Cultura Prato

da lunedì 6 novembre 2017 a domenica 12 novembre 2017

La grande Fuga: Teatro e carcere in Toscana, la mostra presso la Sala espositiva Campolmi

La Grande Fuga mostra

LA GRANDE FUGA
Teatro e carcere in Toscana

a cura di Teatro Metropopolare
in collaborazione con Coordinamento Teatro in carcere Regione Toscana

con il patrocinio del Ministero della Giustizia
con il sostegno di  Regione Toscana e Comune di Prato
da lunedì 6 a domenica 12 novembre 2017

Inaugurazione lunedì 6 novembre 2017 ore 17.30

Sala espositiva Campolmi
Complesso Campolmi,via Puccetti 3 Prato

orario di apertura: 15 – 20

ingresso libero

La mostra La grande fuga. Teatro e carcere in Toscana apre alla cittadinanza una finestra sull’importante impegno delle associazioni che operano nelle carceri del territorio toscano e che sono messe in rete dal progetto regionale “Teatro in carcere”, promosso dalla Regione Toscana.

La mostra è organizzata da Teatro Metropopolare, il collettivo fondato e guidato dalla regista siciliana Livia Gionfrida che lavora dal 2008 all’interno della Casa Circondariale La Dogaia di Prato, dove ha

creato un laboratorio permanente di ricerca e produzione teatrale in cui lavorano attori detenuti e artisti del collettivo.
La compagnia pratese dopo anni di tenace attività, grazie al sostegno della Regione Toscana e del Comune di Prato e alla collaborazione della Direzione, dell’area Educativa e degli agenti della C.C. La Dogaia, è riuscita a sviluppare sempre più l’idea di un carcere aperto ad eventi esterni non occasionali.

Negli anni il carcere è diventato una vera e propria residenza artistica ideale, un luogo di incontro nel quale la compagnia conduce ogni anno un laboratorio di formazione teatrale, organizza workshop, concerti e momenti di alta formazione con professionisti esterni, provenienti dal mondo del teatro, della danza e della musica.

Il collettivo produce ogni anno spettacoli teatrali che vengono replicati dentro e fuori il carcere. Attualmente sta lavorando ad un nuovo spettacolo, Studio per un finale, che vede protagonisti quattro attori-detenuti della compagnia.
Lo spettacolo sarà presentato in anteprima al Teatro Palladium a Roma all’interno del festival Destini Incrociati e replicato il 22 novembre al Teatro Magnolfi a Prato.
Proprio l’appassionato, ma troppo spesso invisibile lavoro che le compagnie e gli operatori svolgono negli istituti toscani, è al centro della mostra La grande fuga.

Sin dalla fine degli anni Ottanta, l’incontro fra le compagnie e gli operatori teatrali con i detenuti ha consentito la realizzazione di numerosi percorsi laboratoriali che hanno condotto ad eventi produttivi, caratterizzati da una forte rilevanza artistica e, insieme, sociale.

Su queste premesse è nato il progetto regionale “Teatro in carcere”, promosso dall’ Assessorato alla cultura della Regione, che ha costituito uno dei primi tentativi di mettere in rete il lavoro delle realtà associative sul territorio regionale ed è stata esperienza trainante per altre analoghi progetti. Il coordinamento rappresenta un importante organismo di connessione tra le istituzioni, le realtà associative del territorio e le direzioni delle case circondariali, ed ha l’obbiettivo di superare l’isolamento delle esperienze e costruire una rete fra le diverse realtà, pur salvaguardando le identità artistiche e le autonomie progettuali.

Il progetto “Teatro in carcere” include attualmente diverse realtà operative nelle carceri toscane: Arci Solidarietà Livorno (Casa Circondariale di Livorno), Associazione ANSPI (Istituto Penale Minorile di Pontremoli), Associazione Dialogo (Casa di Reclusione Porto Azzurro), Teatro Metropopolare (Casa Circondariale La Dogaia di Prato), Associazione Sobborghi (Casa Circondariale di Siena e Casa Circondariale di Massa Marittima), Centro di Teatro Internazionale (Casa Circondariale Mario Gozzini di Firenze), Cooperativa C.A.T. (Casa Circondariale Sollicciano di Firenze, Casa Circondariale Mario Gozzini di Firenze), Empatheatre (Casa Circondariale San Giorgio di Lucca e Casa di Reclusione di San Gimignano), Giallo Mare Minimal Teatro (Casa Circondariale Femminile di Empoli), Krill Teatro (Casa Circondariale Sollicciano di Firenze), Tempo Reale / Massimo Altomare (Casa Circondariale Sollicciano di Firenze), Sacchi di Sabbia (Casa Circondariale Don Bosco di Pisa).

TEATRO METROPOPOLARE è un collettivo di artisti fondato e guidato dalla regista siciliana Livia Gionfrida; ha sede a Prato dove svolge attività di produzione, formazione e diffusione nell’ambito della ricerca teatrale e video. Il collettivo fa parte del Coordinamento Teatro e Carcere della Regione Toscana e del Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere.

Dal 2008 lavora stabilmente all’interno della Casa Circondariale La Dogaia di Prato, dove ha creato un laboratorio permanente di ricerca e produzione teatrale a cui lavorano attori detenuti e artisti del collettivo. La compagnia è composta da attori italiani e immigrati anche detenuti o in semilibertà. In questi anni il collettivo ha operato anche presso gli Istituti Penali Minorili di Firenze e di Pontremoli.

Dopo anni di tenace attività, grazie alla collaborazione del Comune di Prato, della Regione Toscana e della Direzione, dell’area Educativa e degli agenti della C.C. La Dogaia, Metropopolare è riuscito a sviluppare sempre più l’idea di un carcere aperto ad eventi esterni non occasionali. Negli anni il carcere è diventata la loro residenza artistica ideale e, grazie al contributo e alla collaborazione dell’Amministrazione Penitenziaria, hanno iniziato a costruire all’interno dell’Istituto una vera e propria sala teatrale attrezzata.

In questo luogo di incontro conducono ogni anno da settembre a luglio un laboratorio di formazione teatrale aperto ai detenuti e organizzano workshop e momenti di alta formazione con professionisti esterni, provenienti dal mondo del teatro e della danza (hanno collaborato con Roberto Latini, Arianna Scommegna, Fausto Russo Alesi, Luigi Lo Cascio, Rossana Gay, Claudia Catarzi, Jacopo Jenna, Deborah La Mantia, Massimiliano Civica, Oscar De Summa).

La formazione teatrale dei detenuti continua anche all’esterno del carcere, nei teatri di Prato e Firenze, con il progetto Invito a teatro (la collaborazione è attiva al momento con Teatro della Pergola – Teatro della Toscana, Teatro Cantiere Florida, Teatro Metastasio di Prato, Opera di Firenze). Hanno lavorato negli anni passati ad una trilogia shakespeariana composta da Hamlet’s Dream (2011-12), Macbetto (2013) e H2Otello (2014).

Nel maggio del 2016 hanno portato in scena l’anteprima della nuova produzione, Proteggimi, una riscrittura originale ispirata alla vita e alle opere del drammaturgo americano Tennessee Williams. Tutti gli spettacoli hanno per protagonisti attori-detenuti e professionisti di diverse nazionalità ed hanno replicato per pubblico esterno ed interno all’Istituto.

L’idea di un cantiere culturale aperto tutto l’anno li ha portati ad organizzare insieme all’Assessorato alla Cultura del Comune di Prato eventi musicali per il pubblico di detenuti ed esterno.

Dal 2014 sono stati ospitati in Dogaia Paolo Benvegnu`, Andrea Franchi, Peppe Voltarelli, Bobo Rondelli, Alessandro Mannarino, Gatti Mezzi, La Band del Brasiliano, Il Quinto Elemento, Shel Shapiro e Orchestra Multietnica di Arezzo.

Nelle scuole propongono a studenti e insegnanti percorsi teatrali dedicati all’educazione alla legalità, allo stereotipo di genere e al tema dell’immigrazione.

Fonte: Ufficio Stampa
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