Spettacoli Firenze

da giovedì 26 Settembre 2024 a sabato 28 Settembre 2024

Genius Loci: alla scoperta di Santa Croce. Torna il festival che apre il complesso monumentale al dialogo con musica e parole

Dal 26 al 28 settembre uno dei luoghi di spiritualità, arte e memoria più affascinanti al mondo dialoga, tramite i linguaggi contemporanei, sull’attualissimo tema della relazione tra uomo e natura. Accade a Firenze in occasione della 7/a edizione di “Genius Loci: alla scoperta di Santa Croce”: due notti e un’alba tra concerti, talk e performance per scoprire in modo originale l’identità del suggestivo complesso monumentale.

Una performance al cospetto degli affreschi di Taddeo Gaddi con protagonista la scrittrice Premio Strega e Premio Strega Giovani 2024 Donatella Di Pietrantonio; il live di Andea Motis, rivelazione del jazz da Barcellona, alle prime luci del giorno; l’incontro tra la spiritualità dello scrittore e documentarista Folco Terzani e la scienza della chimica e naturalista Sarah Savioli; il sound londinese della stella del nu jazz Ruth Goller che riverbera tra arcate quattrocentesche; la tavola rotonda sulle forme del divino con lo storico dell’arte Michele Dantini, l’autrice e conduttrice Giovanna Zucconi e il filosofo Sergio Givone; uno degli spettacoli più memorabili della coppia Fo/Rame, “Lu Santo Jullare Francesco”, interpretato da Mario Piovano all’interno del complesso francescano; l’omaggio alla scena prog britannica firmato da uno dei suoi protagonisti più iconici, John Greaves, eseguito tra le ombre nel chiostro. In programma tra il Cenacolo, la Cappella Pazzi e il Secondo Chiostro un fitto calendario di eventi che vedrà i protagonisti – artisti, intellettuali, scrittori e musicisti – accompagnare il pubblico in un’esperienza inedita, alla ricerca di una sintesi esclusiva tra spiritualità e bellezza.

Sarà dunque il rapporto tra uomo e natura il tema che quest’anno attraverserà la programmazione, connettendola a doppio filo – anche attraverso l’anima francescana di Santa Croce – al momento storico che stiamo vivendo. Il festival è promosso dall’Associazione Controradio Club, dall’Opera di Santa Croce e da Controradio in collaborazione con l’associazione culturale La Nottola di Minerva e con il contributo del Comune di Firenze per Estate Fiorentina 2024 – iniziativa proposta nel Piano Operativo della Città di Firenze (ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria attiva da mercoledì 11 settembre ore 15.00 per la serata d’inaugurazione, da giovedì 12 settembre ore 15.00 per la serata del sabato e da venerdì 13 settembre ore 10.00 per il concerto all’alba su www.santacroceopera.it, info www.controradio.it).

Tra gli appuntamenti da non perdere il talk performativo che nasce da “L’età fragile”, romanzo edito da Einaudi quest’anno trionfatore allo Strega, con interventi dell’autrice Donatella Di Pietrantonio intrecciati a letture e musica dal vivo per affrontare i temi quanto mai attuali della violenza, della memoria, del legame con la terra (27/9). La natura, sia nella sua accezione spirituale che ambientale, sarà protagonista di un dialogo aperto tra due narratori: Folco Terzani, osservatore di vite fuori dall’ordinario tra cui quella del padre Tiziano e dell’asceta Baba Cesare, e Sarah Savioli, perito forense e naturalista oltre che scrittrice di romanzi in cui il mondo animale e vegetale comunica con quello umano (27/9). Non mancherà il teatro, con l’indimenticabile monologo di Dario Fo e Franca Rame “Lu Santo Jullare Francesco”, ritratto di uno straordinario innovatore del pensiero cristiano portato in scena da Mario Pirovano, allievo dello stesso Fo (26/9). Tanti i concerti: il tradizionale live all’alba, affidato alla cantante e trombettista Andrea Motis, enfant prodige della musica da Barcellona già sul palco con Quincy Jones (28/9); lo show del veterano della musica John Greaves – affiancato da una band all stars dove spiccano ben due membri dei King Crimson – nei 50 anni dall’uscita di uno dei dischi più seminali del genere: “Rock Bottom” di Robert Wyatt (26/9); la stella della nuova scena jazz Ruth Goller – con collaborazioni da Damon Albarn a Paul McCartney – col progetto “Skyllumina” (26/9).

Avanti col confronto tra lo storico dell’arte Michele Dantini, l’autrice e conduttrice Giovanna Zucconi e il filosofo Sergio Givone, per un dibattito aperto sulle immagini che, nei secoli, hanno incarnato la divinità nel mondo occidentale (26/9), mentre il giornalista Marco Pastonesi racconterà, accompagnato dall’organetto di Alessandro D’Alessandro, storie di ciclismo nello spettacolo “W la fuga” (26/9). E ancora: i quattro più importanti contrabbassisti italiani – Antonio Sciancalepore, Andrea Pighi, Alberto Bocini, Amerigo Bernardi – riuniti in The Bass Gang (27/9); i ritmi del continente africano interpretati dal duo Jabel Kanueth (kora, voce) e Marco Zanotti (percussioni, voce) con un’ospite d’eccezione: il percussionista Kalifa Kone, direttamente dal Mali, già in tour con la band di Lorenzo Cherubini / Jovanotti (27/9); Sliders, brass band in miniatura formata da tre dei migliori trombonisti in circolazione – Filippo Vignato, Federico Pierantoni e Lorenzo Manfredini – per un live dalle imprevedibili possibilità sonore (26/9); Naom, formazione composta da Nazareno Caputo e Omar Cecchi che fonde esperienza jazzistica e suono ancestrale in un tripudio di percussioni (27/9); Maurizio Geri Swingtet feat. Nico Gori, gruppo di riferimento in Europa per la tradizione manouche che unisce alla lezione di Django Reinhard contaminazioni da oltreoceano e dalla canzone d’autore italiana per un’alchimia nuova e originale, col clarinetto di Nico Gori a conferire ulteriore valore aggiunto (27/9).

Il rapporto tra uomo e natura attraversa il messaggio francescano ed è protagonista nelle narrazioni del patrimonio artistico del complesso monumentale. Per questo l’Opera di Santa Croce propone tre visite guidate tematiche proprio con un focus specifico sullo sguardo dell’uomo sulla natura. Sabato 21 settembre alle 11.30 e alle 15.00 e domenica 22 settembre alle 15.00 sarà possibile partecipare a un percorso che, prendendo avvio dall’iconica Tavola Bardi di Coppo di Marcovaldo (1245-50), comprenderà tra le varie opere la rappresentazione delle Stigmate di san Francesco di Giotto (1317-25) e la Leggenda della vera Croce di Agnolo Gaddi (1380-1390) – con la possibilità di accedere alla Cappella Maggiore –, per concludersi nell’Orto di Francesco recentemente inaugurato in Santa Croce (ingresso gratuito fino a esaurimento posti, prenotazioni online www.santacroceopera.it ).

“Un’edizione ricca e vivace per un festival che è diventato punto di riferimento culturale dell’Estate Fiorentina” ha detto l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini. “Genius Loci anche quest’anno offre un cartellone di alto livello con letture, musica, performance e dibattiti di grande attualità oltre che di rilevanza spirituale e storica. L’invito quindi, per tutti i fiorentini, è a partecipare a questa iniziativa in uno dei luoghi più belli della città, un complesso monumentale che per la sua magnificenza e la sua storia rappresenta Firenze nel mondo”.

“Se c’è un luogo dove la relazione tra uomo e natura trova una sua collocazione unica e originale questo è il complesso monumentale di Santa Croce. E dunque il tema proposto alla riflessione di questa settimana edizione di Genius Loci non poteva trovare collocazione più opportuna – sottolinea la presidente dell’Opera di Santa Croce, Cristina Acidini – questo appuntamento si collega al lavoro di preparazione che impegna l’Opera e la Comunità dei Francescani con l’approssimarsi dell’ottocentesimo anniversario del Cantico delle creature: straordinario monumento di letteratura spirituale il cui affascinante messaggio ancora oggi risuona in Santa Croce e parla all’uomo contemporaneo”.

“Settima edizione della rassegna – conclude il direttore generale di Controradio e Associazione Controradio Club Marco Imponente – un traguardo importante per un’iniziativa che si era posta l’intento di far scoprire (e riscoprire) Santa Croce, uno dei luoghi più conosciuti al mondo per l’arte, la cultura e la spiritualità in essa contenute. La manifestazione negli anni è sempre stata sold out: più di 20.000 spettatori, in prevalenza fiorentini e abitanti dell’area metropolitana, hanno frequentato Genius Loci assistendo a talk, performance e spettacoli, molti dei quali site specific in consonanza con lo spirito del luogo”.

IL PROGRAMMA NEL DETTAGLIO

Il cartellone di iniziative inaugurerà giovedì 26 settembre e si svolgerà su tre location in contemporanea all’interno del complesso monumentale di Santa Croce.

Si parte nel Cenacolo alle 19.50 col talk “Le forme del divino”, una riflessione sulla natura delle immagini sacre attraverso i secoli che vedrà a confronto Michele Dantini, docente di storia dell’arte contemporanea presso l’Università per Stranieri di Perugia, Giovanna Zucconi, autrice e conduttrice televisiva e radiofonica e Sergio Givone, già docente di filosofia estetica presso le Università di Perugia, Torino e Firenze, con letture di Marcello Sbigoli e la moderazione di Raffaele Palumbo. A seguire, alle 21.00, lo spettacolo “W la fuga”, di e con il cronista sportivo Marco Pastonesi, tra le penne ufficiali del Giro d’Italia, accompagnato dalla musica live di Alessandro D’Alessandro. Il ciclismo è l’unico sport dove la fuga non è un atto di viltà ma di coraggio: si va in fuga per passione o per disperazione, per far vedere la maglia o per farsi vedere dalla moglie, per salutare i parenti o anche per salutare la corsa. Insomma: ogni fuga ha la sua storia da raccontare e suonare, da ricordare e cantare, da tramandare e interpretare. Alle 22.15 ancora spazio al teatro con “Lu Santo Jullare Francesco”: dalle ricerche di Dario Fo, Premio Nobel per la letteratura 1997, e con l’interpretazione di Mario Pirovano, un indimenticabile monologo sulla vita di San Francesco oltre che uno spaccato sull’Italia medievale tra Papi e Cardinali, soldati sui campi di battaglia, contadini e venditori al mercato, monaci e cavapietre. Realtà storica e tradizione popolare si intrecciano nel ripercorrere alcuni tra i momenti più significativi della vita di Francesco, per elaborare un’immagine non agiografica del santo che si definiva “jullare di Dio”.

Lo spazio del Secondo Chiostro sarà tutto dedicato alla musica. Alle 20.15 luci puntate su Ruth Goller, artista con base a Londra considerata una delle più importanti figure nel campo del sound di confine, nonché una delle più interessanti e richieste specialiste del basso elettrico sulla scena internazionale. Goller presenterà al pubblico il nuovo progetto “Skyllumina” – recentemente pubblicato per la prestigiosa etichetta di Chicago International Anthem – al fianco di Emanuele Maniscalco alla batteria e accompagnata dalle voci evocative di Lauren Kinsella ed Alice Grant. Sempre da oltremanica alle 21.30 arriva la John Greaves Band: gruppo stellare per un concerto che riporta sul palco il meglio del prog rock inglese suonato dai suoi storici protagonisti. In formazione – oltre al leggendario musicista gallese già militante in band seminali quali Henry Cow, Penguin Café Orchestra, National Health, qui nel ruolo di band leader – Mel Collins al sax, leggenda vivente col suo impressionante curriculum di collaborazioni, sopra tutte quella coi King Crimson, di cui è membro dal 1971; Jakko Jakszyk, chitarrista sempre dai King Crimson; Annie Barbazza a piano e chitarra, vero astro nascente della scena avant/prog, “scoperta” da Greg Lake (ancora un link coi King Crimson); Annie Whitehead, trombonista da tempo collaboratrice di Robert Wyatt e figura centrale del nuovo jazz progressivo inglese; Règïs Boulard, pirotecnico batterista francese.

Da non dimenticare la Cappella Pazzi, dove in due sessioni successive – alle 21.15 e alle 23.15 – si esibiranno gli Sliders: ensemble scintillante come l’ottone dei tre tromboni che la compongono, capace di sussurrare, gridare, ruggire, sorprendere, divertire e commuovere. Se il trombone può essere considerato lo strumento più vicino alla voce umana, allo stesso modo è uno strumento dalle infinite possibilità musicali, sonore ed effettistiche, sviscerate dai tre in una continua sperimentazione attraversando il blues, la folk music, la musica contemporanea, i corali e molto altro.

Avanti venerdì 27 settembre. Alle 19.50 nel Cenacolo il talk “A piedi nudi sulla terra”: Folco Terzani e Sarah Savioli tesseranno storie e punti di vista a partire dalle rispettive pubblicazioni, con letture a cura di Giulia Cavallini, musiche dal vivo di Ettore Bonafè e la moderazione di Raffaele Palumbo. Tra viaggi spirituali, personaggi affascinanti e controversi e vicende in cui la realtà supera l’immaginazione rimane una domanda: quella sul senso ultimo della vita. Segue alle 21.00 “L’età fragile”, il talk/performance con al centro Donatella di Pietrantonio e il suo ultimo lavoro editoriale, con letture a cura di Federica Miniati, musiche live eseguite da Meissa Duo (Alda Delle Lucche e Giulia Fidenti) e la moderazione di Raffaele Palumbo. Non esiste un’età senza paura, siamo fragili sempre. Ma c’è un momento preciso, quando ci buttiamo nel mondo, in cui siamo esposti e nudi. Per questo Lucia, che una notte di trent’anni fa si è salvata per un caso, adesso scruta con spavento il silenzio di sua figlia. Quella notte al Dente del Lupo c’erano tutti. I pastori dell’Appennino, i proprietari del campeggio, i cacciatori, i carabinieri. Tutti, tranne tre ragazze che non c’erano più. La serata procede alle 22.15 con Kalifa Kone, Jabel Kanuteh e Marco Zanotti Trio. Kanuteh e Zanotti – griot gambiano il primo e percussionista italiano il secondo – propongono un sound che ha assimilato Fela Kuti così come le correnti contemporanee provenienti dall’Africa e dalla sua diaspora. Ospite (molto speciale) del concerto è Kalifa Kone, percussionista nato e cresciuto a Bamako, in Mali, collaboratore di big della musica africana come Oumou Sangare, Kel Assouf, Baba Sissoko e Salif Keita.

Passando al Secondo Chiostro, alle 20.10 spazio al ritmo della The Bass Gang, gruppo che riunisce quattro eccellenze del contrabbasso nostrano, attivi come solisti e primi contrabbassi in prestigiose Orchestre come quelle di Santa Cecilia, Orchestra del Maggio Fiorentino, Orchestra del Teatro alla Scala, London Symphony Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Orchestra Sinfonica A.Toscanini. Nella variegata ed eclettica scaletta brani classici, eseguiti con un approccio che va dal filologico all’irriverente, canzoni d’autore italiane, colonne sonore e pezzi iconici del rock e del pop: da Vivaldi a Morricone, da Mozart a Henry Mancini, da Stravinsky a Piazzolla, da Renato Carosone ai Beatles. E poi alle 21.30 Maurizio Geri Swingtet feat. Nico Gori: Maurizio Geri a chitarra e voce, Pippi Dimonte al contrabbasso e Giacomo Tosti alla fisarmonica per uno spettacolo ispirato alla tradizione zingara alsaziana, dal padre fondatore Django Reinhardt fino alle varie contaminazioni che fino ad oggi hanno reso vitale e “moderno” lo swing-manouche. Special guest Nico Gori, uno dei clarinettisti più internazionalmente riconosciuti al momento, che vanta collaborazioni con giganti tra cui il maestro della bossa nova Caetano Veloso.

Ci si sposta in Cappella Pazzi con Naom, percorso di condivisione umana e musicale nato da una serie di domande relative al fare musica ed al suo significato, live in tre sessioni successive, alle 19.45, alle 21.20 e alle 22.30. Tra musica colta, suggestioni dal subcontinente indiano, elementi contemporanei e richiami arcaici Nazareno Caputo e Omar Cecchi creano un set di soli strumenti a percussione – vibrafono, marimba, batteria, konnakkol – radicati a un fare musica artigianale, ancestrale.

La 7/a edizione di “Genius Loci: alla scoperta di Santa Croce” si chiuderà come da tradizione con un concerto all’alba. Quest’anno a far calare il sipario e alzare il sole sulla manifestazione – alle 6 del mattino di sabato 28 settembre nel Secondo Chiostrosarà Andrea Motis, cantante e trombettista spagnola che ha conquistato la critica internazionale grazie alla voce splendida, paragonata a quella di Norah Jones, e alla grazia dimostrata nell’esibirsi sui palchi sin da giovanissima. Classe 1995, già nel 2012 è invitata ad esibirsi al Festival Jazz di Barcellona, dove sale sul palco insieme al leggendario Quincy Jones. Con decine di milioni di visualizzazioni su Youtube, Motis sarà a Firenze per un live intimo, in due col chitarrista Josep Traver.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su www.santacroceopera.it
Prenotazioni aperte:
da mercoledì 11 settembre alle 15.00 per la serata del 26/09
da giovedì 12 settembre alle 15.00 per la serata del 27/09
da venerdì 13 settembre alle 10.00 per il concerto all’alba del 28/09

PROGRAMMA

Giovedì 26 settembre

CENACOLO

19:50
Talk: “Le forme del divino”
con Michele Dantini, Giovanna Zucconi e Sergio Givone
modera Raffaele Palumbo
letture a cura di Gianluigi Tosto

Nel mondo occidentale le immagini dipinte o scolpite sono state per lungo tempo considerate «incarnazioni» del Divino, e hanno trovato in questa loro natura duplice, celeste e terrena insieme, la propria giustificazione. Nel divenire uomo, Cristo stesso si è fatto «figura» fondando per i Padri della Chiesa la legittimità dell’immagine. Le immagini di culto hanno dunque potuto acquistare nei millenni dimensioni affettive e liturgiche: esse sostengono, accolgono, ravvivano il vincolo che tiene insieme una comunità, così nel cristianesimo occidentale sino alla Riforma e nel cristianesimo ortodosso. Questo libro indaga e interroga i teologi della prima età moderna – Erasmo o Calvino – ma anche scrittori e filosofi – Dostoevskij e Florenskij, Heidegger, Simone Weil, Pasolini – che hanno espresso un ragionato dissenso in rapporto alle avanguardie otto-novecentesche, rivendicando invece il fondamento metafisico o religioso dell’immagine.

21:00
Spettacolo: “W la fuga”
Marco Pastonesi: testi, racconti
Alessandro D’Alessandro: organetto, elettronica

Il ciclismo è l’unico sport dove la fuga non è un atto di viltà ma di coraggio. Si va in fuga per passione o per disperazione, per far vedere la maglia o per farsi vedere dalla moglie, per anticipare gli scalatori o per deludere i velocisti, per salutare i parenti o anche per salutare la corsa. Si va in fuga dalla parte giusta, davanti, ma si va in fuga anche dall’altra parte, dietro. Si va in fuga perfino di nascosto e per sbaglio. Insomma, ogni fuga ha una storia, ha la sua storia, una storia da raccontare e suonare, da ricordare e cantare, da tramandare e interpretare. Per esempio: potrebbe sembrare una fuga e invece è un inseguimento. “W la fuga” è uno spettacolo fuggevole con due fuggiaschi professionisti: Marco Pastonesi racconta storie di fughe in bici, Alessandro D’Alessandro suona pezzi, motivi, vie e arie di fughe a sette note senza contare diesis e bemolle. Perché, come sosteneva Jim Morrison, che se ne intendeva, “la fuga è l’unico modo per continuare a sognare”.

22:15
Spettacolo: “Lu Santo Jullare Francesco”
di Dario Fo e Franca Rame
con Mario Pirovano

Dalle ricerche di Dario Fo, Premio Nobel per la letteratura 1997, un memorabile lavoro sulla vita di San Francesco. Un ritratto inedito del più straordinario innovatore del pensiero cristiano, per parlarci dei grandi temi che attraversano la società contemporanea. “Lu Santo Jullàre Françesco” è un monologo in cui prende vita un’intera serie di personaggi dell’Italia medievale: Papi e Cardinali, soldati sui campi di battaglia, contadini e venditori al mercato, monaci e cavapietre. La realtà storica e la tradizione popolare si intrecciano nel ripercorrere alcuni dei momenti più significativi della vita di Francesco: la richiesta di approvazione della Regola al Papa Innocenzo III, la predica agli uccelli, l’incontro con il lupo, la malattia agli occhi… Lavorando su leggende popolari, su testi canonici del Trecento e su documenti emersi negli ultimi cinquant’anni, Dario Fo elabora un’immagine non agiografica di San Francesco: spogliato dal mito, ritroviamo un personaggio provocatorio, coerente, coraggioso, ironico. Del resto era lo stesso Francesco a definirsi “jullare di Dio”, e questo proprio negli anni in cui l’imperatore Federico II promulgava un editto contro i “Joculatores” considerandoli buffoni osceni!

SECONDO CHIOSTRO

20:15
Live: “Ruth Goller / Skylla” (UK / Ita)
Ruth Goller: basso elettrico e voce
Lauren Kinsella: voce
Alice Grant: voce
Emanuele Maniscalco: batteria

“Skyllumina” rappresenta la nuova evoluzione della bassista e cantante Ruth Goller, un progetto al tempo stesso primitivo e futuristico, dove sono le emozioni, le vibrazioni, le voci e le percussioni a dettare le regole del gioco. Ruth Goller, altoatesina ma residente a Londra ormai da più di vent’anni, è considerata universalmente una delle più importanti figure del Nu Jazz britannico e delle musiche di confine (o per meglio dire oltre i confini) nonché una dei più interessanti e richiesti specialisti del basso elettrico sulla scena internazionale. Nel suo vasto ed eterogeneo curriculum, collaborazioni con Alabaster DePlume, Shabaka Hutchings, Damon Albarn, Paul McCartney, Marc Ribot, Kit Downes, Sons of Kemet, Rokia Traore’, Melt Yourself Down, Sam Amidon e moltissimi altri. Espandendo ed evolvendo il progetto Skylla, originalmente partito come avventura in solo, verso nuovi confini, la Goller ha pubblicato pochi mesi fa il nuovo lavoro Skyllumina per una delle etichette discografiche più importanti e prestigiose del panorama delle nuove musiche, la International Anthem di Chicago. Al suo fianco, alcuni dei più interessanti batteristi / percussionisti della scena inglese e americana e le voci evocative di Lauren Kinsella ed Alice Grant. L’album è stato recensito entusiasticamente su molte dei magazine più importanti, ed in particolare è stato “Disco del Mese” per The Guardian e recensito a 5 stelle da All About Jazz.

21:30
Live: “John Greaves Band plays Robert Wyatt, King Crimson, Henry Cow & more” (GB / Fra / Ita)
John Greaves: piano, basso, voce
Mel Collins: sax, flauto
Jakko Jakszyk: chitarra, voce
Annie Whitehead: trombone
Annie Barbazza: voce, piano, chitarra
Règïs Boulard: batteria

Un tempo si chiamavano supergruppi ed erano assemblati dalle case discografiche per conquistare le arene del rock. Invece l’ingrediente di questa nuova band è l’amicizia, sincera e di lunga data. Da questa amicizia nasce una rivisitazione del songbook di John Greaves, degli Henry Cow, di Robert Wyatt, dei king Crimson e molto altro ancora. Ciascun membro della band porta il suo contributo e proprio questo incrocio nasce un concerto di grande classe e fascino. Mel Collins, vera leggenda vivente del rock d’autore, (un curriculum impressionante di collaborazioni, da Pino Daniele ai Dire Straits, dai Rolling Stones a Roger Waters, da Lucio Battisti a Eric Clapton, dai Camel agli Alan Parsons Project), è soprattutto per i King Crimson, dei quali è membro dal 1971, che è passato alla storia del rock. Sempre dai King Crimson proviene Jakko Jakszyk, già anche nei Level 42 ed autore di altri lavori come solista che gli sono valsi il massimo rispetto dalla scena musicale e della critica internazionale. Annie Barbazza, vero astro nascente della scena avant/prog, è stata “scoperta” da Greg Lake (ancora un link con i King Crimson) con il quale si è esibita dal vivo e che le ha prodotto il primo album per la Manticore Records, Moonchild. Oggi oltre che un’affermata solista, è membro della North Sea Radio Orchestra. del Michael Mantler’s New Songs Ensemble, della band di Paul Roland e del duo Moonchild. Da tempo collaboratrice di Robert Wyatt e figura centrale del nuovo jazz progressivo inglese, Annie Whitehead è un’essenziale elemento per l’esplosivo sound. Ed è la pirotecnica batteria del francese Règïs Boulard è francese a completare la formazione. E che dire del band leader John Greaves? Bassista, pianista, compositore, cantante gallese (ma ormai da 40 anni cittadino di Parigi), John è stato tra i fondatori del movimento Rock In Opposition e le sue band si chiamano, solo per citarne alcune, Henry Cow, National Health, Soft Heap, Penguin Café Orchestra, North Sea Radio Orchestra, mentre tra le sue collaborazioni possiamo citare calibri come Mike Oldfield, Brian Eno, Michael Nyman, Robert Wyatt e tantissimi altri. Un concerto memorabile, ricco di storia del migliore rock, ma al tempo stesso di una musica davvero nuova.

CAPPELLA PAZZI

21:15 + 23.15
Live: “Sliders”
Filippo Vignato: trombone, composizioni
Federico Pierantoni: trombone, composizioni
Lorenzo Manfredini: trombone, composizioni

Se nella tradizione della musica classica esiste il quintetto d’ottoni o il quartetto di tromboni, qui i tre musicisti hanno voluto andare all’essenza di quel concetto, trasfigurando e riadattando le consuetudini del suono e del linguaggio jazzistico ed improvvisativo ad una formazione ridotta all’osso, composta da soli 3 strumenti, come 3 sono le note di una triade maggiore. Se il trombone può essere considerato lo strumento più vicino alla voce umana, allo stesso modo è uno strumento dalle infinite possibilità musicali, sonore ed effettistiche, sviscerate dai tre in una continua sperimentazione attraversando il blues, la folk music, la musica contemporanea, i corali e molto altro. Gli Sliders sono un’Orchestra in miniatura formata da tre dei migliori trombonisti della scena contemporanea e allo stesso tempo una pocket Brass Band. Un ensemble scintillante come l’ottone forgiato dei propri strumenti, capace di sussurrare, gridare, ruggire, sorprendere, divertire e commuovere.

Venerdì 27 settembre

CENACOLO

19:50
Talk: “A piedi nudi sulla Terra”
con Folco Terzani, Sarah Savioli
modera Raffaele Palumbo
letture a cura di Giulia Cavallini
musica dal vivo a cura di Ettore Bonafè

Conversazione tra lo scrittore e documentarista Folco Terzani e la scienziata e autrice Sarah Savioli a partire dai rispettivi romanzi “A piedi nudi sulla Terra” e “I selvatici”. “A piedi nudi sulla Terra” segue la vicenda dell’asceta italiano Baba Cesare, che dopo essersi ribellato a un’esistenza ordinaria e a ogni ruolo sociale prescritto si avvicina al mondo dei sadhu indiani. Prima di costruire tra le antiche rovine di Hampi il suo ashram, oggi meta di pellegrinaggi e centro di devozione, Baba Cesare ha vissuto all’insegna dell’eccesso: giovane intriso di controcultura hippie, pittore alternativo a Torino, moderno bohémien nel paradiso psichedelico di Goa, uomo niente affatto insensibile alle lusinghe femminili. Ha oscillato vertiginosamente tra profano e sacro, con il coraggio e la fame di conoscenza di chi si butta a capofitto nelle esperienze. L’incontro tra Folco Terzani e Baba Cesare dà vita a un libro unico – romanzo di avventure, viaggio spirituale, inchiesta su un mondo svelato nel suo fascino controverso, dialogo sul senso ultimo della vita -, le cui pagine possono essere lette come un imprevedibile memoir, un postmoderno romanzo di formazione e insieme come un testo sapienziale dal passo umile ma rivoluzionario, in grado di cambiare il nostro modo di camminare per le strade del mondo. “I selvatici” segue il primo caso in trasferta per Anna Melissari, la detective che comunica con piante e animali. Sulle montagne di Ferlico, un paesino degli Appennini, Cecilia e suo marito Tullio gestiscono da vent’anni un rifugio che dà impiego e ospitalità a persone in fuga dalle guerre e dalla disperazione in attesa che venga regolarizzato il loro diritto di asilo. Una notte scompare nel nulla Yasser, un giovane proveniente dalla Siria, benvoluto da tutti sia nel rifugio che nel paese. Le forze dell’ordine ritengono si tratti di un semplice allontanamento volontario, ma Cecilia è certa che il ragazzo non se ne sarebbe mai andato senza dare spiegazioni, così incarica delle ricerche l’Agenzia Cantoni.

21:00
Talk/performance: “L’età fragile”
Donatella Di Pietrantonio dialoga con Raffaele Palumbo
letture a cura di Federica Miniati
musica dal vivo a cura di Meissa Duo (Alda Dalle Lucche Saxofono contralto, Giulia Fidenti Saxofono Baritono)

L’età fragile di Donatella Di Pietrantonio è il libro vincitore della LXVIII edizione del Premio Strega e del Premio Strega Giovani 2024. Non esiste un’età senza paura. Siamo fragili sempre, da genitori e da figli, quando bisogna ricostruire e quando non si sa nemmeno dove gettare le fondamenta. Ma c’è un momento preciso, quando ci buttiamo nel mondo, in cui siamo esposti e nudi, e il mondo non ci deve ferire. Per questo Lucia, che una notte di trent’anni fa si è salvata per un caso, adesso scruta con spavento il silenzio di sua figlia. Quella notte al Dente del Lupo c’erano tutti. I pastori dell’Appennino, i proprietari del campeggio, i cacciatori, i carabinieri. Tutti, tranne tre ragazze che non c’erano più. Amanda prende per un soffio uno degli ultimi treni e torna a casa, in quel paese vicino a Pescara da cui era scappata di corsa. A sua madre basta uno sguardo per capire che qualcosa in lei si è spento: i primi tempi a Milano aveva le luci della città negli occhi, ora sembra che desideri soltanto scomparire, si chiude in camera e non parla quasi. Lucia vorrebbe tenerla al riparo da tutto, anche a costo di soffocarla, ma c’è un segreto che non può nasconderle. Sotto il Dente del Lupo, su un terreno che appartiene alla loro famiglia e adesso fa gola agli speculatori edilizi, si vedono ancora i resti di un campeggio dove tanti anni prima è successo un fatto terribile. A volte il tempo decide di tornare indietro: sotto a quella montagna che Lucia ha sempre cercato di dimenticare, tra i pascoli e i boschi della sua età fragile, tutti i fili si tendono. Stretta fra il vecchio padre così radicato nella terra e questa figlia più cocciuta di lui, Lucia capisce che c’è una forza che la attraversa. Forse la nostra unica eredità sono le ferite. Con la sua scrittura scabra, vibratile e profonda, capace di farci sentire il peso di un’occhiata e il suono di una domanda senza risposta, Donatella Di Pietrantonio tocca in questo romanzo una tensione tutta nuova.

22:15
Live: “Kalifa Kone, Jabel Kanuteh, Marco Zanotti Trio” (Mali / Gambia / Italia)
Kalifa Kone: ngonì, djembe, balafon, talking drum, flauti
Jabel Kanuteh: kora, voce
Marco Zanotti: batteria, mbira, percussioni, voce

Are you strong? è il nome di un gioco di carte popolare nell’Africa dell’Ovest e, più nello specifico, della carta più importante del mazzo: l’asso. Ma soprattutto, è una domanda che ci poniamo nell’affrontare il nostro tempo, per essere coerenti con i valori in cui crediamo. Siamo abbastanza saldi nei nostri principi morali? La nostra etica è forte abbastanza per resistere alle sfide del quotidiano e lottare per un futuro migliore? Partendo dal solco della tradizione mandengue, della quale la famiglia Kanuteh è ambasciatrice, il duo di Jabel Kanuteh e Marco Zanotti si muove verso una musica più universale che ha assimilato Fela Kuti così come alcune delle correnti contemporanee provenienti dall’Africa e dalla sua diaspora. Ospite (molto speciale) del concerto è Kalifa Kone, percussionista nato e cresciuto a Bamako, in Mali, con esperienze che vanno dai big della musica africana come Oumou Sangare, Kel Asssouf, Baba Sissoko e Salif Keita, fino al recente tour italiano nella band di Lorenzo Cherubini / Jovanotti.

SECONDO CHIOSTRO

20:15
Live: “The Bass Gang”
Antonio Sciancalepore: contrabbasso
Andrea Pighi: contrabbasso
Alberto Bocini: contrabbasso
Amerigo Bernardi: contrabbasso

Questo gruppo riunisce insieme quattro dei migliori contrabbassisti italiani, attivi come solisti e primi contrabbassi in prestigiose Orchestre come quelle di Santa Cecilia, Orchestra del Maggio Fiorentino, Orchestra del Teatro alla Scala, London Simphony Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Orchestra Sinfonica A.Toscanini. Nel variegato ed eclettico repertorio brani classici, eseguiti con un approccio che va dal filologico all’irriverente, brani della canzone d’autore italiana, colonne sonore cinematografiche, ma anche classici del rock e del pop: da Vivaldi a Morricone, da Mozart a Henry Mancini, da Stravinsky a Piazzolla, da Renato Carosone ai Beatles. Quattro contrabbassi di assoluta eccellenza per un incontro che è più di un semplice concerto, ma si trasforma in un vero e proprio spettacolo.

21:30
Live: “Maurizio Geri Swingtet feat. Nico Gori”
Maurizio Geri: chitarra e voce
Pippi Dimonte: contrabbasso
Giacomo Tosti: fisarmonica
Special guest Nico Gori: clarinetto

Lo spettacolo si ispira stilisticamente alla tradizione zingara alsaziana, dal padre fondatore Django Reinhardt fino alle varie contaminazioni che fino ad oggi hanno reso vitale e “moderno” lo swing-manouche. Su questo binario, a cavallo fra la tradizione zingara europea, lo swing d’oltreoceano e la canzone d’autore italiana, si produce un’alchimia nuova ed originale, un suono che strizza l’occhio al mediterraneo, fra il filologico e l’innovativo, fra la ricerca stilistica e la creazione, aspetti questi che pongono lo swingtet per continuità, curriculum e discografia come uno dei gruppi di riferimento europei. L’ingresso del clarinettista Nico Gori, conosciuto a livello internazionale, conferisce alla formazione un notevole valore aggiunto. Maurizio Geri ha da sempre orientato la sua ricerca strumentale e musicale verso il magistero del grande Django, e lo ha fatto al meglio, frequentando e studiando la musica e i musicisti manouche, suonandoci insieme, vivendoci a contatto e imparando da loro, ma senza rinunciare a se stesso e alle proprie radici. Ha cioè praticato la lezione di Django non solo sulla chitarra e sul repertorio, ma soprattutto in quella dialettica tra originalità e adesione che ha fatto del grande Reinhardt un modello insuperabile ed indiscutibile per intere generazioni di musicisti europei. Clarinettista e sassofonista di eccellenza assoluta, Nico Gori vanta collaborazioni, concerti ed incisioni discografiche a fianco di Stefano Bollani, Paolo Fresu, Renzo Arbore, Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Fred Hersch, Gianluca Petrella, Caetano Veloso, Manu Katche, Daniele Sepe, Rossana Casale, Drusilla Foer, Petra Magoni e moltissimi altri.

CAPPELLA PAZZI

19:45 + 21:20 + 22:30
Live: “Naom”
Nazareno Caputo: vibrafono, marimba, percussioni
Omar Cecchi: batteria, konnakkol, percussioni

Naom è un percorso di condivisione umana e musicale nato da una serie di domande poste relativamente al fare musica ed al suo significato. Partendo dal nostro essere musicisti nella società occidentale contemporanea e nel mondo globalizzato, delle nostre radici culturali-musicali in buona parte individuabili nella cultura musicale eurocolta nella quale siamo cresciuti, in quale relazione stiamo e che ruolo hanno per noi le culture musicali più lontane cronologicamente e geograficamente? Il viaggio di Naom si sviluppa proprio attorno a questi interrogativi umani. Facendo tesoro delle nostre personal esperienze e portandole a un incontro, elaboriamo concetti desunti dalla musica ancestrale del subcontinente indiano, matrice di molti elementi culturali-musicali di estremo interesse e dall’esperienza jazzistica, più contemporanea, ma che ingloba, innovandoli, elementi arcaici. La musica dei Naom traccia così una possibile via di comunicazione e scambio tra culture, valorizzando e dando un significato a caratteristiche specifiche che rischiano di perdersi nel processo di coagulazione della società globalizzata. Gli strumenti utilizzati sono esclusivamente strumenti a percussione, che ci radicano ad un fare musica artigianale e che, dopo la voce e il corpo, sono i più ancestrali. Nell’idea di produzione del suono legata alla materia fisica e con l’intento di esplorare la ricchezza del mondo delle percussioni, i Naom lavorano in maniera esclusivamente analogica, senza interventi elettronici o tecniche di sovraincisione. Al set delle tastiere a percussioni classiche (marimba e vibrafono) infatti si aggiungono dei campane che aprono al mondo della microtonalità, e in modo analogo il set di batteria /percussioni non intonate è concepito in modo “melodico-armonico”, anche grazie a piatti e campanelli che creano inerzie armoniche molto ricche. In questo gioco, da separati, i due set diventano una unità e danno vita ad un suono uniforme e inscindibile.

Sabato 28 settembre

SECONDO CHIOSTRO

06:00
Live: “Andrea Motis” (ES)
Andrea Motis, tromba, voce
Josep Traver, chitarra

Andrea Motis, classe 1995, è una cantante e trombettista spagnola che ha conquistato la critica internazionale grazie alla voce splendida, spesso paragonata a quella di Norah Jones, e la grazia dimostrata nell’esibirsi sui palchi sin dalla giovane età. Si forma musicalmente alla tromba e poi al sassofono a partire dai 7 anni alla scuola di musica di Sant Andreu, un sobborgo di Barcellona, e poco prima di compiere tredici anni entra a far parte della Sant Andreu Jazz Band in cui canta e suona la tromba sotto la supervisione del suo mentore, il sassofonista e contrabbassista Joan Chamorro. È proprio con Chamorro che Motis fa il suo debutto discografico, infatti nel 2010 esce Joan Chamorro Presenta Andrea Motis. Nel 2012 viene invitata ad esibirsi al Festival Jazz di Barcellona, dove sale sul palco insieme all’iconico Quincy Jones. Nel 2017 pubblica per l’importante casa discografica Impulse! “Emotional Dance” il suo primo album interamente a suo nome, due anni dopo esce per la Verve un nuovo lavoro dedicato alla musica brasiliana, mentre nel 2021 è special guest della tedesca WDR Big Band Cologne per l’album Colors & Shadows. I suoi video su YouTube contano alcune decine di milioni di visualizzazioni.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su www.santacroceopera.it
Prenotazioni aperte:
da mercoledì 11 settembre alle 15.00 per la serata del 26/09
da GIORNO alle ORA per la serata del 27/09
da GIORNO alle ORA per il concerto all’alba del 28/09

Info www.controradio.it / www.santacroceopera.it
FB e IG @geniuslocisantacroce

Fonte: Ufficio Stampa

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