Cultura Firenze

da venerdì 21 settembre 2018 a venerdì 9 novembre 2018

It Happens la mostra che mette a confronto due artisti internazionali come Luca Resta e Vlad Nanca

 

It happens

La galleria Il Ponte di Firenze, dopo la pausa estiva, inaugura la nuova stagione con il nuovo progetto IT HAPPENS, curato da Paola Tognon; esso ha l’obiettivo di indagare la cultura visuale contemporanea, offrire occasioni di sperimentazione e confronto fra giovani artisti internazionali, ampliare le relazioni della galleria – attiva da oltre 50 anni – attraverso il dialogo inter-generazionale.

IT HAPPENS prevede annualmente la chiamata di artisti che, a seguito di incontri, residenze e un comune periodo di lavoro a Firenze, presentano un progetto site specific per i doppi spazi della galleria Il Ponte. Vlad Nanca (Bucarest, Romania) e Luca Resta (Italia, vive e lavora a Parigi) partecipano alla prima edizione di IT HAPPENS.

Senza limiti materiali, obblighi di condivisioni pratiche, spaziali o linguistiche, senza la necessità di strutturare uno show condiviso, la ricerca di Vlad Nanca sullo spazio pubblico e la sua resilienza poetica – oggettuale (tra memoria e utopia passando per un assillante presente quotidiano) si incontra con le ripetizioni ossessive di Luca Resta componendo un progetto a 4 mani, nei doppi spazi della Galleria, fatto di azioni e suggestioni, immagini, video, sculture e readymade.

Gli oggetti e le immagini che si rimandano e ribadiscono nei decenni, registrati e riproposti dall’occhio poetico e politico dell’artista rumeno Vlad Nanca, si incontrano con la ripetitività di azioni meccaniche, umane o tecnologiche, che delocalizzano per forma e funzione gli oggetti proposti dell’italiano Luca Resta. I due artisti compongono insieme, a pieno titolo (di nome e di fatto) il progetto IT HAPPENS trasformando la galleria Il Ponte in uno spazio rarefatto nel quale l’ironia e un divertimento pungente dominano ossessioni e stratificazioni di senso.

Gli incontri, le lunghe corrispondenze via email, gli scambi di riferimenti (dalla storia alla cucina, dal linguaggio alle ricerche artistiche e architettoniche degli anni ‘70, dai set di rarefatte sfilate di moda agli oggetti di uso quotidiano) hanno costituito una piattaforma virtuale e surreale sulla quale i due artisti per molti mesi hanno caricato ricerche, poetiche e similitudini formali oltre che le esperienze delle mostre e dei progetti in corso, tra Marsiglia, Bruxelles, Parigi e Bucarest. Esito sarà la convivenza tra opere e storie in un allestimento partecipativo durante i giorni della residenza in Firenze, occasione premeditata di incontro e confronto fra Vlad Nanca e Luca Resta. Come in un gioco di cruciverba, la mostra svelerà parole, gesti e significati intimi, nostalgie e rievocazioni, immagini e azioni costruiti nei mesi del progetto site specific IT HAPPENS 01.
Biografia

Vlad Nanca, nasce nel 1979. Studia Fotografia e Video, dal 2001-2003 all’Università d’Arte a Bucarest (Romania) dove vive e lavora. Parallelamente a questa sua prima pratica artistica, è un attivo participante alla coagulazione della giovane scena artistica a Bucarest. Nel 2003 è uno dei membri fondatori della iniziativa 2020, sotto la quale tra gli altri eventi, ospita la Home Gallery (con mostre di Anna Jermolaewa, Ioana Nemes, Mona Vatamanu and Florin Tudor, Janek Simon, etc.). Nel 2008 – 2009 fonda e coordina “Scoala Generala”, un tipo di istituzione di università libera.

I suoi primi lavori impiegano simboli politici e culturali spesso utilizzando giochi di parole per evocare nostalgia, in riferimento alla Romania e alla recente storia dell’Europa dell’Est e al cambiamento del clima sociale e politico del loro tempo, ma i suoi interessi attuali si rivolgono allo spazio (pubblico) e al suo uso e funzioni, materializzandosi in sculture, oggetti e installazioni.

Nel 2009, anno che segna i venti anni dalla rivoluzione della Romania, testimoniamo un cambiamento nella sua pratica, “scivolando dal politico al poetico. Fuori della vita artistica io rimango politicamente e civilmente coinvolto, ma i miei lavori artistici non necessariamente rivelano questo. Comunque, anche se i miei lavori sembrano focalizzarsi meno sull’aspetto politico e più su quello visivo e poetico, questo estetismo non trasmette un ritiro da quello sociale. Credo che limitarmi a esprimere chiaramente temi politici nel mio lavoro mi abbia reso un cittadino più attivo e allo stesso tempo abbia ampliato il raggio d’azione delle mie opere d’arte. Il mio interesse per la storia recente è rimasto invariato e negli ultimi anni uno dei temi che mi è piaciuto esplorare è stato la storia dell’architettura e le sue versioni del postmodernismo nell’Europa Occidentale e Orientale.” Nella sua mostra del 2015 “From the white square to the white cube” si stava concentrando su un’intersezione immaginaria dell’utopia socialista come visto nei lavori degli architetti radicali Italiani Superstudio e la realtà della vita giorno per giorno nella Romania socialista degli anni Settanta. Lo stesso sguardo retrospettivo lo troviamo anche in “Souvenirs from Earth”, altra mostra personale del 2015 che inizia dalla domanda “Cosa portesresti con te in una traslocazione su un pianeta 2.0?” Egli cerca di speculare sulla possibilita di colonizzare Kepler 452b (un pianeta con simili condizioni atmosferiche a quelli della Terra) e mette in diascussione il patrimonio culturale che si potrebbe portare a un trasferimento fittizio, fuori della nostra galassia.

Tra le sue personali, menzoniamo In the Natural Landscape the Human is an Intruder, SABOT gallery, Cluj, Romania (2018); Souvenirs from Earth, Calina Gallery, Timisoara, Romania (2015); That ‘70s Show, Galleria Boccanera, Trento, Italia (2014); Garden of Mary, SABOT Gallery, Cluj, Romania (2013); The Way, curata da Liviana Dan, Galleria d’Arte Contemporanea, Museo Brukenthal, Sibiu, Romania (2011); Dream of Bucharest, curata da Jean-Baptiste Joly, Akademie Schloss Solitude, Stuttgart, Germania (2007).

Tra le mostre collettive, menzoniamo It Happens. Vlad Nanca/Luca Resta, curata da Paola Tognon, galleria Il Ponte, Firenze, (2018); Orient, curata da Michal Novotny, mostra itinerante, Riga, Bozar, Bruxelles, Krakow (2018); Notes on a landscape, curata da Wim Waelput, Art Safari, Bucarest (2017); Fragile sense of hope, curata da Nathalie Hoyos e Rainald Schumacher, Collezione d’arte Telecom, Collectors Room / Olbricht Foundation Berlin (2014); A few grams of Red, Yellow, Blue, curata da Ewa Gorzadek al Centro per l’Arte Contemporanea Ujazdowski Castle a Varsavia (2014); Image to be projected until it vanishes, curata da Mihnea Mircan al Museion a Bolzano (2011); On Difference #3, curata da Iris Dressler e Hans D. Christ allo Stuttgart Kunstverein (2005); Social Cooking al NGBK di Berlin, curata da Dan Mihaltianu (2007); Der Prozess, curata da Marco Scotini, Biennale 3 Praga (2007).

Biografia

Luca Resta nasce a Seriate nel 1982. Vive e lavora a Parigi. La sua ricerca interroga il concetto di “ripetizione”. Compreso come un fenomeno che caratterizza la nostra società, egli si interroga sul suo valore ontologico, e la relazione che disegna con le dinamiche contemporanee. Dopo una breve laurea artistica, nel 2008, egli ottiene un M.A. all’ Accademia di Belle Arti a Bergamo. L’artista poi continua la sua carriera e ricerca artistica attraverso workshops e alcune residenze, come la Fondazione Spinola-Banna per l’arte a Torino, Viafarini-in-Residence a Milano e Aste´rides in Marsiglia. Negli anni, participa ad alcune mostre collettive nazionali e internazionali, tra le quali: Sound Fetish (51° Biennale di Venezia, 2005); Inaugural Exhibit (Art Raw Gallery, New York , 2009); Quali cose siamo (Triennale, Museo del Design, Milan, 2010); Il raccolto d’autunno continua ad essere abbondante (DOCVA, Milano, 2011); State of the Arts (54° Biennale di Venezia, 2011); All in good time (BACO, Bergamo, 2013); Calcio d’inizio (Fondazione Re Rebaudengo, Torino, 2014); Common-Place (Galerie Rajatila, Tampere, 2015); DAMA (Torino, 2016); Metamorphosis (Galerie Italienne, Parigi, 2016); Babel (Contemporary Locus, Bergamo, 2016); Brave New Word (K-Gold Temporary Gallery, Agia Paraskevi, 2016); Do Disturb #4 (Palais de Tokyo, Parigi, 2018); It Happens. Vlad Nanca/Luca Resta (Galleria Il Ponte, Firenze, 2018). Tra le mostre personali citiamo Man at work (Galleria d’arte Placentia, Placentia, 2009); Chambrequatrevingtcinq (ARS + L, Bergamo, 2013); J-12 Superposition (Galerie Paris8, Parigi, 2014).

IT HAPPENS 01
Residency + Exhibition

VLAD NANCA
LUCA RESTA

a cura di
Paola Tognon

Dove: Galleria Il Ponte Via di Mezzo, 42 / b, 50121 Firenze

Periodo: 21 settembre – 9 novembre 2018

inaugurazione
venerdì 21 settembre, h 18.30

Fonte: Ufficio Stampa
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