Spettacoli Firenze

sabato 12 gennaio 2019

Antonello Salis e Antonino Siringo con il loro concerto ImprovvisAnto per Pinocchio Jazz

Sabato 12 gennaio 2019,  inizio concerto ore 21.45, all’Associazine Vie Nuove a Firenze saranno in concerto per la rassegna Pinocchio Jazz:
ANTONELLO SALIS / ANTONINO SIRINGO
“ImprovvisANTO”

Due funamboli senza rete. Nessuno spartito e nessun limite per questo magico duo che ama il rischio e i linguaggi dell’improvvisazione. Due anime appartenenti a due isole: la Sardegna e la Sicilia, sabato 12 gennaio per la prima volta insieme al Pinocchio, per inaugurare nel più puro spirito del jazz il 2019! Antonello Salis, classe 1950 di Villamar, romano d’adozione, un’artista unico che non ha bisogno di presentazioni, torna sul palco del club in tutta la sua carica dirompente, alternandosi ai suoi strumenti prediletti (la fisarmonica e il pianoforte) per dialogare in totale libertà con Antonino Siringo, pianista siciliano, da molti anni “di stanza “a Firenze, nonché direttore del neonato Dipartimento Jazz della Scuola di Musica di Fiesole e musicista eclettico che spazia dal jazz alla musica colta del Novecento, alle collaborazioni con il teatro e la danza.

Dove: Ass.ne Vie Nuove – Viale Donato Giannotti, 13 Firenze Gratis per gli under 25 info@pinocchiojazz.it 

Ingresso concerto 12,00 € riservato soci Arci/Uisp.

cenni biografici e ulteriori info
it.wikipedia.org/wiki/Antonello_Salis

Le performance di Antonello Salis sono sempre un’esperienza assolutamente unica. I giochi, i numeri, il virtuosismo mai fine a se stessi. La forza, la provocazione, l’impeto puro. Antonello Salis ha sempre abituato il suo pubblico a uno show emotivamente coinvolgente. Antonello è la musica, nel suo corpo c’è musica, riempie ogni spazio, sovrasta ogni rumore superfluo. Alterna al pianoforte la fisarmonica, l’uno e l’altro li suona, li percuote, li possiede come fossero un corpo. Il repertorio è il più misto possibile e immaginabile: si va da sue composizioni originali, in effetti non molte, a tracce che vanno dal jazz rock all’avanguardia più totale, dai Beatles a tanto altro. Il tutto condito con una dose massiccia di improvvisazione, che per Antonello è una regola d’arte, molto più della composizione. Stordisce chi spera di ascoltare un pianoforte solitario, stile jazz; stordisce ancora di più chi crede di conoscere bene il musicista, sardo di nascita e romano di adozione. Salis è un pianista jazz, però usate questa definizione soltanto se andate a cercare i suoi dischi nei negozi, altrimenti rischiate non vi creda nessuno. Compone, esegue, improvvisa, fa dell’estemporaneità una poesia, ed è anche ottimo fisarmonicista. Classe 1950, fisico asciutto e muscoli scolpiti, abbronzatura intensa. Ha iniziato con la musica da ballo, poi il rock suonando l’organo Hammond, ha sfiorato la musica tradizionale, infine il jazz, una cotta pazzesca. Con il trio Cadmo ridisegnava l’etno jazz italiano, con il trombettista Lester Bowie (anima vorace e mai dimenticata dell’Art Ensemble Of Chicago) si è dedicato all’avanguardia. Così si è ritrovato a proprio agio anche con lo scenario europeo: collaborazioni che vanno dalla scène actuel francese alle sfide con un improvvisatore del calibro di Han Bennink, funambolico percussionista, fino al solido legame con Paolo Fresu. E poi un circo di musicisti, artisti, coreografi e ballerine a sobbalzare ai suoi ritmi. E nel suo set in solitaria c’è tutto questo: dal vivo è uno spettacolo.

Bio Antonello Salis:
Nasce il 28 febbraio 1950 in Sardegna, a Villamar. Inizia a suonare la fsarmonica a sette anni, mentre si avvicina al pianoforte studiando da autodidatta. Negli anni settanta milita in diversi gruppi rock suonando l’organo Hammond. Dal 1978 è protagonista in piano solo e fisarmonica in Italia ed all’estero ospite dei maggiori jazz festival. Il suo percorso musicale ormai trentennale è costellato da collaborazioni eccellenti, per citarne alcune: Enrico Rava, Paolo Fresu, Furio Di Castri, Stefano Bollani, Roberto Gatto, Riccardo Fassi, Pino Minafra, Paolino Dalla Porta, Gianluca Petrella, Fabrizio Bosso, Paolo Angeli, Javier Girotto, Lester Bowie e l’Art Ensemble Of Chicago, Don Cherry, Don Pullen, Ed Blackwell, Billy Cobham, Horacio “El Negro” Hernandez, Han Bennink, Nana Vasconcelos, Cecil Taylor, Pat Metheny, Joey Baron, Bobby Previte, Hamid Drake, Bobby Watson, Minino Garay, Richard Bona, Linley Marthe, Francis Lassus, Joel Allouche, Antonio Jasevoli e molti altri. Come solista ha inciso 4 dischi: “Orange Juice, Nice Food”, “Salis!”, “Quelli che restano” e “Pianosolo”. In duo con Joey Baron “Keys And Skins” (CamJazz, 2008); con Fabrizio Bosso “Stunt” (Parco della Musica Records, 2009). Una delle collaborazioni più longeve di Salis è quella con il chitarrista francese Gérard Pansanel con cui ha inciso sette album di cui uno dedicato a Fellini e alla musica di Nino Rota con l’Orchestra Improvista. La collaborazione con i fsarmonicisti francesi Richard Galliano e Marcel Azzola insieme a Gianni Coscia produce il Quartetto Nuovo, apoteosi dello strumento madre di Salis: la fsarmonica. Musicista eclettico, Salis, nel corso della sua carriera, si è confrontato in progetti di teatro (Remondi e Caporossi, Festival di Sant’Arcangelo), con Antonio Rezza e con l’attore di strada Remo Remotti. Si è esibito in rassegne e festival di cinema (Biennale di Venezia, Taormina Festival), performance di danza (con Roberta Escamilla Garrison, Teri Weikel). Con Gérard Pansanel ha frmato le musiche del flm di Eric Romher “Racconto d’autunno”. Ha inoltre collaborato con Pino Daniele, Ornella Vanoni e diversi altri artisti al di fuori dell’ambito strettamente jazzistico. Ha partecipato a numerosi festival nazionali ed internazionali tra i quali: Umbria Jazz, Roccella Jonica, Sant’Anna Arresi, Berchidda, Clusone, Cagliari EuropeanJazzFestival, Ravenna, Parigi, Montreux, Nizza, Le Mans, Madrid, Mosca, Londra, Bath, Oslo, Stoccolma, New York, Chicago, Montreal, Vancouver, San Paolo, Rio De Janeiro, Saint Louis del Senegal, Città del Messico, seguito da un tour che ha toccato le maggiori città messicane.
Nel corso della sua lunga carriera ha ottenuto vari riconoscimenti a livello europeo ed internazionale: premio Django d’or 2005 per l’Italia come musicista affermato; il Premio alla Carriera a Cagliari, nell’ambito dello European Jazz Expo 2008; il referendum Top Jazz 2008 come miglior strumentista dell’anno (tastiere) e, l’anno seguente “Stunt”, realizzato con Bosso, è stato eletto miglior disco. Il suo ultimo lavoro in studio è prodotto da Sar’d music (distr. EGEA): “Giornale di Bordo”, realizzato con Paolo Angeli, Gavino Murgia e Hamid Drake.

Bio Antonino Siringo
Nato a Siracusa nel 1978, Antonino Siringo si diploma presso il Conservatorio di Firenze, sotto la guida di Lucia Passaglia. I numerosi concorsi pianistici nazionali ed internazionali vinti dai 12 ai 18 anni e la carriera come solista e collaboratore di gruppi cameristici vanno di pari passo con uno studio meticoloso che gli permette di raggiungere una profonda conoscenza del repertorio del ‘900 e di sviluppare una singolare visione dell’interpretazione. Fra il 1998 e il 2000 compone opere per il teatro ed il balletto, collaborando con la compagnia del Florence Dance Festival di Marga Nativo e Keith Ferrone.
A partire dal 2003 l’interesse per la musica contemporanea e per l’improvvisazione diventa per Antonino Siringo una scelta consapevole.
Completa la sua formazione classica prima con la frequenza a Fiesole dei corsi dell’Orchestra Giovanile Italiana, poi con le Masterclass dell’Accademia Chigiana (dove consegue il Diploma di Merito nella classe del M° J. Achucarro e si aggiudica per due anni consecutivi la borsa di studio). Contemporaneamente partecipa ai Seminari di Siena Jazz, sotto la guida di Stefano Battaglia, Franco D’Andrea, Bruno Tommaso.Gli impegni con la musica contemporanea cominciano nel 2004, quando, per l’Estate Fiesolana, esegue in prima assoluta il concerto per pianoforte e orchestra “Rumor Nero” di Massimo Munari. Nel 2006 e 2007, con l’Ensemble Contemporaneo dell’O.G.I., prende parte ai concerti di Musica & Cultura dedicati all’opera dei compositori-ospiti Francesconi, Arcà, Boccadoro, Guarnieri , Franceschini e Portera che gli dedicherà, successivamente, il brano pianistico Antonino’s Schizophrenyc Monologue.Con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino collabora all’incisione di opere di Salvatore Sciarrino e Alessandro Solbiati oltre che a numerose altre produzioni della stessa orchestra, in Italia e all’estero, sotto la direzione di L. Foster, R. De Burgos, M. Chung, D. Kawka, Asbury, G. Noseda,W. Marshall, M. Albrecht, W. Eddins e molti altri.Nel 2008 incide la colonna sonora del film di Paolo Benvenuti “Puccini e la fanciulla” presentato alla 65° Mostra del Cinema di Venezia.Nel 2016, incide la colonna sonora del film algerino “Augustine”, presentato al 50° Cartagine Film Festival, diretto da Samir Seif, con le musiche di Salim Dada.L’interesse per la musica contemporanea cresce di pari passo con quello per l’improvvisazione e il jazz, al quale Antonino Siringo, dopo i corsi di Siena Jazz, si avvicina in modo del tutto indipendente e da autodidatta. Del 2007 è un primo progetto, Lennie’s Pennies, dedicato a Lennie Tristano. Nel 2009 vince il concorso “Luca Flores” e si esibisce al Serravalle Jazz Festival, Padova Jazz Festival, Metastasio Jazz, Musicus Concentus.
Dal 2011, e per i successivi tre anni, collabora con l’attrice fiorentina Maria Cassi in qualità di pianista, compositore e arrangiatore. In particolare, lo spettacolo “My life with men and other animals”, diretto da Peter Schneider, viene a lungo replicato in Italia ed Europa. Con la stessa Maria Cassi incide due dischi e torna a collaborare, nel 2018, come arrangiatore e esecutore nello spettacolo “Cinemaria”.
Nel 2015 la produzione dello spettacolo “La Follia” lo chiama, con Mario Ancillotti e Claude Hauri, a fianco dell’attrice Maddalena Crippa per un reading dedicato ad Alda Merini. Lo spettacolo è tutt’ora in tournée.
Dal 2010 si intensificano il lavoro sull’improvvisazione e le collaborazioni in questo senso: Marcello Magliocchi, Guy-Frank Pellerin, Jean-Michel Van Schouburg, Pat Moonchy, Roberto Del Piano, Nicola Guazzaloca, Matthias Boss, Maresuke Okamoto e Cinzia Fiaschi, pittrice con cui sviluppa un progetto dedicato all’instant composition.
Dello stesso anno è l’inizio dell’attività didattica che lo vede impegnato in esclusiva per la Scuola di Musica di Fiesole dove comincia insegnando pianoforte e lettura della partitura, e dove, nel 2017, apre il Dipartimento di Musica Jazz e Tecniche di Improvvisazione.

ImprovvisAnto

Fonte: Ufficio Stampa

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