Cultura Prato

da venerdì 8 settembre 2017 a domenica 14 gennaio 2018

La Madonna della Cintola di Bicci di Lorenzo dal Museo della Collegiata a una mostra a Prato

La Madonna della Cintola di Bicci di Lorenzo

È partita nella mattina dello scorso 31 agosto, alla volta del Museo di Palazzo Pretorio a Prato, la tavola con la Madonna della Cintola di Bicci di Lorenzo, conservata nel Museo della Collegiata di Empoli.

Il dipinto sarà esposto dall’8 settembre al 14 gennaio 2018 alla mostra ‘Legati da una Cintola. L’assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città’, curata da Cristina Gnoni e Andrea De Marchi. Per Empoli e in particolare per il Museo della Collegiata è l’ennesima occasione di ‘esportare’ temporaneamente un tassello del proprio patrimonio culturale contribuendo ad arricchire il valore scientifico di una mostra temporanea.

L’esposizione vuol ripercorrere il ruolo che la Sacra Cintola – la cintura della Vergine custodita nel Duomo e che per secoli è stata il tesoro più prezioso di Prato – ha avuto nella storia della città, simbolo religioso e civile, fulcro delle vicende artistiche di Prato ed elemento cardine della sua identità.

LA MOSTRA PRATESE – Un tema, quello della reliquia pratese, che consente di accendere un fascio di luce intenso su un’età di grande prosperità per Prato, il Trecento, a partire dalle committenze ad artisti di primo ordine come lo scultore Giovanni Pisano e il pittore Bernardo Daddi, che diedero risonanza alla devozione mariana a Prato come vero e proprio culto civico.

La mostra prende spunto da quel prezioso simbolo dall’innegabile valore identitario per intrecciare i fili di un racconto che parla della città e del suo ricco patrimonio di cultura e bellezza custodito sul territorio e riconoscibile al di fuori dei confini locali.

Leggenda, arte e tradizione L’origine del culto della sacra cintola affonda le sue radici nel XII secolo. La leggenda vuole che la cintura, consegnata a San Tommaso dalla Madonna al momento dell’Assunzione, sia stata portata a Prato verso il 1141 dal mercante pratese Michele e da questi donata in punto di morte, nel 1172, al proposto della pieve. Fra Due e Trecento la reliquia assurse al ruolo di vero e proprio segno dell’elezione della città, santificata da una così preziosa vestigia miracolosamente giunta dalla Terra Santa, e divenne motore delle vicende artistiche pratesi.

La mostra è costruita attorno alla tavola di Bernardo Daddi, una delle immagini più prestigiose di tutto il Trecento dedicate all’Assunta e al dono miracoloso della Cintola all’incredulo San Tommaso commissionata nel 1337-1338. L’opera nel tempo è stata smembrata e la sua complicata diaspora ha fatto sì che si perdesse la coscienza stessa della sua capitale importanza. La mostra pretese sarà occasione per poterla riunendo tutti i suoi componenti.

Intorno a questa ricostruzione verrà illustrata la varia fortuna in Toscana dell’iconografia che univa la morte della Vergine e la sua assunzione in cielo.

PER SANTO STEFANO – In questo percorso gioca un ruolo importante anche la tavola di Empoli, parte centrale di un polittico smembrato, un tempo conservato nella chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani. Il dipinto, uscito dal pennello di Lorenzo di Bicci, che qui dimostra la sua sapienza artigianale, in specie nel manto bianco della Vergine percorso dal motivo di uccelli affrontati blu e oro , e nelle ali iridate degli angeli, oggi diminuite dai vecchi restauri.

Anche il Duomo di Prato sarà parte integrante di un percorso che permetterà ai visitatori di entrare nella cappella della Cintola, abitualmente preclusa alla visita, e ammirare il ciclo di affreschi realizzati da Agnolo Gaddi.

Fonte: Comune di Empoli - Ufficio Stampa
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