Teatro Firenze

da martedì 27 Gennaio 2015 a domenica 1 Febbraio 2015

Giuliana Lojodice in scena alla Pergola con “La professione della signora Warren”

Giuliana Lojodice ne "La professione della signora Warren" (foto: Tommaso Le Pera)

Giuliana Lojodice ne “La professione della signora Warren” (foto: Tommaso Le Pera)

Scritta da George Bernard Shaw nel 1893 e inserita nella raccolta ‘Commedie sgradevoli’, La professione della signora Warren è un’opera dall’efficacia pungente contro l’ipocrisia e i compromessi della società, tanto ‘scandalosa’ da essere allestita in un club di Londra solo nel 1902 e ottenere la prima messinscena oltre trent’anni dopo la sua stesura, nel 1925.

Da martedì 27 gennaio a domenica 1° febbraio, sul palco del Teatro della Pergola, Giuliana Lojodice sarà la signora Warren, una prostituta, poi tenutaria di numerose case chiuse in tutta Europa, affascinata dal potere dei soldi intesi come riscatto suo personale e della adorata figlia Vivie (Federica Stefanelli), che gode degli agi del benessere, ma non sa nulla dell’antico mestiere della madre. Lo spettacolo vede la partecipazione di Giuseppe Pambieri.

“In questi ultimi anni mi sono concentrata su dei ruoli non da semplice prima donna” – racconta Giuliana Lojodice – “la mia è stata una ricerca di caratteri forti: la Signora Frola di Pirandello, l’Anna K tratta da Kafka con la regia di Ugo Chiti, interpretazioni estremamente differenti tra loro, ognuna con una sua profonda interiorità interpretativa.” Recentemente ha interpretato una madre anche nell’ultimo film di Aldo, Giovanni e Giacomo, Il ricco, il povero e il maggiordomo.

Per questo testo ha scelto di tornare a lavorare con Giancarlo Sepe, con il quale ha collaborato per oltre 25 anni, a partire dal 1988.

“L’ho scelto io Sepe perché era da molto tempo che non lavoravamo insieme” – confessa l’attrice – “con questa sua nuova traduzione, grazie a un modo innovativo di proporre l’immagine al pubblico, abbiamo tentato di restituire una visione diversa di questo testo di fine Ottocento, a partire già dai costumi: lo spettacolo, infatti, è ambientato negli anni Cinquanta.”

L’inizio è dark, quasi gotico, mentre la scena è spoglia, come se fosse un set cinematografico. Gli interventi musicali sottolineano gli stati d’animo dei personaggi: ogni battuta che apre una situazione psicologia nuova nel racconto è messa in evidenza dalla musica.

La signora Warren ha una storia dolorosa alle spalle: tradita, sfruttata, derubata di ogni innocenza, ha scelto di vendicarsi contro la società che l’ha umiliata vendendo il suo corpo e riuscendo così a tenere lontana la figlia da ogni possibile fallimento. Raramente le ha fatto visita nei collegi di lusso dove era alloggiata, adducendo come scusa le ‘fatiche’ di una vita di alta società.

Vivie, dopo aver conseguito brillantemente un alto certificato di studi in matematica, a Cambridge, si sta prendendo una meritata vacanza, con tutta la comodità che i mezzi della ricca madre le consentono, in un cottage del Surrey. Dopo anni di lontananza, la signora Warren decide di incontrarla per congratularsi con lei, ma ha l’imprudenza di portare con sé due uomini, il Signor Pread di Pino Tufillaro (un artista un po’ innocente, un po’ colpevolmente sprovveduto) e Sir George Crofts, interpretato da Giuseppe Pambieri, suo socio in loschi affari, vizioso quanto aristocratico.

“Lo scontro tra madre e figlia è il perno della commedia” – afferma ancora Giuliana Lojodice – “si sorride, è vero, ma il tema della prostituzione è molto forte e quanto mai attuale.”

La signora Warren si è venduta credendo che la ricchezza avrebbe sanato tutto, soprattutto l’avvenire della figlia, ma in cambio non ottiene alcuna riconoscenza.

“Si scontrano la generazione del Capitalismo che appartiene alla Signora Warren – spiega l’attrice – e la generazione dei giovani nuovi, che non vogliono piegare la testa e cedere alle leggi del Capitalismo. La forza della Signora Warren che difende a spada tratta il suo operato davanti alla figlia è data dall’evidenza di un carattere che non si assoggetta a un’idea di femminilità oppressa dalla mascolinità: la Signora Warren è una femminista ante litteram.”

George Bernard Shaw affronta qui la questione dell’emancipazione femminile nella società borghese con un’aggressività maggiore, per esempio, del successivo Pigmalione.

“In questo allestimento c’è un connubio strano – conclude Giuliana Lojodice – di me attrice tradizionale in un ruolo moderno e coraggioso, perché io amo le scommesse, e in fondo l’ho dimostrato in tutta la mia vita. Si può fare ricerca anche nella tradizione, secondo me.” La tensione etica e il coraggio di rottura morale fanno de La professione della signora Warren un vasto processo all’intera società del tempo, che si protrae tenacemente in quella attuale.

 

Interviste a Giuliana Lojodice 

di Angela Consagra tratte da ‘Pergola in Sala’

Che cosa l’ha convinta ad interpretare questo spettacolo?

“Le decisioni degli attori partono da tanti fattori: dall’attualità dell’autore, prima di tutto; fondamentale inoltre è anche il personaggio: in questo caso, si tratta di una figura femminile estrema, di una donna in certi momenti anche ai limiti della volgarità, cresciuta nei bassi fondi della società. E’ un personaggio così diverso da quelli che in genere mi trovo ad interpretare: in questi ultimi anni mi sono concentrata su dei ruoli non da semplice ‘prima donna’, ma la mia è stata una ricerca di caratteri forti: la Signora Frola di Pirandello, l’Anna K tratta da Kafka con la regia di Ugo Chiti, interpretazioni estremamente differenti tra loro, ognuna con una sua profonda interiorità interpretativa.”

È vero che per La professione della Signora Warren è Lei ad aver voluto come regista Giancarlo Sepe?

“Sì, l’ho scelto io Sepe perché era da molto tempo che non lavoravamo insieme. Con questa sua nuova traduzione, grazie a un modo innovativo di proporre l’immagine al pubblico, abbiamo tentato di restituire una visione diversa di questo testo di fine Ottocento, a partire già dai costumi: lo spettacolo infatti è ambientato negli anni Cinquanta. Il testo praticamente si concentra tutto sul grande diverbio esistente tra la madre – la Signora Warren, appunto – e la figlia che non aveva mai capito che tipo di ‘professione’ svolgesse sua mamma. Ha studiato ed è stata mantenuta in un grande college londinese senza sapere che i soldi provenivano dalla professione di ‘tenutaria’ della Signora Warren: da prostituta prima, a tenutaria di diverse case chiuse sparse in tutta Europa. All’impetuosità sia verbale che caratteriale della madre, la figlia nel racconto contrappone una grossa calma acquistata in anni di silenzio e lontananza proprio dalla madre. Lo scontro tra madre e figlia è il perno della commedia, che non a caso viene chiamata da Bernard Shaw “sgradevole”: nello spettacolo si sorride, è vero, ma il tema della prostituzione è molto forte e quanto mai attuale.”

Madre e figlia sono due femminilità messe a confronto…

“È vero, soprattutto dal punto di vista generazionale. Nello spettacolo si scontrano la generazione del Capitalismo che appartiene alla Signora Warren e la generazione dei giovani nuovi, che non vogliono piegare la testa e cedere alle leggi del Capitalismo. La forza della Signora Warren che difende a spada tratta il suo operato davanti alla figlia è data dall’evidenza di un carattere che non si assoggetta ad un’idea di femminilità oppressa dalla mascolinità: la Signora Warren è una femminista ante litteram perché arriva a dire frasi come “che cosa vale una donna senza il rispetto di se stessa?” Lei è stata una prostituta perché purtroppo viene dai bassi fondi e non aveva da mangiare, ma non ha mai desiderato di essere alla mercé degli uomini. La professione della Signora Warren è una commedia che va a fondo su delle problematiche che ci appartengono e in questo allestimento c’è un connubio strano – di me attrice tradizionale in un ruolo moderno e coraggioso – perché io amo le scommesse, e in fondo l’ho dimostrato in tutta la mia vita. Si può fare ricerca anche nella tradizione, secondo me.”

 

Teatro della Pergola

Da martedì 27 gennaio a domenica 1° febbraio

Teatro Eliseo in collaborazione con Francesco Bellomo

Giuliana Lojodice con la partecipazione di Giuseppe Pambieri

LA PROFESSIONE DELLA SIGNORA WARREN

di George Bernard Shaw

traduzione e adattamento Giancarlo Sepe

con Pino Tufillaro, Fabrizio Nevola, Federica Stefanelli e Roberto Tesconi

scene e costumi Carlo de Marino

disegno luci Gerardo Buzzanca

colonna sonora a cura di Harmonia Team

con musiche originali di

Davide Mastrogiovanni

regia Giancarlo Sepe

 

BIGLIETTI La professione della Signora Warren

INTERI

Platea € 32,00 ● Posto palco € 24,00 ● Galleria € 16,00

Ridotti (escluso domenica)

OVER 60

Platea € 28,00 ● Posto palco € 20,00 ● Galleria € 14,00

UNDER 26

Platea € 20,00 ● Posto palco € 16,00 ● Galleria € 12,00

SOCI UNICOOP FIRENZE (martedì e mercoledì)

Platea € 25,00 ● Posto palco € 18,00 ● Galleria € 13,00

 

BIGLIETTERIA

Teatro della Pergola, via della Pergola 18, 055.0763333 biglietteria@teatrodellapergola.com.

Orario: dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 18.30.

Online su www.teatrodellapergola.com

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Fonte: Teatro della Pergola

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