Cultura Massa

sabato 15 giugno 2019

Presentazione del libro di Stefano Baruzzo Fascismi di provincia. Pontremoli e l’Alta Lunigiana alla libreria Libri in Armonia

Dei diversi “fascismi” della provincia apuana si parlerà a Massa, alla libreria “Libri in Armonia” via Pacinotti 16, nell’incontro di sabato 15 giugno (17.30), in occasione della presentazione del nuovo libro di Stefano Baruzzo Fascismi di provincia. Pontremoli e l’Alta Lunigiana (1919-1925). Con l’autore dialogherà il prof. Giuseppe Benelli.

Il primo fascio di combattimento della provincia di Massa Carrara sorse nel novembre del 1920 a Pontremoli, capoluogo del circondario dell’Alta Lunigiana. Il dato è singolare, poiché la regione non presentava caratteristiche simili alle aree di maggior diffusione del fascismo e non offriva le opportunità di successo che esso colse in altre regioni.

Il libro ricostruisce la nascita e l’affermazione del fascismo a Pontremoli e in Alta Lunigiana dalle origini alla svolta autoritaria (1919-1925), nel contesto degli avvenimenti nazionali e in collegamento con lo sviluppo del fascismo provinciale.

A Massa e a Carrara i fasci apparvero nel maggio dell’anno successivo, in occasione delle elezioni politiche.

I percorsi furono diversi. L’ascesa del fascio carrarese fu rapida e violenta, fino a raggiungere nel giro di un anno una posizione incontrastata nella sua città e di guida del fascismo apuano con il suo ras Renato Ricci.

Il fascio massese divenne un protagonista dopo le giornate di fine giugno 1921 a Massa, ma la sua posizione rimase a lungo instabile, nonostante la vittoria alle elezioni comunali del 1° ottobre 1922, prima della marcia su Roma (a Massa si insediò la prima amministrazione fascista d’Italia).

La ‘marcia su Pontremoli’ da parte del fascio locale, nonostante la primogenitura nel fascismo apuano, fu più lunga e dovette fronteggiare il partito popolare, un avversario relativamente nuovo ma ben radicato in una terra di lunga e salda tradizione cattolica.

Per informazioni:

Libri in Armonia tel. 0585/44962

fascismi di provincia

Fonte: Ufficio Stampa

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