Cultura Firenze

giovedì 27 Novembre 2014

“Chiamatela pure giustizia (se vi pare)”: in un libro-intervista le “confessioni” di Giovandomenico Lepore. La presentazione alla sede di Confindustria

"Chiamatela pure giustizia (se vi pare)", libro-intervista dell'ex Procuratore della Repubblica di Napoli Giovandomenico Lepore

“Chiamatela pure giustizia (se vi pare)”, libro-intervista dell’ex Procuratore della Repubblica di Napoli Giovandomenico Lepore

La Giustizia italiana vista da chi è stato in Magistratura per cinquant’anni ed è stato alla regia di alcune delle più importanti inchieste della recente storia giudiziaria: l’ex Procuratore della Repubblica di Napoli Giovandomenico Lepore. E’ quanto propone il libro-intervistaChiamatela pure giustizia (se vi pare)”, edito da CentoAutori e scritto a quattro mani con il giornalista Nico Pirozzi, in cui Lepore ripercorre la sua carriera e racconta con occhio critico il sistema giudiziario italiano e le sue complesse relazioni con il mondo politico, spaziando  dalla corruzione alle ingerenze delle evolute e ramificate organizzazioni mafiose, dalle consolidate lacune strutturali alle possibili soluzioni. Il volume verrà presentato a Firenze il 27 novembre presso la sede di Confindustria (via Valfonda, 9) a partire dalle 17. All’incontro con gli autori, aperto al pubblico, interverrà Margherita Cassano, consigliere della Corte Suprema di Cassazione, mentre la moderazione sarà affidata al giornalista Gigi Paoli del quotidiano La Nazione.

La partecipazione all’evento darà accesso a due crediti formativi previa iscrizione sulla piattaforma SIGeF dell’Ordine.

Dall’introduzione del libro:

“La scommessa era tutta lì: spiegare in poche battute perché la giustizia non funziona; perché anche giudici e pm sono vittime di un sistema che fa acqua da tutte le parti; perché per il cittadino è più conveniente (non solo sotto il profilo etico) vivere nella legalità che non al di fuori di essa; perché bisogna credere nello Stato e nella giustizia. E poi la mia esperienza in magistratura, cinquant’anni che sono letteralmente volati, spiegando con parole semplici cosa ha significato dirigere la Procura più grande d’Italia, con nove Procuratori Aggiunti e 107 Sostituti; cosa ha significato confrontarsi ogni giorno con la camorra e lo strapotere che esercita a tutti i livelli. Una storia, come tutte le vicende di cui è protagonista l’uomo, scandita da momenti di gioia, ma anche di estrema delusione. Non facendo mistero degli errori che anch’io posso aver commesso”.

Chiamatela pure giustizia (se vi pare) – È stato il regista di alcune tra le indagini più delicate della storia della seconda Repubblica: Calciopoli, l’inchiesta sulla P4, sul bunga bunga e le escort a palazzo Grazioli, passando per l’emergenza rifiuti e le bonifiche fantasma in Campania, gli appalti al Comune di Napoli e le mega truffe sulle invalidità civili, solo per citarne alcune. È Giovandomenico Lepore, procuratore della Repubblica del capoluogo partenopeo dall’ottobre 2004 al dicembre 2011, l’uomo che ha domato la faida di Scampia ed ha assicurato alla giustizia Antonio Iovine, Michele Zagaria e i fratelli Pasquale e Salvatore Russo, quattro tra i più pericolosi boss della camorra, latitanti per decenni. In una lunga intervista affronta le questioni più spinose e controverse della giustizia in Italia, non risparmiando critiche e bordate polemiche a una classe politica inefficiente e autoreferenziale. E ancora il capitolo Napoli, a metà strada tra i ricordi e l’attualità: l’ascesa di Cutolo e i veleni della Terra dei fuochi; la politica che si converte al verbo della camorra e la difficile eredità del dopo Cordova. Un racconto senza omissioni o censure, che illumina di una luce totalmente nuova uno spaccato della storia del nostro Paese.

Giovandomenico Lepore – Magistrato dall’ottobre 1961 al dicembre 2011. In cinquant’anni di attività ha ricoperto gli incarichi di Pretore, Giudice istruttore, Giudice di tribunale e Consigliere di Corte d’appello nelle sezioni penali e presso la sezione minorenni. Alla Procura generale di Napoli, dove ha lavorato per diciassette anni, ha ricoperto gli incarichi di Sostituto procuratore generale, prima e di Avvocato generale, poi. Nell’ottobre 2004 ha assunto la titolarità della Procura della Repubblica di Napoli, dove ha conseguito importanti risultati nella lotta alla criminalità organizzata. Tra le altre cose, attualmente presiede la Corte arbitrale presso la Camera di commercio di Napoli, la Commissione giuridica dell’Aci di Napoli, l’Osservatorio anticamorra e riqualificazione Napoli nord, il comitato etico “Campania Centro”. Da anni è impegnato a promuovere e rafforzare la cultura della legalità, soprattutto nelle scuole e nei quartieri più degradati. È alla sua prima esperienza editoriale.

Nico Pirozzi – Laureato in Sociologia, giornalista professionista. Specializzato in giornalismo di precisione, è autore di una trilogia sulla Shoah in Campania: “Fantasmi del Cilento” (Napoli, 2007), “Napoli Salonicco Auschwitz” (Napoli, 2008) e “Traditi” (Napoli, 2010). Ha curato la riedizione del pamphlet scritto da Maurizio Valenzi nel 1938, “Ebrei italiani di fronte al razzismo” (Napoli, 2010), e la pubblicazione del memoriale di Gunther Langes “Auf Wiedersehen Claretta” (Napoli, 2012). Con Mariagiovanna Capone ha scritto “Francesca e il Cavaliere” (Napoli, 2013); con Mimmo Carratelli, Antonello Grassi e Gianpaolo Santoro “Napoletani” (Napoli, 2013); ha inoltre curato la regia e i testi del documentario “Il Casalese” (Napoli, 2012)..

Fonte: Ufficio Stampa

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