio estremo, e che infatti apre così il racconto: “Non credo mi resti ancora molto da vivere…”; ed è contenuta nella raccolta di racconti “Matracci e Storte”, ed. Graus;”… in questo libro si parla spesso di viaggi: una nave in secca, bloccata in un viaggio immobile, un aereo toccato dalla coda di una cometa, una passeggiata nel bosco di una gatta che si sposta da una casa a un’altra, evocando sempre passaggi estremi e slittamenti fra dimensioni dolorosamente incommensurabili, in cui viene trasferito un sentimento tumultuoso del tempo, inteso come esistenza trascorsa nell’attesa di una risposta a domande decisive. ….. Un libro che fa venire i brividi.” (E. Pellegrini).
Si ricorda infine la silloge di poesie “Non mi Destare, Amore”, edita postuma da Il Bisonte edizioni di Firenze

Fonte: Associazione Culturale Plantago

Eventi simili