Teatro Firenzuola
da venerdì 26 Giugno 2026 a domenica 28 Giugno 2026
Al Cimitero Germanico della Futa due appuntamenti con gli spettacoli di Underwear Theatre
Per due serate al Cimitero Germanico della Futa, luogo dalla straordinaria forza evocativa, Underwear Theatre porta in scena due lavori rappresentativi del proprio percorso artistico, trasformando un luogo di storia e raccoglimento in uno spazio di confronto tra passato e presente.
Due sguardi, due linguaggi, un’unica voce artistica.
La compagnia Underwear Theatre torna in un luogo caro al suo percorso,
per quello che sarà l’ultimo anno di rappresentazioni, non più consentite dall’ente di amministrazione dal prossimo anno.
CIMITERO GERMANICO DELLA FUTA
PASSO DELLA FUTA
26 e 28 giugno ore 19
LIVING PASOLINI
27 giugno ore 19
IL CANTO DEI GIRASOLI : VAN GOGH IN PAROLE E MUSICA
(recital)
doppio appuntamento che mette in dialogo due spettacoli diversi per temi e forme, offrendo al pubblico l’occasione di attraversare due mondi della stessa ricerca dove il teatro incontra la pietra
Dieter Oesterlen progettò il Cimitero Militare Germanico della Futa tra il 1961 e il 1964, su incarico del Volksbund, dopo l’accordo italo-tedesco del 1955 per la raccolta delle salme dei soldati tedeschi caduti in Italia. Il progetto fu concepito dal desiderio di inserire il sacrario nel paesaggio della Linea Gotica senza imporre un monumento celebrativo: la lunga spirale di pietra segue la montagna come un percorso di memoria e raccoglimento condito di sobrietà e stupore.
La spirale come elemento di connessione fra terreno e ultraterreno sin dall’antichità connessione e tensione fra vita e morte sempre presente sia in Van Gogh sia in Pasolini nella rappresentazione dell’uomo alla ricerca della liberazione dalla sua prigionia
LIVING PASOLINI
del progetto del regista Filippo Frittelli che celebra la forza visionaria di Pier Paolo Pasolini:
poesia, politica e carne si accendono sulla scena in un’eredità che brucia ancora.
Un rito vivo e inquieto,
dove bellezza e ferita
si intrecciano,
e il presente
risuona come un’eco
necessaria.
Ispirato dall’opera di Pier Paolo Pasolini
Regia e ideazione FILIPPO FRITTELLI
con
GIORGIA STORNANTI
CRISTINA CROCCO
ETTORE PETRIOLI
OTTAVIO LEO
RICCARDO STORAI
FILIPPO FRITTELLI
danza e canti antichi
DANIELA TAMBORINO
regia
FILIPPO FRITTELLI
arpa
ANNAMARIA DE VITO
La mattina in cui fu scoperto il cadavere scempiato dalle percosse dei suoi assassini, fra la terra sabbiosa dell’Idroscalo di Ostia, accanto al capannello radunato attorno agli accertamenti delle forze dell’ordine dei ragazzini giocavano a calcio, la palla ad un certo punto finì a pochi centimetri dal corpo ancora riverso.
Questa palla oggi ritorna.
Ci ha spinto a confrontarci con questa tragica ed irrisolta storia del nostro recente passato, ineludibile per chi pratica i sentieri della cultura.
Nel 50° anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, vogliamo riappropriarci dei suoi valori come elemento fondante di un rinnovato sentire. Il progetto mira a restituire in forma performativa attraverso l’azione teatrale il messaggio di uno fra i più significativi artisti e intellettuali del’900.
Punto focale dell’opera pasoliniana è la manifestazione della diversità come elemento di denuncia da un lato e di appartenenza dall’altro.
In “Living Pasolini” i componenti della compagnia hanno interpolato il proprio vissuto personale con la produzione poetica e teatrale dell’autore friulano, creando una serie d’immagini dal forte connotato emotivo. Pasolini è portatore di un materiale sconfinato da un punto di vista letterario ed idealmente è stato pensato come un Virgilio moderno di un viaggio compositivo per riflettere sull’oggi.
Tra la parola scritta (dell’autore) e quella orale (dell’attore) c’è sempre una grande differenza. Abbiamo seguito ed assistito l’assorbimento dei testi senza una traccia drammaturgica precisa, fino a che non sono divenuti pelle, carne, sudore, sangue, caos. Il pubblico sarà immerso in un’esperienza dove gli opposti si toccano, come un fuoco freddo, un funerale allegro, un matrimonio triste.
Ogni attore è l’autore, l’autore è in ogni attore.
Tutto appare provvisorio, tutto pare cadere, rinascere, accadere per caso, tutto va verso la ricerca dell’ordine nascosto e misterioso delle cose.
IL CANTO DEI GIRASOLI
Van Gogh in parole e musica
Concerto Scenico
Tratto ed ispirato dalle lettere al fratello Theo
di Vincent Van Gogh
regia concept e voce
Filippo Frittelli
Musica dal vivo e composizioni originale
Annamaria De Vito
Voce soprano
Francesca Agosta
“E con un quadro vorrei poter esprimere qualcosa di commovente come una musica” V. Van Gogh
Una esecuzione che intreccia arpa, canto lirico e voce recitante in un viaggio intimo nell’anima del pittore, attraverso le lettere al fratello Theo. La musica diventa respiro emotivo, la parola si fa confessione viva: solitudine, luce, tormento e bellezza emergono in un dialogo continuo tra suono e testo. I girasoli, simbolo di resistenza e speranza, invitano lo spettatore ad un’esperienza sensoriale sospesa tra fragilità e incanto.
Il progetto si distingue per l’adozione di una formula innovativa nell’affrontare una delle personalità artistiche più emblematiche e discusse dell’epoca recente: lontano dalle immagini “famosissime” prodotte dall’artista, ricercando il cuore ed il sapore del processo creativo nei suoi scritti diaristici.
Nell’anno della ricorrenza francescana, abbracciare un maestro come Vincent Van Gogh fa pensare ad un parallelismo in termini di uomini guidati da una missione. La sua pittura ha aperto le porte a fine ‘800 della percezione verso il nuovo; il suo esempio, con la sua doppia natura “di monaco e pittore”, il fatto che non abbia ricevuto niente in cambio del sacrificio di una vita per la sua arte (è morto sconosciuto), segnano un confine etico impossibile da trascurare.
Van Gogh, lasciandoci una lezione di passione, generosità e fede struggenti, ha influenzato tutti i linguaggi contemporanei con la sua sete di sincerità assoluta. L’epistolario al fratello – 921 lettere scritte lungo una intera vita : è, secondo gli studiosi, tra i documenti più alti della spiritualità moderna e una delle testimonianze più commoventi nella storia dell’arte.
“Le lettere di Van Gogh sono in un linguaggio semplice, di un uomo in lotta col proprio destino, spesso avverso, in cui tutti si possono riconoscere. Schizofrenia, stenti, ostracismo famigliare, depressione, sembrano i presupposti necessari per la genialità oggigiorno, ma forse, se ci pensiamo bene, è stato proprio lui a sdoganare approcci mentalità e modi “comuni” che hanno accomunato gli artisti negli anni avvenire. La lettura del suo epistolario in realtà, più che del tormento e della difficoltà, ci ha lasciato il sapore dell’immersione in un mondo di tenerezza, umiltà e generosità senza eguali, di passione e amore per la vita, molto lontana, se vogliamo, dagli “stereotipi”, anche cinematografici, del pittore.
Abbiamo estratto quello di più significativo, quello che ci ha colpito di più nelle sue parole, lasciando alla musica il compito di riempire e proseguire…” Filippo Frittelli
PASSO DELLA FUTA – CIMITERO GERMANICO – VENERDì 26, SABATO 27 E DOMENICA 28 GIUGNO
Via San Jacopo a Castro, 59/A, Passo Futa, Firenzuola, SS 65 della Futa, 1512, 50033 Firenzuola FI, Italy
Underwear Theatre è una compagnia di teatro contemporaneo basata a Firenze diretta da Filippo Frittelli regista con oltre 20 anni di esperienza, formatosi con l’Odin Teatret di Eugenio Barba e diplomato all’Università del teatro Eurasiano.
Per info e prenotazione 3482502920
mail: underweatheatre@gmail.com
Underwear Theatre

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