Cultura Empoli

venerdì 5 Dicembre 2014

“Empolesi brava gente”: Paolo Pianigiani presenta il suo libro alla sede della Misericordia

"Empolesi brava gente" di Paolo Pianigiani

“Empolesi brava gente” di Paolo Pianigiani

Venerdì 5 dicembre alle 18.00 Paolo Pianigiani sarà ospite alla sede della Misericordia di Empoli per presentare il suo libro “Empolesi brava gente”, edito da Ibiskos Editrice Risolo, appena uscito.

Introduzione a cura di Pier Luigi Ciari, Governatore della Misericordia. Interviene Antonietta Risolo. Letture a cura di Silvano Salvadori.

Sinossi

Empolesi, brava gente. È già un’assoluzione, un raccontare benevolo di storie o storielle.  Son racconti veritieri o quasi, per lo più frutto di memorie apprese sui libri, ma anche ascolti da bar o sogni notturni, quando la verità si svapora e hanno dominio i ricordi immaginati e le sensazioni. Storie che scorrono e si accavallano, con Empoli sullo sfondo, ma con i necessari rimandi spaziali e logistici altrove, quando necessario. Fino in Brasile, per esempio.
Ventidue i protagonisti, ventidue storie. Comunque e sempre da conoscere e far conoscere, a chi c’è e a chi verrà nel futuro. Anche per questo e soprattutto, si scrivono i libri.

Note sull’Autore

Paolo Pianigiani, empolese di nascita, in casa con la levatrice, ma senza lavatrice: ai Giardini. I lenzuoli allora si sciacquavano in Arno. L’anno, il 1953. Umbratile spuma di Saturno. Capricorno pieno, nel bene e nel male.

Studi classici, senza gli entusiasmi, ma con interessi sparsi, rivolti alle arti di penna e di pennello, nel loro multiforme apparire e manifestarsi. Si intende di poche cose, ma in quelle è uno specialista. Dino Campana o il Pontormo, per esempio. Per non dire dell’Ippolito Neri e del Saminiato. Di cui conosce le trame e gli intrighi. E gli anagrammi. Ve ne parlerebbe per ore senza anno- iarsi:

lui no; voi forse sì. Controverso, curioso di tutto e in particolare delle persone. Di storia e di gente. Sa tutto o quasi della sua terra e di quello che vi succede. E di cui poco s’importa, preferendo sempre l’ieri e il domani, lasciando scorrere l’oggi. Che non gli piace.

Scrive da sempre di cose locali e di storielle di racconto. Gli piace star leggero, per rispetto degli altri. Profondo conoscitore del dialetto empolese, che per lui è una lingua in via di estinzione e da salvaguardare, per i posteri a venire. Preoccupato di quello che vede intorno a sé, guarda ombroso e s’incupisce quasi subito e brontola.

Ma si apre al mondo e alla speranza se gli parlate di Porta Pi- sana com’era. E di come potrebbe essere. O se vede gli occhi di un bambino che ride. Di qualunque colore sia. Per il resto è una persona comunissima. Proprio come voi.

 

Fonte: Ibiskos Editrice Risolo

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