Teatro Firenze

da giovedì 22 Gennaio 2026 a domenica 25 Gennaio 2026

I 7 Re di Roma con Enrico Brignano al Teatro Verdi di Firenze

Da giovedi 22 a domenica 25 gennaio 2026, orari feriali ore 20:45 e domenica ore 16:45, al Teatro Verdi di Firenze andrà in scena:

ENRICO BRIGNANO
I 7 RE DI ROMA
leggenda musicale Luigi Magni
messa in scena Enrico Brignano
musiche Nicola Piovani

scene Mauro Calzavara
disegno luci Marco Lucarelli
costumi Paolo Marcati
coreografie Thomas Signorelli
regista assistente Pierluigi Iorio

La leggenda musicale I 7 Re di Roma fu resa celebre nella versione originale da Gigi Proietti. A distanza di 35 anni, Enrico Brignano ripropone questo grande classico, con un adattamento che coniuga fedeltà e attualità, restituendo un racconto fruibile anche al pubblico contemporaneo, abituato a ritmi e linguaggi diversi. Insieme ad una compagnia corale brillante e dinamica, Brignano interpreta i sette mitici sovrani all’origine della fondazione di Roma, in un susseguirsi travolgente di travestimenti, canto e recitazione. La rappresentazione alterna ironia, ritmo e riflessione, fondendo mito e attualità, riportando lo spettatore indietro nel tempo e mostrando che in fondo, per quanto i tempi cambino, ciò che l’uomo persegue è ancora l’ideale di libertà che rende una vita degna di essere vissuta. Brignano lo definisce il suo spettacolo del cuore: “Una sfida artistica immensa, un omaggio alla mia città, ai miei maestri, e alla passione per il teatro.”

Enrico Brignano è uno degli interpreti più versatili e popolari del nostro tempo.
La sua attività come attore è molto intensa e variegata: tv, teatro e cinema lo vedono protagonista della scena in molte occasioni, ma è a teatro che, con i suoi spettacoli, emerge tutto il suo talento di comico e showman, capace di regalare risate e divertimento al pubblico che lo segue con piacere. Nel 2010 Brignano ha interpretato a teatro Rugantino, nell’omonima opera del 1962 di Garinei e Giovannini, ruolo che in passato hanno vestito grandi attori come Nino Manfredi, Toni Ucci, Enrico Montesano, Adriano Celentano (al cinema) e Valerio Mastandrea.

TUTTE LE INFO 
https://www.teatroverdifirenze.it/

ABBONAMENTI
è possibile sottoscrivere le nuove formule di abbonamento presso la biglietteria del teatro o scrivendo a info@teatroverdionline.it
– ABBONAMENTO a 7 SPETTACOLI
scegliendo 7 spettacoli tra quelli indicati in programma
– ABBONAMENTO ARANCIO/BLU
si compone di 4, 5 o a 6 spettacoli a scelta tra quelli indicati in programma

BIGLIETTI
Acquisto online: www.teatroverdifirenze.it
Punti vendita del Circuito Box Office Toscana: elenco completo su www.boxofficetoscana.it
Biglietteria Teatro Verdi, via Ghibellina 97 tel 055 212320 – orario: da martedì a venerdì 10-13/16-19 e sabato dalle 16 alle 19

RIDUZIONI
La sera della prima sconto speciale di 5 euro per soci Coop Unicoop Firenze, correntisti e dipendenti Banca Cambiano, dipendenti Findomestic
Per ottenere le riduzioni va presentato il documento di appartenenza ad una delle suddette categorie sia al momento dell’acquisto che dell’ingresso a Teatro. Le riduzioni sono accessibili presso la biglietteria del Teatro e presso tutti i punti vendita del Circuito BoxOffice e non si applicano nei giorni di venerdì, sabato e domenica.
Sono previste riduzioni sul prezzo degli abbonamenti
soci Unicoop Firenze – correntisti e dipendenti Banca di Cambiano – dipendenti Findomestic, CAF, Assiteca, Uovo del Casentino – under 21/over 65 – abbonati alla Stagione Concertistica O.R.T – gruppi superiori alle 15 persone

ANTICO TEATRO PAGLIANO
Stagione Teatrale Teatro Verdi di Firenze
055-213496
www.teatroverdifirenze.it
@teatroverdifirenze

INTERVISTA A ENRICO BRIGNANO: “CON ‘I 7 RE DI ROMA’ PORTO IN SCENA LA MIA SFIDA PIÙ GRANDE”

Dopo il grande successo della scorsa stagione, torna “I 7 Re di Roma”. Cosa rappresenta per lei
questo spettacolo?
“È il mio spettacolo del cuore. Una sfida artistica enorme, un omaggio ai miei maestri e al teatro che amo. L’anno scorso sentivo molto la presenza di Gigi Proietti, nella sua assenza. Ora la paura è
un po’ meno, ma resta la gratitudine per lui e per chi ha creduto in questo progetto”.

Lo spettacolo è ripartito dal Teatro Sistina. Perché questa scelta?
“Il Sistina è la casa del teatro musicale italiano. È il luogo giusto per un testo come questo, scritto da Gigi Magni e musicato da Nicola Piovani, che ha radici profonde ma parla anche al presente. Da
qui ripartiamo con 38 rappresentazioni, prima di toccare Trieste, Bologna, Bari, Firenze e Torino”.

Cosa cambia rispetto alla scorsa edizione?
“Abbiamo lavorato sull’equilibrio dei tempi e delle tonalità. Il testo è stato leggermente rivisto, la durata ridotta, alcune scene e costumi aggiornati. Nulla di stravolto, ma piccoli ritocchi che
rendono il ritmo più fluido e adatto anche a un pubblico contemporaneo”.

Interpreta undici personaggi, dai sovrani mitici ad altre figure simboliche. Come si affronta un impegno così intenso?
“È un vero tour de force. In scena passo da un personaggio all’altro, cantando, recitando e cambiando registro in pochi secondi. È un lavoro di resistenza fisica e mentale, ma anche di equilibrio. Bisogna far convivere ironia e riflessione senza perdere il filo del racconto”.

Qual è la chiave di lettura che ha scelto per questo adattamento?
“Raccontare la nascita di Roma, ma anche la genesi di certi comportamenti umani che attraversano i secoli: la sete di potere, la ricerca di equilibrio, la paura di cambiare. È una storia antica, ma parla ancora di noi”.

Si può dire che lo spettacolo unisce mito e attualità. È una scelta consapevole?
“Sì, perché la storia serve a capire il presente. Non mi interessava fare una lezione di storia, ma un racconto che avesse ritmo, ironia e spunti di riflessione. Per questo alterniamo momenti comici a
passaggi più lirici, con l’aiuto di una compagnia straordinaria”.

A proposito della compagnia, come ha scelto gli attori e i ballerini che la accompagnano in scena?
“Un po’ dal cuore, un po’ dai provini. Cercavo persone capaci di stare dentro un racconto corale, in cui tutti hanno un ruolo essenziale. È uno spettacolo che vive di ensemble, non di individualismi”.

C’è un “re” o un personaggio a cui si sente più legato?
“Direi Numa Pompilio. Era il secondo re di Roma, il più pacifico, quello che cercava armonia. Governò per quarantadue anni senza guerre. È una figura che oggi mi sembra necessaria, perché
rappresenta la misura e la ragione”.

Nella sua carriera ha alternato comicità, teatro, televisione. Cosa la tiene legato al palcoscenico?
“Il teatro è il luogo dove puoi sbagliare e ricominciare subito. Dove l’applauso non è un algoritmo ma un respiro condiviso. Dopo tanti anni, continuo a salirci con rispetto e con la stessa paura
buona di sempre”.

Ha mai pensato di portare lo spettacolo fuori dall’Italia?
“Mi piacerebbe, ma è complesso. “I 7 Re di Roma” è un testo profondamente legato alla lingua e al ritmo del nostro modo di raccontare. Però la sfida c’è: prima o poi mi piacerebbe farlo arrivare
anche altrove, magari con sottotitoli o un adattamento dedicato”.

In una frase, come descriverebbe “I 7 Re di Roma”?
“Un viaggio tra mito, umanità e ironia. È uno spettacolo che parla del potere, delle scelte e delle fragilità, ma anche della capacità di ridere di noi stessi”.

I 7 Re di Roma con Enrico Brignano

Fonte: Ufficio Stampa

Eventi simili