Cultura Montaione

da venerdì 16 Gennaio 2015 a lunedì 19 Gennaio 2015

Fine settimana da non perdere per il Circolo Angelo Azzurro e il Cinema Teatro Scipione Ammirato

"La mafia uccide solo d'estate" con Pif e Cristina Capotondi

“La mafia uccide solo d’estate” con Pif e Cristiana Capotondi

Fine settimana da non perdere per il Circolo Angelo Azzurro e il Cinema Teatro Scipione Ammirato di Montaione:

Venerdi 16 gennaio l’Angelo Azzurro aderisce all’iniziativa IMPEGNATI PER L’ANTIMAFIA SOCIALE del Circolo ARCI “La Perla” e la Società Teatro del Popolo con il presidio Libera di Empoli e Avviso Pubblico: dalle ore 18,30 presso il Circolo ARCI la Perla intervengono ANDREA BIGALLI, referente di Libera, ANDREA CAMPINOTI di Avviso pubblico, SIMMACO PERILLO del consorzio campano NCO, inoltre TESTIMONIANZE dai campi confiscati alla mafia. Alle ore 20 Cena a Buffet (€. 12.). Alle ore ore 21,30 Andrea Bigalli introduce il film

LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE (Italia 2013) 100’ Regia: Pif, con: Pif, Cristiana Capotondi
Crescere e amare nella Palermo della mafia. Un racconto lungo vent’anni attraverso gli occhi di un bambino, Arturo, che diventa grande in una città affascinante e terribile, ma dove c’è ancora spazio per la passione e il sorriso. La mafia uccide solo d’estate è, infatti, una storia d’amore che racconta i tentativi di Arturo di conquistare il cuore della sua amata Flora, una compagna di banco di cui si è invaghito alle elementari e che vede come una principessa. Sullo sfondo di questa tenera e divertente storia, scorrono e si susseguono gli episodi di cronaca accaduti in Sicilia tra gli anni ‘70 e ‘90.

Sabato 17 ore 16 e Domenica 18 gennaio 2015 ore 15
SPECIALE RAGAZZI – a MERENDA con i CARTONI ANIMATI offerta a tutti i partecipanti
FROZEN IL REGNO DI GHIACCIO (USA 2013) 108’ CARTONE ANIMATO Regia: Chris Buck, Jennifer Lee
Anna, una giovane sognatrice, intraprende un epico viaggio in compagnia di un coraggioso uomo di montagna, Kristoff, e della sua fedele renna Sven alla ricerca della sorella Elsa, i cui poteri glaciali hanno intrappolato il regno di Arendelle in un inverno senza fine. In condizioni estreme come quelle dell’Everest, dopo aver incontrato creature fantastiche come i troll e un buffo pupazzo di neve di nome Olaf, Anna e Kristoff combattono contro gli elementi della natura per salvare il regno.

Sabato 17 ore 21,15e Domenica 18 gennaio 2015 ore 17,30
Un one-man show autobiografico, profondo e sottile
TUTTO SUA MADRE (Francia-Belgio 2013) 85′ Regia: Guillainne Gallienne, con Guillaume Gallienne, André Marcon, Françoise Fabian, Nanou Garcia, Diane Kruger.
Guillaime ama sua madre sopra ogni cosa e fino a confondersi con lei, replicandone i gesti, imitandone la voce, ribadendone il potere. Inviso al padre e ai fratelli, prepotenti e virili, Guillaume si convince di essere una ragazza nella solitudine della sua stanza, dove gli vengono in soccorso la principessa Sissi e l’Arciduchessa Sofia di Baviera. Cresciuto da ‘diverso’ e rifugiato in un mondo immaginario, Guillaume parla come una ragazza, si veste come una ragazza, è delicato come una ragazza, balla la sevillana come una ragazza. Motivo di imbarazzo per quella famiglia bon chic bon genre (good style, good class) che vive e si annoia in un’area compresa tra Parigi e Versailles, Guillaume viene allontanato e costretto in collegi maschili, dove scopre a sue spese di essere un ragazzo. Vittima di un fraintendimento crudele e di una valutazione familiare irrazionale, che lo crescono femmina e lo qualificano omosessuale, Guillaume si abbandona confuso e umiliato sui lettini di analisti, psichiatri e ufficiali medici. Alla ricerca della sua identità e della sua voce, troverà il suo posto a tavola e sul palcoscenico del mondo. Guillaume calca la scena e drammatizza la vita. Ha quattordici anni, ha trent’anni, è Sissi, è l’Arciduchessa Sofia, è sua madre, è una perfetta ballerina andalusa, è la nonna, è ogni donna che osserva e di cui ammira il respiro sempre diverso e incomparabile. Guillaume può essere tutti ma non è ancora. Cresciuto nel mito della madre, che disorienta la sua identità e orienta le sue relazioni fin dal primo scambio di battute, il protagonista non corrisponde i criteri di virilità del padre e il desiderio di avere una figlia della madre. Ma Guillaume è un bravo figlio e prova ad accontentare le due parti, precipitando in un conflitto interiore e identitario. Aspettative e condizionamenti segnano allora la vita dell’attore francese, che scrive, dirige e interpreta una commedia autobiografica sulla ricerca dell’identità nel cuore femminile della Spagna di Almodóvar, negli arredi preziosi dell’Inghilterra di Ivory o nella potenzialità drammatica della romantica Sissi. Perché la vita di Guillaume è una messa in scena da svolgere sul palcoscenico e fissare in un film che mette in sordina gli orrori della predazione familiare. Declamare i capitoli della propria vita diventa il modo migliore di sopravvivere a un percorso nevrotico e al legame parossistico con la madre. Alla maniera del narratore proustiano (“Alla ricerca del tempo perduto”), Guillaume compirà una rechercherisalendo il tempo, scovando i personaggi reali dietro a quelli immaginati, incontrando infine la sua Albertine e scoprendo con lei la possibilità di un amore diverso. Prolungamento naturale della sua pièce autobiografica, Les Garçons et Guillaume, à Table (in Italia Tutto sua madre) debutta al cinema sublimando sullo schermo le tribolazioni infantili di Guillaume Gallienne, attore, sceneggiatore e regista, che mette in arte le conseguenze profonde della patologia materna (il senso di colpa per non sapere riconoscere i propri desideri). Ma ancora, l’opera prima di Gallienne è una straordinaria dichiarazione d’amore alla propria madre, origine della sua vocazione di attore. Membro della Comédie Française, Guillaume Gallienne ha interpretato a teatro tutti i ruoli, limitandosi sullo schermo a impersonare il suo e quello del genitore, la cui voce interiore non smette di tormentarlo durante il faticoso affrancamento dai condizionamenti famigliari. Meno solerte e prorompente nell’affetto della yiddish mame di Woody Allen (Edipo relitto), più ingombrante e ‘rigida’ della madre di Norman Bates (Psyco), la mamma di Guillaume non è evidentemente in grado di rispondere empaticamente al figlio che diventa oggetto per compensare le proprie carenze strutturali tra una sigaretta messa in posa e i capelli messi in piega. Attore, nella realtà e nella finzione, Guillaume Gallienne ha trasformato i dolori dell’infanzia in carburante artistico, maturando una consapevolezza del proprio corpo e di sé che lo rende adatto a interpretare tutte le età della (sua) vita. Bambino, adolescente, adulto, Gallienne è sempre credibile dentro un one-man show autobiografico profondo e sottile. Il suo viso e il suo corpo creano l’illusione, stimolando le analisi degli psicanalisti e facendo la felicità dello spettatore, qualsiasi spettatore che abbia tratto ispirazione, forza, talento e nevrosi dalla propria madre, totale, nera, isterica, istrionica, indiscutibile, terribile, (im)perfetta, pacificata, efficiente, sensibile, affettuosa che sia. Marzia Gandolfi, Mymovies

Fonte: Circolo del Cinema Angelo Azzurro

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