Teatro Livorno

da venerdì 27 settembre 2019 a domenica 29 settembre 2019

Il Senso del Ridicolo, Festival Italiano sull’umorismo, sulla comicità e sulla satira

Dal 27 al 29 settembre si terrà a Livorno la quarta edizione del festival IL SENSO DEL RIDICOLO, dedicato all’umorismo, alla comicità e alla satira. Il festival, diretto da Stefano Bartezzaghi e promosso da Fondazione Livorno, è gestito e organizzato da Fondazione Livorno – Arte e Cultura, con la collaborazione del Comune di Livorno e il patrocinio della Regione Toscana. È partner della manifestazione Aedes Siiq, con il supporto di Pictet e il contributo di SIAE.

In tre giorni di eventi, attori, autori, filosofi, scrittori, giornalisti, radio-star, letterati e, naturalmente, comici si interrogheranno sul significato del riso e sulla straordinaria funzione illuminante dell’umorismo, della comicità e della satira.

Dal guardaroba alla tavola, dagli oggetti da acquistare alle persone da conquistare, dall’etica all’etichetta ogni evenienza (quotidiana o no, materiale o spirituale che sia) ci ammonisce: il ridicolo è in agguato. Il festival livornese intitolato proprio al Senso del Ridicolo torna così per un’edizione, la quarta in cinque anni, curiosa degli angoli in cui si può annidare il ridicolo, nelle peripezie del costume, del potere, dell’animo umano.

Sono “le vicissitudini tragicomiche del desiderio”, ci dice Massimo Recalcati, uno dei più noti psicoanalisti italiani, nella lectio magistralis che venerdì 27 settembre, alle ore 17.30 in Piazza del Luogo Pio, inaugura il festival. Si oscilla fra il dolore e la farsa e gli umoristi sono coloro che sanno come approfittare
dello slancio dato dal polo del tragico per sospingere il pendolo verso il polo del ridicolo. Era quello che sapeva fare forse meglio di tutti Achille Campanile, un inarrivabile campione dell’umorismo italiano del Novecento, di cui, sempre nella serata inaugurale di venerdì 27 settembre, alle ore 21 in Piazza del
Luogo Pio, ascolteremo alcune pagine lette con l’ironica maestria di Anna Bonaiuto. Sono pagine dedicate a figure femminili, in particolare a mogli irragionevoli e scorbutiche, secondo uno stereotipo profondamente radicato. E d’altra parte non sono proprio i luoghi comuni, i cliché, gli stereotipi a costituire
la base dell’umorismo?

Scozzesi avari, donnine disponibili, uomini infoiati, tedeschi rigidi, suocere arpie, Pierini insolenti… Per capire come mai per farci ridere occorre fare ricorso a un patrimonio di idee fisse, e spesso sbagliate, abbiamo la fortuna di poterci rivolgere a un attore di comprovata arte verbale che è anche un sagace
ricercatore di usi e generi popolari come la fiaba, la canzone, l’aneddoto e ora la barzelletta. Ascanio Celestini sta dedicando alle storielle che animano da sempre la nostra convivialità un progetto multimediale, convinto come è che esse possano rivelare a noi stessi il fondo oscuro della nostra mentalità collettiva
(domenica 29 settembre, ore 11.30, Piazza del Luogo Pio).

La dimostrazione della potenza dell’oscillazione fra comico e tragico si ha quando si pensa che nell’articolo che scrisse per la morte del suo amico Primo Levi, il grande musicologo Massimo Mila lo definì “un umorista”. La critica più recente ha reso giustizia alla figura di Levi come scrittore e non solo testimone della
Shoah: il principale esponente e animatore di questa nuova corrente di critica leviana è Marco Belpoliti, che ha scelto per noi pagine ironiche e umoristiche dell’autore di Se questo è un uomo, pagine che verranno lette da una delle voci teatrali più forti e affermate dei nostri anni, quella dell’attrice Federica Fracassi
(domenica 29 settembre, ore 15, Bottini dell’Olio).

Un caso forse inverso è quello di Woody Allen. Il senso del ridicolo gli dedica una rassegna di film curata come ogni anno da Gabriele Gimmelli: tre capolavori che testimoniano di altrettante stagioni della durevole creatività di Allen, nel tempo in cui un’ingiustificabile censura sociale è riuscita a mettere in ombra
(speriamo solo momentaneamente) una stella di tale magnitudo (venerdì 27 – sabato 28 – domenica 29 settembre, ore 21, Teatro Vertigo). A parlare del caso-Allen sarà la scrittrice Nadia Terranova, sensibile ai  temi della discriminazione sessista, come a quelli della libertà dal più cieco stigma sociale (sabato 28
settembre, ore 11.15, Bottini dell’Olio).

Ma fra tutti gli stereotipi, comici o drammatici, quello che nella circostanza è forse il più pertinente è il blasone di “maledetti” assegnato – per spirito, espressione, inclinazione al dissenso – ai livornesi. Solo un modo di dire? A provare a rispondere sarà lo scrittore, musicista e cantante Bobo Rondelli, assieme alla giornalista Eva Giovannini, anch’essa livornese (sabato 28 settembre, ore 12.30, Piazza del Luogo Pio).

Come livornesi saranno le persone che verranno a raccontarci la loro livornesità, sollecitate da un habitué del festival, l’attore, conduttore radiofonico e animatore di narrazioni collettive Matteo Caccia (domenica 29 settembre, ore 18.45, Piazza del Luogo Pio).

Per una popolazione africana, il mondo si divideva in “cose vere” e “cose da ridere”. Le “cose vere” erano le storie degli dèi raccontate dai sacerdoti; le “cose da ridere” erano tutte le altre, le vicende della vita di tutti i giorni. “Cose da ridere” sono allora gli oggetti di design, seri eppure ridicoli, raccolti da Chiara Alessi
(sabato 28 settembre, ore 10, Bottini dell’Olio). Sono le stravaganze più esilaranti della moda, selezionate da Sofia Gnoli (domenica 29 settembre, ore 10, Bottini dell’Olio). Sono le nostre infinite attenzioni al cibo, fra la squisitezza e la ghiottoneria, argomento delle sapienti digressioni di Bruno Gambarotta
(domenica 29 settembre, ore 17.30, Piazza del Luogo Pio). Sono le stesse regole di bon ton, con i consigli per ben figurare in società e quelli per trovare marito, oggetto di un dialogo fra due collezioniste di manuali di galateo come l’attrice Maria Cassi e la giornalista Irene Soave (sabato 28 settembre, ore 18.30, Piazza
del Luogo Pio).

Per tutto il giorno cerchiamo di evitare di cadere nel ridicolo; per riposarci cerchiamo in tv, al cinema, a teatro, nei libri nuove cose da ridere. Ma chi è poi l’autore comico? Quali sono le sue doti? In cosa consiste il suo “mestiere”? Il festival si interroga su questa figura, accoglie opinioni in merito tramite i social network e,
in un incontro in collaborazione con SIAE, ne discutono Stefano Andreoli, autore e animatore del sito Spinoza, Marco Ardemagni, Stefano Bartezzaghi, Sara Chiappori e l’attrice Pilar Fogliati (sabato 28 settembre, ore 17.15, Bottini dell’Olio). Sulla Rete e alla radio quest’ultima è emersa come dotata riproduttrice di accenti e mentalità tipiche delle diverse zone e classi sociali di Roma, e non solo di Roma; un talento appena emerso, con cui parleremo anche di Roma come capitale della comicità italiana, volontaria e no (sabato 28 settembre, ore 15, Bottini dell’Olio). Ancora Pilar Fogliati aiuterà a mettere a confronto la
Roma di un tempo e la Roma di oggi, partecipando come lettrice all’incontro con il giornalista e studioso  Filippo Ceccarelli (sabato 28 settembre, ore 16, Bottini dell’Olio). Cronista di decenni di politica italiana, Ceccarelli è un appassionato conoscitore dei sonetti di Giuseppe Gioacchino Belli, che definisce “invincibile
maestro di scettico sarcasmo e amara dissacrazione”: papi e re d’epoca a confronto con i governanti di oggi, in un romanesco secolare che ha la sonorità di una lingua classica e la freschezza di un idioma che tuttora riecheggia nelle strade.

L’ospite d’onore di quest’anno è un attore che è lecito definire “straordinario”, e proprio nel senso letterale dell’aggettivo. Extra-ordinario per la sua capacità di uscire dal consueto, superare la propria stessa espressione e la propria fisicità per liberare le energie di una comicità fatta non tanto di battute quanto di una
condizione esistenziale. Silvio Orlando in un’occasione rara e quindi preziosa ha accettato di raccontarsi dal palco del Teatro Goldoni al direttore del festival Stefano Bartezzaghi e alla critica teatrale Sara Chiappori (sabato 28 settembre, ore 21, Teatro Goldoni)

IL SENSO DEL RIDICOLO
Livorno, 27-29 settembre 2019
www.ilsensodelridicolo.it
Facebook: Il senso del ridicolo | Twitter: @sensoridicolo | Instagram: @ilsensodelridicolo | hashtag:
#sensodelridicolo

PROGRAMMA

VENERDÌ 27 SETTEMBRE
Saluti istituzionali
Piazza del Luogo Pio – ore 17.00

EVENTO 01
Piazza del Luogo Pio – ore 17.30
Ingresso gratuito
Massimo Recalcati
Il desiderio ci prende in giro? Sulle vicissitudini tragicomiche del desiderio umano La vita del nevrotico è, insieme, una tragedia e una farsa. Lo stesso si può dire delle vicissitudini del desiderio: c’è del tragico e c’è del comico. Anche il mestiere dello psicoanalista, confrontandolo con la tragedia e le “comiche” del desiderio, oscilla tra l’esperienza del dolore e quella ironica dell’incontro con le maschere farsesche della commedia della vita.
Massimo Recalcati
è uno degli psicoanalisti più noti in Italia. Insegna all’Università di Pavia e Verona. È fondatore di Jonas Onlus: centro di clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi e direttore scientifico della Scuola di specializzazione in psicoterapia IRPA. Svolge l’attività di supervisore clinico presso diverse istituzioni sanitarie. Scrittore. Dal 2014 dirige per Feltrinelli la collana Eredi e dal 2015 per Mimesis la collana Studi di Psicoanalisi. Collabora con diverse riviste specializzate italiane e internazionali e con le pagine culturali de
la Repubblica.

EVENTO 02
Piazza del Luogo Pio – ore 21.00
Ingresso 3 €
Anna Bonaiuto con Stefano Bartezzaghi
La moglie di Socrate, la guercia del Tasso e altre donne sotto il tallone d’Achille (Campanile) Achille Campanile rivelò il suo vero talento quando, giovanissimo redattore di un quotidiano, pubblicò la notiziola di una vedova che visitava la tomba del marito tutti i giorni e proprio lì era spirata, dandole come titolo: “Tanto va la gatta al lardo”. Da allora la donna è per Campanile l’altra campana: il contrappunto polemico e la logica eversiva, lo zimbello e il detonatore delle convenzioni borghesi. Letture e conversazioni di Anna Bonaiuto e Stefano Bartezzaghi cercano di stabilire se la misoginia del Genio di Velletri fosse vera o recitata.
Anna Bonaiuto
si è sempre divisa fra cinema e teatro. Ha recitato in spettacoli di Carlo Cecchi, Luca Ronconi, Andrea De Rosa, Toni Servillo. Con Sabato Domenica e Lunedì ha vinto il premio Ubu come migliore attrice. Al cinema ha interpretato cinque film con Mario Martone e per L’amore molesto ha vinto il David di Donatello, il
Nastro d’Argento, la Grolla d’Oro e altro. La ricordiamo anche nel Caimano di Nanni Moretti, ne Il Divo e in Loro di Paolo Sorrentino, Io, loro e Lara di Carlo Verdone, Napoli velata di Ferzan Ozpetek e Dove siete? Io sono qui di Liliana Cavani, con cui ha vinto la Coppa Volpi al Festival di Venezia.

EVENTO 03
Teatro Vertigo – ore 21.00
Ingresso 3 €
Proiezione del film “Prendi i soldi e scappa” di Woody Allen
Commedia

SABATO 28 SETTEMBRE
EVENTO 04
Bottini dell’Olio – ore 10.00
Ingresso 3 €
Chiara Alessi
Cose da ridere
Fra quelli che ci circondano ci sono oggetti nati seri e divenuti ridicoli, oggetti nati ridicoli e divenuti seri, oggetti che risultano ludici per forma o per funzione. Percorreremo così un secolo di design italiano tramite fotografie inedite e materiale d’archivio: una galleria d’icone da cui si potranno ricostruire i modi e i versi in cui la cultura materiale (nella sua storia, con i suoi oggetti anonimi e con quelli firmati) ha incontrato il
ridicolo.
Chiara Alessi
(Verbania, 1981) si occupa di design come docente (al Politecnico di Milano e altrove), come curatrice di mostre (di recente, la sezione contemporanea del Triennale Design Museum, 2019), come saggista e critica. Tra i suoi libri: Dopo gli anni Zero (Laterza, 2014); Design senza designer (Laterza, 2016); Le caffettiere dei miei bisnonni (Utet, 2018).

EVENTO 05
Bottini dell’Olio – ore 11.15
Ingresso 3 €
Nadia Terranova
Ritratto dell’artista in disgrazia. Il caso Allen Woody Allen è tra gli autori più amati di sempre. Il suo stile inconfondibile ha innovato generi come il
racconto comico, la stand-up comedy, la sophisticated comedy, il Witz ebraico, la farsa, la parodia, il mockumentary. Una carriera eccezionale, sia per la quantità di opere, sia per la frequenza e diffusione dei successi, sia per le circostanze che l’hanno incredibilmente interrotta, se non spezzata. La scrittrice Nadia Terranova la ripercorre per giungere alla linea di confine tra l’ammirazione e l’ostracismo. Nadia Terranova (Messina, 1978) vive a Roma. Per Einaudi Stile Libero ha scritto i romanzi Gli anni al contrario (2015, vincitore di numerosi premi tra cui il Bagutta Opera Prima, il Brancati e l’americano The Bridge Book Award) e Addio fantasmi (2018, finalista al Premio Strega). Ha scritto anche diversi libri per ragazzi, tra cui Bruno. Il bambino che imparò a volare (Orecchio Acerbo, 2012), Casca il mondo (Mondadori, 2016) e Omero è stato qui (Bompiani, 2019). È tradotta in Europa e negli Stati Uniti. Collabora con la Repubblica e altre testate.

EVENTO 06
Piazza del Luogo Pio – ore 12.30
Ingresso 3 €
Eva Giovannini e Bobo Rondelli
Maledetti livornesi
A partire da Modigliani / Modì / Maudit, ai livornesi una certa aura di maledizione rimane attaccata, come la bonomia ai bolognesi o l’ingegneria ai milanesi. L’evento che, come da tradizione, Il senso del ridicolo dedica ogni anno a Livorno, in questa edizione vede l’incontro di due talenti della produzione autoctona: la giornalista Eva Giovannini e il musicista e scrittore Bobo Rondelli, alle prese con la maledizione, la maldicenza e l’illimitata arguzia dell’essere livornesi.
Eva Giovannini
(Livorno, 1980) giornalista, inviata e conduttrice Rai. Ha condotto Popolo Sovrano (Rai 2) e due edizioni del Premio Strega (Rai 3, 2017 e 2018).
Vincitrice del Premio Giornalistico Altiero Spinelli per gli studi europei (Ventotene, 2019). Membro della Commissione di Saggi sull’Europa istituita dalla presidenza della Camera (2017). Autrice del saggio sulle destre europee Europa Anno Zero – Il ritorno dei Nazionalismi (Marsilio, 2015). Ha lavorato come inviata per i principali programmi di approfondimento giornalistico in Rai e a La7, coprendo con reportage e dirette tv i principali fatti di attualità italiani e internazionali.
Bobo Rondelli
cantautore, poeta, attore e performer, nasce il 18 marzo 1963 a Livorno, città che ispira da sempre la sua carriera artistica. Raggiunge il successo con gli Ottavo Padiglione e il singolo Ho Picchiato La Testa. Nel 2001 inizia la carriera da solista, che lo porterà a vincere il Premio Ciampi per il miglior arrangiamento
(Disperati intellettuali ubriaconi) e alla realizzazione di colonne sonore di film. Nel 2009 è l’attore protagonista del road-movie L’uomo che aveva picchiato la testa, che Paolo Virzì gli dedica. Realizza due spettacoli omaggio a Piero Ciampi (2014 e 2016), mentre il suo ultimo lavoro musicale, Anime Storte, esce il

6 ottobre 2017.
EVENTI 07 e 08
Bottini dell’Olio
Ingresso a entrambi gli appuntamenti 5 euro
– ore 15.00
Pilar Fogliati
Pilar, paria e parioline
Con il solo aiuto della sua voce una giovanissima attrice censisce differenze sociali e rionali e ritrae figurine romane a un tempo inverosimili e realistiche. Roma: Città Eterna ed eterna borgata, Capitale e capoccia. La sapienza di Pilar Fogliati mostra però anche due altre cose: come il romanesco sia il passepartout della
comicità nazionale e come il nostro modo di parlare, qualunque esso sia, fornisca di noi il ritratto più fedele, la caricatura più crudele.
Pilar Fogliati
diplomata all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, inizia a lavorare in serie televisive come Task Force 45 e Un Passo dal Cielo, al cinema accanto a Fabrizio Bentivoglio nel film Forever Young e prossimamente nella nuova serie comedy targata Fox Extravergine. Parallelamente si diverte a creare
personaggi femminili in diversi sketch comici nel programma radiofonico Non è un paese per giovani con il duo Cervelli-Veronesi su Radio2.
– ore 16.00
Filippo Ceccarelli
“Je casca a un omo una corona in testa?”: Belli, Romaccia eterna e la buffa vanità del potere Pontefici e sovrani saranno anche la peste del mondo, ma seguitano disperatamente a far ridere: nelle pose, nelle lusinghe, nelle promesse, nelle minacce e nelle fregnacce. Se gli archetipi del potere sono immutabili, a distanza di due secoli Giuseppe Gioachino Belli resta invincibile maestro di scettico sarcasmo e amara dissacrazione. Filippo Ceccarelli prova a tirare il filo aggrovigliato che attraverso il poeta stringe i governanti di ieri a quelli di oggi.
Filippo Ceccarelli
64 anni, giornalista romano e appassionato belliano, ha scritto su Panorama e La Stampa, dal 2005 su la Repubblica. Nei suoi libri si è occupato di politica, sesso, cibo, spettacolo e presagi. Nel 2015 ha donato il suo cospicuo archivio di ritagli alla Biblioteca della Camera dei deputati, per la gioia di giornalisti, studiosi e
curiosi. Il suo ultimo lavoro di 965 pagine si intitola Invano: il potere in Italia da De Gasperi a questi qua (Feltrinelli, 2018).

EVENTO 09
Bottini dell’Olio – ore 17.15
Ingresso gratuito
Stefano Andreoli, Marco Ardemagni, Stefano Bartezzaghi, Sara Chiappori, Pilar Fogliati
«Così mi fai ridere». Un identikit dell’autore comico
Quali sono le qualità di un autore comico? A chiunque può capitare di dire una battuta che fa ridere la compagnia: è un evento gratificante ma che non
ha altre conseguenze. È diversa la condizione di chi per professione deve saper produrre testi da far ascoltare o leggere a un pubblico, suscitandone ogni volta le risate. Il senso del ridicolo vuole stilare un elenco di qualità necessarie all’autore comico. Per questo ha interpellato follower e curiosi sui social e convocato ospiti particolarmente qualificati per rispondere. Evento realizzato con il contributo di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

Stefano Andreoli
autore televisivo, ha collaborato con numerosi comici tra i quali Roberto Benigni e Maurizio Crozza. Dal 2015 fa parte della squadra di autori di Quelli che il calcio, storica trasmissione di Rai 2. Ogni mattina alle 7 parla ai microfoni di Radio Monte Carlo. Con Alessandro Bonino ha creato e gestisce Spinoza.it, sito satirico alimentato da un collettivo di centinaia di autori.

Marco Ardemagni
autore e conduttore radiofonico (Caterpillar AM, Radio2) e televisivo (Eurovision Song Contest, Rai 4), scrive poesie e testi bizzarri (Rime tempestose con Bufala Cosmica, Sperling & Kupfer 1992; Ininterrottamente Inter, Eraclea 2013; Irrimediabilmente Rime, Eraclea 2015).

Stefano Bartezzaghi
(Milano, 1962) insegna Semiotica e Linguaggi contemporanei della Creatività alla Iulm (Milano). Collabora a la Repubblica con articoli su lingua e cultura e con un cruciverba quotidiano. Dirige il festival Il senso del ridicolo, a Livorno e le collane Campo aperto e Amletica leggera per l’editore Bompiani. I suoi ultimi libri
sono: Parole in gioco. Per una semiotica del gioco linguistico (Bompiani, 2017) e Banalità. Luoghi comuni, semiotica, social network (Bompiani, 2019).

Sara Chiappori
giornalista e critica teatrale, vive e lavora a Milano. Scrive e ha scritto di spettacoli e cultura per il quotidiano la Repubblica, per D la Repubblica delle Donne, Amica, GQ, Diario della settimana (quando ancora esisteva) e per il trimestrale di teatro Hystrio. Ha curato la direzione artistica del festival Tfaddal. Variazioni su Amleto dalla nuova scena (Teatro Franco Parenti, Milano, maggio 2013). Collabora con l’Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Dal primo anno affianca la direzione artistica del festival per le arti performative.

Pilar Fogliati
diplomata all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, inizia a lavorare in serie televisive come Task Force 45 e Un Passo dal Cielo, al cinema accanto a Fabrizio Bentivoglio nel film Forever Young e prossimamente nella nuova serie comedy targata Fox Extravergine. Parallelamente si diverte a creare personaggi femminili in diversi sketch comici nel programma radiofonico Non è un paese per giovani con il duo Cervelli-Veronesi su Radio2.

EVENTO 10
Piazza del Luogo Pio – ore 18.30
Ingresso 3 €
Maria Cassi con Irene Soave
Belle figure e rare figurine
Il galateo comunica l’arte del ben figurare: ci addita il ridicolo della rozzezza ma ci espone al ridicolo del prezioso e dell’artificioso. I libri che ci fanno fare belle figure sono però, a loro volta, figurine da collezione: per Maria Cassi, attrice e comica che ha già portato in scena un irresistibile Galateo, come per Irene Soave,
giornalista di cultura e costume che ha dedicato ai manuali per trovare marito il suo libro d’esordio. Le due appassionate di galatei dialogheranno sulle norme più inverosimili, ovvie, sagaci e inapplicabili, spulciate dalle rispettive collezioni.

Maria Cassi
ha studiato al Mozarteum di Salisburgo e a Bologna presso la Scuola di Teatro di Alessandra Galante Garrone, allieva di Jacques Lecoq. Ha fondato nel 2003, insieme a Fabio Picchi, il Circolo Teatro del Sale a Firenze (di cui è presidente e direttrice artistica) e nel 2006 la Compagnia Maria Cassi (spettacoli: La Porta Aperta; Crepapelle; Suoniemozioni; Concertino d’Amore; Fiorentini). Nel gennaio 2010 è andato in scena, a New York, My Life with Men… and Other Animals, di cui è interprete e co-autrice (regia di Peter Schneider). Ha inciso il doppio cd Pardon (2012). I suoi spettacoli più recenti sono Soffriggo per te (2012), Attente al
lupo (2013), Le città del cibo (2015, scritto con Fabio Picchi per il Festivaletteratura di Mantova), Shakespeare mon amour (2015, con Jack Ellis). Un suo spettacolo classico è Galateo.

Irene Soave
(1984) liceo classico, laurea in Comunicazione, ora giornalista alla redazione Esteri del Corriere della Sera; ha lavorato per Sette, Vanity Fair, e prima ancora come cronista di nera. Ha collaborato con il Centro Internazionale di Studi Primo Levi nei primi anni della sua fondazione. Colleziona libri di buone maniere e di recente ne ha perfino scritto uno per: si intitola Galateo per ragazze da marito (Bompiani Amletica Leggera, 2019).

EVENTO 11
Teatro Goldoni – ore 21.00
Ingresso 3 €
Silvio Orlando
Silvio, rimembri ancora
Il nostro Silvio è, naturalmente, Orlando: pasticcere trotziska nel musical sognato da Nanni Moretti e cardinal Voiello, scaltro e maradoniano, per lo Young Pope di Paolo Sorrentino, attore di culto per registi come Salvatores, Luchetti, Avati, Ferrario, Mazzacurati e raffinato capocomico teatrale. Sollecitato da
Stefano Bartezzaghi e Sara Chiappori, Silvio ci dirà d’Orlando: di come nascono la sua comicità e l’altra sua vocazione, drammatica, e dell’amore che ha saputo suscitare nel pubblico con le scelte di una carriera miracolosamente esente da ogni snobismo come da ogni banalità.

Silvio Orlando
classe 1957, napoletano, attore teatrale, cinematografico e televisivo, debutta sul grande schermo nel 1987 nel film di Gabriele Salvatores Kamikazen – Ultima notte a Milano. Una lunga carriera che ha visto la vittoria della Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, del Premio Pasinetti al miglior attore alla 65ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e del Premio Gian Maria Volontè al Bif&st di Bari per Il papà di Giovanna diretto da Pupi Avati. Orlando ha inoltre vinto la Palma d’Oro al Festival di Cannes per La stanza del figlio di Nanni Moretti, due David di Donatello e due Ciak d’Oro (Aprile e Il Caimano, entrambi di Nanni Moretti), due Nastri d’argento (Preferisco il rumore del mare di Mimmo Calopresti e Il Caimano), un Globo d’oro (Sud di Gabriele
Salvatores) e un Ciak d’Oro speciale Serial Movie per The Young Pope, la serie ideata da Paolo Sorrentino. Il suo ultimo film è Un paese quasi perfetto di Massimo Gaudioso (2016); a teatro è invece stato impegnato in La Scuola di Domenico Starnone e Si nota all’imbrunire (Solitudine da paese spopolato) di Lucia Calamaro; a settembre sarà in tv con la nuova serie di Paolo Sorrentino The New Pope.

EVENTO 12
Teatro Vertigo – ore 21.00
Ingresso 3 €
Proiezione del film “Manhattan” di Woody Allen
Commedia

DOMENICA 29 SETTEMBRE
EVENTO 13
Bottini dell’Olio – ore 10.00
Ingresso 3 €
Sofia Gnoli
Stravaganze di moda.
Da Maria Antonietta a Lady Gaga Dalle oniriche parrucche realizzate nel Settecento dal parrucchiere parigino Leonard, pare in stato di ebbrezza, passando per le folli creazioni di Elsa Schiaparelli, per arrivare ai travestimenti di Anna Piaggi e all’abito di ‘carne’ di Lady Gaga, questo incontro è un piccolo viaggio al confine tra moda e ridicolo.

Sofia Gnoli
studiosa di moda, docente universitaria e giornalista, scrive sul Venerdì e su la Repubblica. Consulente scientifica e curatrice di mostre, ha collaborato tra l’altro con il Victoria and Albert Museum per The Glamour of Italian Fashion 1945-2014. Tra le sue pubblicazioni: L’alfabeto della moda (Carocci, 2019), Eleganza fascista (Carocci, 2017), The Origins of Italian Fashion 1900-1945 (V&A Publiushing, 2014), Moda. Dalla nascita della haute-couture a oggi (Carocci, 2012), Moda e teatro (Meltemi, 2008).

EVENTO 14
Piazza del Luogo Pio – ore 11.30
Ingresso 3 €
Ascanio Celestini
Storielle-telling
Nel mondo delle barzellette tutti i bambini sono pestiferi, tutti gli scozzesi sono avari, tutti i tedeschi sono efficienti e stolidi, tutte le suocere sono insopportabili e tutti i carabinieri… Beh, lo sappiamo. Un attore che è anche un ricercatore nel campo della cultura popolare, dopo le fiabe, le storie di guerra, le storie di manicomio, le canzoni, esplora il genere della barzelletta. Chi le inventa, cosa ci dicono, perché ci fanno ridere, cosa sono, alla fine, le barzellette?

Ascanio Celestini
è autore, attore, musicista e regista. I suoi testi sono legati a un lavoro di ricerca sul campo e indagano nella memoria di eventi e questioni legate alla storia recente e all’immaginario collettivo. Lavora attivamente anche all’estero e in particolare tra la Francia e il Belgio, dove sono stati messi in scena numerosi suoi
spettacoli teatrali. Tra i più conosciuti: Radio clandestina (2000), Scemo di guerra (2003), La pecora nera (2005), La fila indiana (2009), Pro patria (2011), Discorsi alla nazione (2013), Laika (2015) e Pueblo (2017). Il suo ultimo film è Viva la Sposa (2015); il suo ultimo libro Pro patria (Einaudi 2012). Tra i tanti premi ricevuti: il premio Ubu (due volte), il Flaiano, il Dessì, il premio Fiesole, il Ciak d’oro.

EVENTO 15
Bottini dell’Olio – ore 15.00
Ingresso 3 €
Durata 2 ore
Marco Belpoliti e Federica Fracassi
“Direi che era un umorista”. Ridere con Primo Levi Il “Direi che era un umorista” lo scrisse il musicologo Massimo Mila nel giorno in cui Primo Levi, suo
amico personale, morì tragicamente. A più di trent’anni da quel giorno e a cento dalla nascita, il più grande esperto di Primo Levi ha raccolto pagine che dimostrano come Mila non si sbagliasse in merito all’autore che tra le sue fonti di ispirazioni dichiarò il Libro di Giobbe ma anche Gargantua e Pantagruel.
A leggere le pagine di Levi sarà l’attrice Federica Fracassi, che nell’ultima parte dell’incontro parlerà con Sara Chiappori della propria vocazione comica, nascosta in una carriera a dominante drammatica.

Marco Belpoliti
saggista e scrittore, è il curatore delle “Opere complete” di Primo Levi edite da Einaudi in tre volumi; tra i suoi ultimi libri: “Primo Levi di fronte e di profilo”, Guanda. Collabora con L’Espresso e con la Repubblica, dirige con Elio Grazioli la collana Riga presso Quodlibet e il sito culturale e casa editrice web doppiozero.

Federica Fracassi
è interprete sensibile alle nuove drammaturgie. Fin dagli esordi disegna un percorso indipendente nel panorama del teatro di ricerca, collaborando, anche autorialmente, ad ampi progetti, con registi di spicco del panorama teatrale e cinematografico. Fonda insieme al regista Renzo Martinelli la compagnia Teatro Aperto, oggi Teatro i, che gestisce l’omonimo spazio a Milano. Ha ricevuto numerosi premi come miglior attrice protagonista tra cui Premio Olimpici del Teatro, Premio della Critica, Premio Eleonora Duse e Premio Ubu.

EVENTO 16
Piazza del Luogo Pio – ore 17.30
Ingresso 3 €
Bruno Gambarotta con Stefano Bartezzaghi
Bruno Brunch
Programmato inizialmente in un’ora perfettamente intermedia fra la prima colazione e la seconda, detta anche pranzo, poi spostato per ragioni logistiche all’ora della merenda, l’incontro con Bruno Gambarotta ci ricorderà il vantaggio che egli ha preso su tutti noi. Quando nessuno lo faceva ancora è stato infatti lui il primo a parlare di cibo, raccontando le avventure del fagiano Jonathan Livingston e svelando i misteri del codice Gianduiotto. Il riso è anche cibo, del resto; riso e cibo passano entrambi dalla lingua e condividono la stessa sede: la pancia.

Bruno Gambarotta
nato ad Asti il 26 maggio 1937, ha trascorso la maggior parte della vita lavorativa alla Rai, nella sede di Torino e alla direzione programmi di Roma, ricoprendo vari ruoli, dal cameraman al conduttore. Fra le sue numerose pubblicazioni, sono da segnalare Enciclopedia comica del diritto (Comix editore, 1996) e, sempre
da Comix, Colpito in fronte da nemica palla (1994). Segue Il codice Gianduiotto (Morganti editori, 2006), parodia de Il codice da Vinci di Dan Brown. Del maggio 2016 è Non si piange sul latte macchiato, otto racconti in giallo, del 2018 Il colpo degli uomini d’oro e del 2019 Ero io su quel ponte, tutti Manni Editori.

VENTO 17
Piazza del Luogo Pio – ore 18.45
Ingresso 3 €
Matteo Caccia
E non dite che non sono di Livorno
Una serata di storie livornesi e di livornesità. Le storie raccontano meglio di ogni spiegazione, dicono chi siamo senza indicare. Un manipolo di livornesi salirà sul palco per raccontare davanti ad un microfono e ai propri concittadini un pezzo della loro vita, una storia accaduta loro in città o fuori. Un insieme di racconti che disegnerà una piccola mappa di chi sono i Livornesi attraverso una serata di racconti dal vivo in prima persona condotta e ideata da Matteo Caccia.

Matteo Caccia
raccoglie, scrive e racconta storie per la TV, il teatro e la radio. Lo ha fatto a Radio24 con VendoTutto e Voi siete qui. Nel 2015 torna a Radio2, dove aveva scritto e condotto Amnèsia, con Una Vita. Da settembre 2015 è in onda tutti i giorni con Pascal dal lunedì al venerdì alle 22.30. Ha creato e conduce Don’t tell my mom, storyshow in scena ogni primo lunedì del mese a Milano. Scrive e parla per LaEffe, la tv di Feltrinelli. Ha scritto due libri, Amnèsia e Il nostro fuoco è l’unica luce, per Mondadori. Ad aprile 2017 è uscito il suo nuovo romanzo per Baldini&Castoldi, Il silenzio coprì le sue tracce.

EVENTO 18
Teatro Vertigo – ore 21.00
Ingresso 3 €
Proiezione del film “Harry a pezzi” di Woody Allen
Commedia

INFORMAZIONI

IL SENSO DEL RIDICOLO
Livorno, 27-29 settembre 2019

Biglietti
Gli eventi n. 1 e n. 9, “Il desiderio ci prende in giro? Sulle vicissitudini tragicomiche del desiderio umano” e “Così mi fai ridere. Un identikit dell’autore comico” sono a ingresso gratuito, fino a esaurimento posti. Tutti gli altri sono a pagamento: 3,00 €.

Gli eventi 7 e 8, “Pilar, paria e parioline” e “Je casca a un omo una corona in testa?: Belli, Romaccia eterna e la buffa vanità del potere”, possono essere acquistati solo in forma di pacchetto a 5,00 €. Il diritto di prevendita è pari al 10% del biglietto.

Biglietteria
Sala Simonini, Scali Finocchietti 4, Livorno
Telefono: 0586 404293 | e-mail: biglietteria@ilsensodelridicolo.it

Orari:
Nel mese di luglio
26 e 27 luglio dalle 16.30 alle 19.30
31 luglio dalle 19.00 alle 23.00
Nel mese di agosto
dall’1 al 4 agosto: dalle 19.00 alle 23.00
successivamente: giovedì, venerdì e sabato dalle 16.30 alle 19.30
(Ferragosto chiuso)
Nel mese di settembre
dall’1 al 22: giovedì, venerdì e sabato dalle 16.30 alle 19.30
dal 23 al 26: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30
È possibile acquistare i biglietti nei punti vendita segnalati su www.vivaticket.it.
Biglietteria durante il festival
dal 27 al 29 settembre dalle 9.00 alle 21.00
Biglietteria last-minute
I biglietti ancora disponibili saranno venduti sul luogo 30 minuti prima dell’inizio.

Prevendita online dal 26 luglio sul sito www.ilsensodelridicolo.it  È possibile accedere agli eventi con la sola ricevuta di acquisto anche in versione digitale su smartphone e tablet.

La direzione si riserva di effettuare modifiche al programma che saranno comunicate alla biglietteria, al punto informazioni e sul sito www.ilsensodelridicolo.it. Gli eventi durano circa 60 minuti, salvo diversa indicazione. Non si garantisce l’ingresso dopo l’inizio dell’evento, anche se muniti di biglietto.

Info point
Durante i giorni del festival sarà attivo un Info Point presso la Sala Simonini, Scali Finocchietti 4.

Libreria
La libreria del festival, curata da Erasmo Libri e Mondadori Bookstore Livorno, sarà aperta dal 27 al 29
settembre presso i Bottini dell’Olio. Museo della Città – Luogo Pio Arte Contemporanea e Biblioteca
Labronica, piazza del Luogo Pio, Livorno.

Luoghi del festival
Piazza del Luogo Pio
Bottini dell’Olio. Museo della Città – Luogo Pio Arte Contemporanea e Biblioteca Labronica – piazza del Luogo Pio
Teatro Goldoni – via Enrico Mayer 57
Teatro Vertigo – via S. Marco 11
Scali Finocchietti, Sala Simonini – Scali Finocchietti 4
Fondazione Livorno – piazza Grande 23
www.ilsensodelridicolo.it
Facebook: Il senso del ridicolo
Twitter: @sensoridicolo
Instagram: @ilsensodelridicolo
#sensodelridicolo

Per informazioni:
info@ilsensodelridicolo.it
Stilema – segreteria organizzativa | 011 5624259
Fondazione Livorno – Arte e Cultura | 0586 826133

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Fonte: Ufficio Stampa

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