Teatro Sesto Fiorentino

da venerdì 20 Febbraio 2015 a sabato 21 Febbraio 2015

“Faust Marlowe Burlesque” al Teatro della Limonaia

Faust Marlowe Burlesque al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino

Faust Marlowe Burlesque al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino

Per Intercity Winter 2015 appuntamento al Teatro della Limonaia- Sesto Fiorentino (FI) sabato
21 e domenica 22 febbraio ore 21 con:

FAUST MARLOWE BURLESQUE
di Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti
regia Massimo Di Michele
con Massimo Di Michele e Federica Rossellini
scene e aiuto regia Cristina Gardumi
costumi Alessandro Lai
luci Alessandro Carletti
produzione MaDiMi

Faust e Mefistofele, una storia di immortalità e dannazione, perdono e salvezza eterna. Una storia che, almeno per sentito dire, quasi tutti conoscono. Non molti, invece, conoscono la versione di Faust che due fra i più grandi autori di teatro, Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti, hanno scritto per due monumenti del palcoscenico come Carmelo Bene e Franco Branciaroli.  Una versione difficile, un testo arduo, ricco di insert letterari, rappresentato solo da Bene e Branciaroli e poi mai più messo in scena.  Avvicinarsi ad un testo del genere, che racchiude parti di Christopher Marlowe e di Wolfgang Goethe, ma anche di Cime Tempestose e di altre opere letterarie, deve essere fatto con umiltà e in punta di piedi.
Trionfo e Salveti elaborano un testo nuovo da una storia nota, un testo nel quale il gioco diviene straordinario e i personaggi – Faust e Mefistofele – finiscono per rappresentare le due facce della stessa medaglia.
«Due in una persona sola, Mefistofele/Faust, Faust/Mefistofele e un gioco crudele di chirurgia: l’incisione che fa di UNO, DUE, la sutura che fa di DUE, UNO», scrive Salveti nella nota di regia al testo.  La dannazione di Faust, spintosi troppo in là nella ricerca dell’immortalità che all’uomo è negata, è anche la solitudine di Mefistofele.
Il gioco che percorre il testo – un testo fatto di scherzi divertiti, inversioni di genere, ammiccamenti di seduzione reciproca, oscillante fra il disperante e il travolgente – invischia entrambi i personaggi che entrano in una progressiva crisi di identità. La dicotomia fra Faust e Mefistofele, il supposto seduttore e la supposta vittima, inizia a sfumarsi in una dicotomia del singolo personaggio che assimila parti dell’altro, trasformandosi via via da vittima in carnefice e da carnefice in vittima.
Nel portare in scena questo testo, quindi, il lavoro che è stato fatto dal regista con gli attori è quello di partire da due monadi per giungere a un’unità fattuale dei due singoli in un’unica entità.
L’umiltà, moneta necessaria da pagare per accostarsi a un’opera così complessa, ricca di sfumature, ubertosa di caratteristiche psicologiche, non può che partire dall’obbligatorietà di accantonare i destinatari di questo testo, Carmelo Bene e Franco Branciaroli. Tentare semplicemente di metterla in scena come fecero loro sarebbe solamente una scarsa contraffazione, una scimmia ammaestrata di fronte al Maestro.
La traccia è chiaramente quella indicata dal duo Trionfo/Salveti e il solco è quello di Bene/Branciaroli, ma Faust/Mefistofele devono vivere di luce diversa per non essere solo pallidi riflessi.

«[…] Il lavoro che intendo fare è la “totale fusione” fra il Testo e il Corpo […]. Partendo proprio dall’analisi del testo […] la mia attenzione finisce per spaziare nella pittura contemporanea di Francis Bacon, l’artista che rappresenta con le immagini lo strazio del corpo e la difficoltà di abitarlo. Il mio lavoro sarà incentrato sull’ ”abitare i nostri corpi”, “abitare quelle parole” del Faust Marlowe Burlesque.
Ma, proprio come Faust e Mefistofele che finiscono con l’essere le due parti della stessa tragedia […] così le stesse parole e gli stessi corpi dell’opera, dovranno pagare il dazio all’immortalità, venendo deformate, sfigurate, uccise rimanendo però se stesse, intonse, quasi risorte a nuova vita; in maniera analoga a quanto faceva Bacon con la sua pittura, cui intendo ispirarmi sempre con grande umiltà, ma con coraggio e forza» Massimo Di Michele.

Massimo Di Michele si forma presso il Piccolo Teatro di Milano diretto da Giorgio Strehler. Frequenta il corso di perfezionamento Santa Cristina diretto da Luca Ronconi. Lavora e si forma con diversi registi, fra i quali: Luca Ronconi, Elena Bucci e Marco Sgrosso, Pippo del Bono, Emma Dante, Giuseppe Tornatore, Lorenzo Salveti, Tonino Conte, Marco Carniti, Patrick Rossi Gastaldi, Marco Bernardi, Dal 2006, alla recitazione, affianca l’attività di regista.

Federica Rossellini classe 1989, dopo gli studi di canto e violino, si diploma alla Scuola di Teatro del Piccolo di Milano diretta a Luca Ronconi nel 2011 e si specializza poi con Nikolaj Karpov e Thomas Ostermaier. Ha lavorato, tra gli altri, con Luca Ronconi, Pierpaolo Sepe, Antonio Calenda, Carmelo Rifici, Monica Conti. Ha vinto il premio Hystrio alla vocazione 2011 e il premio Virgin Active al Festival di Borgio Verezzi 2014 per il ruolo di Rosaura ne “Il vero amico”.

Biglietti
€ 13 intero
€ 11 ridotto

Riduzioni: soci Coop, Arci, Scuola di Teatro Intercity, Carta Feltrinelli

Fonte: Ufficio Stampa

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