Cultura Castelfiorentino

da martedì 14 Ottobre 2014 a domenica 19 Ottobre 2014

Due imperdibili capolavori di Malle e un melodramma di fantascienza che non teme la tecnologia: i prossimi appuntamenti con il Circolo del Cinema Angelo Azzurro

Louis Malle (foto Evening Standard/Getty Images)

Louis Malle (foto Evening Standard/Getty Images)

Due imperdibili capolavori di Malle e un melodramma di fantascienza che non teme la tecnologia: questi i prossimi appuntamenti con il Circolo del Cinema Angelo Azzurro.

 

CAMBIARE CON STILE  il cinema multiforme di  LOUIS  MALLE

MONTESPERTOLI Sala “Topical” Martedì  14 ottobre ore 21,15

MONTAIONE, Cinema Scipione Ammirato Sabato 18 ottobre ore 21,15

LES AMANTS (Les amants)  1958   88’  Regia: Louis Malle  Con Jeanne  Moreau,  Jean Marc  Bory,  Alan

Una ricca borghese di provincia, sposata a un proprietario di giornali e amante di un dandy parigino, incontra occasionalmente un giovanotto, se ne innamora e abbandona per lui il tetto coniugale. Nonostante la fonte libertina del Settecento che influenza la 1a parte e una famosa scena erotica che scandalizzò i benpensanti del 1958 è un film neoromantico acre, di sorprendente sicurezza narrativa.

 

CASTELNUOVO D’ELSA  Teatro GAT  Giovedì 16 ottobre  ore 21,15

VITA PRIVATA   (Vie privé1992  135’ Regia: Louis Malle  Con Jeremy Irons, Julette Binoche

Uscito in Francia col titolo Fatale, è tratto dal romanzo di Josephine Hart, sceneggiato da David Hare. Politico inglese, leader del partito conservatore, incontra casualmente Anna, la ragazza di suo figlio, ed è travolto dalla passione che porta alla distruzione di una famiglia. Film sulla forza del desiderio, sulla caduta, sull’uccisione del figlio, sulla ricca società borghese. Grazie al copione sapientemente ellittico di Hare, ha armato l’eleganza fluida del suo linguaggio di un puntiglio intransigente che dà la stessa importanza agli oggetti e all’arredo come ai personaggi e che carica le sequenze erotiche di una furibonda necessità. In inglese e in italiano il titolo allude al trauma incestuoso subito in gioventù da Anna che la Binoche, orchidea nera, impersona con imperscrutabile intensità. Quello francese sottolinea, invece, la sua natura di strumento del destino. 

 

 Domenica 19 ottobre 2014 ore 17,30 

 “Un melodramma di fantascienza che non teme la tecnologia ma guarda l’uomo riflesso in essa

LEI  (USA 2014) 131’   Regia: Brian Perceval   con: Geoffrey Rush, Emily Watson, S. Nélisse

 

 Theodore è impeigato di una compagnia che attraverso internet scrive lettere personali per conto di altri, un lavoro grottesco che esegue con grande abilità e a tratti con passione. Da quando si è lasciato con la ragazza che aveva sposato però non riesce a rifarsi una vita, pensa sempre a lei e si rifiuta di firmare le carte del divorzio. Quando una nuova generazione di sistemi operativi, animati da un’intelligenza artificiale sorprendentemente “umana”, arriva sul mercato, Theodore comincia a sviluppare con essa, che si chiama Samantha, una relazione complessa oltre ogni immaginazione.  A Spike Jonze interessano le più banali e comuni tra le sensazioni umane ma per arrivare a dar voce e corpo in maniera personale e addirittura “nuova” ai più antichi tra i temi trattati dall’arte (e dunque dal cinema) necessita sempre di passare per un elemento fantastico, l’inserimento di una sola implausibile stranezza per attivare meccanismi e percorsi nuovi.  In passato lo ha fatto con lo sceneggiatore Charlie Kaufman (che di questo è stato maestro) ora ci è arrivato con un film scritto autonomamente (e si nota un po’ di fatica della sceneggiatura nel giungere alla conclusione), un’opera che attinge ai temi della fantascienza classica e li trasforma da obiettivo del film a suo mezzo. Il rapporto con le macchine non come spunto di riflessione ma come strumento per parlare d’altro. Con il lusso di poter usare l’attrice più attraente del momento solo in audio, senza mai farla vedere (l’intelligenza artificiale parla per bocca di Scarlett Johansson), facendo in modo che sia il cervello dello spettatore a sollecitare il rinforzo positivo legato a quella voce, e appoggiandosi alla capacità superiore alla media di Joaquin Phoenix di “ascoltare”, cioè di essere l’unico inquadrato in ogni conversazione significativa, volto emittente e ricevente di tutte le battute, Spike Jonze riesce a girare una storia d’amore al singolare, senza puntare il dito contro la tecnologia. Anzi.

 Her  Wall-E Her   Her si ha l’impressione che solo in questa maniera sia possibile operare quell’indagine sull’attualità, tipica delle forme d’arte non ancora morte, quella che consente di scovare quali siano le pieghe in cui poter trovare il sentimentalismo oggi.   Gabriele Niola,  Mymovies

 

Circolo del Cinema Angelo Azzurro – piazza Gramsci 67- Castelfiorentino – tel. 339 8284720   e-mail angeloazzurro91@gmail.com

Fonte: Circolo del Cinema Angelo Azzurro

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