Cultura Bibbiena

da sabato 13 Giugno 2015 a domenica 6 Settembre 2015

10° Anniversario CIFA: Mostra su Giovanni Gastel e esposizione di inedite fotografie di scena di Pasolini di Paul Ronald

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Giovanni Castel

Una grande mostra, un libro su Giovanni Gastel e un’esposizione, in anteprima assoluta, di fotografie di scena di Pier Paolo Pasolini, tra gli eventi esclusivi per il Decennale del CIFA – Centro Italiano della Fotografia d’Autore

Mostra Giovanni Gastel 13 Giugno 2015 – 6 Settembre 2015

Inaugurazione: sabato 13 Giugno 2015 ore 18.00 alla presenza dell’Autore
CIFA, Bibbiena (AR), Via delle Monache 2

Mostra Paul Ronald 13 Giugno 2015 – 6 Settembre 2015
Inaugurazione: domenica 14 Giugno 2015 ore 11.00
Ex Lanificio Berti, Pratovecchio (AR), Via Fiorentina 15

Il CENTRO ITALIANO DELLA FOTOGRAFIA D’AUTORE (CIFA) di Bibbiena (AR), ente nato per volontà della FIAF – la storica Federazione Italiana Associazioni Fotografiche sorta nell’immediato dopoguerra – compie 10 anni e presenta il ricco programma di festeggiamenti a partire da una grande mostra fotografica di Giovanni Gastel, un libro dedicato all’Autore e pubblicato dalla FIAF e un’esposizione di fotografie di scena inedite scattate da Paul Ronald a Pier Paolo Pasolini.

Inaugurato il 28 maggio 2005 nella suggestiva cornice dell’ex carcere mandamentale di Bibbiena (AR), ristrutturato e trasformato in sede espositiva con le originali 16 celle di detenzione, il Centro Italiano della Fotografia d’Autore nasce con l’obiettivo di costituire una sorta di anello di congiunzione fra “Chi ha fatto, chi fa e chi farà la storia della fotografia italiana”, fra la necessità di salvaguardare un patrimonio fotografico altrimenti destinato a disperdersi ed il desiderio di stare al passo coi tempi imposti dai nuovi standard tecnologici. Da quella prima esposizione programmatica della futura attività del Centro si sono susseguite oltre 40 mostre ed eventi, che hanno fatto della struttura bibbienese uno dei centri di riferimento per gli appassionati di fotografia.

In occasione del decennale, il Centro Italiano della Fotografia d’Autore propone un ricco programma di iniziative culturali tra cui:

– Mostra “La poetica ironia” di Giovanni Gastel, uno dei fotografi che hanno dato un’impronta significativa alla fotografia pubblicitaria e di moda, contribuendo con la sua inventiva al successo del prêt-à-porter italiano. La mostra è curata da Giovanna Calvenzi e Claudio Pastrone e presenta, in oltre 150 polaroid 20×25 cm, un panorama significativo del lavoro del grande fotografo pubblicitario e di moda e del suo stile inconfondibile, caratterizzato da una poetica ironia, da una composizione equilibrata che nasce dalla sua passione per l’arte e da un costante riferimento ad un’ideale di eleganza, che l’Autore ha respirato sin dall’infanzia. L’inaugurazione della mostra è prevista il giorno 13 giugno alle 18 presso la sede del Centro Italiano della Fotografia d’Autore in Via delle Monache 2 a Bibbiena (AR). Sarà presente Giovanni Gastel. La mostra rimarrà aperta fino al 6 Settembre. Ingresso gratuito.

A questo link sono disponibili alcune immagini in alta risoluzione di Giovanni Gastel: we.tl/m0gPHZER3u 

– Libro della collana FIAF Grandi Autori della fotografia Contemporanea dedicato a Giovanni Gastel, che oltre a raccogliere un’ottantina di immagini del fotografo milanese, offre ai lettori una piacevole testimonianza autobiografica dello stesso Giovanni Gastel curata da Giovanna Calvenzi.

Mostra “La ricotta di PIER PAOLO PASOLINI” di Paul Ronald, uno dei più apprezzati fotografi di scena del cinema italiano che ha lavorato con quasi tutti i maggiori registi. La mostra è un omaggio, oltre che al famoso fotografo di scena deceduto nel 2015, a Pier Paolo Pasolini a 40 anni dalla sua tragica scomparsa. Curata da Antonio Maraldi, direttore del Centro Cinema Città di Cesena, propone in prima mondiale 45 fotografie tratte dai negativi scattati durante le riprese de La Ricotta, episodio con regia di Pasolini del film Ro.Go.Pa.G. del 1963. L’inaugurazione della mostra è prevista il giorno 14 giugno alle 11 presso Ex Lanificio Berti, Pratovecchio (AR), Via Fiorentina 15. La mostra rimarrà aperta fino al 6 Settembre. Ingresso gratuito.

A questo link sono disponibili alcune immagini in alta risoluzione di Paul Ronald:  we.tl/b0OSKPUsek

Estrazione di fotografie d’Autore. L’estrazione mette in palio fotografie di moltissimi Autori che hanno esposto presso il CIFA in questi 10 anni tra cui Enrico Genovesi, Pierluigi Rizzato, Vasco Ascolini, Alessandra Capodacqua, Antonella Monzoni, Antonio Presta, Antonio Manta, Beppe Bolchi, Cesare Colombo, Davide Mengacci, Elio Ciol, Enzo Cei, Ernesto Fantozzi, Fabrizio Tempesti, Francesco Zizola, Francesco Francaviglia, Marco Rigamonti, Marina Alessi, Mario Ingrosso, Mario Cresci, Maurizio Chelucci, Michele Ghigo, Nino Migliori, Paola Agosti, Piergiorgio Branzi, Pietro Masturzo, Raoul Iacometti, Toni Thorimbert, Uliano Lucas. Ad ogni biglietto, acquistabile sullo shop fiaf (http://shop.fiaf.net), sarà abbinata una fotografia. L’estrazione dei biglietti, comunque tutti vincenti, sarà effettuata il giorno 13 giugno alle 18 presso la sede del Centro Italiano della Fotografia d’Autore in Via delle Monache 2 a Bibbiena (AR). Costo unitario del biglietto €50.
LE ATTIVITA’ E GLI OBIETTIVI DEL CENTRO ITALIANO DELLA FOTOGRAFIA D’AUTORE (CIFA)

Nato nel 2005 per volontà della FIAF, la più importante e meglio organizzata (a livello mondiale) associazione fotografica nazionale non professionale, il Centro vuole proporsi come uno dei punti di riferimento per la cultura fotografica italiana, collaborando ed interagendo con le più importanti istituzioni nazionali ed internazionali che si occupano di fotografia e concentrando in particolare il suo operato sullo studio e la valorizzazione della fotografia italiana dall’ultimo dopoguerra in avanti.

Di fondamentale importanza è l’impegno nel campo della conservazione, inventariazione, catalogazione e riproposizione al grande pubblico del proprio patrimonio fotografico. A questo scopo il Centro ha adibito dei locali realizzati secondo le più recenti normative sulla conservazione del materiale fotografico e ha avviato una campagna di inventariazione e catalogazione dei fondi già acquisiti utilizzando programmi che permettono di interfacciare i dati con quelli delle altre istituzioni culturali italiane.

Anche nel settore educativo il Centro è impegnato con un’attività aperta a diverse esperienze. L’idea è di sperimentare e realizzare pratiche didattiche a tutti i livelli, sia all’interno dell’ambito scolastico, dalla scuola dell’infanzia all’università, sia al di fuori dei luoghi deputati alla formazione, incoraggiando e fornendo un supporto di conoscenze a quell’attività specifica ed importantissima, realizzata dal mondo amatoriale, che sono i corsi di fotografia, tenuti nell’ambito della vita associativa dai circoli fotografici.
LA SEDE DEL CENTRO ITALIANO DELLA FOTOGRAFIA D’AUTORE (CIFA)
La sede del Centro Italiano della Fotografia D’Autore si trova all’interno di un antico edificio situato alle porte del centro storico di Bibbiena, originariamente destinato a carcere mandamentale e la cui costruzione è databile verso la seconda metà del 1800.

Dopo circa un anno e mezzo dall’avvio dei lavori di ristrutturazione, nel settembre 2004, a quasi quaranta anni dalla sua chiusura per inutilizzo, l’antico edificio è stato riaperto al pubblico completamente rinnovato grazie ad un attento restauro conservativo che non ne ha modificato la tipologia fortemente caratterizzata della struttura, pur rendendola fruibile, funzionale ed adattabile.

La pianta esterna dell’ex prigione, a forma di “T”, è costituita da due corpi di fabbrica ortogonali, il primo più piccolo, sul davanti, il secondo di dimensioni doppie, sul retro. La parte frontale, servita da una scala interna, era precedentemente occupata dagli alloggi dei secondini, da uffici e al primo piano da una cella per le donne. Oggi nella parte frontale della struttura si trovano al piano terra le due stanze dell’Ufficio Informazioni e al piano superiore una stanza come archivio fotografico ed altre due stanze fruibili per incontri e conferenze.

Il primo piano della struttura sul retro è servito da un ballatoio che affaccia in un corridoio centrale, il quale occupa l’intera altezza dell’edificio. Dal piano terra si può accedere alla corte esterna posta sul retro, ben protetta da alti muri di recinzione, che era utilizzata per la ricreazione dei carcerati. Tutte le 16 celle ( 8 al piano terra e 8 al primo piano) sono utilizzate ai fini espositivi legati alla fotografia in relazione all’uso dell’immobile comunale come Centro Italiano della Fotografia d’Autore – Archivio FIAF della fotografia amatoriale.

“La ricotta” di Pasolini, foto di Paul Ronald

Scorrendo la lunga filmografia di Paul Ronald, ci sono nomi di registi che si ripetono (a cominciare naturalmente da Visconti) e altri incontrati una sola volta. Quello di Pier Paolo Pasolini è tra questi. Nelle lunghe chiacchierate, quando gliene chiedevo il motivo, Paul ribadiva che con Pasolini non c’erano stati problemi, che era una persona correttissima ma che sul set de

La ricotta (episodio del collettivo Rogopag, composto anche dai segmenti diretti da Rossellini, Godard e Gregoretti; da cui il titolo del film) non si era trovato a proprio agio, tanto da abbandonare la lavorazione dopo un paio di giorni. lui, borghese e laico di vedute liberali e non certamente un moralista, in quel clima che definiva quasi blasfemo, si era trovato. Va detto che le riprese a cui aveva assistito potevano certo dare quell’impressione, con quei protagonisti e comparse provenienti dal sottoproletariato, che nelle pause inscenavano strip tease o balli scatenati (come testimoniano le foto), a poca distanza dalle croci poi utilizzate durante le riprese.

Mentre il risultato finale, a montaggio terminato, fa de La ricotta un’opera tra le più alte dell’intero percorso cinematografico pasoliniano. Ronald comunque ha documentato da par suo quella lavorazione, sia negli esterni, nella periferia romana, che in studio per la ricostruzione dei dipinti di Pontormo e Rosso Fiorentino. Una parte di quegli scatti (compreso il colore) li aveva consegnati alla produzione e una parte li aveva conservati. Curiosamente, lui che non teneva per sè nulla – o quasi – dei suoi lavori, aveva deciso di trattenerli. Si tratta di un centinaio di negativi, sia 6×6 che 35 mm., che Ronald non considerava scarti ma di riserva.

Lui, abitualmente e a differenza di qualche collega, non scattava moltissimo, certo del suo lavoro. Quel centinaio di negativi Paul me l’ha donato, durante una delle ultime volte che sono stato a trovarlo nella sua casa nei pressi di Wassy, nel Nord della Francia.

Da una selezione di quei negativi, mai sviluppati in precedenza, è nata questa mostra pensata sia per celebrare uno dei maggiori fotografi di scena del cinema italiano, scomparso nel gennaio di quest’anno, che per ricordare Pier Paolo Pasolini a quarant’anni dalla tragica morte

Paul Ronald, nota biografica

Paul Pellet Ronald nasce a Hyères, nel sud della Francia, il 17 ottobre 1924 da una famiglia di piccoli commercianti. Dopo il liceo si iscrive alla scuola nautica ma a causa della guerra si trasferisce a Nizza, dove comincia a frequentare l’ambiente del cinema. Qui conosce G.R. Aldo, fotografo italiano che lavorava con successo in Francia e che in seguito diventerà uno dei maggiori direttori della fotografia del cinema italiano. E’ Aldo, al quale fa da assistente per L’eternel retour (1943) di Delannoy, che lo avvia alla professione di fotografo di scena. Dopo due anni come fotografo di guerra con gli alleati, Paul Ronald è secondo fotografo di Aldo per La belle e la bete (1946) di Jean Cocteau. In seguito, come fotografo di scena, lavora sui set di Turbine d’amore (1946) di Lecombe e di Risorgere per amare (1947) di Delannoy. L’anno dopo viene chiamato in Italia da Aldo, come fotografo e consulente per la pellicola, per prendere parte alle riprese de La terra trema (1948) di Luchino Visconti. Nel 1949 è nuovamente coinvolto da Aldo nella lavorazione di Il cielo sulla palude di Augusto Genina.

Decide allora di stabilirsi definitivamente in Italia, assieme alla moglie Huguette (1924-1991), anch’essa attiva fotografa di scena. Ben presto Ronald si afferma come uno dei più apprezzati fotografi di scena del cinema italiano e lavora con quasi tutti i maggiori registi. Quasi un centinaio i film seguiti nel corso della sua lunga carriera. Documenta tutti i film di Visconti fino a Il lavoro, episodio di Boccaccio ’70 (per Bellissima è anche direttore della fotografia) e anche quasi tutte le sue messe in scena teatrali. Lavora, tra gli altri, con Blasetti (La fortuna di essere donna), Cavani (Interno berlinese, Francesco), Fellini (Le tentazioni del dottor Antonio di Boccaccio ’70, Otto e mezzo), Ferreri (Harem, Chiedo asilo), Lattuada (Guendalina, Fraulein Docktor), Pietrangeli (Nata di marzo), Risi (Fantasma d’amore, Primo amore, Sono fotogenico, Caro papà) e Scola (C’eravamo tanto amati, La terrazza, Passione d’amore, Il mondo nuovo, Maccheroni). Diversi i lavori anche sui set internazionali: Il tesoro dell’Africa e La Bibbia di Huston, Il re ed io di Lang, Waterloo di Bondarciuk, Che cosa è successo tra mio padre e tua madre? di Wilder, Popeye di Altman. Ha pubblicato vari libri tra cui l’ormai classico Rome, Ville des Villes e I carabinieri (commissionatogli dall’Arma in occasione del 150° anniversario della fondazione).

L’ultimo film seguito è stato Storia di una capinera (1994) di Franco Zeffirelli, regista con il quale ha spesso collaborato. Paul Ronald, dopo la morte della moglie, è tornato in Francia e ha vissuto nei pressi di Wassy, in Haute Marne, fino al 2012, quando, in seguito al peggiorare delle condizioni di salute, si è trasferito presso la sorella nelle vicinaze di Gad, nel sud della Francia, dove è morto il 13 gennaio 2015.

Per  informazioni:
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Fonte: Ufficio Stampa

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