Teatro Firenze

da giovedì 16 novembre 2017 a sabato 18 novembre 2017

Ascanio Celestini in Pueblo al Teatro Puccini

Pueblo_Ascanio

Da giovedì 16 a sabato 18 novembre ore 21.00 al Teatro Puccini di Firenze andrà in scena Ascanio Celestini in Pueblo.

Fabbrica srl presenta
in co-produzione con Roma Europa Festival 2017
e il Teatro Stabile dell’ Umbria

ASCANIO CELESTINI
in
PUEBLO
uno spettacolo di Ascanio Celestini
con Ascanio Celestini e Gianluca Casadei
suono Andrea Pesce

…che intanto a contare le viole passa e ripassa il tempo
e l’abito bianco da sposa diventa un sudario
le calze di seta una calza da ladro
e il tuo anello, il mio anello, e il tuo anello, il mio anello
una lunga catena da cane inchiodata nel muro…
“Io mi chiamo Violetta
A me la cassa mi piace.
Faccio la pipì prima di mettermi seduta come le bambine prima di mettersi in viaggio. Il papà e la mamma dicono “Violetta, hai fatto la pipì?” tu la fai e monti in macchina. Per cento chilometri non ti scappa.
Sul seggiolino della mia cassa sono una regina in trono.
I clienti depositano salami e formaggi, pasta olio burro e pizze surgelate, tranci di pesce africano e bistecche di montone americano, litri di alcol in confezioni di tutti i generi, vetro, plastica, tetrapack, alluminio.
Io mi figuro che non sono i clienti, ma sudditi. Sudditi gentili che mi vengono a regalare le cose. Sudditi che dicono “prego signora regina prenda questo baccalà congelato, questi biscotti per diabetici. Prego prenda questo vino nel tetrapack, sono tre litri, è prodotto da qualche parte in Francia o Cina. Prego…”
E io dico “grazie, grazie, grazie”

“Violetta è una giovane donna che lavora in un supermercato. Non le piace il lavoro che fa. Lavora alla cassa dove fatica anche ad alzarsi per andare al gabinetto. Allora immagina di essere una regina. E nella sua immaginazione anche il mondo che si trova fuori dal supermercato è un reame, pieno di gente interessante che lei incontra e che le racconta storie. Una barbona che rimpiange un uomo al quale ha voluto molto bene, un africano, facchino in un grande magazzino. E poi il padre di Domenica, scomparso quando lei era molto piccola o uno zingaro che ha conosciuto quando era bambina, bambino anche lui, e che ha rincontrato da grande. Tutti questi personaggi e le loro storie interagiscono, si incrociano, soprattutto attraverso un altro personaggio chiave del racconto: una ex prostituta proprietaria di un bar di periferia, di quelli con le slot machine, dove in qualche maniera tutti finiscono.
A me interessava raccontare la storia di un luogo che normalmente conosciamo solo quando vi accade qualcosa di scandaloso, di tremendo, di violento. Quando quello che accade, insomma, si trasforma in una notizia.

E invece questo posto può essere osservato semplicemente perché esiste ogni giorno e non solo quando i fatti si trasformano in notizie. Qui abitano personaggi con un’umanità molto evidente il cui tratto principale è la debolezza. Sono deboli anche quando sono violenti, sono deboli anche quando sono cattivi, sono deboli anche quando sono colpevoli.

“PUEBLO” è la seconda parte di una trilogia che comincia con “Laika”. In entrambi i casi si tratta di vicende di personaggi che vivono ai margini della narrazione alla quale siamo abituati. Personaggi che non hanno alcun potere e spesso stentano a sopravvivere, ma si aspettano continuamente che il mondo gli mostrerà qualcosa di prodigioso. Ci credono talmente tanto che alla fine il prodigio accade. Ignorano il potere di Dio o degli eserciti. La loro forza e la loro debolezza sono la stessa cosa, per questo, pur essendo ai margini della società vorrei che riuscissero a rappresentarla per intero. Questo spero di provocare: che lo spettatore professionista borghese, il giovane laureato o lo studente che ancora vive coi genitori si identifichi in un barbone o in una prostituta rumena, non perché vive la stessa condizione sociale, ma la stessa condizione umana. ”
Ascanio Celestini

Ideale continuazione dello spettacolo «Laika», come dichiarato dallo stesso autore, la nuova produzione teatrale di Fabbrica rivive negli stessi luoghi: il bar, il luogo dove tutto accade; il supermercato, il luogo della fatica, come il marciapiede, la fabbrica; la periferia, intesa come margine del mondo, ma anche isola dove l’umanità è più forte, più viva e più visibile proprio perché nessuno guarda.
Violetta non è soltanto uno dei personaggi della storia, ma incarna un mondo di disillusioni, di sogni traditi e di vite vissute tra la fatica del quotidiano e la bellezza delle persone che vi si incontrano. Ancora una volta Ascanio Celestini ci trascina tra le chiacchiere di questi disperati, che poi disperati non sono se non agli occhi altrui, e ci restituisce un mondo fatto di povertà ma anche di rara bellezza, di ignoranza ma anche di atavica saggezza, e come nel miracolo finale di Laika anche qui si assisterà a prodigi straordinari che nessuno noterà.
Coprodotto ancora una volta dal Festival RomaEuropa e dal Teatro Stabile dell’ Umbria, lo spettacolo è stato presentato in una sua versione in lingua francese al Théâtre National di Bruxelles (che lo ha prodotto) e al prestigioso Théâtre du Rond Point di Parigi.

Biglietti
I settore € 22,00
II settore € 18,00
(diritti di prevendita esclusi)

Biglietti in vendita sul circuito regionale Box Office

Acquisto on line su www.boxol.it

Per informazioni:

055.362067 – 055.210804
Teatro Puccini
Via delle Cascine 41 – 50144 Firenze Tel. 055.362067
www.teatropuccini.itinfo@teatropuccini.itwww.facebook.com/teatro.puccini

Fonte: Ufficio Stampa
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