rettangolo

Spettacoli Firenze

da mercoledì 11 settembre 2019 a domenica 15 settembre 2019

Arriva in Oltrarno il Firenze Jazz Festival

40 concerti nei 10 luoghi simbolo dell’Oltrarno per una cinque giorni tutta dedicata al jazz contemporaneo. Dall’11 al 15 settembre si esibiranno nei giardini, nelle piazze, nei club e negli spazi urbani del capoluogo fiorentino più di 100 artisti nazionali e internazionali tra astri nascenti e stelle del jazz. Sotto la direzione artistica di Enrico Romero, questa edizione si caratterizza per il legame tra tradizione e sperimentazione sonora in contesti esclusivi, con concerti sparsi in diverse e suggestive location dell’Oltrarno fiorentino.

Forte del suo radicamento in città, il Firenze Jazz Festival – progetto strategico dell’Estate Fiorentina 2019 del Comune di Firenze organizzato da Centro Spettacolo Network – presenta sette diversi gruppi con ospiti internazionali sul palco principale del Festival in Piazza del Carmine, oltre al meglio del panorama jazz italiano portando in scena ospiti affermati e lasciando ampio spazio alle nuove e interessanti proposte della “next generation”: gruppi di giovani musicisti, vere scommesse per il futuro, già molto apprezzati anche in campo internazionale.
Più di un Festival, un laboratorio culturale che riunisce un’intera comunità che ruota intorno a realtà affermate sul territorio e grandi festival internazionali: dallo storico “Settembre in Piazza della Passera” durante il quale si terrà l’anteprima del FJF (10/09), all’Edinburgh Jazz & Blues Festival (11/09), fino alle collaborazioni con Musicus Concentus (14/09), Music Pool (13 – 14 – 15/09) e Jazz:Re:Found (11/09). Oltre 20 partnership per un progetto di rete civica, diffuso e vitale.

Il Firenze Jazz Festival punta il suo sguardo all’estero grazie alla presenza di ospiti di prestigio internazionale, con le quattro diverse formazioni provenienti dalla Gran Bretagna in esclusiva italiana. Ad aprire la rassegna sul palco del main stage di Piazza del Carmine, in collaborazione con Jazz:Re:Found – tra i festival italiani più interessanti e attenti alle nuove tendenze – arrivano i Kinkajous (11/09), a presentare dal vivo il loro album d’esordio Hidden Lines, dove lo spiritual jazz si fonde con l’elettronica in uno stimolante mix musicale dalle sonorità fluide e spaziali.

Sullo stesso palco, nel cuore pulsante dell’Oltrarno, attorno a cui ruota l’intera rassegna, è atteso anche uno degli artisti di punta della nuova scena jazz di Londra: il batterista, compositore e produttore Moses Boyd (13/09), vincitore di importanti premi tra cui il “Parliamentary Jazz Award”, come miglior emergente jazz del 2016. Al FJF presenta il suo progetto più acclamato, “Exodus”, in cui coinvolge i migliori giovani talenti londinesi, prendendo ispirazione dalle tradizioni del jazz moderno, con un mix di groove e ritmo, riff taglienti e un interplay strumentale mozzafiato, sostenuto dall’ incisiva batteria del leader.

In virtù del gemellaggio nato con Edinburgh Jazz & Blues Festival, ospiti anche due band dalla Scozia, fra cui uno dei più innovativi ed eccitanti gruppi della nuova scena del jazz britannica: gli STRATA (11/09), giovanissimo sestetto capitanato dal percussionista Graham Costello. Al FJF si esibiscono con l’esordio discografico Obelisk, in uscita pochi mesi fa e già in lizza per essere nominato miglior album jazz dell’anno. E ancora, da Glasgow arriva il giovanissimo power trio degli AKU! (11/09), protagonista di un mix irresistibile di doom-jazz, rock-noise, afrobeat e hip hop, autore di una musica dal fortissimo impatto sonoro.

Direttamente dagli Stati Uniti, è atteso uno dei migliori chitarristi in circolazione, il texano Mark Lettieri (12/09), da oltre dieci anni componente degli Snarky Puppy, uno dei gruppi di maggior successo del panorama jazz internazionale, forti di ben 3 Grammy Award all’attivo. Un solista di talento in una moltitudine di stili musicali, che ha lavorato al fianco dell’icona neo-soul Erykah Badu, della cantante gospel Tamela Mann, e di altri big come David Crosby, 50 Cent, Snoop Dogg e Eminem. In un confronto “a distanza” sullo stesso palco, si esibisce un altro fra i chitarristi più famosi al mondo: il fuoriclasse Marc Ribot (14/09), protagonista dell’anteprima della rassegna A Jazz Supreme, in collaborazione con Musicus Concentus. L’intrepido sperimentatore presenta dal vivo il suo nuovo album “Songs of Resistance” in un jazz ibrido, tra folk e country, che porta al centro della scena i diritti civili, colorandosi di attivismo sociale, antifascismo ed ecologia.
Altro fuoriclasse della chitarra – nel suo caso un esemplare unico di chitarra sarda modificata e trasformata in un incredibile ibrido tra chitarra e violoncello, frutto di anni di studi, ricerche ed esperimenti – è Paolo Angeli (15/09), reduce da tour internazionali di grande successo che tra le tappe più prestigiose, vede anche un sold out alla Carnegie Hall di New York. In Sala Vanni presenta il suo nuovo lavoro 22:22 Free Radiohead, in cui la musica e le atmosfere della band di Thom Yorke diventano spunto per un mosaico sonoro, dove l’avanguardia incontra il post-rock e la pulsazione del flamenco si fonde con i suoni della natura sarda. Sempre in Sala Vanni di scena anche l’Horn Trio di Federica Michisanti (14/09), recente vincitrice del referendum Top Jazz come miglior artista emergente del jazz italiano, ed il musicologo (e musicista) Enrico Merlin (14/09), impegnato a presentare il suo monumentale lavoro su Miles Davis ed un anno cruciale della sua carriera e della sua evoluzione musicale: il 1959, l’anno, per intendersi, di Kind of Blue.
All’insegna del grande jazz che da sempre anima la manifestazione, “Settembre in Piazza della Passera” dedica due progetti speciali, prodotti per l’occasione, al batterista Art Blakey (1919-1990), uno dei più importanti artisti e capiscuola della musica jazz, nel centenario della nascita. 15 musicisti italiani e stranieri daranno vita a due concerti nel progetto The Big Beat (10 – 11/09), per ricordare la figura e la grandezza di Art Blakey.

Un festival di rinascita nella culla del Rinascimento italiano che propone, nell’anno Leonardiano, un perfetto connubio tra storia, intrattenimento e gusto. Nell’ambito del FJF, in collaborazione con Ruffino, main sponsor del Festival, nasce un temporary restaurant ispirato a Leonardo Da Vinci. Proprio a Firenze, il padre del Rinascimento italiano sperimentò insieme a Sandro Botticelli, con vari secoli di anticipo, un laboratorio di “nouvelle cuisine” con l’osteria “Tre Rane”. Nei giorni del Firenze Jazz Festival, grazie a “Le Tre Rane di Ruffino” si potranno così assaporare – su prenotazione obbligatoria – al ristorante Essenziale di Simone Cipriani, piatti inediti ispirati al genio rinascimentale. Il percorso enogastronomico prosegue però con Piazza del Carmine, grazie alla presenza di Taste of Jazz!, una selezione dei migliori foodtruck italiani ed internazionali attorno al Main Stage del Festival: espressione di una civiltà gastronomica unica, la migliore cucina toscana, spagnola, fusion ed etnica, che ha deciso di mettere le ruote alle proprie cucine.

Un festival jazz proiettato al futuro ma con radici ben salde nella tradizione, a partire dai circoli e locali del Lungarno che per l’occasione si trasformano in jazz club, grazie a concerti e jam session che durano fino a tarda notte. Torna anche quest’anno, in due diversi set, l’appuntamento quotidiano con uno dei momenti simbolo delle passate edizioni del “Fringe” di Torino e Firenze: la zattera sul Fiume Arno, un imperdibile assolo, raccolto come preziosa eredità dal nuovo Festival. Protagonisti sulle sponde dell’Arno, la tromba di Fabio Morgera (11/09), il contrabbasso di Jesper Bodilsen (12/09), il sax baritono di Dario Cecchini (13/09) e il clarinetto di Nico Gori (14/09).
Con la voglia di stupire tipica del FJF, si moltiplicano le location esclusive e inconsuete che coinvolgono spazi di riconversione urbana come la Manifattura Tabacchi, esempio unico di rigenerazione di un luogo simbolo della storia industriale della città in un hub culturale e polifunzionale. Il FJF termina il 15 settembre proprio in questi spazi, con una grande festa finale.
Si muovono in bilico tra questi due territori i C’mon Tigre (15/09), veri esploratori di nuovi territori musicali, dove le chitarre, le voci e l’elettronica dialogano con trombe, sassofoni, sintetizzatori, percussioni e vibrafono, immergendo l’ascoltatore in un viaggio sonoro sensuale e ipnotico di grande impatto. Salpando dal bacino del Mediterraneo e lasciandosi guidare dalla fascinazione per l’Africa e il Medio Oriente, i C’mon Tigre danno forma a un linguaggio inedito e originale, fatto di commistioni tra il jazz, il post rock, l’afrobeat, le ritmiche dell’hip hop, il funk, senza mai chiudersi in uno stile, ma spingendosi avanti nell’esplorazione sonora.

Non mancano in anteprima assoluta le produzioni originali del Festival: a tarda notte la grande festa finale si trasforma in una jam session elettronico-strumentale con il progetto UXUU (15/09), dal termine somalo “esseri”. Protagonisti Francesco “Pisti” Pistoi (Mangaboo – campionatore, drum machine), PierPaolo “Pierfunk” Pedretti Griva (from Motel Connection – basso) con i musicisti jazz Fabio Giachino (piano&synth) e Mattia Barbieri (batteria).
Fra le produzioni originali del festival anche il progetto grafico che guida questa nuova edizione del FJF, a firma dall’artista resident BR1. Attraverso interventi realizzati principalmente nello spazio pubblico, in cui privilegia un approccio effimero e spontaneo, BR1 indaga gli aspetti dell’integrazione e della mancata integrazione tra i popoli, il fenomeno sociale e politico più significativo dei nostri tempi, e rivolge l’attenzione sia alla crisi dei valori eurocentrici che a quella dell’egemonia occidentale.

Info e programma:

www.firenzejazzfestival.it

Martedì 10 settembre
PIAZZA della PASSERA
SETTEMBRE in piazza della PASSERA in collaborazione con Firenze Jazz Festival
h.21,30 – The BIG BEAT – progetto speciale prodotto per il centenario di Art Blakey
”The MESSAGE” con Emanuele Cisi (sax tenore) / Humberto Amesquita (trombone) / Cosimo Boni (tromba) /
Nico Tangherini (piano) / Jesper Bodilsen (contrabbasso) / Adam Pache (batteria)
All’insegna del grande jazz che da sempre anima la manifestazione, “Settembre in Piazza della Passera” dedica due progetti speciali, prodotti per l’occasione, al batterista Art Blakey (1919-1990), uno dei più importanti artisti e capiscuola della musica jazz, nel centenario della nascita. Un ensemble di 15 musicisti italiani e stranieri darà vita a due concerti per ricordare la figura e la grandezza di Art Blakey; il primo, The Big Beat, sarà incentrato sulla musica dei Jazz Messengers, riproponendo i brani più significativi della storia di questo gruppo, una delle formazioni di punta del jazz americano degli anni Cinquanta e Sessanta.

Mercoledì 11 settembre
ZATTERA SULL’ARNO – tra Ponte Vecchio e Ponte S. Trinita
FABIO MORGERA, tromba
1° SET: h.19,00 – 2° SET: h.21,30
Nato a Napoli, cresciuto a Firenze, maturato negli USA, dove ha seguito seminari con Henry Mancini ed ha vissuto per quasi trent’anni, arrivando fino a una Grammy Nomination (con il gruppo Groove Collective nel 2006) Morgera ha suonando e registrato con Butch Morris, David Sanchez, la Village Vanguard Orchestra, Steve Turre, Roy Hargrove, la Mingus Big Band e molti altri. Tornato a risiedere a Firenze, gli ultimi anni lo vedono molto attivo su diversi progetti
musicali che vanno dalle formazioni orchestrali ai vari combo, oltre ad un intensa attività di insegnamento musicale.

PIAZZA del CARMINE
WINE CORNER RUFFINO
h. 19:15 WINE TALK
Uno spazio di incontro e dibattito su cibo, vino musica e cultura a cura di Ruffino, conduce Alessandra Piscopo.

MAIN STAGE
h. 20.15 – AKU! (UK)
Harry Weir (sax tenore, sax baritono) / Liam Shortall (trombone) / Graham Costello (batteria)
Protagonisti di un mix irresistibile di doom-jazz, rock-noise, afrobeat e hip hop ed autori di una musica dal fortissimo impatto sonoro, il giovanissimo power trio scozzese degli AKU! arriva da Glasgow e vanta tra le proprie influenze musicali Sons of Kemet, Fela Kuti, The Thing.

h. 21.10 – KINKAJOUS (UK)
in collaborazione con Jazz:Re:Found
Adrien Cau (tenor sax/bass clarinet) / Benoît Parmentier (drums/production) / Maria Chiara Argirò (pianoforte /fender
rhodes) / Andres Castellanos — (bass) / Jack Doherty (synths)
Jazz, world music, elettronica: le diverse esperienze musicali dei vari membri del nuovo gruppo dei Kinkajous confluiscono insieme a formare il mix sonoro della band. Un organico particolare, con un fiatista, due tastieristi, un batterista e un bassista danno vita a una musica molto fluida e spaziale. Il loro album d’esordio Hidden Lines è prodotto da Brendan Williams, già dietro la cabina di regia dei dischi dei Go Go Penguins

h. 22.20 – Graham Costello’s STRATA 6t (UK)
in collaborazione con Edinburgh Jazz & Blues Festival
Graham Costello (batteria) / Harry Weir (tenor saxophone) / Liam Shortall (trombone) / Fergus McCreadie (piano) /
Joe Williamson (chitarra elettrica) / Mark Hendry (basso elettrico) /
Considerato ormai come uno dei gruppi più innovativi ed eccitanti della nuova scena del jazz britannico, il sestetto STRATA, fondato e diretto dal batterista Graham Costello, si muove oltre gli steccati dei generi musicali, combinando complicate poliritmie ad alto tasso energetico, improvvisazioni torrenziali, momenti lirici alternati a cavalcate sonore quasi progressive. Il loro esordio discografico, Obelisk, uscito pochi mesi fa, è in lizza per essere nominato miglior album jazz
dell’anno.

PIAZZA della PASSERA
SETTEMBRE in piazza della PASSERA in collaborazione con Firenze Jazz Festival
h.21,30 – The BIG BEAT – progetto speciale prodotto per il centenario di Art Blakey
“RHYTHM IN PARADISE” con Adam Pache (batteria) / Alessandro Fabbri (batteria) / Piero Borri (batteria) /
Alessandro Di Puccio (vibrafono e tastiere) / Michele Andriola (percussioni) / Jhon Russo (percussioni) / Francesco
Maccianti (pianoforte)
La seconda delle due serate di “Settembre in piazza della Passera” dedicate al genio di Art Blakey, in occasione del centenario della sua nascita, è un vero e proprio tripudio di strumenti a percussione, riuniti per riproporre uno dei lavori discografici più entusiasmanti della straordinaria produzione di Blakey: Orgy in Rhythm. Un’esplosione di ritmi indiavolati, di sapori quasi sciamanici, di vitalità incontenibile, un tuffo nelle radici africane di questa musica, per una vera e propria “orgia ritmica”.

VOLUME, Piazza Santo Spirito 5/r
h.22,15 – Giacomo Laser in “Pizza buonissima”
Suoni analogici di elettronica jazz e voce

TASSO HOSTEL, via Villani 15
h.23,30 – JAM SESSION

Giovedì 12 settembre
ZATTERA SULL’ARNO, tra Ponte Vecchio e Ponte S. Trinita
1° SET: h.19,00 – 2° SET: h.21,30
JESPER BODILSEN (DK), contrabbasso solo
Considerato come uno dei migliori contrabbassisti europei, il danese Jesper Bodilsen è stao allievo del fuoriclasse Niels- Henning Ørsted Pedersen e, dalla fine degli anni 1990, ha lavorato regolarmente con Ed Thigpen, il leggendario batterista di Oscar Peterson, incidendo con lui vari album. Numerose sono le sue collaborazioni con artisti del calibro di Enrico Rava, Kasper Villaume, Stefano Bollani, George Colligan. Dal 2003 si è esibito in tutto il mondo con il suo celebre Danish Trio insieme al pianista Stefano Bollani e al batterista Morten Lund.

PIAZZA del CARMINE
WINE CORNER RUFFINO
h. 19:15 WINE TALK
Uno spazio di incontro e dibattito su cibo, vino musica e cultura a cura di Ruffino, conduce Alessandra Piscopo.
1° SET: h.19.30 – 2° SET: h.21.30
SANTAROSA BISTROT, Lungarno Santa Rosa
MALAFEDE TRIO
Federico Malaman (basso elettrico) / Riccardo Bertuzzi (chitarra) / Ricky Quagliato (batteria) Il bassista elettrico Federico Malaman, conosciuto come uno dei bassisti elettrici italiani più influenti, ha fondato questo trio nel 2015, insieme ad altri due notevoli musicisti, il chitarrista Riccardo Bertuzzi e il batterista Ricky Quagliato. Il loro linguaggio si colloca nell’ambito della fusion, ma valica i confini di quest’etichetta con sonorità che spaziano dal jazz al prog, fino a contaminazioni avant, in una sintesi del tutto originale.

PIAZZA del CARMINE
MAIN STAGE
h.21,00 – STEVELAND: SOCIAL SOUNDS OF STEVIE WONDER
Claudia Tellini (voce) / Emanuele Parrini (violino) / Riccardo Galardini (chitarre) /
Nicola Vernuccio (contrabbasso) / Walter Paoli (batteria)
Il quintetto di Claudia Tellini è una task force per rinnovare e riproporre una merce rara: i primi dischi ‘liberi’ di uno Stevie Wonder ventenne e pronto ad affrontare e conquistare un ruolo storico nella musica di tutti i tempi. I testi delle canzoni sono pieni di messaggi di resistenza e di critica al potere costituito, le canzoni scendono in campo nellelotte per i diritti civili, le rime sprigionano un anelito di libertà. Il repertorio di Wonder, integrato da arrangiamenti e frammenti originali del gruppo, è arricchito anche da testi di Pier Paolo Pasolini e George Orwell. Steveland, progetto originale che riunisce insieme cinque dei migliori jazzisti toscani, rende così omaggio al grande genio della black music, proponendo una musica senza tempo e senza confini. Una “meraviglia”.

h.22.15 – MARK LETTIERI TRIO (Usa)
Mark Lettieri (chitarra) / Wes Stephenson (basso elettrico) / TaRon Lockett (batteria)
Mark Lettieri, texano di Forth Worth, è da tempo uno dei migliori chitarristi in circolazione, un solista che riesce ad esprimere il suo talento in una moltitudine di diversi stili musicali, dal gospel al r&b, dal rock al pop, dal jazz alla fusion, oltre ad essere pure un brillante compositore. Dal 2008 è componente stabile dell’acclamato gruppo jazz internazionale degli Snarky Puppy, con i quali ha girato in tour in tutto il mondo, vincendo pure ben 3 Grammy Award. Talento precoce e richiestissimo, Lettieri ha lavorato anche a fianco dell’icona neo-soul Erykah Badu, della cantante gospel Tamela Mann, e di altre big come David Crosby, 50 Cent, Snoop Dogg, Eminem.. Lettieri è anche nel Team SKP insieme al produttore
Symbolyc One (Kanye West, Beyonce)
Si presenta al FJF ala testa di un trio di autentici fuoriclasse, tra I migliori della loro generazione.

VOLUME, Piazza Santo Spirito 5/r
h.22,15 – I CAMILLAS in “Moltobene” uno show fatto di poesia, parole e musica.
Uno spettacolo di e con Zagor Camillas e Ruben Camillas “Qui si tratta di spiegare il mondo e di mostrare genealogie e
correlazioni, perché nessuna cosa ci è indifferente. Attraverso oroscopi, commemorazioni, piatti tipici, eventi e oggettistica,
il mondo prende la parola. Letteralmente.”

TASSO HOSTEL, via Villani 15
h.23,30 – JAM SESSION

Venerdì 13 settembre

ZATTERA SULL’ARNO, tra Ponte Vecchio e Ponte S. Trinita
1° SET: h.19,00 – 2° SET: h.21,30
DARIO CECCHINI, sax baritono
Sassofonista e flautista, Cecchini è il fondatore e leader da oltre 20 anni dei FUNK OFF, il gruppo di 15 elementi che ha cambiato il concetto di marching band, una formazione che è da anni una specie di house band per tutte le edizioni di Umbria Jazz e che è invitata spesso partecipare ai più importanti festivals musicali in Europa, Australia, Stati Uniti, Brasile, Sud Africa, Cina, Giappone.

Dario Cecchini ha collaborato sia con musicisti jazz come Lee Konitz, Natalie Cole, Kenny Wheeler, Fresu,. Pieranunzi, Bollani, Bosso, ma anche con Fred Wesley, Eumir Deodato, Eros Ramazzotti, Jovanotti, Lucio Dalla, Adriano Celentano, Gino Paoli ed altri ancora

CIRCOLO RONDINELLA del TORRINO, Lungarno Soderini 2
1° SET: h.19.00 – 2° SET: h.21.00
ST. JOHN TRIO
Nico Gori (clarinetti) / Franco Santernecchi (tastiere) / Piero Borri (batteria)
Diretto dall’inarrestabile batterista Piero Borri, il St.John Trio è formato da uno dei migliori clarinettisti europei, Nico Gori, ed un pianista e tastierista eclettico e molto black, Franco Santarnecchi, riuniti insieme in un trio esplosivo dedicato a una musica incendiaria ed intrisa di spiritualità al tempo stesso, come è quella di John Coltrane, un grande santo laico del jazz (St.John, non a caso).. Un gruppo che raccoglie il testimone dal maestro di Giant Steps e di A Love Supreme per
trasportarlo verso nuove direzioni, metabolizzando la sua eredità con uno spirito ripettoso e personale al tempo stesso. Tra le collaborazioni dei membri di questo trio di eccellenza anche nomi del calibro di Stefano Bollani, Jovanotti, Enrico Rava, David Murray, Fred Hersch, Lee Konitz, Paolo Fresu.

SALA VANNI, Piazza del Carmine 19
h.19,15 – STEFANO MAURIZI piano solo
in collaborazione con Music Pool
Stefano Maurizi A quindici anni ha iniziato a studiare piano jazz e improvvisazione con Luca Flores, poi composizione alla Scuola di Musica di Fiesole. Ha collaborato con Andrej A. Tarkovskij (figlio del grande regista russo) per il progetto multimediale “Sonorità ‘Visive”, con Jean Louis Matinier, Luciano Biondini, Fulvio Maras, Mirco Mariottini, Ares Tavolazzi, Mauro Gargano , Sainko Namtchylak ed altri artisti internazionali. Presenterà in concerto il suo nuovo album
“Native Colors è il percorso interiore che attraversa la mia vita e le mie origini, riflettendosi in un autobiografia musicale e artistica, attraverso il linguaggio dei suoni del pianoforte solo.”

PIAZZA del CARMINE
WINE CORNER RUFFINO
h. 19:15 WINE TALK
Uno spazio di incontro e dibattito su cibo, vino musica e cultura a cura di Ruffino, conduce Alessandra Piscopo.

SANTAROSA BISTROT, Lungarno Santarosa
1° SET: h.19.30 – 2° SET: h.21.30

EMANUELE CISI SENSORY ORGAN
Emanuele Cisi (sax tenore) / Manrico Seghi (organo hammond) / Adam Pache (batteria) Emanuele Cisi, uno dei migliori sassofonisti jazz italiani, incontra il giovane organista hammond fiorentino Manrico Seghi, e insieme al batterista australiano Adam Pache, sempre presente negli suoi ultimi progetti musicali, e dà vita a una delle formazioni più tipiche del jazz mainstream ancorato alla tradizione del blues, del gospel e del soul. Le composizioni originali del leader si alternano ad interpretazioni di celebri standards e ballads, per un set ad alta carica energetica.

PIAZZA del CARMINE
MAIN STAGE
h.21,00 – ARCADIA TRIO special guest ROBIN EUBANKS
Leonardo Radicchi (sax tenore) / Ferdinando Romano (contrabbasso) / Giovanni Paolo Liguori (batteria) /Robin
Eubanks (trombone)
“La bellezza senza dubbio non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno di bellezza.” E’ proprio da questo concetto di Albert Camus che ha preso vita il progetto del sassofonista Leonardo Radicchi: Arcadia Trio, di cui lo scorso febbraio è uscito l’album Don’t call it Justice. Talentuoso ed eclettico musicista, uno dei più attivi e apprezzati a livello nazionale, Leonardo Radicchi ha scelto di percorrere una strada alternativa a quella di molti suoi colleghi: dopo gli eccellenti studi presso il Berklee College of Music di Boston, è tornato in Italia evolvendosi in una ricerca musicale parallela alla crescita della sua consapevolezza come individuo nella società civile. Le sue attività in ambito sociale, tra cui una lunga esperienza in prima linea con Emergency per il progetto
Ebola (in Sierra Leone) e il progetto War Surgery (in Afghanistan), hanno contribuito a conferire un significato “politico” alla sua musica. Very special guest del progetto è Robin Eubanks. Considerato tra i più importanti trombonisti del panorama mondiale, Eubanks è vincitore di 2 Grammy Awards e annovera tra le sue molteplici collaborazioni Art Blakey, Elvin Jones, Sun Ra, Barbra Streisand, The Rolling Stones, Talking Heads, Micheal Brecker, Dave Holland.

Ore 22.15 – MOSES BOYD EXODUS (Uk)
Moses Boyd (batteria) / Donovan Heffner (sassofoni) / Renato Paris (tastiere) / Artie Zaitz (chitarra)
“Vedo il jazz come un modo di approcciare le cose molto creativo”
Batterista, compositore, produttore, Moses Boyd è uno degli artisti di punta della nuova scena jazz di Londra; vincitore di importanti premi come miglior artista emergente nel 2016 e numerosi altri riconoscimenti, ha collaborato con artisti del calibro di Lonnie Liston Smith, Ed Motta, Little Simz, Four Tet, Floating Points, Zara McFarlane, Gilles Peterson, Soweto Kinch.

Boyd suona in numerose formazioni muovendosi con disinvoltura tra jazz, improvvisazione, hip-hop, elettronica, ma il suo progetto più acclamato è The Exodus, nel quale coinvolge i migliori giovani talenti londinesi prendendo ispirazione dalle tradizioni del jazz moderno. Il gruppo propone un esuberante mix di groove e ritmo, riff taglienti e un interplay strumentale mozzafiato, il tutto guidato dall’incisiva batteria del leader che sostiene e dirige il vulcanico flusso sonoro. Insieme al sassofonista Binker Goldings invece è titolare di un power duo (Binker & Moses, appunto) che ha fatto uscive vari album ed è considerato una delle eccellenze della new wave jazz britannica. Tra le sue maggiori influenze come batterista Philly Joe Jones, Ed Blackwell, Tony Allen, Roy Haynes.

TASSO HOSTEL, via Villani 15
h.23,30 – JAM SESSION
Sabato 14 settembre

ZATTERA SULL’ARNO, tra Ponte Vecchio e Ponte S. Trinita
1° SET: h.19,00 – 2° SET: h.21,30

NICO GORI, clarinetto
Il fiorentino Nico Gori ha cominciato gli studi musicali (clarinetto prima, poi sassofono e pianoforte) giovanissimo e già adolescente aveva già fatto della musica una professione, iniziando ad esibirsi grazie a collaborazioni in ambito jazz, classico e di orchestre da ballo e della musica pop. Ha suonato e inciso, fra gli altri, con Tom Harrell, Fred Hersch, Stefano Bollani e la Vienna Art Orchestra. Ha all’attivo sette album come band leader e più di cento come side man.

CIRCOLO RONDINELLA del TORRINO, Lungarno Soderini 2
1° SET: h.19.00 – 2° SET: h.21.00
JACOPO MARTINI TRIO
Jacopo Martini (chitarra) / Tommaso Papini (chitarra) / Filippo Pedol (contrabbasso)
A tre anni costringe i genitori a comprargli un mandolino, a otto passa al violino, poi la folgorazione per la chitarra. Jacopo Martini si appassiona subito alla musica. Suona jazz da sempre ma in particolare dal 2000 si innamora del jazz manouche, lo stile francese con influenze gitane, lo stile di Django Reinhardt e del leggendario Hot Club de France, stile del quale Martini è ormai riconosciuto dalla critica internazionale come uno dei migliori e più originali interpreti. Ha svolto
un’intensa attività concertistica e didattica in vari festival internazionali e vanta tra le sue collaborazioni nomi come Stefano Bollani, Franco Cerri, Lee koniz, Angelo Debarre, Stochelo Rosenberg, Enrico Rava, e Tiziana Ghiglioni.

SALA VANNI, Piazza del Carmine
in collaborazione con Music Pool
h.19,00 – ENRICO MERLIN presentazione del libro MILES DAVIS 1959
Il 1959 è uno degli anni più importanti della storia del jazz: escono capolavori del calibro di Ah Um (Charlie Mingus), The Shape of Jazz to Come (Ornette Colaman), Time Out (Dave Brubeck), Giant Steps (John Coltrane), Portrait in Jazz (Bill Evans), Anathomy of a Murder (Duke Ellington). E soprattutto viene registrato ed esce nei negozi Kind of Blue, disco leggendario con un Miles Davis all’apice della propria poetica e alla testa di un sestetto irripetibile insieme a Cannonball Adderley, John Coltrane e Bill Evans. Enrico Merlin, musicologo, compositore, musicista, è uno dei maggiori esperti a livello internazionale Davis e della sua musica. Autorità riconosciuta nel campo, ha già scritto un libro, insieme a Veniero Rizzardi, dedicato al disco della svolta elettrica di Miles, Bitches Brew, partecipa a convegni e seminari su Davis in giro per il mondo ed ha scritto le note di copertina di diversi album e ristampe di dischi del trombettista. E l’ultima sua fatica è monumentale e bellissima, 630 pagine in grande formato, zeppo di informazioni, foto, riproduzioni di copertine e di articoli dell’epoca, interviste, analisi musicali, recensioni: tutti materiali ripescati con un incredibile e certosino lavoro di ricerca, durato anni.

h.20,15 – FEDERICA MICHISANTI HORN TRIO
Federica Michisanti (contrabbasso) / Francesco Bigoni (sax tenore, clarinetto) / Francesco Lento (tromba, flicorno)
L’Horn Trio, di è da poco uscito l’album d’esordio, è il nuovo progetto di Federica Michisanti. Spoglio della batteria e del pianoforte, viene ancor più messo in evidenza l’aspetto melodico e timbrico e l’utilizzo delle “voci” di due strumenti a fiato, più quella del contrabbasso, offre alla composizione musicale l’opportunità di procedere in maniera contrappuntistica, in uno scambio continuo di parti.

Federica Michisanti ha vinto il Top jazz 2018 della rivista Musica Jazz nella categoria nuovi talenti italiani ed il suo disco Silent Rides si è piazzato al settimo posto tra i migliori dischi italiani nello stesso anno.

PIAZZA del CARMINE
WINE CORNER RUFFINO
h. 19:15 WINE TALK
Uno spazio di incontro e dibattito su cibo, vino musica e cultura a cura di Ruffino, conduce Alessandra Piscopo.
SANTAROSA BISTROT, Lungarno Santarosa
1° SET: h.19.30 – 2° SET: h.21.30
IN A TAUREAN WAY featuring ROBERTO GATTO – TRIBUTO A JOE HENDERSON
Fabio Morgera (tromba) / Piero Odorici (sax tenore e soprano) / Emiliano Pintori (organo) / Roberto Gatto (batteria)

Fabio Morgera è sempre stato influenzato della musica di Joe Henderson, di Woody Shaw, e di tutto il movimento musicale afroamericano del ’68 e dintorni, di cui apprezza sicuramente anche i risvolti socio-politici. Ma è solo da poco che ha scoperto che la sua data di nascita, il 24 aprile, corrisponde a quella di Joe Henderson (sebbene Morgera sia nato 26 anni dopo), e ciò gli ha dato una spinta ad immergersi ulteriormente nella musica del grande sassofonista americano e farla ancora più sua. Il risultato è questo tributo con arrangiamenti originali di brani come Power To The People e Afrocentric, dove il trombettista viene supportato da una sorta di dream band del jazz italiano.

PIAZZA del CARMINE
MAIN STAGE
h.21,15 – KLONDIKE TRIO
Francesco Fiorenzani (chitarra) / Luca Curcio (basso) / Zeno De Rossi (batteria)
Senese, Fiorenzani si è laureato in chitarra jazz con il massimo dei voti, ha partecipato ai prestigiosi seminari estivi di Siena Jazz e ha fatto parte della Siena Jazz Orchestra. Poi studia e si perfeziona in Danimarca dove ha modo di suonare anche al North Sea Jazz Festival, Collabora anche con David Binney, Simone Graziano, Silvia Bolognesi, Rosa Brunello, Maurizio Giammarco, e fa parte del gruppo del batterista Alessandro Paternesi. Il suo esordio discografico solista è del 2018, con l’album Silent Water. Klondike è il suo nuovo progetto, con un repertorio scritto appositamente per una formazione in trio che vuole essere una rilettura, attraverso un percorso di brani originali, del celebre format del guitar trio con influenze country e bluegrass.

h. 22.15 – MARC RIBOT: “Songs of Resistance” (USA)
anteprima della rassegna A Jazz Supreme –
in collaborazione con Musicus Concentus e Music Pool
Marc Ribot (chitarra) / Jay Rodriguez (sax, flauto) / Brad Jones (basso elettrico) / Ches Smith (batteria) / Reinaldo de
Jesus (percussioni)
La resistenza politica è un’attività inclusa nella vita dei veri esseri umani; persone che amano, mangiano, piangono e talvolta ridono. Songs of Resistance è uno dei recenti progetti di Marc Ribot nel quale i testi sui diritti civili e i canti dei movimenti antifascisti partigiani (con o senza la musica di accompagnamento originale) sono al centro della scena. Ribot ne ha cucito intorno e attraverso anche un repertorio completamente originale che si fonde e si alterna a passaggi di free jazz, canzoni d’amore, la resistenza musicale di Albert Ayler e di John Coltrane. Marc Ribot uno dei chitarristi più famosi al mondo, impossibile da inquadrare in generi musicali predefiniti in quanto intrepido sperimentatore, dal soul punk degli inizi al folk singing, dalla musica cubana al free jazz, dal rock alle colonne sonore. Impressionante è l’elenco delle sue collaborazioni, Tom Waits, Solomon Burke, Diana Krall, Beth Orton, Marianne Faithful, Arto Lindsay, Caetano Veloso, Laurie Anderson, McCoy Tyner, Medeski, Martin & Wood, Vinicio Capossela, Marisa Monte, Allen Ginsberg, The Black Keys, Elton John, solo per citarne una parte.

TASSO HOSTEL, via Villani 15
h.23,30 – JAM SESSION
Domenica 15 settembre
SALA VANNI, Piazza del Carmine 19
in collaborazione con Music Pool

h.11,00 – PAOLO ANGELI: “22:22 FREE RADIOHEAD”
Paolo Angeli (chitarra sarda preparata, voce)
“…durante le pause dei tour, mi dedicavo a suonare in notturna lunghi flussi di improvvisazione. Guardavo l’orologio e il risultato casuale era ricorrente: le 22:22… La mattina mi svegliavo ascoltando i Radiohead, album di musica improvvisata, suoni di ambiente colti durante i miei viaggi, registrazioni dei cori a cuncordu o vecchi dischi di flamenco…poi stranamente la radio si sintonizzava solo sulle onde medie, captando musiche del mondo arabo o del nord africa. Ho pensato che quella era la risposta che cercavo: suonare le musiche dei Radiohead facendole viaggiare, ripensandole nel cuore di un isola del
Mediterraneo, sintonizzando il rock anglosassone con arcate mediorientali, bordoni psichedelici, fraseggi lirici e spigolosi di riferimento jazzistico, e pulsazioni gypsy. Tutto questo convive tra le corde della mia chitarra.” Paolo Angeli

Di rientro da una serie di tour di successo che lo hanno visto protagonista a giro per il mondo, con l’apice raggiunto nel live alla Carnegie Hall di New York l’anno scorso, Paolo Angeli ci consegna un concept sorprendente e inaspettato: 22:22 free Radiohead. La sensazione onirica trasmessa dal decimo album da solista del chitarrista sardo è che Angeli sia stato coinvolto a Thom Yorke e compagni per ricomporre la loro discografia in un unico respiro e trasformare una partitura compiuta inun’opera aperta. Siamo molto lontani da un’idea di cover e ci troviamo difronte alla costruzione di una suite in cui la musica dei Radiohead è trasfigurata con un senso di libertà assoluta e innestata sulle composizioni inedite di Angeli, che con la sua chitarra-orchestra interpreta e destruttura i brani della band britannica, con i brani che diventano tasselli di un mosaico tra occidente e oriente. Sono pezzi di vetro racchiusi in un caleidoscopio in cui l’avanguardia incontra il post-rock e la pulsazione del flamenco.

CIRCOLO RONDINELLA del TORRINO, Lungarno Soderini 2
h.12,00 – JAZZ BRUNCH con MATTEO PREFUMO & DANIELE GORGONE
Matteo Prefumo (chitarra) / Daniele Gorgone (piano)
Matteo Prefumo, genovese, ha studiato con Kurt Rosenwinkel, Antonio Sanchez, Peter Bernstein, Aaron Goldberg, Scott Colley e lavora professionalmente da alcuni anni in Italia e all’estero, suonando anche con George Garzone, Dado Moroni e Max Ionata. Daniele Gorgone, ha studiato pianoforte con eccellenze del calibro di Dado Moroni, Stefano Bollani, Norman Simmons, Barry Harris, ha inciso vari album a suo nome e suonato con Jason Marsalis, Garrison Fewell, Joe Lee Wilson, Bucky Pizzarelli, Flavio Boltro, Fabrizio Bosso, Max Ionata, Emanuele Cisi,

SANTAROSA BISTROT, Lungarno Santarosa
h.12,30 – FRANCO SANTARNECCHI WAVES ORCHESTRA in concerto
Franco Santarnecchi (piano) / Piero Borri (batteria) / Emanuele Bonechi (percussioni) /
Marco Cattarossi (basso elettrico) / Franco Ceccanti (chitarra) / Titta Nesti (voce) /
Francesco Pantusa, Claudio Ingletti (sassofoni) / Jacopo Fagioli (tromba) /
Carlotta Vettori (flauto) / Ellie Young (violoncello) / Valentina Bartoli (tastiere)
Nata come quartetto e poi, dal 2011 attiva in versione orchestrale, la Waves orchestra di Franco Santarnecchi è fin dall’inizio una formazione con un proprio repertorio originale. In quindici anni i componenti del gruppo sono cambiati ed aumentati, perché cambiare aiuta ad evolvere continuamente, ed ora nell’organico della Waves Orchestra si alternano pianoforte, tastiere, voci, quattro fiati, violoncello, chitarra, basso, batteria, percussioni, batteria elettronica. Una specie di utopia nella quale l’ego viene musicalmente annullato per cercare un unico sound, in cui si mescolano tutte le identità. Dentro questi brani c’è il tempo
interiore dell’individuo ma soprattutto ci sono delle emozioni, ogni brano è nato da un sentimento: Dice Santarnecchi: “Uno show della Waves orchestra è come un passaggio segreto, un percorso nel bosco che arriva dritto fino alla casa di marzapane. La Waves Orchestra stimola nel pubblico un senso di riscossa, la gente si sente liberata. Perché sentono il groove, sentono un po’ di Africa, sentono l’umanità, il mondo, la melodia, ma sentono sentono anche che su tutto c’è un
sapore magico, molto italiano ”

MANIFATTURA TABACCHI, Via delle Cascine 33/35
h.21,15 – C’MON TIGRE in concerto
Marco Molinelli (voce, synt.) / Pietro Baldoni (chitarre, synt) / Beppe Scardino (sax, synt) / Marco Frattini (drums, synt) / Pasquale Mirra (vibrafono, marimba) / Tiziano Bianchi (tromba, corno francese, synt)
Tradizione e sperimentazione. Si muovono in bilico tra questi due territori, i C’mon Tigre, duo attorno al quale ruotano musicisti provenienti da più parti del mondo. Ed è un collettivo multicolore la band protagonista della Festa Finale del FJF, un cantiere aperto dove bassi e chitarre dialogano con fiati, synth, percussioni, vibrafoni, immergendo l’ascoltatore in un viaggio sonoro sensuale e ipnotico. Salpando dal bacino del Mediterraneo e lasciandosi guidare dalla fascinazione per l’Africa e il Medioriente, i C’mon Tigre danno forma a un linguaggio inedito, originale, fatto di commistioni con il jazz, l’afrojazz, le ritmiche dell’hip hop, il funk, la disco Anni Settanta. Il tutto senza mai chiudersi in uno stile, ma spingendo al massimo l’esplorazione quale dimensione che ogni viaggio degno di questo nome dovrebbe racchiudere.

h.22.50 – UXUU ELECTRONIC JAM SESSION
con Francesco “Pisti” Pistoi (Mangaboo – campionatore, drum machine), PierPaolo “Pierfunk” Pedretti
Griva (Subsonica e Motel Connection – basso), Fabio Giachino (piano&synth) e Mattia Barbieri (drums)
UXUU è una parola somala che significa “esseri”. Frutto della collaborazione di diversi artisti provenienti da percorsi diversi, una jam session elettronico-strumentale in anteprima assoluta, prodotta in collaborazione con Lunetta 11: piattaforma di collaborazioni nata dall’elaborazione di un luogo di incontro e di scambio internazionale aperto a tutte le discipline e alle diverse espressioni artistiche, con un’attenzione particolare ai giovani e al territorio. Lunetta 11 con questo progetto si appresta quindi a diventare anche un’etichetta discografica.
lunetta11.com/
h.00.10 – DJ SET by FRANCESCO “PISTI” PISTOI – INDOOR

Fonte: Ufficio Stampa

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