Cultura Firenze
domenica 25 Gennaio 2026
Dibattito al circolo Arci Boncinelli: Toscana tra militarizzazione e resistenza: come affrontare la terza guerra mondiale
Domenica 25 gennaio ore 18 al circolo Arci Boncinelli via di Ripoli 209E a Firenze ci sarà il dibattito “Toscana tra militarizzazione e resistenza: come affrontare la terza guerra mondiale
La Terza guerra mondiale è già in corso, chi la immagina come una replica di quelle che furono la Prima e la Seconda fa fatica a vederlo. Solo da inizio dicembre 2025 il governo Meloni ha presentato 14 piani di riarmo, per un ammontare di 5,3 miliardi di euro. Da quando Giorgia Meloni è stata messa al governo i progetti di riarmo finanziati sono stati 74, per una spesa complessiva di oltre 60 miliardi di euro. Nella tormentata legge di bilancio 2026 una delle poche certezze che nessun partito di maggioranza ha messo in discussione è la procedura facilitata per velocizzare la produzione di armi in Italia. Il governo non proporrà al parlamento di votare i crediti di guerra “per iniziare la Terza guerra mondiale”: i governi delle Larghe Intese e il parlamento stanno già finanziando da anni la Terza guerra mondiale. E in questa guerra l’Italia è pienamente coinvolta. La Toscana è pienamente coinvolta.
Il Partito Democratico che governa la regione agisce in perfetta sintonia nell’alimentare questo processo, dando il via libera a “opere” come le infrastrutture militari fra Coltano e Pontedera, il potenziamento del canale dei Navicelli al servizio dei guerrafondai USA e della pista dell’aeroporto di Peretola in mano ai sionisti tramite il loro console Carrai, il comando della NATO recentemente installato presso la caserma Predieri di Firenze. Lo smantellamento dell’apparato produttivo e la riconversione a scopi bellici delle produzioni per la logistica di guerra è un’altra ricaduta della militarizzazione della società. I capitalisti ricattano la classe operaia e le masse popolari, con l’antico adagio del dover scegliere fra disoccupazione e un lavoro il cui “prodotto” andrà ineluttabilmente a colpire altre masse popolari del mondo. La combinazione di questi due aspetti con la speculazione immobiliare contribuisce ad infierire su territori già sfruttati all’osso e colpiti da alluvioni come la Piana fiorentina, a riempire di cemento aree naturalistiche come il parco di S. Rossore o il futuro Parco della Piana.
Per approfondire l’inchiesta segnaliamo la pubblicazione del primo numero di Hub: bollettino sulla militarizzazione del territorio toscano e sulle esperienze di resistenza. Scaricabile dal sito nobasecoltano.it.
Questo è anche, e soprattutto, il tempo della riscossa popolare!
In questi ultimi anni si sono formati in Toscana tanti comitati, associazioni, organismi operai, collettivi studenteschi che si occupano di contrastare questa deriva promuovendo la lotta e l’organizzazione, lo studio e l’informazione contro la deriva bellicista. Il sentimento popolare è fortemente orientato contro la guerra ed è un’arma poderosa a nostra disposizione. A settembre e ottobre 2025 abbiamo toccato con mano quanto la mobilitazione popolare possa diventare inarrestabile e quanto è importante conferire a questa mobilitazione un obiettivo politico che realizzi le rivendicazioni, aspirazioni e obiettivi di quel movimento. Bisogna rendere ingestibile il paese a ogni autorità che sia collusa e complice con gli imperialisti Usa, con i sionisti d’Israele e con la Ue. Fatto questo, bisogna impedire che al posto del governo Meloni venga installato un altro governo di servi della Nato e degli agenti sionisti “di colore diverso”, ma della stessa sostanza, si pensi al PD: Picerno, Del Rio, si pensi a Italia Viva: Renzi, Calenda, ecc.
Bisogna imporre la costituzione di un governo di emergenza popolare. Un governo partigiano della Palestina, che attua la Costituzione del 1948 a partire dagli articoli 11 e 52. Un governo che prenda misure immediate per invertire la rotta, a partire dallo stop alla realizzazione di strutture militari, la rimozione delle basi USA e NATO, la bonifica dei territori, la creazione e affidamento di un lavoro utile e dignitoso a ogni adulto in grado di svolgerlo.
L’imperialismo è un’epoca barbarica che deve essere riposta nella soffitta della storia!
A 105 anni dalla fondazione del primo PCI serve un salto politico, una nuova ondata di rivoluzioni proletarie e socialiste in tutto il mondo. Un’ondata che per avere forza, slancio e vigore deve partire dai paesi imperialisti.
Deve spezzare le catene della comunità internazionale dei gruppi imperialisti. Questo serve innanzitutto ai popoli di tutto il mondo in lotta contro l’imperialismo. E allora non c’è vita e non c’è tempo migliore di quello che dedicheremo a questa impresa.
Al termine del dibattito si terrà un buffet di autofinanziamento (costo 12 euro) per le spese legali dei compagni colpiti dalla repressione a Massa in occasione dello sciopero generale del 3 ottobre, è gradita la prenotazione con messaggio WA alla mail federazionetoscana@gmail.com oppure al numero 3391918491.
L’iniziativa sarà occasione anche per rilanciare e promuovere la partecipazione all’assemblea del Coordinamento Nazionale NO nato – Bilancio e prospettive della più generale lotta per fermare la Terza guerra mondiale – che si terrà a Milano il 31 gennaio 2026, ore 14.30 al Circolo Familiare di Unità Proletaria, viale Monza n.140.
Federazione Toscana del Partito dei CARC

Dibattito
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