Cultura Livorno

da sabato 11 maggio 2019 a domenica 30 giugno 2019

Memoria Fotografica: Storia di un recupero collettivo di Daniele Dainelli alla Biblioteca Labronica Bottini dell’Olio

Sabato 11 maggio 2019 alla Biblioteca Labronica Bottini dell’Olio di Livorno il via all’evento con il workshop “Contributi per la definizione di una metodologia di recupero di materiale fotografico” e, a seguire, un seminario e l’inaugurazione della mostra sul corpus fotografico di Daniele Dainelli, dopo il progetto di recupero dai danni subiti nell’alluvione che ha colpito Livorno nel settembre 2017.

“Memoria Fotografica: Storia di un recupero collettivo” è il titolo di una mostra e insieme un momento per riflettere sugli strumenti e le azioni di rigenerazione a partire da un evento tragico e calamitoso come l’alluvione che ha colpito Livorno nel settembre del 2017. Si parla di fotografia, del noto fotografo livornese Daniele Dainelli, e del suo archivio storico danneggiato dal fango in quella notte tra il 9 e 10 settembre 2017. L’appello al recupero e la catena di solidarietà si è attivata subito e ha coinvolto tante persone e soggetti che, da allora, si sono messe all’opera per salvare una fetta preziosa di memoria che, per quanto la tecnologia avanzi, resta soggetta alla deperibilità.

Sabato 11 maggio 2019, negli spazi della Biblioteca Labronica Bottini dell’Olio di Livorno si presenterà l’evento, a ingresso libero, che illustrerà i risultati di un progetto di ricerca finanziato dalla Regione Toscana riguardante i danni subiti dal corpus fotografico del fotoreporter livornese. Il progetto “Memoria Fotografica” si pone come obiettivo primario il recupero, la stabilizzazione e la messa in sicurezza del materiale fotografico danneggiato dell’archivio Dainelli, che raccoglie un consistente corpus di opere, testimonianze e materiali documentativi appartenenti al fotografo contemporaneo, di fama internazionale, Daniele Dainelli. L’archivio – un pezzo di patrimonio rappresentativo della produzione artistica e culturale contemporanea che origina dal territorio livornese – comprende classi diverse di materiale fotografico (negativi colore, diapositive colore, stampe a sviluppo cromogeno e inkjet) ed è stato gravemente compromesso dall’alluvione.

Nonostante il primo intervento di urgenza eseguito sul corpus dell’archivio nei giorni successivi all’inondazione, il materiale versa attualmente in uno stato di conservazione molto critico che, in assenza di un intervento mirato, può comprometterne definitivamente la fruibilità. È quindi evidente la necessità di un piano strutturato per il recupero e la restituzione della leggibilità del materiale, e per la sua conservazione a lungo termine, sia al fine di garantire nuovamente la fruibilità sia per prevenire l’avanzare di processi di degrado ormai innescati dall’esposizione alle condizioni estreme dell’alluvionamento. Per questo, la giornata di sabato 11 maggio alla Biblioteca Labronica Bottini dell’Olio di Livorno si aprirà con il workshop “Contributi per la definizione di una metodologia di recupero di materiale fotografico” organizzato dall’Istituto di Fisica applicata “Nello Carrara” del CNR di Firenze e dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze in collaborazione con la Coop Itinera Progetti e Ricerche di Livorno, cui seguirà un seminario di approfondimento sull’archivio del fotografo Daniele Dainelli.

Alle 18.30, quindi, vernissage della mostra “Memoria Fotografica: storia di un recupero collettivo”, che sarà aperta fino al 30 giugno 2019, con ingresso libero. «“Memoria Fotografica” – sostiene Daniela Vianelli, presidente Coop Itinera – è un progetto importante che vede la collaborazione e il lavoro di molti soggetti qualificati: dall’IFAC CNR all’Opificio delle Pietre Dure e all’Università di Firenze, nonché tutti i vari professionisti che si sono messi in gioco. A due anni dal primo recupero dell’archivio privato di Dainelli, adesso l’archivio stesso è diventato patrimonio di memoria collettiva e quindi contribuisce ad arricchire il sapere pubblico e questo è un grande risultato». Fotografo livornese di fama internazionale, Daniele Dainelli vive in Giappone e lavora in Cina, ma resta legato alla sua terra d’origine e sarà presente all’evento inaugurale della mostra. «La prima cosa da evidenziare – sostiene Dainelli – sono le persone che si sono sensibilizzate, subito dopo l’alluvione, per il recupero dell’archivio, a partire dalle mie figlie Jasmine e Federica. In quel momento io ero in Cina e non facevo certo pressioni, data la gravità della situazione e aspetti ben più importanti del mio archivio. Ma da lì è nato un interesse a catena che ha portato alla nascita di un progetto, scritto dalla restauratrice Simona Cicala, che poi è stato finanziato dalla Regione Toscana e adesso è realtà. Credo che un 70% dell’archivio si fisicamente stato ripreso, ma di questo 70% non sappiamo ancora quanto è recuperabile, ci sono vari livelli di danneggiamento. Sono 40.000 fotogrammi, ma tanti non sono più recuperabili; del materiale recuperato il 20% è piuttosto pulito, poi si va a scalare. Il lavoro di ricerca su cosa si può salvare e cosa no è ancora in atto. Il convegno cercherà di evidenziare, a livello scientifico, come recuperare l’archivio, in quanto patrimonio personale e collettivo, e si concentrerà sul patrimonio analogico. Credo sia importante iniziare un percorso per definire dei riferimenti validi in caso di eventi simili a quanto successo a me. Per quanto riguarda la mostra, invece mi sono confrontato con il mio passato, i miei inizi; spero non emerga solo un aspetto negativo, ma anche un segnale di speranza, per dare continuità e considerare che un cambiamento non è solo negativo. Nella mostra io cerco di evidenziare qualcosa che va al di là della fotografia ed è il supporto, che in quanto materia ha una sua vita e si trasforma». Secondo l’Assessore alla Cultura del Comune di Livorno Francesco Belais, infine, «la fotografia è molto sentita a Livorno e una mostra come questa è basilare, così come è peculiare poterla unire a un evento tragico nella storia della nostra città come quello dell’alluvione, che tra l’altro fece slittare di mesi l’apertura del Museo».

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA. Sabato 11 maggio, alla Biblioteca Labronica Bottini dell’Olio (Piazza del Luogo Pio, Livorno) si parte alle ore 9 con il workshop “Contributi per la definizione di una metodologia di recupero di materiale fotografico”: I° parte con Marcello Picollo (IFAC-CNR) in veste di moderatore e gli interventi dei seguenti relatori: Anne Cartier-Bresson (INP), Barbara Cattaneo (OPD), Simona Cicala (SABAP-BA) e Giulia Fraticelli (Restauratrice indipendente). Dalle 11.15 via alla II° parte con Barbara Cattaneo (OPD) in qualità di moderatrice degli interventi di: Rodorico Giorgi (UniFI), Isetta Tosini (OPD), Giorgio Trumpy (Università Zurich) e Marcello Picollo (IFAC-CNR). Alle 12:40 le considerazioni finali, quindi nel pomeriggio, alle ore 15.00 spazio al Seminario “Memoria Fotografica: storia di un recupero collettivo”, moderato dalla Coop Itinera. Questi i relatori: Cristina Luschi (Responsabile Sistema Bibliotecario e Spettacolo Comune di Livorno), Laura Lezza (fotografa Getty Images), Barbara Caranza, Pietro Livi e Massimo Montanari di Chief onlus (Cultural Heritage International Emergency Force – Bologna), Giulia Fraticelli (Restauratrice), Marcello Picollo (IFAC-CNR). Dalle ore 16.50, i contributi per approfondimenti di: Michele Lezza (Associazione 8mmezzo), Emanuela Sesti (Archivio Alinari) e Michele Smargiassi (giornalista de La Repubblica). Alle ore 18, quindi, l’iniziativa intitolata “L’immagine ferita”: Renata Ferri (photoeditor di Io Donna) dialoga con il fotografo Daniele Dainelli. Alle ore 18:30 l’inaugurazione della mostra ed evento espositivo Archivio Fotografico Daniele Dainelli. La mostra resterà aperta fino al 30 giugno (ingresso libero). Per informazioni: Coop Itinera – Tel. 0586/894563 – 339/4175103 – segreteria@itinera.info.

DANIELE DAINELLI

Biografia

Daniele Dainelli è un fotografo livornese, di grande talento, dotato di una particolare sensibilità per il colore e di una capacità di inchiesta che gli permettono di realizzare immagini di grande forza espressiva. Dal 1995 si dedica alla fotografia e nel 1999 entra a far parte dell’agenzia Contrasto e inizia a collaborare con alcune delle più prestigiose testate internazionali: Time, Time Asia, Stern, GEO, GEO Francia, l’Express (Francia), D – la Repubblica, iO Donna, l’Espresso. Nel 2001 si trasferisce a New York, dove documenta i cambiamenti intervenuti dopo la tragedia dell’11 settembre e nello stesso periodo si dedica a un lavoro sugli artisti e i loro spazi creativi ed espositivi, realizzando una serie di lavori in Europa e negli Stati Uniti. Parallelamente alle commissioni editoriali porta avanti progetti personali a lungo termine tra l’Europa, il Giappone e la Cina e incuriosito dalle opportunità di questo paese decide di trasferircisi.

Sin dall’inizio dedica gran parte della sua ricerca sperimentando e mettendo alla prova il supporto sul quale si andavano a impressionare le fotografie. Lavora molto in camera oscura e qui si svolge gran parte del processo creativo che lo porta a toccare con mano quel processo chimico, non del tutto controllabile, che permette l’impressione dell’immagine sulla carta. Ancora oggi, pur lavorando in digitale, continua a scattare in negativo, affascinato dalla vita organica di questo supporto.

Con la fotografia analizza soggetti molto diversi tra loro passando da indagini sulle grandi metropoli del mondo agli spazi rurali della campagna cinese. Si ferma, osserva, analizza e utilizzando linguaggi differenti, scatta: da fotografie di oggetti quotidiani ad immagini di paesaggi immensi, da interni vuoti a figure umane, sempre cercando di raccontare altro. Interessato alla forma e alla composizione, la fotografia diventa per lui, sempre di più, non tanto indagine documentaristica, ma linguaggio estetico e artistico.

Negli ultimi anni ritorna all’analogico, attratto sempre più intensamente dall’organicità della pellicola, nel tentativo di recuperare quel rapporto materico iniziale tra il fotografo e il supporto chimico per imprimere immagini.

Daniele Dainelli vive in Giappone e lavora in Cina.

Memoria Fotografica: Storia di un recupero collettivo

Fonte: Ufficio Stampa

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