Cultura Firenze

mercoledì 5 Novembre 2014

“Dare vita ai giorni: il primato della libertà di coscienza nel vivere e nel morire”: alle Piagge dialogo con Vito Mancuso, Beppino Englaro e Piero Morino

Beppino Englaro

Beppino Englaro

“DARE VITA AI GIORNI: il primato della libertà di coscienza nel vivere e nel morire” è il titolo dell’incontro-dibattito che si terrà alle Piagge mercoledì 5 novembre tra il teologo Vito Mancuso, Beppino Englaro, padre di Eluana, e Piero Morino, primario dell’hospice di Firenze. Introdurrà e modererà l’incontro Alessandro Santoro della Comunità delle Piagge. L’incontro avrà inizio alle ore 21 al Centro sociale Il Pozzo di via Lombardia 1p a Firenze e, grazie a Vito Mancuso e al suo sguardo di “vero” credente e studioso autorevole, verterà sul concetto di fine vita come occasione da cogliere per mettere al centro la libertà della persona. La Comunità proverà ad esprimere successivamente il proprio pensiero sul primato della libertà di coscienza nel vivere e nel morire.

Tra la Comunità delle Piagge e Beppino Englaro c’è ormai una lunga consuetudine e amicizia sin dai tempi del feroce dibattito pubblico fatto sulla pelle di sua figlia Eluana. La Comunità ha accompagnato la famiglia Englaro nella battaglia sui diritti civili portata avanti prima e dopo la morte di Eluana, avvenuta nel 2009, per permettere alla loro figlia di “liberare” la sua vita e accettarne la sua finitezza. Nel tempo sono stati organizzati vari incontri pubblici incentrati sulla parola del Vangelo che sostiene le ragioni dell’amore, della vita e della libertà e non quelle aride e onnipontenti ostentate sul tema dalla Chiesa.

Vito Mancuso è un teologo italiano e insegna “Storia delle dottrine Teologiche” all’Università degli Studi di Padova. I suoi scritti hanno suscitato notevole attenzione da parte del pubblico e il suo pensiero è oggetto di discussioni e polemiche per le posizioni non sempre allineate con le gerarchie ecclesiastiche, sia in campo etico che in quello strettamente dogmatico. Scrive sul quotidiano “la Repubblica”.

Piero Morino, responsabile dell’Hospice delle Oblate, a Careggi, la prima struttura del genere voluta dall’Azienda Sanitaria fiorentina dove si praticano cure palliative per rendere sopportabili e vivibili con dignità e senza dolore gli ultimi mesi dei malati terminali, senza sondini per alimentazione forzata, né macchine da vita artificiale nel pieno rispetto della volontà del malato e dei familiari. La struttura è accessibile a tutti i residenti nel Comune di Firenze senza il pagamento di alcuna retta, in quanto parte del Servizio Sanitario Nazionale.

Fonte: Comunità delle Piagge

Eventi simili