Cultura Grosseto
da sabato 21 Marzo 2026 a venerdì 29 Maggio 2026
ATROPO-LOGICA-MENTE -Curare la vita rassegna culturale a Grosseto
Rassegna culturale dal titolo ATROPO-LOGICA-MENTE -Curare la vita che prenderà il via il 21 Marzo 2026
Presentazione della Rassegna – Calendario eventi
Accoglienza e ascolto
Da queste dimensioni, valori da custodire durante tutto il tempo della nostra esistenza, parte l’idea di creare una rassegna culturale, che possa aiutare a comprendere un pó di più il vasto cosmo della cura. Il nostro gruppo culturale EmozionArti ha ideato una serie di appuntamenti, che toccheranno, ciascuno per nel proprio ambito espressivo, il vasto tema della cura.
Ci soffermeremo su alcuni aspetti che riguardano gli operatori del settore, ma non solo, perché andremo a considerare le persone, come singoli individui, -fuori dal mondo degli addetti ai lavori-, nelle loro ordinarie relazioni, e il loro modo di porsi all’altro. Perchè il concetto di cura è ben più vasto e non va coniugato esclusivamente all’interno dell’ambito sanitario.
Vorremmo avere occasione di argomentare su quello che non va, con gli operatori per avere la possibilità di suggerire, mettendo in risalto, ( per arrivare a correggere, semmai), alcuni atteggiamenti che spesso tendono ad eludere importanti aspetti connessi alla cura. Quelli che consideriamo valori base da sostenere e salvaguardare e che invece sembrano essere elusi e spesso bypassati, complice una tecnologia sempre più pervasiva e una digitalizzazione spersonalizzante. Proprio da qui, partendo da questi due aspetti, vorremmo iniziare il viaggio, dentro e attraverso l’universo della cura, per far riemergere e sostenere la sua intrinseca natura, con lo scopo di mantenere saldi i suoi principi di umanizzazione.
Accoglienza e Ascolto si riferiscono intuitivamente all’atto di ricevere e comprendere, sia a livello fisico che emotivo. L’accoglienza si traduce nel gesto immediato di benvenuto, in una predisposizione di apertura. Mentre l’ascolto è un processo che viene avviato col prestare attenzione cercando di capire il punto di vista dell’altro.
Insieme, questi atteggiamenti, creano una base per relazioni positive e significative, sia in contesti personali che professionali. In quelli più specifici, come il lavoro, l’assistenza sanitaria o l’ambito educativo, accoglienza e ascolto possono assumere significati particolari, ma il principio di base rimane lo stesso: creare un ambiente favorevole all’interazione e alla comunicazione. L’obiettivo è sempre quello di creare uno spazio dove le persone si sentano ascoltate, comprese e valorizzate. In particolare, l’ascolto comporta più del sentire parole; è un processo attivo, dicevamo, che richiede attenzione, concentrazione e comprensione. Un ascolto attivo, che porta ad immedesimarsi nell’altro fino a sospendere ogni giudizio, permette di cogliere sfumature e bisogni nascosti, creando una connessione più profonda tra le persone.
Nella frenesia del mondo spinto alle alte velocità del progresso diventa quanto mai importante recuperare le due dimensioni citate, per ritrovare una stabile condizione di benessere. Attraverso queste strade comunicanti si giunge ad uno spazio più ampio, che è quello della cura. Curare comprende una serie di attenzioni, ma soprattutto è un modo di porsi. Curare, e farlo bene, è uno stile di vita che tocca tutte le categorie del vivere. È una filosofia che si può imparare e trasmettere a chi ci sta accanto solo dopo aver operato in noi una necessaria opera di sensibilizzazione, una consapevole trasformazione interiore capace di preparare all’ascolto attivo. Ascoltare è sempre frutto di una maturazione personale che non ci è data per natura.
Quella è la capacita uditiva.
Al contrario l’ascolto richiede tanta profondità e se fatto con superficialità può creare danni. Quando si è di fronte a una persona occorre capire cosa non emerge dalle parole; per esempio la capacità di intuire le sofferenze che spesso vengono fuori molto di più dal linguaggio non verbale. L’ascolto autentico chiede di rompere i pregiudizi, di andare oltre noi stessi, di rompere le etichette che l’altro si porta dietro a causa della propria storia e dei giudizi che gli altri gli hanno posto.
Sette appuntamenti con la cura:
• 21 Marzo -La cura delle relazioni
• 3 Aprile -La cura deli animali-Gli animali che curano
• 7 Aprile -La cura di corpo anima e mente
• 15 Aprile -La cura dell’identità
• 23 Aprile -La cura del pensiero
• 11 Maggio -Lacura del sé
• 29 Maggio -I fondamenti della cura
Gruppo culturale
EmozionArti
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EVENTI IN CALENDARIO
SEGNI DI PERDONO – Arte, Memoria e Pace in Toscana
Il perdono come diritto dell’ umanità- l’Arte come atto di memoria viva
Sabato 21 Marzo 2026 ore 10.00
Sala Conferenze ANCE- Via Monterosa 56 Grosseto
Organizzazione: Green Future Center ETS
Partners del progetto: Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri di Torino- Esseri Umani Onlus- Ronda della
Carità e della Solidarietà, Caritas Diocesana Grosseto, UICI-Unione Italiana Ciechi Ipovedenti, Movimento
Dei Focolari
Si tratta del convegno, primo appuntamento di attuazione del progetto, ideato da Green Future Center ETS, che ha ottenuto un contributo dalla Regione in occasione del relativo Bando della Festa della Toscana 2025 Il convegno vedrà il confronto di ospiti eccellenti con alcuni studenti invitati a partecipare per riflettere sul tema della riconciliazione e del perdono. Sul palco a parlare di giustizia riparativa, di perdono e di percorsi riabilitativi dai conflitti, ci saranno figure rappresentative del settore. Operatori impegnati nel sociale, (scuola, ospedali e carceri), nel difficile ruolo della mediazione tra le vittime di un danno subito e i responsabili dell’atto. Ci saranno anche ospiti a dare una testimonianza viva della loro esperienza vissuta in prima persona e del loro conseguente percorso di riconciliazione.
Laddove esiste la giustizia ordinaria, da sempre impegnata nel giudizio del fatto per stabilire il responsabile, accanto ad essa, è nata da qualche tempo la giustizia riparativa. Una strada parallela che ha come scopo quello di occuparsi non del fatto e delle sue conseguenze giuridiche, ma delle persone in quanto ESSERI UMANI e del loro benessere emotivo e psicofisico. La Giustizia Riparativa si pone come obbiettivo quello di riuscire a comprendere il dolore e i sentimenti delle persone coinvolte, conseguenti a quanto accaduto, per trovare un percorso di riconciliazione tra la vittima e il carnefice. Occorre dare un’altra possibilità, un’occasione d’incontro che possa aiutare a far rimarginare le ferite ancora aperte. Segni visibili di un malessere che può trascinare nel tempo sentimenti di odio e vendetta verso chi ha compiuto un gesto violento, e che invece può placarsi e trovare un nuovo senso nella comprensione reciproca. Juri Nervo, della Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri, parlerà di questo e del PASSAPORTO DELLA RICONCILIAZIONE un progetto ideato da Agnese Moro, la figlia del noto statista, per veicolare, soprattutto tra i giovani, il messaggio rigenerativo del valore della riconciliazione. Per la Caritas Diocesana sarà presente Don Enzo Capitani, molto vicino alla realta carceraria grossetana e al mondo del volontariato. Una recente legge, D.lgs.n. 150/2022 (Riforma Cartabia) ha stabilito la possibilità di costituire presso gli enti territoriali i centri per la giustizia riparativa grazie alla sottoscrizione di un protocollo con il Ministero della Giustizia. Attualmente i centri di mediazione già costituiti sono 36 centri di mediazione penale, collocati all’interno delle istituzioni pubbliche (Comuni, Regioni). I vari Tribunali del territorioattraverso una vera abilitazione
LE COMUNICAZIONI DEGLI ANIMALI-
Una porta di accesso al confronto diretto con la natura
Venerdì 3 Aprile 2026 Ore 17.30
Nuova Libreria di Francesco Serino
AMARILLI LERZIO
Attraverso la connessione con le dimensioni più sottili, gli Esseri del Mondo Animale ci indicano cosa dovremmo fare noi umani, durante il nostro percorso di vita,
per riconnetterci con la Natura e Madre Terra. In un’epoca in cui l’uomo sembra aver perduto il contatto con i valori più alti del proprio Essere e la propria spiritualità più genuina, il Mondo Animale ci indica una direzione chiara e precisa per poter riprendere la via maestra e uscire dal caos interiore e sociale. La comunicazione animale è una porta che conduce al confronto diretto con la Natura. Dopo anni di lavoro sulle persone in qualità di Theta Healer, Amarilli Lerzio ha potuto iniziare ad ascoltare ciò che Esseri immensi come gli Anima-li aspettano da tempo di far comprendere all’uomo: il valore di ogni singola vita qui sulla Terra e come può “agire” oggi l’uomo per riposizionarsi in una prospettiva universale più ampia e amorevole.
In questo incontro, quindi, affronteremo e cercheremo di capire:
le diverse missioni che si sono assunte alcune specie di animali per accompagnare l’uomo nel proprio percorso di crescita interiore;
cosa esse suggeriscono per aiutare l’uomo a riconnettersi alla propria anima.
L’incontro si conclude con una MEDITAZIONE per incontrare il proprio animale del cuore e provare a ricevere una sua comunicazione. Tutto questo sarà agevolato dalle suggestioni sonore espresse da Pasqualino Casaburi con il suo tamburo armonico (handpan).
LE DIMENSIONI DELLA CURA-
Dialogo tra corpo, mente e anima dentro
e fuori l’assistenza sanitaria
Martedì 7 Aprile 2026 à Ore 16.30
Auditorium U.O. Misericordia Grosseto
Ospiti- relatori :
DR. MARCO TORRE- Direttore Generale Ausl Sud Est
D.SSA PAOLA PASQUALINI- Presidente Ordine dei Medici e Odontoiatri
NICOLA DRAOLI- Vice Presidente O.P.I. Ordine Professioni Infermieristiche
GIUSEPPE TOMAI – Psicoterapeuta e formatore
PADRE VALERIO MAURO – Francescano Parrocchia S. Lucia (Gr)
Coordina: Dr. Bruno Mazzocchi
Quando ci troviamo davanti ad un malato dovremmo sempre considerare la complessità dei suoi bisogni. Questi non si esauriscono nel dedicarsi all’aspetto fisiologico del malessere. Ci sono altre dimensioni oltre al corpo che devono necessariamente trovare attenzione da parte degli operatori e da coloro che prendono in carico il malato.
Si parla della sfera psichica e di quella spirituale. Una visione della persona nella sua integrale struttura, può agevolare il naturale processo di guarigione.
Ma soprattutto- parlo dei casi di diagnosi che non danno certezze circa la durata della vita, e quindi capaci di alimentare insicurezza e lasciarsi andare al desiderio di “abbandonarla”- stimolare il malato ad allontanare i suoi stati psicologici negativi.
La legge in questo senso non aiuta.
Sul tema del fine vita fin troppo veloci sono stati i tempi di approvazione in Toscana di quella sul suicidio medicalmente assistito.
Da uno studio recente risulta che il 70% di persone nei “tempi ultimi” dichiarano di non essere stati presi in cura e che i loro bisogni spirituali non sono stati considerati.
PRENDERE IN CURA e non in carico.
PERSONE e non pazienti.
Si dovrebbe fare questo passo ulteriore, quello linguistico, oltre a quello legislativo (nazionale). Anzi forse questo è il primo passo per affrontare il tema.
Allora potremo davvero parlare apertamente di morte e non di “fine vita” considerandola anch’essa facente parte naturale della vita. Anche le istituzioni preposte alle cure sanitarie dovrebbero essere consapevoli che una strategia della loro gestione non potrà prescindere da questi aspetti di integralità e di centralità dell’uomo.
Qualcuno dei responsabili operativi del Servizio Sanitario, (Marco Torre- in foto) ha dichiarato in una recente intervista “Più che Azienda ci consideriamo comunità di persone” Bene mi sembra un buon proposito. Perché queste dichiarazioni non rimangono semplici slogan, parleremo anche di questo
Martedì 7 Aprile dalle ore 16.30
Presso l’Auditorium del U.O. Misericordia di Grosseto
Insieme a
Marco Torre – Direttore ASL Sud Est
Paola Pasqualini- Presidente Ordine dei Medici
Nicola Draoli- Vice Presidente O.P.I.
Padre Valerio Mauro – Francescano- Parrocchia S. Lucia (Gr)
Giuseppe Tomai- Psicoterapeuta e formatore.
Introduce: Dr. Bruno Mazzocchi
LOGOUT- Disconnettersi
CARLO CUPPINI- (Scrittore)
Mercoledì 15 Aprile 2026 – Ore 10.00
Aula Magna Scuola Secondaria 1° Grado G.B.VICO
Istituto Compresnsivo Grosseto 5
Mi capita raramente di leggere un libro tutto di un fiato. Spesso devo mettere un segno per ri-prenderne la lettura, sospesa, magari, perché avevo da fare qualcosa di più urgente. Stavolta l’urgenza era quella di non “mollarlo”! Non interrompere le immagini, che via via mi venivano incontro, ad ogni capoverso, ad ogni capitolo. Come accade quando guardo un film avvincente. (Pasqualino Casaburi)
LOGOUT è questo
Un bellissimo racconto post moderno che ha la capacità di tenerti incollato allo schermo, oops, alla carta. Capace di affrontare tematiche importanti con la leggerezza di una fiaba. Si capisce da subito, dallo stile della scrittura, dagli improbabili e simpatici nomi attribuiti ai personaggi, che è indirizzato (il termine target non mi piace) ad un pubblico di giovani lettori. Immediatamente, però, l’orizzonte della platea si allarga per consegnare ad una platea più matura contenuti e tematiche riferiti ad un recente periodo buio vissuto. Una prospettiva sempre incombente. Quella spinta da una tecnologia esasperata, in mano ad un potere senza controllo. La storia racconta, con lo stile proprio dell’autore e in modo leggero, un’esperienza di rinascita e di riscatto. La possibilità di intravedere nelle buie vicende che attraversano l’umana esistenza uno spiraglio di luce. Poter trovare un appiglio per salvarsi in questo mondo che sembra catapultato vorticosamente verso la catastrofe. In apparenza va tutto bene. Bisogna stare attenti solo ad uscire allo “scoperto”. Allora l’unico modo per non soccombere è ritornare a riflettere. Cercare il bello della natura e la propria originale creatività.
In una parola disconnettersi.
Scorrendo le pagine di Logout tutto appare a prima vista così spiazzante. Siamo passati in qualcosa di simile, non troppo tempo fa, anche se abbiamo la curiosa tendenza a scordarcelo.. Nel mondo rovesciato descritto nel testo, non c’è bisogno di coercizione, non ci sono vigilanti che pattugliano le strade, perché tutto è stato introiettato così bene e così profondamente da aver azzerato anche l’immaginazione di possibili alternative e, pertanto, non resta che arrendersi felicemente allo stato di cose: difensori e vittime, allo stesso tempo, dell’organizzazione sociale.
Comfort potrebbe essere la parola chiave che caratterizza la popolazione di Sbafo, ma fuori dalla fiction è anche uno dei tratti peculiari della moderna umanità, perlomeno di quella del privilegio occidentale. Comodità, tranquillità ed esasperante sicurezza al prezzo della completa dipendenza dal macchinario e sia quel che sia se l’agio di pochi è insostenibile per il pianeta. Se il mondo di plastica e transistor della Malsazia può esistere e prosperare è perché ci sono schiere di lavoratori sottopagati (e anche qualcosa di peggio…) che ne reggono le fondamenta e c’è un altro paese, la Poverania, depredato di materie prime e forza lavoro. Intanto, nel mondo amministrato dalla tecnologia è sempre primavera, perfino fuor di metafora: in caso di maltempo le finestre-schermo della casa di Luca sostituiscono la visione non mediata dell’esterno con la sua riproduzione digitale ambientata in una bella giornata di sole.
La prima parte di Logout è questo incubo gentile, dove tutto è ordine e armonia. Il problema, l’incrinatura sulla superficie levigata, sono le scorie di umanità che si ostinano a minacciare la perfezione tecnica: «Io sono solo un essere umano» dice a un certo punto Luca, come a doversi scusare. Brandelli di umanità
sono ancora presenti al di fuori di Sbafo, nel selvatico, là dove può capitare di imbattersi in «segni di vita vera», con il rischio di sbucciarsi le ginocchia. Per raggiungere questo residuo di mondo antico bisogna superare le alte mura del Quartiere Morto, che come il Muro Verde di Noi (Evgenij Zamjatin) divide il mondo della perfezione matematica dal regno dell’imprevisto, di qua il conformismo e la rassegnazione, di là il libero pensiero e la speranza.
La storia narrata in Logout rispecchia il nostro tempo di transizione. Sebbene l’innovazione tecnologica e digitale stia portando avanti a grande velocità una completa trasfigurazione del mondo e delle relazioni umane, la nostra generazione di mezzo conserva ancora il ricordo della vita analogica e ipotecnologica. Nel romanzo è un pallone da basket – ricordo del nonno ancora umano di Luca, quello strano tipo che acquistava cibo vero al mercato e non aveva l’erba sintetica sul prato di casa – a rappresentare il trait d’union tra i due mondi.
In ogni caso, dopo il coraggio di fare logout, di fronte a Luca, (il protagonista), si apre un mare di avventure, finalmente reali, che si susseguono per tutta la seconda parte del romanzo, dandogli ritmo, suspense e godibilità. Perché Logout non è per nulla un mattone distopico, ma una bella storia di ragazzi e d’amicizia, di scelte importanti e di una vita che va affrontata, anche a costo di rischiare qualcosa. Da leggere col fiato sospeso e con un finale a sorpresa.
FUORI GR-EGGE TOUR
MATTEO GRACIS -Dialogo filosofico-scientifico
Giovedì 23 Aprile 2026 – ORE 21 TEATRO DEGLI INDUSTRI
VIA G. MAZZINI 101 GROSSETO–Prevendita Biglietti– http://eilo.it/artisti/matteo-gracis
FUORI GREGGE è uno spettacolo satirico e di denuncia, a tratti quasi eretico e sovversivo. Un inno al giornalismo libero e indipendente, al pensiero critico e alla consapevolezza. Il pubblico viene coinvolto e accompagnato in un viaggio oltre il tempo e lo spazio, un sali-scendi di emozioni, dove nonostante i temi importanti trattati (dalla geopolitica alle lotte sociali, dalle malefatte dei governi alle guerre in corso), prevale alla fine un messaggio positivo, che infonde coraggio, fiducia e gratitudine. Matteo Gracis porta in scena un monologo capace di unire filosofia e attivismo, comicità e contro-informazione.
BIOGRAFIA
Matteo Gracis, 1983, Pieve di Cadore (BL). Giornalista, pensatore libero e autore bestseller. È direttore della rivista Dolce Vita e fondatore del giornale online L’Indipendente. È stato assistente alla comunicazione di un Deputato della Repubblica Italiana. Ha scritto “Canapa, una storia incredibile”, “Lontano, 10 viaggi che cambiano la vita”, “Manuale di sopravvivenza per esseri umani che si sentono alieni”, “Compiti per anime irrequiete” e “Tutto il bene del mondo”. Con oltre 1 milione di follower sulle varie piattaforme social, Matteo Gracis è una figura di spicco nel panorama dell’informazione indipendente.
EVENTO FB: http://www.facebook.com/share/1FgYBnLNvd/
CONOSCI TE STESSO
La Cura dell’anima nell’era dell’Intelligenza Artificiale
GIUSEPPE GIRGENTI – filosofo
Lunedì 11 Maggio 2026 – ore 18.00
Proloco Grosseto Piazza del Popolo 3
La conferenza La cura dell’anima nell’era dell’intelligenza artificiale, ispirata al libro del filosofo Giuseppe Girgenti, Umano, poco umano, intende interrogare il destino dell’interiorità nell’epoca degli algoritmi. Se l’antica filosofia nasce come epiméleia tês psychês, come esercizio di vigilanza e trasformazione di sé, oggi siamo chiamati a ripensare questa pratica dentro un orizzonte in cui l’intelligenza artificiale promette di potenziare, sostituire o perfino anticipare le nostre facoltà cognitive.
Ma che cosa accade all’anima — intesa non in senso confessionale, bensì come centro vivente di coscienza, libertà e responsabilità — quando il pensiero viene delegato alle macchine? L’AI può elaborare dati, simulare linguaggi, imitare stili; tuttavia non può sostituire quell’esperienza interiore che è fatta di coscienza morale, di conflitto, di decisione, di conversione. La cura dell’anima non coincide con l’efficienza, né con l’ottimizzazione delle prestazioni: è piuttosto un lavoro lento, dialogico, critico, che implica memoria, vulnerabilità e desiderio di verità.
Nel solco della tradizione socratica e platonica, ma in dialogo con le sfide contemporanee, la conferenza proporrà una riflessione su come salvaguardare lo spazio dell’umano in un mondo sempre più automatizzato. L’intelligenza artificiale può diventare uno strumento prezioso, ma solo a condizione che resti ordinata a un fine più alto: la formazione integrale della persona. Diversamente, il rischio è quello di un’atrofia spirituale, di una progressiva esternalizzazione del giudizio, di una perdita del centro.
Biografia
Giuseppe Girgenti (Palermo, 1967) si è formato presso l’Università Cattolica di Milano, ove si è laureato in filosofia nel 1989 sotto la direzione di Giovanni Reale, con una tesi dal titolo Platonismo e Cristianesimo in San Giustino Martire. I suoi studi si sono indirizzati sin da subito alla storia del platonismo pagano e cristiano, in un terreno di confine tra Antichità e Medioevo, tra filosofia e teologia.
Nel 1990 ha vinto un dottorato di ricerca in filosofia, che lo ha portato a studiare in Germania, presso la Ludwig-Maximillians Universität di Monaco di Baviera, ove è stato allievo di Werner Beierwaltes (di cui ha tradotto in italiano gli studi su Agostino); poi si è trasferito in Francia, presso il Collège de France di Parigi, ove è stato allievo di Pierre Hadot (di cui ha tradotto in italiano lo studio su Porfirio e Mario Vittorino). Nel 1994 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca con una dissertazione dal titolo Porfirio tra henologia e ontologia.
LA CURA- Il principio fondativo
Ascolto di sé e dell’altro
MARCO GUZZI –poeta, filosofo
ROSSANA BECARELLI- medico, antropologa
Intervento di Armando Orfeo- Insegnante di Yoga
Venerdì 29 Maggio 2026 – Ore 17.30
Sala Conferenze Fondazione Elena Maria
Via Cimabue 115 Grosseto
Sarà un dialogo molto interessante tra due figure significative per le loro competenze scientifiche e filosofiche. Si parlerà di cura e come imparare a curare nella relazione terapeutica, come umanizzare le cure in un’epoca in cui tutto sembra allontanarsi dalla qualità per fare spazio ai numeri e agli algoritmi. Le pratiche curative stanno perdendo ogni giorno di più la loro essenziale vocazione di sostegno e di vicinanza empatica all’uomo. Il dolore conseguente alla malattia ha bisogno di ritrovare e recuperare questi aspetti della relazione medico-paziente e quindi un senso più profondo.
Nell’avvicinarci alla cura, allora, sarà indispensabile allargare la nostra visione come dichiara Marco Guzzi, tenendo conto che siamo parte di un Olos, un tutto, fatto di relazioni, biografie, traumi, storie, di cui solo in minima parte siamo coscienti, e queste storie si esprimono attraverso di noi, cercano- attraverso i sintomi di cui soffriamo- una via, una voce per manifestarsi, per restituirci alla nostra interezza. È necessario che si instauri tra medico e paziente, una nuova intimità, un’alleanza umana, priva di finzioni, maschere o ruoli, in grado di infondere forza e autentica speranza tanto nel paziente quanto nel medico, una relazione di ascolto e reciprocità in cui essi possono prendersi per mano e curarsi a vicenda in quanto ingranaggi di un mondo che anela ad essere curato.
Le recenti pratiche di medicina narrativa sono un esempio di approccio terapeutico in grado di integrare le evidenze e l’oggettività della scienza medica con le storie, ovvero con il vissuto e le emozioni individuali. La D.ssa Rossana Becarelli, presidente di HUMAN MEDICINA, una rete euromediterranea per l’Umanizzazione della Medicina, ha una formazione multidisciplinare che unisce Medicina, Filosofia della Scienza, e un dottorato in antropologia conseguito a Parigi, vantando una carriera come direttore sanitario in numerose strutture ospedaliere italiane e numerose ricerche, studi e conferenze al suo attivo. Attualmente si dedica principalmente alla promozione dell’umanizzazione in ambito medico-sanitario. (Vedi biografia).
Interverrà anche Armando Orfeo, insegnante certificato di Yoga RYT350, che illustrerà alcune tecniche di respirazione
BIOGRAFIE
Rossana Becarelli
Presidente HUMAN MEDICINA – Rete Euromediterranea per l’Umanizzazione della Medicina Laurea in Medicina e Chirurgia e in Filosofia della Scienza (Università Sorbona. Parigi), ha conseguito un Dottorato di ricerca in Antropologia della Medicina (MSH-Ecole des Hautes Etudes en Sciences sociales, Parigi). È stata Fellow in Oncologic Pathology (Columbia University, New York). Ha operato come Direttore sanitario di numerose strutture ospedaliere italiane. Esperta di arte nella cura e per la salute, ha tenuto conferenze a livello internazionale e pubblicato libri e articoli a stampa. Medico, antropologa, filosofa della scienza, presidente di HUM MED (Rete
Euromediterranea per l’umanizzazione della medicina) già direttore sanitario dell’Ospedale Oncologico San Giovanni Antica Sede di Torino, primo centro oncologico italiano, dal 1927. È uno dei massimi esperti italiani nel campo dell’Arte usata come forma empatica di terapia tanto per i pazienti quanto per i curanti. Fa parte del consiglio direttivo de “La Collina degli Elfi”, associazione Onlus che ospita gratuitamente i bambini che hanno vissuto la sofferenza
di una malattia oncologica e le loro famiglie. Presidente di Humana Medicina.
Marco Guzzi (1955), poeta e filosofo, è sposato dal 1985 con Paola Balestreri e ha tre figli: Gloria, Chiara, e Gabriele. Nel 1999 ha fondato i Gruppi Darsi Pace.Laureato in Giurisprudenza (1977) e in Filosofia (1980), ha proseguito i suoi studi a Freiburg e a Bonn.Ha sempre affiancato alla ricerca poetica e filosofica un’intensa attività di comunicazione culturale attraverso seminari e conferenze, ma anche lavorando a lungo nei mezzi della comunicazione di massa.Dal 1985 al 1998 ha infatti condotto alcune delle principali trasmissioni di dialogo col pubblico di Radio RAI, quali Dentro la sera, 3131, e Sognando il giorno. Dal 1985 al 2002 ha diretto i seminari poetici e filosofici del Centro Internazionale Eugenio Montale di Roma. Dal 2004 dirige presso le Edizioni Paoline la collana “Crocevia”.Dal 2005 tiene corsi presso il “Claretianum”, Istituto di Teologia della Vita Consacrata dell’Università Lateranense. Dal 2008 è Professore Invitato nella Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana.Nel 2009 Benedetto XVI lo ha nominato Membro della Pontificia Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon. Tutta questa esperienza di ricerca creativa, e di elaborazione di linguaggi comunicativi, è infine confluita nell’attuale sperimentazione dei Gruppi Darsi Pace, in cui si tenta di favorire il processo di liberazione interiore che il tempo collettivo richiede e sollecita in ciascuno di noi. La comprensione teorica di attraversare una svolta cruciale dei tempi, e l’esperienza poetica della trasmutazione della soggettività che essa comporta, richiedono infatti di tradursi in itinerari concreti di integrazione e di pacificazione interiori da condividere con altre persone. Una ricerca spirituale direttamente finalizzata d’altronde alle trasformazioni storiche, politiche e culturali, che urgono nel nostro tempo di insostenibilità crescenti. Dal 1999 perciò inizia (presso l’Università Salesiana di Roma) l’esperienza di questi gruppi in cui si tenta di integrare i livelli culturale, psicologico, e spirituale di formazione, nell’orizzonte di una riconiugazione tra fede cristiana e modernità.
Pubblicazioni principali: in ambito poetico: Il Giorno (Scheiwiller 1988); Teatro Cattolico (Jaca Book 1991), Figure dell’ira e dell’indulgenza (Jaca Book 1997); Preparativi alla vita terrena (Passigli 2002); Nella mia storia Dio (Passigli 2005); Parole per nascere (Paoline 2014).
In ambito teorico: La Svolta – La fine della storia e la via del ritorno (Jaca Book 1987); Rivolgimenti – Dialoghi di fine millennio (Marietti 1990); L’Uomo Nascente – La trasformazione personale alle soglie del nuovo millennio (RED 1997); Passaggi di millennio (Paoline 1998); L’Ordine del Giorno – La coscienza spirituale come rivoluzione del nuovo secolo (Paoline 1999); Cristo e la nuova era (Paoline 2000); La profezia dei poeti (Moretti e Vitali 2002); Darsi pace – Un manuale di liberazione interiore (Paoline 2004); La nuova umanità – Un progetto politico e spirituale (Paoline 2005); Per donarsi – Un manuale di guarigione profonda (Paoline 2007); Yoga e preghiera cristiana – Percorsi di liberazione interiore (Paoline 2009); Dalla fine all’inizio – Saggi apocalittici (Paoline 2011); Dodici parole per ricominciare – Saggi messianici (Ancora 2011); Il cuore a nudo – Guarire in dialogo con Dio (Paoline 2012); Buone Notizie – Spunti per una vita nuova (Messaggero S. Antonio 2013); Imparare ad amare – Un manuale di realizzazione umana (Paoline 2013); Fede e Rivoluzione – Un manifesto (Paoline 2017); Facebook: Il profilo dell’uomo di Dio (Paoline 2017); Alla ricerca del continente della gioia (Paoline 2019); Dizionario della lingua inaudita – La lingua e la Rivoluzione (Paoline 2019); La vita è l’opera – Una biografia (Paoline 2020)

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