Cultura Firenze

sabato 15 Novembre 2014

Il grande maestro cinese Huang Yongyu alle Oblate per presentare il suo libro “Dal Lungosenna a Firenze”.

“Dal lungo Senna a Firenze” di Huang Yongyu

“Dal lungo Senna a Firenze” di Huang Yongyu

Huang Yongyu, leggenda vivente dell’arte contemporanea cinese, è a Firenze ospite di COSPE e Regione Toscana con la collaborazione del Comune di Firenze, e domani, sabato 15 novembre (ore 17 Firenze, Biblioteca delle Oblate) parlerà di paesaggio urbano e del dialogo tra l’arte italiana cinese e del suo diario “Dal lungo Senna a Firenze”.

Il libro, scritto dall’artista tra il 1990 e il 1991 e pubblicato prima ad Hong Kong e poi a Pechino, è per il grande pubblico cinese tra le principali fonti di conoscenza sul patrimonio artistico, culturale, umano italiano.

Costruttore di ponti – materiali e virtuali – Huang Yongyu ha sempre sostenuto anche l’azione di cooperazione decentrata della Regione Toscana nelle zone occidentali della Cina, abitate dalle minoranze etniche ed è in Italia grazie al Progetto “Ad Ovest di Shanghai”, della Regione Toscana e coordinato da COSPE in collaborazione con il Comune di Fiesole e la Fondazione Michelucci.

“La cultura da sempre rappresenta un ponte tra culture diverse – ha detto la presidente della commissione cultura Maria Federica Giuliani –, è quindi molto importante la presenza del maestro Yongyu a Firenze. Da parte dell’amministrazione comunale è mio dovere esprimere un profondo ringraziamento al maestro per aver contribuito a far amare Firenze e la Toscana in Cina e in tutto il mondo con le sue opere”.

La presidente della commissione pace e diritti umani Serena Perini ha invece sottolineato che questo incontro è avvenuto “grazie al COSPE, che ringrazio ancora una volta per il loro impegno a fianco delle fasce più deboli della società. In particolare, straordinario è il lavoro che è stato fatto grazie al progetto in Cina, che ha visto il fondamentale contributo del maestro Yongyu”.

Le due presidenti hanno consegnato al maestro, in Sala degli Otto a Palazzo Vecchio, un acquarello, ricordo di Firenze, e la spilla con il giglio simbolo della città. Il maestro ha invece fatto dono del suo libro.

Huang Yongyu, della minoranza etnica cinese Tujia e originario di Fenghuang (provincia Hunan), è nato nel 1924. Dopo aver fatto l’operaio in una fabbrica di statue di porcellana bianca della Bodhisattva Guanyin, a Dehua nella provincia Fujian, è stato poi insegnante alle elementari, alle medie, giornalista, editorialista (dal 1949 al ’52 ha lavorato ad Hong Kong presso l’importante testata /Dagongbao/) e insegnante all’Accademia centrale di belle arti di Pechino, lavorando anche in vari altri campi della cultura e ricevendo innumerevoli riconoscimenti.

Ha studiato da autodidatta arte e letteratura, dedicandosi a incisioni, pittura tradizionale cinese, pittura ad olio, scultura, caricatura, prosa e poesia. Oggi Huang Yongyu vive a Pechino, continuando la sua incessante attività di artista, scrittore e viaggiatore e rimane uno dei più straordinari promotori di un turismo culturale, artistico, ecologico, attento al rispetto del territorio e delle tradizioni d’Italia.

Il Diario costituisce l’occasione per leggere in noi italiani attraverso il benevolo filtro dello sguardo di un artista di livello internazionale: la tradizionale attenzione italiana al patrimonio artistico, paesaggistico, naturalistico, umano (molti i vivaci ritratti di vecchi artigiani di Firenze, con cui il Maestro ha stretto amicizia durante i suoi viaggi nell’amata Toscana) mostrano come eravamo vent’anni fa.

Il progetto realizzato grazie al COSPE in Cina ha visto la realizzazione di scuole elementari, centri per donne e biblioteche nella città di Fenghuang County. In particolare l’aiuto ha riguardato i villaggi di Huangshaping e Laojiazhai nella provincia di Hunan abitati dalla minoranza Miao. Villaggi che senza questo progetto sarebbero praticamente scomparsi.

Il maestro ha contribuito realizzando un’opera che è stata stampata su borse che sono poi state vendute attraverso vari canali in tutta la Cina, e che ha fatto la differenza, rendendo il progetto un grande successo.

Fonte: Ufficio Stampa

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