Cultura San Miniato
venerdì 6 Giugno 2025
Franca Bellucci presenta il suo ultimo libro sull’Oratorio del Loretino presso l’Orcio d’oro di San Miniato
Il 6 giugno alle 21:30, Franca Bellucci presenta il suo ultimo libro sull’Oratorio del Loretino presso l’Orcio d’oro di San Miniato.
Sarà un evento importante, questo di venerdì prossimo, perché in qualche modo viene rimessa in gioco la storia di questo splendido (e poco conosciuto) Oratorio che si apre nell’antico edificio del Palazzo Comunale di San Miniato. La piccola chiesa fu costruita in epoca medievale per permettere ai maggiorenti della città di concentrarsi sui problemi quotidiani, ma anche su vicende meno materiali, diremmo più esistenziali. Forse anche per questo gli addobbi della piccola chiesa sono così importanti, a partire proprio dalla splendida architettura che sovrasta l’altare, tutta scolpita nel legno e ricoperta in lamina d’oro, con una serie di tele, incastonata nelle sue finestre. Opere legate ai due santi di San Miniato, cioè Genesio, attore al tempo di Diocleziano e Miniato, forse un re armeno che si rifiutò di venerare gli dei pagani e che fu decapitato, dagli stessi Romani.
Il fatto da segnalare, è che l’altare è ancora integro, se non per la parte centrale che nel 1718 fu interessata dal trasferimento del SS. Crocifisso, lì almeno dal 1399, verso la chiesa omonima, quella che è stata costruita a pochi metri di distanza. Al posto del Crocifisso miracoloso, da allora l’altare dell’Oratorio ha la statua della Madonna nera di Loreto, che darebbe il nome alla struttura. Ebbene, il principale dilemma, affrontato da Franca Bellucci, sta proprio qui e venerdì se ne potrà parlare diffusamente. La studiosa, infatti, in Dalla Lavra a Loreto. Inseguendo una parola travisata. Acqua, pietra, sacralità diffusa (ETS 2025), sostiene che il termine Loretino avrebbe origini molto più antiche, si leghi al greco e arrivi al medioevo. Il termine «lavra», o «laura» – da cui esso nasce – si ritrova nel monachesimo e ci fa capire come sacro e umano spesso si tocchino. “Da un sasso – scrive la Bellucci – può generarsi una frana: per azione di forze naturali, di cui l’acqua, nei suoi vari stati, è visibilmente protagonista. Certo, l’esperienza di disastri subíti ha dato modelli alla tecnica. Il concetto di ‘lavoro’ – labor come sostantivo latino, che i comparatisti confrontano in altre lingue – ha attraversato fasi, fino alla dignità sancita a metà del XX secolo. È stato l’attrito che consuma, a partire dall’acqua, che labitur, ‘scivola’, ma anche ‘corrode’, e ‘ravaneti’ sono i canaloni, naturali ma alimentati dagli scarti del ‘cavar pietra’.”
Insomma, la parola Loreto (forse anche quello stessa del Santuario mariano) ha una derivazione assai più arcaica, si sposa con labor, probabilmente con lavra o laura, a loro volta riferibili alle costruzioni di epoche antiche, in particolare monasteri. In Italia, del resto, sono numerosi i ‘Loreto’ (non ultimo l ‘antichissimo centro Loreto Aprutino in provincia di Pescara). La ricerca è dunque piena di implicazioni e certo dovrà prevedere altre tappe, intanto venerdì avremo questa interessante discussione, che probabilmente confuterà molte certezze storiche, le stesse che – fino ad oggi – hanno spiegato l’origine del nome dell’Oratorio del Loretino.

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